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I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015. Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della…

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.


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Commenti

1.478 risposte a “I libri più belli, letti nel 2015”

  1. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Ho appreso della morte di Oliver Sacks.
    Uffa.

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  2. Avatar cristina
    cristina

    Mari Julio Cortazar è un grandissimo scrittore. Spcializzato in racconti, profondo, acuminato, ironico e melanconico.

    L’amica geniale è una quadrilogia altilenante nei 4 volumi – ad esempio il terzo libro si arrovella e si intorcina troppo a mio parere. Ma è come Fred Vargas .sempre ottima stoffa, vera letteratura pop.
    Grandissima Ferrante, tessitrice di trame oscure e pulsioni a volte sconce e sempre irrazionali.
    Il fulcro non è un generico sud, ma una napoletanità perspicua, assolutamente partenopea e null’altro che partenopea. Nulla è comunque L’amica geniale in confronto ai veri capolavori L’amore molesto o La figlia oscura. Qui Ferrante si è divertita, là ci si strappa l’anima

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  3. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Cristina
    Cortazar lo l’ho trovato ironico e pieno di fantasia. Tra i tanti, bellissimo e molto poetico un racconto sui tramonti. L’autore afferma che vorrebbe fare il cineasta per cacciare crepuscoli e offrirli ai suoi simili in un film, si interroga però sulla fortuna di una simile opera cinematografica e conclude:

    • “Impossibile predire il destino del mio film: la gente va al cinema per dimenticarsi di se stessa e un crepuscolo invita precisamente all’opposto, è l’ora in cui forse ci vediamo un po’ più a nudo, a me, perlomeno, capita, ed è utile e doloroso; magari può essere di buon profitto anche per altri, non si può mai sapere.”

    (Julio Cortazar, “Cacciatore di crepuscoli”, in “I racconti”, a cura di Ernesto Franco, Einaudi, 1994, p. 947, pubblicato originariamente in “Un tal Lucas”)

    La raccolta di questi racconti “Un tal Lucas” in certi punti è molto frammentaria e sembra tenere assieme più pensieri sparsi, impressioni, che non dei veri e propri racconti. La scrittura è quasi aforismatica e i racconti sono brevissimi. A me proprio così piace il racconto, molto di più del romanzo breve.

    @tutti @Jezabel
    Jez, hai letto “La frantumaglia”? Penso che lo apprezzeresti molto: sono le lettere di Ferrante, spedite o meno non ha importanza, da cui si ricava il suo parere sulla sua stessa opera. C’è anche il carteggio con il regista di “L’Amore molesto”. Buon rientro!

    Ciao a tutti,
    Mariagela

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  4. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    Leggerò altro di sicuro della Ferrante. Mi ha incuriosito un sacco.
    Grazie per la dritta!

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  5. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Vi dicevo di avere cominciato a leggere Cortázar ala fine di luglio e i lavori sono ancora in corso perché adesso sono impegnata con un altro suo libro (per me più difficile perché tratta di poesia). Dai libri già letti avevo trascritto qualche passo che mi era piaciuto, mi permetto di trascriverli anche in questa sede. Qui un’altra sua definizione di racconto:

    • “Ma se non abbiamo un’idea viva di ciò che è il racconto, avremo perso tempo, perché un racconto, in ultima istanza, si muove su quel piano dell’uomo dove la vita e l’espressione scritta di quella vita ingaggiano una lotta fraterna, se mi si concede il termine; e il risultato di tale lotta è il racconto stesso, una sintesi vivente e insieme una vita sintetizzata, qualcosa come un incresparsi d’acqua dentro un bicchiere, una fugacità in una permanenza. Solo con immagini si può trasmettere quell’alchimia che è all’origine della profonda risonanza che un grande racconto ha in noi, e che spiega anche perché ci siano pochissimi racconti veramente grandi.”

    (Julio Cortazar, “Alcuni aspetti del racconto”, in “I racconti”, a cura di Ernesto Franco, Einaudi, 1994, pp. 1311/27, pubblicato anche in “Bestiario”, Einaudi, 1996)

    Uno che scrive così per me è un grande.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  6. Avatar Cristina
    Cristina

    mari, a me era anto piaciuto Tanto amore per Glenda di J. Cortazar, ma è un ricordo di più di 20 anni fa o più

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  7. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Tutti
    Cristina, di “Tanto amore per Glenda” ho scorso qualche pagina, poi gli ho preferito “Un tal Lucas”, ma solo per motivi pratici perché anche quello è un bel libro. L’ho già scritto, cercavo lo scrittore di racconti, ma ho trovato un grande teorico. Dell’improvvisazione delle sue lezioni faceva un punto di merito e teneva a sottolineare la sua estraneità alla critica letteraria; avrà anche avuto le sue buone ragioni per sostenerlo, ma a me, addirittura, per la limpidezza di scrittura, le sue lezioni ricordano i saggi di Calvino (ho scoperto poi che erano amici, ma non ho approfondito).

    A Berkley, spiegava ai suoi studenti americani:

    “L’umorismo passa la falce sotto tutti i piedistalli, tutte le pedanterie, tutte le parole con tante maiuscole. (..) L’umorismo può essere un grande distruttore, ma, distruggendo, costruisce: è come quando scaviamo un tunnel: il tunnel è una costruzione, ma per costruire un tunnel bisogna distruggere la terra, bisogna distruggere un lungo tratto praticando un buco che spazza via tutto quel che c’era prima, con questa distruzione costruiamo un tunnel. Il meccanismo dell’umorismo funziona pressappoco così: demolisce valori e categorie consueti, li ribalta, li mostra dall’altro lato, fa bruscamente saltare in aria cose che per abitudine, per assuefazione, per accettazione quotidiana non vedevamo più o vedevamo meno bene.”

    (Julio Cortázar, “Erotismo e letteratura” in “Lezioni di letteratura. Berkley, 1980”, Einaudi, 2014)

    Senza contare la pregnanza del suo pensiero in merito alla situazione dei popoli dell’America Latina.

    Saluti,
    Mariangela

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  8. Avatar Dani

    @Mariangela. Mai letto Julio Cortazar ma i tuoi commenti mi hanno stimolata. Mettiamo in coda.
    Io ho terminato KAPUTT. Che fatica! Indubbiamente il libro merita di essere letto, ma il contrasto stridente tra descrizioni estetiche lunghe ed estenuanti, i discorsi snob di aristocratici e ricchi borghesi con situazioni estreme di crudeltà e miseria era duro da digerire. Sicuramente era tutto nelle intenzioni dell’autore, creato ad hoc per rendere le pugnalate più efficaci, ma ne sono uscita acciaccata. (i ricchi tedeschi in “gita” nel ghetto di Varsavia che giocano a sparare al bambino che esce dalla buca in cui si era infilato in cerca di cibo… No, no è troppo). Così mi sono fatta un po’ di terapia curativa col SIMPOSIO di Platone, dove si disserta sull’Eros in crescendo fino a toccare punte altissime con l’intervento finale di Socrate che non si discosta poi molto da un trattato sul misticismo.
    Ora ho appena iniziato RACCONTARE IL MARE di Bjorn Larsson. Vi dirò

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  9. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cristina
    ero fusa dal rientro e non mi sono accorta che anche tu hai commentato il mio post sulla Ferrante. Leggerò L’AMORE MOLESTO. Ricordo meraviglie quando uscì, ma poi i libri sono tanti e si prendono tante strade.
    @tutti
    Che letture consigliereste per guarire dalla nostalgia?
    Quest’anno il sentimento è più complesso: mi manca la Sicilia e mi manca la famigliola di qui, quei colleghi che quest’anno si sono trafseriti in blocco e con i quali ho condiviso momenti indimenticabili. Il paesello non mi sembra più lo stesso.
    A presto.

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  10. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Jezabel
    Sursum corda, Jez! Ricorro al latino solo per non cadere nel tentativo, da parte mia sempre goffo e malriuscito, di cercare di tirar su di morale qualcuno: sono quelle situazioni che mi vedono sempre in imbarazzo, riesco a dire sempre le cose più inopportune, con esiti tragicomicamente controproducenti!

    Rileggi “Piccole Donne”!

    @Dani @Tutti
    Ti ringrazio per il resoconto sul libro di Malaparte. Avevo letto che è stato scritto mentre l’autore era corrispondente di guerra nei paesi dell’Asse e in quelli sottomessi dall’occupante nazista. Io l’avevo trovato citato in un saggio che si occupa della Shoah nella letteratura. Sotto il profilo storico è un libro ricordato perché assieme a un titolo di De Benedetti e a un altro di Saba, è uno dei pochi testi letterari che faccia cenno allo sterminio degli ebrei già nel 1945. Leggevo, come tu mi confermi, che Malaparte riferisce di questa aristocrazia tedesca, avvinazzata e prepotente, che terrorizza l’Europa. (S.C. Gordon, “La Shoah nella letteratura” in “Storia della Shoah in Italia”, a cura di Marcello Flores, Utet, 2010)

    @Tutti
    Tolto un romanzo di Saramago e uno di Vargas Llosa, dell’America Latina io non sapevo nulla, né sotto il profilo letterario né sotto quello culturale, non avevo mai provato curiosità per nessun aspetto di questo continente fino a quando ho preso in mano i libri di Cortázar! (è grave, Cristina, lo so, il lettore, in questo caso si può ben dire la lettrice, tende a fossilizzarsi sulle cose che conosce e che è sicura che le piacciano!)
    Adesso che ho iniziato (si può iniziare un continente dai suoi racconti? Secondo me, sì, soprattutto se si inizia da Cortázar) mi piacerebbe leggere qualche autore sudamericano e vi chiedo: voi conoscete Marcella Serrano? Leggevo che, secondo una di quelle classifiche che suonano sempre un po’ arbitrarie, il miglior romanzo sudamericano scritto da una donna sarebbe proprio il suo “Noi che ci vogliamo così bene”. L’avete letto? Con cosa mi consigliate di continuare?

    Ciao,
    Mari

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  11. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti
    Scusatemi, Saramago era Portoghese. In realtà volevo scrivere che non so nulla di cultura ispanica e ispanicoamericana.

    Mariangela

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  12. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Cara Mariangela,
    grazie per aver risposto prontamente al mio appello. Come vedi, sto aspettando che la notte porti consiglio leggendo SUITE FRANCESE della Nemiroski. PICCOLE DONNE (e il suo seguito) credo di averlo consumato a furia di leggerlo. Non parliamo poi dei film, in particolare quello del 1949, escludendo quello più recente (perchè quando ho visto G. Byrne nella parte che era stata di Rossano Brazzi mi è crollato un mito dell’infanzia).
    Io di sudamericani ne ho letti parecchi : Mastretta, Allende, Amado, Sepulveda, Sabato etc e di ognuno ho letto diverse cose. Era la letteratura più in voga nel periodo in cui lavoravo in libreria.
    Io la Serrano la evito (la trovo spesso nelle librerie degli aeroporti) perchè l’ho trovata letteralmente asfittica in varie performance.
    Per la storia ricordo che mi hanno insegnato tanto (ahimè) LA FESTA DEL CAPRONE di Vargas Llosa e IL ROSSO DEL PAPPAGALLO di Chavarrìa. Ma devi avere decisamente stomaco. Credo che oggi non potrei leggerli.
    A presto.

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  13. Avatar rosamavi
    rosamavi

    @Jezabel, anche le mie bimbe hanno scoperto PICCOLE DONNE del 1949. lo stiamo consumando, sappiamo tutti e 4 le battute a memoria! 🙂

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  14. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Rosamavi
    Non dirmelo.
    Mia mamma non ne può più di me che ripeto le parole di conforto (per modo di dire) di Beth a Jo (“non piangere, Jo… etc) e la dichiarazione del prof tedesco a Jo sotto la pioggia con tanto di accento.
    E naturalmente in preda alla stanchezza non si non cadere sul divano pronunciando l’agghiacciante appello di Meg “Roderigo, saaalvami!”

    Bacione @tutti gli appassionati di P.D. 1949

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  15. Avatar rosamavi
    rosamavi

    Fantastica anche Jo in due occasioni: da Laurie per il tè: “Quante zollette?” ” Due…ehmmmmm, TRE!” e quando vanno al ballo, salta la staccionata urlando “Sarò una mummia eleganteee!”. Adoro! 🙂 Scusate la divagazione! Sto leggendo uno dei tanti libri da voi consigliati, TRILOGIA DELLA CITTA’ DI K. della Kristoff. Che libro, che scrittura, che pena eppure che magnifiche atmosfere, seppure di una tristezza ed uno squallore che gelano il sangue! Bravi tutti quelli che ne hanno parlato (bene) qui!
    Ciao!

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  16. Avatar wwayne

    @rosamavi: Il tuo riferimento alle zollette di zucchero mi ha ricordato “Il dubbio”. Chi ha visto il film capirà; chi non l’ha visto, guardi al più presto questo autentico capolavoro.

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  17. Avatar Cristina
    Cristina

    Per uscire dalla malinconia io uso sempre La mia famiglia e altri animali dell’etologo-romanziere Gerald Durrell.Graniticamente garantito. O un buon giallo di Vargas.

    Di latino america consiglio il poco che mi è piaciuto (molto non m,i piaceva nè mi piace): La zia Julia e lo scribacchino di Vargasd llosa, capolavoro- La ragazza cattiva di Vargas Llosa – La tregua di Mario Benedetti – Il bacio della donna ragno di Manuel Puig. No, MArcela Serrano, anche no.
    La città di K: ritorna qui ogni tanto, a me è risultato indigesto e mi ha pure fatta incavolare ma parecchio. Però bisogna arrivar in fondo per capire perchè

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  18. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Rosamavi
    Non me ne vorrai, spero, ma io ne avevo detto male perché non mi era piaciuto; il libro della Kristof, l’avevo trovato pesante e noioso, oltre che non riuscito. Ma si sa, sono gusti!

    @Jezabel @Tutti
    Grazie per i titoli che hai fornito e mi permetto di chiedervi, ancora, qualcuno ha letto Pedro Páramo di Juan Rulfo?

    @Tutti
    Ho già fatto cenno alla militanza delle scrittura di Julio Cortázar e all’importanza delle cose che scriveva, in quegli anni, a favore dei popoli oppressi dell’America Latina:

    “Per questo, in ciò che voglio dire oggi, la mia visione della letteratura latinoamericana dei nostri giorni sarà quella di qualcuno per cui un libro è solo una delle molteplici modalità che i nostri popoli usano per esprimersi, per interrogarsi, per cercare se stessi nel vortice di una Storia senza pietà, di un dramma in cui sottosviluppo, dipendenza e oppressione si coalizzano per zittire le voci che si levano qui e là sotto forma di poesie, canzoni, teatro, cinema, pittura, romanzi e racconti. Tali voci nascono raramente dalla felicità, sono voci che hanno più del grido che del canto. Parlare della nostra letteratura in questa prospettiva è un modo di dare ascolto a quelle voci, di comprenderne il senso e anche – o per lo meno questo è il mio desiderio di scrittore – di unirci ad esse in una lotta comune per il presente e il futuro dell’America Latina.”

    (Julio Cortázar, “La letteratura latinoamericana del nostro tempo”, conferenza pubblicata con alcune varianti in “Argentina: años de alambradas culturales”, Muchnik Editores, Barcellona, 1984, ora in Julio Cortázar, “Lezioni di letteratura. Berkley, 1980”, Einaudi, 2014, pp.199/209).

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  19. Avatar Cristina
    Cristina

    domandina: se diciamo Guerra e Pace di Tolstoj, I malavoglia di Verga, perchè diamine diciamo La storia DELLA Morante, o Suite francese DELLA Némirosky ( unico suo libo grandioso secondo me) (mi ci metto anch’io ,viene anche a me a volte di dire così) ??
    io il perchè lo so, e non mi piace quel perchè.

    Avviso non letterario ma vitale – l’11 settembre ci saranno manifestazioni importani a Venezia e a Milano, e forse in altre città (la cosa si sta organizzando in queste ore) di Donne e uomini a piedi nudi per protestare contro la gestione dell’immigrazione in Italia in questa maniera sciagurata e criminale. Sono importanti, e molto giuste, credo io

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  20. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    Ho sentito parlare di Rulfoper la prima quest’estate…
    Non ho ancora fatto ricerche in merito.
    Ciuao.

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  21. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Dani
    Dani, quando scrivevi che Salinger è notevole come scrittore di racconti avevi proprio ragione; in questa veste l’ho incontrato leggendo questi suoi due titoli e l’ho trovato superlativo:

    • J. D. Salinger, “Un giorno ideale per i pescibanana” in “Nove racconti”, Einaudi, 2004, (pp. 3/21)

    • J. D. Salinger, “Per Esmé con amore e squallore” in “Nove racconti”, Einaudi, 2004, (pp. 107138)

    Per capire quanto la guerra gli sia rimasta addosso, bisogna proprio leggerli, questi due racconti! Dicono di più di qualsiasi biografia!

    @tutti @Stefano1
    Stefano, in un tuo commento di giugno mi invitavi ad avere pazienza con Wallace perché la sua produzione è di qualità diseguale. L’esperienza dello scorso mese me ne ha dato conferma: seguendo le indicazioni bibliografiche che ho trovato in un libro, in aggiunta a quelli di Salinger, indicati sopra, ho scovato anche questi due racconti di DFW, due autentici gioielli mischiati a racconti per me quasi illeggibili:

    • David Foster Wallace, “È tutto verde” in “La ragazza dai capelli strani”, Minimun Fax, Edizione Digitale, 2011, (pp. 215/217)

    • David Foster Wallace, “Per sempre lassù” in “Brevi interviste con uomini schifosi”, Einaudi, 2010, (pp. 17/27)

    Vi dico “Tutto verde” è un racconto di due paginette, ma e strepitoso!

    @tutti @Cristina
    Cristina, scusa se insisto, ma mi interessa il tuo parere. Dei sudamericani pensavo tu fossi appassionata (non so perché, non capisco da dove possa averlo evinto!). Perché mi sconsigli Marcella Serrano? (Giuro che stavo per scrivere il cognome preceduto dall’articolo determinativo, però mi sono corretta in tempo!). Grazie.

    Saluti,
    Mariangela

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  22. Avatar wwayne

    @Mariangela: Perché per il libro della minimum fax hai specificato “edizione digitale”? E’ più ricca rispetto a quella cartacea?

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  23. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Wwayne

    Ho specificato che la mia fonte era l’edizione digitale perché negli Ebook la paginazione è differente rispetto a quella dell’edizione cartacea: di solito gli ebook contano un numero di pagine inferiore e non c’è corrispondenza nella numerazione; l’ho specificato nel caso qualcuno volesse avvalersi dell’indicazione del numero di pagina per la ricerca del titolo che ho segnalato (voglio indulgere nel proselitismo per una volta: fatelo! Ne vale la pena!).

    Ciao
    Mari

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  24. Avatar wwayne

    @Mariangela: Grazie per la risposta. Comunque, non aver paura di fare proselitismo: in fondo è quello che ognuno di noi fa, quando menziona un libro che gli è piaciuto e motiva il suo gradimento.
    Io poi faccio proselitismo in modo ancora più sfacciato: spesso commento su altri blog lasciando il link ad un mio post. Ovviamente non a cavolo, faccio in modo di trovare un collegamento tra il mio articolo e quello che sto commentando. Non lo faccio per ottenere qualche visualizzazione in più, ma appunto per fare proselitismo, per far conoscere il libro o il film di cui ho parlato in quel post.
    Ovviamente questa abitudine mi ha fatto diventare oggetto delle contumelie più svariate: alcuni bloggers mi accusano di essere uno spammer, altri di essere un troll, altri ancora di volermi fare pubblicità in modo gretto.
    La cosa non mi ha mai dato particolarmente fastidio: al contrario, trovo ridicolo (e quindi molto divertente) il tono eccessivamente livoroso con cui molti bloggers mi rivolgono queste accuse. Mostrano un’aggressività del tutto sproporzionata alla situazione, e perciò involontariamente comica.
    E poi, per ogni blogger che mi insulta ce ne sono tanti altri che invece apprezzano il mio intervento, e in alcuni casi tirano fuori delle considerazioni sul mio post davvero acute e interessanti. Insomma, ne vale la pena. 🙂

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  25. Avatar Cristina
    Cristina

    WWayne, ma sei proprio Biancanevissima! il bello è che ti credo…

    Mari: io la letteratura latinoamericana? ti sbaglierai con qualcun altro! ma guarda , poco, quasi niente. diciamo che amo la ltteratura mitteleuropea sopra ogni cosa, Mercè Rodoreda a parte.

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  26. Avatar carloesse
    carloesse

    Trilogia della città di K: abbandonato a metà (a me totalmente indigesto, come ho scritto già diverse volte qui).
    Pedro Paramo (J. Rulfo) ? Grandissimo bel libro.

    Letteratura sudamericana: ma come mai nessuno cita Borges, dal quale bene o male tutti (o quasi tutti) gli scrittori sudamericani discendono? L’ALEPH è, a mio parere, la più bella raccolta di racconti che sia mai stata scritta.

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  27. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @ WWayne @Tutti
    Wwayne, dico di volermi astenere dal proselitismo perché so che ognuno ha i suoi gusti, per il resto per me ognuno può stare in rete come vuole, se non offende nessuno.

    Quello che stupisce, semmai, parlando in generale e non solo di quello che trovo sui blog, è la poca comprensione che talvolta rilevo nei confronti delle modalità di lettura diverse dalla propria, dove per modalità intendo soprattutto il modo di procedere da un libro all’altro e da un genere all’altro. Voglio dire, è giusto invocare tolleranza nei confronti dei gusti diversi da quelli di chi scrive quando ci si esprime su un libro o su un autore, ma io la tolleranza la pretenderei, più in generale, anche quando ci si permette di giudicare il modo di leggere degli altri, vale a dire quando oggetto del nostro giudizio diventano la modalità di avvicinamento al libro, le motivazioni che ci inducono a leggere, i meccanismi di selezione. Se è teoricamente accettato, quando si discute di un romanzo, che quello che piace a me può non piacere a te, molto più difficile risulta convincere qualcuno (e io continuo a stupirmi che questo qualcuno sia proprio un lettore) che leggendo un saggio ci si può divertire, che da un titolo di narrativa si può arrivare, per effetto domino e senza intenzioni intellettualistiche, a una guida turistica o a un manuale di geografia, o viceversa, che da una Lonely può capitare di approdare, senza averlo cercato, al libro di un romanziere famoso.

    Wwaine, è vero che le accuse e l’aggressività possono essere assolutamente ingiustificati, ma non mi riesce di definirli comici.

    @ Cristina@Tutti
    Penso di essermi confusa, mentre scoprivo Julio Cortázar ho pensato: questo piacerebbe a Cristina e ho scambiato la parte per il tutto.

    Buonanotte!
    Mariangela

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  28. Avatar wwayne

    @Mariangela: Hai perfettamente ragione.

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  29. Avatar wwayne

    @Cristina: Ti parlerò in un dialetto diverso dal mio ma che è perfetto per l’occasione: ma che vor dì?

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  30. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Carloesse @Tutti

    Su Borges ho sospeso il giudizio perché durante le ferie ho preso proprio quella raccolta di racconti, ma è capitata nel momento sbagliato (troppa roba in ballo) e facevo fatica a procedere.

    Rulfo è uno dei nomi che ho trovato nelle lezioni americane di Cortázar . Un altro titolo che mi è venuto ora in mente, trovato nella stessa sede, è Miguilim di Joao Guimaraes Rosa (chi era costui?)

    Ciao,
    Mariangela

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  31. Avatar Stefano1
    Stefano1

    @Mariangela: non ho letto i racconti di DFW, ma sono contento ti siano piaciuti e ti volevo salutare. Ciao

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  32. Avatar carloesse
    carloesse

    @mariangela
    Debbo invece dare ragione a Wayne: le accuse, l’aggressività di chi si prende troppo sul serio possono essere sempre molto comiche. Se si mette momentaneamente da parte l’aspetto veramente tragico della vicenda, Hitler e Mussolini sono stati tra i più grandi comici della storia. Se ne accorse Chaplin…
    E in fondo lo era anche Berlusconi: con il suo tramonto non a caso la satira si è un po’spenta. Certo, rimangono i Razzi, i Gasparri, le Santanchè, ma sono personaggi minori….
    😉

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  33. Avatar Cristina
    Cristina

    WWayne , su, un piccolo sforzo che ce la puoi fare! cioè, se uno scrive un blog letterario, sui suoi gusti personalissimi ( come sono i tuoi) dire che un po’ di sano narcisismo o autoostima non c’entrano nulla..bè ora,via, esageriamo. Certo che c’entrano, e giustamnte.
    Altro ch proseliismo, uno si appassiona e desidera estendere agli altri cose che ama. comvinmo sotto sotto della propria scala di valori estetici letterari etc etc. Non è altruismo, gioia mia.( lo facciamo utti, sia chiarissimo)
    No no no. Quindi se lo credi se proprio Biancanve, Schneewittchen dicono i tedeschi.
    Stai attento alle streghe cattive e alle mele avvelenate…

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  34. Avatar Cristina
    Cristina

    Carlo esse ha ragione. L’Aleph di Borges è una pietra miliare. Ma in genere lo si legge al liceo o enro i 20 anni. Per questo non l’ho citato, lo davo contato come un abicì

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  35. Avatar Cristina
    Cristina

    scusate, faccio troppo errori, ho una tastiera moribonda..

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  36. Avatar wwayne

    @Cristina: Sai che per anni ho avuto il terrore di dover imparare il tedesco? Mi sono laureato in Lettere Antiche: come saprai, nel mio campo molti testi critici di fondamentale valore sono in lingua tedesca. Di conseguenza, temevo che presto o tardi avrei dovuto mettermi a studiarla, cosa di cui non avevo e non ho nessuna voglia.
    Per fortuna non ce n’è mai stato bisogno: i miei professori hanno sempre messo nel programma d’esame solo testi in lingua italiana. Soltanto uno di Letteratura Greca fece eccezione, ma non fu un problema perché si allargò soltanto all’inglese e al francese, lingue che conosco benissimo.
    Anche quando ho dovuto scrivere una tesi, la mia relatrice accettò che io attingessi soltanto alle fonti scritte in una lingua di mia conoscenza. Insomma, I managed to dodge that bullet. 🙂

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  37. Avatar Cristina
    Cristina

    Wwayne, il tedesco è una lingua difficle ma bellissima. Molto vicina al latino. Io per fortuna mia l’ho sudiato per 7 anni , e lo parlo – anche se sono un po’ arrugginita.Ho anche tradotto libri dal tedesco milioni di anni fa…

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  38. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Stefano
    Stefano un saluto anche a te, scrivi!

    @Tutti @Carloesse @Cristina
    Torno a “Finzioni” di Borges perché stanotte era troppo tardi per spiegarmi: di averlo iniziato nel momento sbagliato me ne sono accorta subito, infatti non ho insistito per non bruciarmi l’autore, ma mi stupisce leggere che si legga a scuola: scusate, voi non lo trovate una lettura difficile?

    @Wwayne
    Anche se fosse, un po’ di narcisismo che male fa?

    Ciao,
    Mariangela

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  39. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari, per scuola intendevo al liceo… E perchè? Dante a te pare facile come lettura? o Ariosto? Borges va giù liscio al confronto…

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  40. Avatar Cristina
    Cristina

    poi a scuola, proprio a scuola, bisognerebbe leggere le cose difficili! e quando se no? lì si ha la testa fresca e sgombra e probta! mi sono letta tutto Sartre ( a scuola e non) e tutti i russi fra i 16 e i 19 anni…. pure Marx e Lenin…ahahah, figuriamoci che mi faceva Borges… Ma ora lo dovò rileggere, ma davvero lo trovi difficile?

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  41. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti@Cristina
    Sulla scuola hai ragione, se parliamo di mente fresca e di maggior ricettività, ma io penso che la lettura sia un discorso a parte, gli esperti ci dicono che molti danni sono stati fatti anche lì, per quanto riguarda la formazione dei lettori.

    Quanto a me e al momentaneo rinvio di Borges: penso avessi troppa roba in ballo per apprezzarlo, in realtà, l’autore merita attenzioni in esclusiva, io invece avevo in mente, come dire, una lettura diversa.

    Quest’estate volevo leggere dei racconti, ma non un’intera raccolta di racconti, di un singolo autore, bensì racconti di autori diversi. Ho deciso di eleggere a guida questo libro:

    • Paolo Cognetti, “A pesca nelle pozze più profonde. Meditazioni sull’arte di scrivere racconti”, Minimum fax, 2014, 130 p.

    È proprio questo testo che mi ha indirizzata verso i racconti di Salinger e Wallace che ho citato nei commenti degli scorsi giorni. Se con Doris Lessing, ho proceduto con ordine (ho letto i racconti in sequenza nell’ambito della raccolta “RAcconti africani”, salvo l’ultimo), con gli altri autori ho voluto saltabeccare da una raccolta all’altra (che divertimento!), estrapolando i “best of” segnalati dal libro. Sarà anche un modo anarchico di leggere racconti, ma non vi dico che piacere leggere come uno ha voglia di leggere!

    Cristina, sono sicura che a te il nome di Grace Paley non è ignoto (io invece
    non ne avevo mai sentito parlare). Avete letto qualcosa di questa poliedrica scrittrice?

    Salutoni
    Mariangela

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  42. Avatar Cristina
    Cristina

    c’è stata un’epoca in cui Grace Paley mi era molto piaciuta. Piccoli passaempo del vivere, mi pare fosse il titolo. Poi non so, l’ho ipresa in mano qualche anno dopo e icordo che mi aveva molto delusa. Invece Cognetti è un bel ipo ( fra l’altro rosso di capelli, quindi assolutamente un bel tipo!!) e scrive mica male, ma proprio mica male.

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  43. Avatar Cristina
    Cristina

    scusate: rrrrrrrrrrrrrrrr ttttttttttttttttttttttt

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  44. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti@Cristina
    Cristina, i racconti di Grace Paley che ho letto io sono questi e sono tratti da una raccolta il cui titolo è più o meno quello che scrivi tu:

    • Grace Paley, “Arrivederci e tanti auguri” in “Piccoli contrattempi del vivere.
    Tutti i racconti”, Einaudi, 2002, (pp. 5/14)

    • Grace Paley, “La voce più forte” in “Piccoli contrattempi del vivere. Tutti i racconti”, Einaudi, 2002, (pp. 33/39)

    Più dei racconti ho apprezzato però, pur senza averlo letto tutto, questo libro che dell’autrice propone un po’ di tutto;

    • Grace Paley, “L’importanza di non capire tutto”, a cura di Chiara Simonetti, Einaudi Stile Libero, 2007.

    Il volume è una sorta di miscellanea: raccoglie saggi, discorsi, indicazioni di scrittura creativa, scritti diversi (bello quello su Christa Wolf!). Qui una sua dichiarazione:

    • “Qualsiasi definizione si voglia dare (del femminismo) si deve usare il termine “società patriarcale”. Si è femministe quando ci si accorge che il possesso maschile dell’orientamento della vita delle donne è stato l’ordine del giorno per qualche migliaio di anni, cosa che non è affatto naturale. Anzi, è un modo innaturale di organizzare la vita su questa terra.”

    (Intervista di Meredith Smith e Karen Kahn, “Resist Newsletter”, 1984, ora in “L’importanza di non capire tutto”, a cura di Chiara Simonetti, Einaudi Stile Libero, 2007, pp.152/164).

    Cristina, ti si è incastrata la tastiera?

    Buonanotte
    Mariangela

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  45. Avatar rosamavi

    Comincio a pensaere che gli apprezzamenti sul libro della Kristof non provenissero da questo forum! 🙂
    @ Mariangela: interessante il tuo modo di procedere nella lettura dei racconti, quando nel prossimo decennio avrò un po’ di tempo, prenderò spunto.
    Buona settimana a tutti.

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  46. Avatar Cristina
    Cristina

    La Krystof è in genere molto apprezzata. Solo in questo forum ho letto alcune voci autonome ( compresa la mia) che ne hanno detto male.

    si ho la tastiera incastrata, Mari

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  47. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Ecco un’altra terna di racconti che non avrei mai scovato senza l’ausilio del libro di Cognetti; l’autore è stato definito il Cechov del New England, ma io non lo conoscevo:

    • John Cheever, “Il nuotatore” in “I racconti”, Feltrinelli, 2012, (pp. 718/730)

    • John Cheever, “Una radio straordinaria” in “I racconti”, Feltrinelli, 2012, (pp. 54/64)

    • John Cheever, “Un furgone scarlatto” in “I racconti”, Feltrinelli, 2012, (pp. 432/443)

    Leggo su un altro articolo del blog che questa raccolta di racconti è stata inserita dal CdS nei dieci libri più belli del 2012: a mio parere è un riconoscimento meritato.

    Saluti,
    Mariangela

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  48. Avatar Cristina
    Cristina

    ma tu pensa, cara Mari, le coincidenze. Qui sopra parlano de L’uomo che ride, di Victor Hugo, che è stato, in assoluto, uk primissimo libro che ho letto.
    Se ami tanto i racconti ti consiglio caldamene Maupassant, e Verga. Grandiosi.

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  49. Avatar Dani

    RACCONTARE IL MARE di Bjorn Larsson. Consigliato a chi ama il mare e a chi cerca spunti di lettura sul tema. L’autore il mare lo conosce bene avendo scelto, in alcuni periodi della vita, di avere solo una barca come casa e per aver solcato i mari del nord e non solo. Qui dopo un lavoro di ricerca, presenta brevi saggi su vari autori che hanno raccontato il mare e, a parte alcuni nomi noti come Conrad o Maupassant, vi ho trovato scrittori che non conoscevo e idee per future letture. Ne ricordo alcuni: Joshua Slocum e il suo resoconto di navigazioni in solitaria, Alvaro Mutis ed il suo ciclo di romanzi su Maqroll il Gabbiere, Harry Martinson, Nobel misconosciuto e mai tradotto in italiano (purtroppo), Carnimeo e il suo saggio sulla pirateria attuale. Insomma una fonte ricca per chi è in cerca di letture avventurose.
    @Rosamavi. Io ho apprezzato moltissimo la Trilogia della Kristoff. La lessi qualche anno fa e fu senz’altro una delle migliori. Mi rendo conto però, avendo prestato il libro a varie persone, che o la si ama o non piace per niente. Evidentemente la sua scrittura non stimola pareri tiepidi. Io ho trovato l’impianto della storia molto originale, nuovo (stessa impressione mi fece Espiazione di Mc Ewan anche se i due non sono paragonabili) e poi la scrittura tagliente, essenziale, è uno specchio perfetto della durezza del tema trattato. Anzi se qui gira qualche estimatore del libro che sa consigliarmi letture simili si accettano consigli. Qualcuno ha letto altro della Kristoff?

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  50. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Dani @Tutti
    Di Kristoff ho letto tre anni fa “L’analfabeta” (Casagrande, 2005), non ricordo di cosa parli, ma ricordo che diversamente dalla “Trilogia” mi era piaciuto.

    @Cristina @Tutti
    Le novelle di Verga le conosco e dei racconti di Maupassant ho sentito dire che, se si amano i racconti, vanno letti. Io però avevo in mente di continuare con qualche autore del XX o XXI secolo.

    Di Cheever mi sono procurata anche la raccolta di lettere recentemente proposta da Feltrinelli: ho scoperto poi che questa corrispondenza è stata pubblicata a tradimento; l’autore, che non aveva nulla in contrario a che i suoi diari venissero pubblicati, si era invece espresso contro la divulgazione delle sue lettere. Rimane il fatto che proprio dalle lettere è emersa la sua bisessualità; l’autore, in vita, difendeva la monogamia a spada tratta e condannava l’omosessualità senza appello.

    Scriveva a un suo amico:

    “Ho pensato per un anno che un simile amore debba essere perverso, crudele e invertito, ma non riesco a trovare alcuna traccia di ciò nel mio amore per te. Mi sembra naturale e semplice come passare un pallone da football in una bella giornata di ottobre e se la partita ti annoia puoi sempre lanciarmi il pallone e andartene per prati e non ci sarà disperazione.”

    (lettera inviata a un destinatario il cui nome è stato omesso per motivi di riservatezza, in John Cheever, “Le lettere”, a cura di Benjamin Cheever, postfazione di Tommaso Pincio, Feltrinelli, 2015, p 333).

    Mi sono sentita una spiona, che diritto ha il lettore di giudicare le contraddizioni della vita dello scrittore?

    Saluti,
    Mariangela

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