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I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015. Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della…

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.


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Commenti

1.478 risposte a “I libri più belli, letti nel 2015”

  1. Avatar Cristina
    Cristina

    Per wayne. spero che tu lo veda nonostante ia su Facebook è assolutamente da vedere
    https://www.facebook.com/

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  2. Avatar mariangela
    mariangela

    @Cristina
    Ti chiedo una cortesia: puoi spendere due parole sul libro di Doris Lessing (quello di cui non ti piace il titolo) che hai citato? Ti ringrazio se ti è possibile.

    @Tutti
    Sebald, in “Gli anelli di Saturno” che sto continuando lentamente, sembra avere letto i nostri post e ci viene in soccorso: dopo le efferatezze dell’impero coloniale belga, ricorda una inusuale alleanza franco-inglese responsabile di avere sterminato milioni di ribelli avversi al potere centrale, in Cina. Era la contropartita degli europei per imporre all’imperatore del Celeste Impero il libero mercato e l’attività missionaria. Nell’articolo di Marcello Flores di cui vi dicevo, lo storico, nell’elencare i misfatti del colonialismo britannico che non ci permettono di definirlo “innocente”, cita proprio la politica dell’oppio in estremo oriente. Come sono contenta quando la letteratura si integra con tutto il resto senza diventare didattica!

    Ciao
    Mariangela

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  3. Avatar wwayne

    @Cristina: Purtroppo non posso visualizzare, probabilmente proprio a causa della mia assenza da Facebook.

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  4. Avatar wwayne

    Sto rileggendo il libro di cui ho parlato nel mio ultimo post (“Il ritmo dell’Estate” di Nina Lacour). Come sempre avviene con i grandi libri, molte cose cui non avevo fatto caso ad una prima lettura adesso mi hanno colpito moltissimo. Ad esempio questo passo:

    “Bev mi aveva raccontato quella storia durante un concerto in un locale sull’Undicesima. Ci andiamo spesso perché è uno dei pochi che lascia entrare i minorenni. Era una serata come tante altre che abbiamo passato in giro per concerti. Di solito approfittavo dell’esibizione del gruppo di spalla per andare a prendere da bere e poi tornavo da Bev facendomi largo tra la folla con i nostri drink. Coca – Cola il più delle volte, birra se eravamo fortunati e il barista troppo impegnato o annoiato per far caso alla mia età. Quella sera però c’era qualcosa di diverso. Forse Bev era più in tiro delle altre volte. Forse aveva una pettinatura diversa. Quando le ho detto che andavo a prendere da bere ho avuto la sensazione, per la prima volta in tutta la mia vita, che il nostro fosse un vero appuntamento. E quando ho ordinato mi sono chiesto “Chissà se la barista pensa che sto prendendo da bere per la mia ragazza.” Poi ho intravisto i lunghi capelli biondi di Bev tra la folla e l’ho raggiunta, immaginandomi come sarebbe stato se lei fosse stata davvero la mia ragazza. E quando le ho passato la Coca – Cola le nostre mani si sono sfiorate e ho voluto credere che ci fosse un qualche significato in tutto ciò. Mi sono piazzato accanto a lei, ma un po’ dietro. Eravamo circondati da coppie e tutti erano abbracciati o si tenevano per mano. Chissà se Bev sentiva la mia presenza come io sentivo la sua. Se solo fosse arretrata di qualche centimetro, la sua testa si sarebbe posata sulla mia spalla.”

    L’ho trovato profondamente vero. Ci ho trovato tutte quelle fasi che attraversi quando speri che il tuo sentimento sia ricambiato: vedere che la ragazza che ti piace si è messa in tiro e sperare che l’abbia fatto per compiacerti, osservare le reazioni degli altri nel vedervi insieme per trovare conferma del fatto che sareste una bella coppia, sopravvalutare anche i segnali più irrilevanti come un contatto fisico lieve e casuale, sperare con tutto te stesso che si crei un’atmosfera romantica tra voi due. “Il ritmo dell’Estate” è un libro che parla della nostra vita, ne parla con un’esattezza che fa venire i brividi, ed è proprio per questo che colpisce al cuore il lettore.

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  5. Avatar cistina
    cistina

    cara Mariangela,l a lettura è i corso e a rilento perchè fa caldo e si imbianca casa. Scrittura fluida, agile, ricca, punti di vista interessanti, un bel libro e un buon libro mi viene da dire. Ricordi di quando era piccola e osservazioni sulle sue visite in Zimbawe dall’80 all’ 86

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  6. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @ Mariangela
    ecco, appunto mia cara, perchè se l’India è un caso a parte (e non vedo perchè uno possa passare sopra ai misfatti compiuti in un paese…), anche l’Irlanda ha qualcosina da recriminare.
    Però voglio fermarmi qui.
    Ho lasciato la Ferrante da qualche parte e, non avendo per le mani nulla di veramente okay, sto leggendo INFERNO di D. Brown… Ma sarà uno scivolone rapido: sembra di guardare un film. la considererò la mia estate BEST SELLERS!!!!!!
    Buon Ferragosto a tutti e, mi raccomando stasera …fate i bravi!

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  7. Avatar cristina
    cristina

    WWayne, nipote, sai che mi fai tenerezza? senza ironia

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  8. Avatar wwayne

    @Cristina: Potresti motivare la tua affermazione, per cortesia?

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  9. Avatar mariangela
    mariangela

    @WWayne @Cristina @Tutti
    Wwayne, anch’io volevo rispondere al tuo commento, ma, come dire, non osavo … temevo di andare sul personale.

    Sto pensando a quale libro, tra quelli letti, potrei eleggere a miglior libro d’amore, oppure quale pezzo letterario potrebbe assurgere a migliore dichiarazione d’amore. Io sto riflettendoci, voi ne avete in mente qualcuno in particolare?

    @Cristina @Tutti
    Che lavoraccio stai facendo!
    Belli davvero, questi racconti africani della Lessing, non avrei mai immaginato.

    @Jezabel @Tutti
    Anche su “Inferno” di Brown ti chiedo se puoi dirmi qualcosa: mi interessa sempre il vostro parere, ma nel caso dei best seller ancora di più, perché ho sempre paura di eliminarli a priori (per pregiudizio) e di perdermi qualcosa. Dai tuoi giudizi non mi sembra sia il caso di “I pilastri della terra”; come devo avere già scritto, a me “Il Codice da Vinci” (quello, sì, l’avevo letto) era piaciuto: giallo scorrevole e avvincente.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  10. Avatar wwayne

    @Mariangela: Eccome se ne ho in mente uno! Il miglior libro d’amore è senza dubbio questo: https://wwayne.wordpress.com/2014/10/16/qualsiasi-cosa-succeda/.

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  11. Avatar Dani

    Ho concluso da poco A ORIENTE DEL GIARDINO DELL’EDEN di I.J. Singer che ha di nuovo fatto colpo. Riassumendo molto la storia narra di Mattes, ebreo venditore ambulante che vive nella Via dei mendicanti e ha solo figlie femmine. Quando nasce Nachman viene destinato ad una carriera di studio per diventare rabbino, nonostante le difficoltà economiche. Il destino però ha un altro corso e sul rigore dell’ebraismo si innestano gli ideali del primo socialismo sposato con convinzione cieca, che farà dimenticare al protagonista persino i più elementari legami famigliari… Una lettura notevolissima anche nella forma, ma Singer è una garanzia come sanno bene quelli che hanno letto La famiglia Karnowski e altre cose sue

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  12. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    per fortuna, INFERNO fa diversi riferimenti al mio amatissimo Dante e a tanta di quella storia dell’arte e a tanti di quei monumenti di Firenze, che sì, rispetto ad altre BROWNATE che ho letto (sia fino in fondo, sia abbandonati per noia), me lo sto gustando. Come dici tu : scorrevole e avvincente.
    Tieni presente che tutti quelli con cui chiacchiero hanno venerato I PILASTRI.
    Perciò, non ti fidar di me… prendimi con le pinze!
    Quanto a libri d’amore interessanti, mi è venuto in mente ADA O DELL’ARDORE di Nabokov, soprattutto leggendo il commento di WWayne al testo da lui stesso riportato.
    Adesso che ci rifletto un po’ di più potrei citare pagine memorabili estratte da libri che d’amore certo non sono (MASTRO DON GESUALDO, LA RAGAZZA DI BUBE etc etc).
    W l’amore

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  13. Avatar cristina
    cristina

    Wwayne, come dire? no, non posso motivare. Prendi e tieniti stretto quanto ti ho scritto, farà bene comunque.

    Mari, lavoraccio? si e no. lo fa il mio figliolo, io faccio solo l’aiutante-critica

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  14. Avatar wwayne

    @Cristina: D’accordo zia. 🙂

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  15. Avatar Marzia
    Marzia

    Tra i libri d’amore forse non più belli, ma certamente più particolari, voglio citare : La sposa giovane di Baricco e Le avventure della ragazza cattiva, ma il primo mi sembra migliore del secondo

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  16. Avatar Marzia
    Marzia

    Per WWaine io faccio l’insegnante , della primaria da 35 anni e praticamente negli ultimi 20 mi sono “specializzata” in italiano, storia, geografia, arte, in tutti questi anni comunque ho capito una cosa per insegnare bene, bisogna aggiornarsi sempre e soprattutto insegnare co ENTUSIASMO, i ragazzi lo sentono se sei presa o no!
    A Cristina beh , non mi sembra molto grave che wwaine citi i Santi e la Madonna, per lui che credo abbia fede sono figure importanti, certo non dicono niente a te che sei atea, ma tutti vanno accettati e secondo me non bisogna farsi troppe seghe per affermazioni così innocue!

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  17. Avatar wwayne

    @Marzia: Ti ringrazio per i consigli, e sono perfettamente d’accordo con le tue considerazioni sull’insegnamento. Ad essere sincero le mie possibilità di insegnare sono piuttosto risicate, almeno nella scuola pubblica: se una scuola privata non mi assume di qui a breve, credo che farò altro.
    In realtà io non ho bisogno semplicemente di aggiornare delle nozioni che già possiedo, ma di imparare da zero delle nozioni che non ho mai posseduto. Come ho scritto in un precedente commento, delle 3 materie in cui mi sono abilitato la Storia è l’unica su cui mi sento veramente ferrato: in Italiano e Geografia sono più le cose che non so di quelle che so, e solo per miracolo le mie lacune non sono emerse al momento delle prove selettive.

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  18. Avatar wwayne

    Sono emerse impietosamente invece al momento di dover scrivere la relazione finale. Dovevo scrivere una mini – tesi per ciascuna delle 4 materie in cui mi abilitavo: Letteratura Italiana e Storia della Lingua Italiana (accorpate sotto la dicitura “Italiano” nella scuola, ma distinte nel nostro percorso di abilitazione), Storia e Geografia.
    Per le prime 3 materie non ci sono stati problemi, il mio lavoro è stato approvato subito; la mini – tesi di Geografia invece ho dovuto riscriverla QUATTRO volte, perché ogni volta che la facevo correggere alla prof saltava fuori qualche concetto fondamentale che io non avevo inserito. E non è che mancasse perché me l’ero scordato: mancava perché non l’avevo proprio mai sentito nominare.
    Se parli di climi, devi fare riferimento al sistema di Köppen; se parli di venti, devi fare riferimento al modello di Hadley Ferrel; se parli di paesaggi, devi fare riferimento alla classificazione dei biomi. A Geografia, qualsiasi argomento tu tocchi, c’è sempre qualcosa di molto tecnico e molto complesso sul quale basarsi, e a me questi presupposti culturali mancavano totalmente.
    La professoressa di Geografia si era accorta perfettamente della mia ignoranza nella sua materia, e quindi mi ha penalizzato moltissimo nella valutazione. Ma non le serbo rancore, perché avrebbe potuto darmi della capra ignorante in moltissime occasioni, e invece si è sempre comportata con garbo nei miei confronti.

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  19. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Caro @WWayne, a tutti noi tocca insegnare nelle sedi deputate cose che non abbiamo mai neanche letto e non per la nostra negligenza.
    Io mi sono abilitata diversi anni dopo la laurea e solo così ho potuto evitare alcune serie figuracce, integrando a destra e a manca.
    Intervengo comunque solo per dirti che, sebbene il contesto sembri decisamente a sfavore, potrai sfruttare le competenze che possiedi insegnando in altre forme e in altre sedi; anche parallelamente ad altre occupazioni.
    Creatività e impegno!
    Bacione.

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  20. Avatar mariangela
    mariangela

    @tutti @Marzia @Wwayne @Jezabel
    Per i titoli sui libri d’amore mi ha anticipata Marzia: anch’io avevo pensato alla “niña mala” di Vargas Llosa, poi non so perché mi è venuto in mente un titolo che talvolta la cultura gay rivendica, ho pensato a “Maurice” di E.M. Forster e ad altri libri che narrano “l’amore che non osa dire il suo nome”.

    @Wwayne @Marzia @Wwayne @Jezabel
    In merito all’insegnamento potremmo disquisire ore sull’importanza delle competenze di base, sulla necessità che l’aggiornamento sia costante e diuturno, e su tante altre cose che probabilmente alla nostra organizzazione scolastica mancano, ma, lasciatelo dire a me che sono solo un travet, oltre all’entusiasmo quello che un insegnante non dovrebbe perdere mai, soprattutto se è maestro elementare, è l’amore per i bambini! Date retta a me, meglio una nozione di geografia in meno, ma che l’amore per i bambini non manchi e che non scemi, nonostante le difficoltà imposte dal sistema e dall’angustia economica!

    A questo mondo parlano proprio tutti!!

    Ciao
    Mari

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  21. Avatar wwayne

    @Jezabel: Hai centrato il punto. Il bando del TFA uscì 2 mesi dopo la mia laurea, a tutt’oggi non ho insegnato un giorno in vita mia (se si eccettuano le ore di tirocinio che ho dovuto fare proprio per il TFA), e quindi non ho avuto il tempo di acquisire le competenze di base cui alludeva Mariangela.
    Comunque, altri 2 miei compagni erano nella stessa situazione (neolaureati, 0 esperienza di insegnamento, un solo esame di Geografia sostenuto anni prima), e questi problemi non li hanno avuti. Evidentemente sono proprio io che non ho alcun feeling con la materia.
    Tra l’altro il sistema scolastico italiano a livello di media superiore tratta la Geografia come l’ultima delle discipline: in alcuni indirizzi è del tutto assente, in altri la troviamo solo al biennio e perdipiù accorpata a Storia (con il risultato che il docente fa solo Storia e dichiara di aver fatto anche un po’ di Geografia). Proprio per questo, se mai diventerò un professore, mi riprometto di dare a questa materia la dignità che merita.

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  22. Avatar wwayne

    @Jezabel: Dimenticavo: in che senso “altre forme e altre sedi”? Che io sappia, per insegnare c’è solo la scuola pubblica e quella privata.
    Ci sarebbero anche le scuole di italiano per stranieri, ma per insegnare lì bisogna seguire un corso molto costoso e superare degli esami difficili, e io non ho voglia di investire soldi, tempo ed energie in questa strada.
    Ci sarebbero anche le ripetizioni, ma quella non è un’occupazione stabile, è al massimo un modo per arrotondare.
    Avevi in mente altre soluzioni ancora?

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  23. Avatar wwayne

    @Mariangela: Sono perfettamente d’accordo.

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  24. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @WWayne
    è un po’ lunga. Ti risponderò con calma. Buona notte.

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  25. Avatar Dani

    IL CONSIGLIO D’EGITTO di Leonardo Sciascia. Nella Sicilia del 1783 hanno luogo una truffa letteraria originale e un tentativo di ribellione allo strapotere aristocratico ad opera di alcuni illuminati. Leggetelo: è una perla letteraria in tutti i sensi, scrittura e contenuti. Ciao, mi dedicherò a Kaputt di Malaparte..

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  26. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Dani
    il mio libro preferito di Sciascia.
    Poi l’ho visto a teatro e anche al cinema.
    Bello bello.

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  27. Avatar Dani

    @Jezabel. Al cinema? Dimmi un po’?

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  28. Avatar Marzia
    Marzia

    A proposito di Sciascia un libro , forse poco conosciuto, ma bellissimo è : “Todo Modo”

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  29. Avatar mariangela
    mariangela

    @Tutti
    Ho terminato “Gli anelli di Saturno”, di Sebald. Gli argomenti trattati dall’autore durante questo suo pellegrinaggio sono i più disparati, da Chateaubriand alla bachicoltura, dalla malattia degli olmi alla storia delle fatiscenti dimore inglesi. Non sarei in grado di farne una recensione decente senza banalizzarlo, diciamo che è da leggere sapendo che anche questo libro di Sebald non è da prendere alla leggera, bisogna essere nella luna giusta e sapere che si sta affrontando un testo impegnativo. Se si leggono più libri contemporaneamente, deve venire abbinato a qualcosa di veloce e leggero, pena l’affondamento di tutt’e due le letture.

    Un gusto personale: se ho avuto qualche difficoltà con le sue digressioni architettoniche, ho invece molto apprezzato quelle botaniche: si dilunga spesso nell’osservazione delle erbacce, dei convolvoli, delle ortiche; descrive spesso le fronde degli alberi, il verde, le fioriture. Lo so, detto così non rende l’idea, ma dovete accontentarvi (o leggere il libro!)

    @Dani @Tutti
    “Kaputt” di Malaparte non l’ho letto, ma l’ho trovato citato in un saggio che parlava della Shoah in Italia, mi sembra di ricordare che trattasse della Shoah nella letteratura. Non dico nulla perché lo devi ancora leggere, ma mi piacerebbe saperne qualcosa di più quando l’hai finito.

    @Marzia @Tutti
    Io Sciascia l’ho scoperto solo lo scorso anno, ma non conosco Todo Modo. Peccato che adesso non abbia spazi liberi per leggerlo!

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  30. Avatar Marzia
    Marzia

    Vi consiglio anche un buon giallo: “La ragazza del treno”

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  31. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Dani
    mi piacque molto. Primi anni 2000.
    S. Orlando è il protagonista. Era presente con A. Catania alla proiezione.
    Dopo aver visto il film, ho letto il libro.
    Ciao.

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  32. Avatar Cristina
    Cristina

    un romanzo d’amore bellissimo? La tregua di Mario Benedetti.
    meglio di dire io qualcosa linko una buona recensione
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/10/mario-benedetti-tregua-diario-amore-adulto/1201616/

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  33. Avatar Marzia
    Marzia

    Sto finendo di leggere: “Norwegian wood” di Murakami e ho il cuore pieno di malinconia, nei libri di Murakami la vita scorre, spesso in una normalità spaventosa, eppure il suo modo di raccontare mi piace…….

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  34. Avatar Jezabel
    Jezabel

    W Norwegian wood!!!!
    Uno dei miei libri preferiti.

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  35. Avatar Marzia
    Marzia

    Ma non ti ha riempita di tristezza Jezabel?

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  36. Avatar Jezabel
    Jezabel

    no! mi devo preoccupare?

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  37. Avatar carloesse
    carloesse

    Mi associo @Cristina per quanto riguarda LA TREGUA di Benedetti: certamente un piccolo prezioso gioiellino questo diario della vita di un impiegato (un contabile di un’impresa commerciale, vedovo da molti anni, tre figli ormai grandi, una vita monotona e rassegnata) a un anno dal suo pensionamento. Un anno inaspettatamente significativo che, grazie all’apparizione di una nuova giovane neoassunta assegnata al reparto a lui affidato, finirà per rappresentare una “tregua” concessagli da Dio o dal destino, o più semplicemente dalla vita stessa, tra due lunghi e infiniti periodi di piattezza, di vuoto, colmabile solo in parte da ricordi e forse da rimpianti destinati a sparire tra le nebbie della memoria.
    Una scrittura solida ed essenziale sorregge la storia, che non si piega mai a stucchevoli sdolcinatezze, a eccessivi entusiasmi o al senso della tragedia, così come il suo protagonista e narratore, neanche quando la situazione inaspettatamente precipita. Eppure mantiene con stupefacente abilità e delicatezza il potere di addentrare il lettore nel profondo degli animi dei personaggi, di interrogarlo sul senso della vita, del dovere, dell’amore, della passione e della felicità, di coinvolgerlo e commuoverlo senza ricorrere a grandi artifici, a incredibili forzature, a esporlo a un eccessivo strazio.
    In pochi tratti, sparsi in alcune pagine, si accenna anche all’ambiente circostante (la Montevideo di metà anni’50) come a una sempre più vasta palude: l’assenza tra la gente di una passione sociale e politica, l’incapacità di indignazione, l’assuefazione a un potere sempre più inetto e corrotto e a una stampa sempre più servile, gli ambienti di lavoro dove pochi manager senza particolari scrupoli comandano tenendo in scarsa o nulla considerazione l’umanità dei loro dipendenti… un clima di “democrazia di pura facciata” che disegna uno sfondo perfetto per questa storia.
    E che mi ricorda tanto un altro Paese, in un altro continente, sessant’anni dopo.

    @Marzia, @Jezabel: il “modo di raccontare” di Murakami piace molto anche a me. I suoi romanzi più realistici (oltre a NORWEGIAN WOOD merita segnalare L’INCOLORE TAZAKI TSUKURI.. e la recente raccolta di ottimi racconti UOMINI SENZA DONNE), più che intristire tutt’al più delicatamente immelanconiscono…

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  38. Avatar Marzia
    Marzia

    Da quello che hai scritto Carloesse , “La tregua” mi intriga sempre più dev’essere bello!
    E’ vero : immalinconiscono……….

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  39. Avatar Marzia
    Marzia

    No Jezabel non ti devi preoccupare, sono io che “entro” troppo in una storia e a volte ci sto male, ad es. durante lo scorso inverno ho letto: “Le signorine di Concarneau” di Simenon, libro tra l’altro bellissimo, ma una pugnalata al cuore vite perse, vite che si consumano come un gelato al sole….

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  40. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Vi ringrazio tutti per i titoli e per le recensioni dei libri d’amore.

    @Tutti
    Non ricordo chi, lo scorso, anno abbia tirato in ballo gli epistolari. Io sto leggendo “Lettere scelte”, di Hermann Hesse, e attraverso questa corrispondenza sto riscoprendo un autore di cui avevo letto i romanzi tanti anni or sono.

    Hesse in vita sua di lettere ne ha scritte più di trentamila, per lui scrivere lettere era parte integrante della sua attività letteraria: nella corrispondenza, selezionata dallo stesso autore e da sua moglie, troviamo lettere ad autori famosi (il nome di Thomas Mann ricorre molte volte), a uomini di cultura o a personalità di spicco, ma troviamo anche missive ad amici, a cittadini comuni, ai lettori. Penso sia un libro necessario a chiunque voglia sapere il parere dell’autore sul suo stesso lavoro: dà spiegazioni sulle sue scelte stilistiche e sui contenuti delle sue opere (che io ricordo di avere letto, ma di cui ho scordato il contenuto).

    Voi avete in mente qualche altro epistolario? Mi spiace che quando qualcuno di noi vi ha fatto cenno io non abbia colto al volo!

    Ciao,
    Mariangela

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  41. Avatar wwayne

    @Mariangela: Se mi chiedi una dritta sui romanzi epistolari, te ne consiglio uno molto particolare, questo: https://wwayne.wordpress.com/2014/04/07/giulio-cesare-cyberpunk/.

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  42. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Concordo con Carloesse, La tregua è un libro rapido, ironico, a suo modo divertente e malinconico, il diario di un uomo che torna a vivere (o comincia a vivere) a dispetto delle apparenze dimesse. Scrive cose divertenti, così: “In una camera ammobiliata di Calle Rivera, sei o sette anni fa, una donna mi ha detto questa frase indimenticabile: fai l’amore con un’espressione da impiegato”.
    Concordo anche sul Murakami più realista, quello che preferisco, quello dei racconti e di Norwegian wood.

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  43. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari: epistolari spettacolari quelli fra Vittorini Bobi Bazlen. Un’intera epoca di cultura e lettratura italiana del dopoguerra!
    Romanzo epistolare strepitoso? secondo me lo è ( anche se solo in parte, ma che parte!) Possessione- una storia romantica, il capolavoro di S, Byatt, imperdibile. Di La Tregua avevamo peraltro già parlato, qua, l’anno scorso, ricordo.
    Ma il più strepitoso libro d’amore è e resta secondo me A un cerbiatto somiglia il mio amore di David ( il mio David) Grossman.

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  44. Avatar wwayne

    Il commento di Cristina mi ha riportato alla mente un altro romanzo epistolare che non si può non citare: Che tu sia per me il coltello, sempre di David Grossman.

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  45. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Non è un romanzo epistolare anche LE RELAZIONI PERICOLOSE?
    Ho difficoltà a trattenere nella mia mente la struttura epistolare, evidentemente. Conservo il “sugo” per dirla alla Manzoni.
    @Marzia consiglio di lavorare per ottenere un sereno distacco durante la lettura
    Ciao a tutti.

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  46. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Dimenticavo di aggiornarvi sulle mie letture:
    ritrovata Elena Ferrante L’AMICA GENIALE, (num 1 di una quadrilogia) procedo con un ritmo vivace.
    Stupendo affresco dell’Italia che fu, ma anche grande capacità di esplorare i drammi dell’infanzia, il cinismo della società adulta verso i piccoli, la scoperta del corpo e del sesso, i conflitti generazionali. Con poche pennellate ti fa entrare in un mondo, in un quartiere.
    Eccezionale penna!

    Piace a 1 persona

  47. Avatar carloesse
    carloesse

    Ed è un romanzo epistolare (storico) anche il magnifico AUGUSTUS di John Williams (l’autore di Stoner). Lettere da e a Ottaviano e tra Cicerone, Mecenate, Strabone, Tito Livio , Ovidio, Virgilio, alla figlia Giulia, si alternano a pagine di diario, di memoriali, direttive a generali e/o a servitori. Perlopiù falsi storici, come si addice a un romanzo, ma che servono a creare il ritratto di un personaggio e di un clima con una vividezza che solo la letteratura, e non la storia, sono in grado di donarci.
    Forse un ritratto falso di un Cesare Augusto comunque reso vivo, umano, tormentato da un compito e una missione non cercata, ma piovutagli addosso dopo la morte di Cesare, ma portata a compimento con senso di dovere e sacrificio. E in questo l’Augusto di Williams è un lontano parente del Prof.Stoner.
    E il risultato non è assolutamente da meno.

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  48. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Carloesse
    Non ricordo se qualcuno di voi ne abbia mai scritto su questo articolo (forse ne ha parlato Carloesse in un suo post di molti mesi fa), ma penso di non conoscere la vostra opinione su Julio Cortázar: io l’ho scoperto alla fine di luglio come scrittori di racconti, ma l’ho apprezzato molto anche come teorico:

    “Uno scrittore argentino che ama molto la boxe, mi diceva che in quella lotta che si instaura tra un testo appassionante e il suo lettore, il romanzo vince sempre ai punti, mentre il racconto deve vincere per knock out. È vero, nel senso che il romanzo accumula progressivamente i propri effetti sul lettore, mentre un buon racconto è incisivo, mordente, senza quartiere, fin dalle prime fasi. Non si intenda questo in modo troppo letterale, perché il buon scrittore di racconti è un buon boxeur molto astuto, e molti dei suoi colpi iniziali possono sembrare poco efficaci quando, in realtà, stanno già minando le resistenze più solide dell’avversario.”

    (Julio Cortazar, “Alcuni aspetti del racconto”, in “I racconti”, a cura di Ernesto Franco, Einaudi, 1994, pp. 1311/27, pubblicato anche in “Bestiario”, Einaudi, 1996.)

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  49. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @tutti
    Elena Ferrante. Ragazzi miei, questo sì che è scrivere.
    Sarà il momento particolare: domani lascio la Sicilia, il vulcano, il mare, il sole abbagliante, i rumori, l’irruenza per raggiungere quel mondo intermedio fatto di montagne e di fresco e di perenne autunno (senza dimenticare che qui è vacanza, là è lavoro, qui sono figlia, là sono profeee!), in cui credo di avere due cuori, due pance, due teste etc; sarà che tendo a fare del libro che mi piace parte della mia vita; sarà …
    I libri come L’AMICA GENIALE mi fanno venire voglia di tornare al vecchio sogno, quello di scrivere. Allo stesso tempo mi invitano a non farlo, quando le pagine via via ti mettono davanti sensazioni e concetti che sai di aver sempre avuto dentro di te e le trovi là espresse come tu stesso vorresti, ma sai di non poter fare.
    Certamente l’ambientazione è la mia, un rione del Sud e una ragazza che frequenta il liceo classico provenendo da una famiglia modesta. Il periodo storico è anticipato rispetto al mio, ma sappiamo quanto l’Italia sia attardata su posizioni direi quasi ancestrali nell’ambito dei rapporti umani.
    Ma l’attrattiva del libro è un’altra. La capacità di tratteggiare i personaggi e le situazioni con intensità e profondità, tutto sul filo conduttore del rapporto di amicizia tra le due bambine, poi ragazze.

    Vi regalo un saggio che riguarda un momento di intimità tra le due amiche: la voce narrante aiuta l’amica a prepararsi per le nozze.

    “Non l’avevo mai vista nuda, mi vergognai. Oggi posso dire che fu la vergogna di poggiare con piacere lo sguardo sul suo corpo, di essere la testimone coinvolta della sua bellezza di sedicenne, poche ore prima che Stefano la toccasse, la penetrasse, la deformasse, forse, ingravidandola. Allora fu solo una tumultuosa sensazione di sconvenienza necessari, una condizione in cui non si può girare lo sguardo dall’altra parte, non si può allontanare la mano senza riconoscere il proprio turbamento, senza dichiararlo proprio ritraendosi, senza quindi entrare in conflitto con l’imperturbata innocenza di chi ti sta turbando, senza esprimere proprio col rifiuto la violenta emozione che ti sconvolge, sicchè ti obblighi a restare, a lasciarle lo sguardo sulle spalle di ragazzo, sui seni coi capezzoli intirizziti, sui fianchi stretti e le natiche tese, sul sesso nerissimo, sulle gambe lunghe (…); e fai come se nulla fosse, quando invece è tutto in atto, presente, lì nella stanza povera e un po’ buia, intorno il mobilio miserabile, su un pavimento sconnesso chiazzato d’acqua, e ti agita il cuore, ti infiamma le vene.”

    Ciao a tutti dalle mie pietre.

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