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I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015. Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della…

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.


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Commenti

1.478 risposte a “I libri più belli, letti nel 2015”

  1. Avatar Marzia
    Marzia

    WWaine io proprio adesso sto leggendo un giallo della Ogawa che mi sembra molto interessante: Profumo di ghiaccio, te lo consiglio!
    Cosa mi consigliate di questo Sebald, che non conosco affatto, no Austerlitz per piacere.
    Mariangela ti è piaciuto il Missiroli di Atti osceni in luogo privato? Sinceramente mi ha lasciato tiepida.
    Consiglio a tutti : La ballata di Adam Henry del grande McEwan

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  2. Avatar carloesse
    carloesse

    @Marzia
    Se scorri nella pagina precedente tra i commenti di Domenico Fina, Mariangela e miei, di suggerimenti su Sebald ne trovi a bizzeffe.
    Ciao.

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  3. Avatar wwayne

    @Marzia: Grazie per la dritta! 🙂

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  4. Avatar Cristina
    Cristina

    Cara Simonetta, (ciao Simo!!)
    Missiroli secondo me è autentico, assolutamente NON furbo, e molto sincero e bello. Non un capolavoro, chiarisco, ma un libro sentito e vissuto, fresco, intelligene, a volte profondo.
    Idem per Peano, dove il dolore per la morte della madre è talmente autentico che trasuda da ogni pagina. Ma che vuoi? tot capita tot sententia…..

    Mariangela cara, La Piazza del diamante è un capolavoro assolutissimo! e non certo solo secondo me, un libro raffinatissimo sub specie semplicitatis. quindi sono sbalordita esterrefatta, delusa e incredula. Ma che dire? a ognuno il suo, però mi hai dato un piccolo dolore

    Kantor? il Più grande – in assoluto – regista teatrale del secondo Novecento. la sua Classe morta è negli annali del teatro mondiale accanto ai lavori di Peter Brook. Ma bisogna averlo visto d al vivo, e più volte, come per fortuna è capitato a me a Milano ( e stavo accanto a Dario Fo,una volta). L’hanno anche mandato in TV ma proprio non rende. A Cracovia avevo i peli delle braccia ritti come spilli….

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  5. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari dici “Esempio d’incapacità del lettore di regolarsi e calmierarsi (non mi succede spesso, ma talvolta può accadere!).”
    hai per caso cambiato sesso nel frattempo??

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  6. Avatar Marzia
    Marzia

    Penso che leggerò Wasler: Storie che danno da pensare , Sebold non mi attira. Ho appena finito di leggere:” La ballata di Adam Henri” di McEwan e debbo dire che mi è piaciuto moltissimo e mi ha fatto riflettere su molti umanissimi e “normali” comportamenti. Vado avanti con Ogawa: “Profumo di ghiaccio” , mi piace sempre più

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  7. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    concordo sul fatto che in spiaggia si possa leggere di tutto, così come altrove.
    Immagino che tu ti riferisca alla definizione che ho dato di K Follett.
    Le scogliere attualmente sono arroventate. Il tramonto precoce (mi impressiona il modo in cui sai cogliere i vari aspetti di un luogo, brava) in queste ultime sere ha lasciato il posto ad una luna stupenda e …altro che leggere! Mare, mare, mare.
    All’alba NO. Sono di quelli ch carburano lungo la giornata…

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  8. Avatar wwayne

    @Cristina: Ecco un post che sembra fatto apposta per te: https://marisasalabelle.wordpress.com/2015/08/03/la-lettrice/.

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  9. Avatar wwayne

    Una notizia che ha poco a che vedere con la lettura, ma che desideravo lo stesso condividere con voi: 3 giorni fa ho discusso la mia relazione finale di tirocinio, e ho quindi ottenuto l’abilitazione all’insegnamento. Posso insegnare Italiano, Storia e Geografia alle scuole medie, negli istituti tecnici e in quelli professionali.

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  10. Avatar Stefano1
    Stefano1

    Complimenti, wwayne.

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  11. Avatar wwayne

    @Stefano1: Grazie mille! 🙂

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  12. Avatar wwayne

    Oggi ho letto l’inedito di Agosto di Diabolik. E’ di una bellezza sconvolgente, ve lo raccomando ad occhi chiusi.

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  13. Avatar mariangela
    mariangela

    @Marzia
    Missiroli e Peano li ho prenotati, e li sto aspettando perché li devo ancora leggere. Staremo a vedere se mi troverò d’accordo con Lettoreambulante o con Cristina!

    @WWayne
    Contratulazioni!!

    @Cristina , @Tutti
    Cristina, il lettore (la fallibilità non è prerogativa femminile) conosce i propri fallimenti. Se così non fosse potremmo iscriverci tutti al Club dei Lettori Rambo (ammesso che a noi del Blog ci accettino, malmessi insieme come siamo! Secondo me non ci consegnano neanche il modulo di adesione!).

    @Jezabel
    Anch’io decanto tanto l’alba, ma con il risveglio lento che ho, di albe estive sul mare ne ho viste pochine, quelle poche però tutte dalle tue parti. Consiglio per viaggiatori: se si ha la possibilità di salire a Taormina prima delle sette, precedendo l’orda dei turisti, lo spettacolo è assicurato. La biblioteca, se ricordo bene, è a picco sul mare, non ci sono mai stata all’alba, ma mi sembra proprio che garantisca un ottimo punto di osservazione.

    @Tutti @Lettoreambulante
    Quando citate i vostri titoli li vado sempre a vederli, almeno sull’OPAC: quello di cui dici di avere soggezione andrò a vederlo materialmente.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  14. Avatar wwayne

    @Mariangela: Grazie mille! 🙂

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  15. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    Nonostante l’amore viscerale per Taormina non so dove sia la biblioteca.
    Non so se riuscirò a rimediare a breve, in quanto mi muovo poco per motivi di “accudimento”. Se riesco, preferisco allontanarmi per un’escursione seria sull’Etna che diserto da troppo tempo. Mi sento proprio chiamare dalla muntagna.

    Oggi ho fatto un salto in libreria e ho comprato SUITE FRANCESE; esco e vado incontro ad un’amica che mi aveva procurato il quartetto (“imperdibile” secondo la medesima) di Elena Ferrante.
    Giornata ricca!
    Buona notte sono a pezzi per l’afa assurdissima.

    PS congratulazioni a un certo “nipotastro”
    😉

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  16. Avatar wwayne

    Grazie mille anche a te Jezabel! Il vostro affetto mi commuove. 🙂

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  17. Avatar Cristina
    Cristina

    Bravo wwayne, sei il cucciolo del gruppo qua, quindi si tifa facilmente per te!! zia

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  18. Avatar wwayne

    Grazie mille zia! 🙂

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  19. Avatar Dani

    Good luck Wwayne per la tua carriera

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  20. Avatar wwayne

    Ne ho proprio bisogno Dani, ne ho proprio bisogno… grazie mille anche a te! 🙂

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  21. Avatar carloesse
    carloesse

    Bravo Wwayne!!! Sono molto contento per te. E grazie per averlo condiviso con noi.

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  22. Avatar wwayne

    @Carloesse: Grazie a te per le felicitazioni! 🙂

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  23. Avatar Renza
    Renza

    Complimenti anche da parte mia, wwayne e soprattutto … che tutto cominci! Ciao.

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  24. Avatar wwayne

    @Renza: Augurio azzeccato, cara Renza, visto quant’è difficile aggiudicarsi anche solo una supplenza di pochi giorni… grazie mille anche a te! 🙂

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  25. Avatar FALCO
    FALCO

    @wwayne felice per te ! ho parecchie amiche che insegnano e che mi parlano tanto del loro mondo. Continuo a pensare che l’insegnamento sia una straordinaria missione.
    in bocca al lupo !

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  26. Avatar wwayne

    @Falco: Crepi, e grazie per le felicitazioni! 🙂

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  27. Avatar mariangela
    mariangela

    @Jezabel @tutti
    Stai dunque leggendo Nemirosky? Ricordo che quando ho espresso qualche perplessità su “Il ballo” tu lo difendesti, affermando che a tuo parere era un capolavoro.

    @tutti
    Io parallelamente a Sebald, che sto leggendo lentamente, ho voluto continuare l’esperimento con i gialli: autori italiani, lo scorso anno, stranieri, quest’anno. Ho scelto un titolo che potrebbe essere definito il più classico dei classici: “L’assassinio di Roger Acroyd” di Agatha Christie!! Anche per alleggerire, non lo nascondo, perché Sebald necessita di uno stacco, per il mio temperamento e per la mia resistenza.

    Ho letto anche un paio di racconti di E.A.Poe; “Lo scarabeo d’oro”, che mi ha annoiata, e “I delitti della Rue Morgue”, di cui, leggendo, mi sono ricordata di avere visto il film in un’epoca remota, oramai sommersa nel mare della memoria: mi ricordo che mi stava simpatico lo scimmione, povera bestia!

    Sto leggendo anche dell’altro, ma come dice Lettoreambulante, non sono ancora pronta per parlarne.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  28. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Sì, @Mari
    difesi IL BALLO che secondo me è un gioiello, soprattutto per la capacità di descrivere i caratteri femminili e i rapporti tra le donne della Nemiroski. Non a caso il mio nick si riferisce al titolo di un suo romanzo 🙂
    Però, finita a fatica la saga? telenovela? di K. Follet (che adesso non mi vedrà più per anni!!!!!!!), ho iniziato L’AMICA GENIALE della (dello, degli, dei….BO) Ferrante.
    E mi piace molto.
    Buona notte. Impossibile dormire, leggere o vedere film perchè sono tediata da un karaoke settimanale sotto casa.
    A proposito di film, ieri ho rivisto con piacere PRIMA DELLA PIOGGIA di Manceski (non ricordo come si scrive).
    Sono certissima che toccherò qualche corda nostalgica…

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  29. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    La Nemirovsky, della quale ho letto tutto, è narratrice nata, tutto quello che ha scritto è ben fatto, rapido, tagliente, ma il suo capolavoro è indiscutibilmente Suite francese; è un libro che si può inserire tra i capolavori del Novecento, giudizio già espresso da lettori autorevoli, ad esempio Vargas Llosa. Notevole è anche il racconto lungo ‘Il calore del sangue’.

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  30. Avatar Renza
    Renza

    wwayne, in attesa di iniziare, mi permetto di invitarti a leggere ” La scuola impossibile” di Giulio Ferroni, italianista che tu naturalmente conosci benissimo.
    E’ un pamphlet necessario e accurato, anche se a tratti doloroso, ma aiuta molto a conoscere questo luogo in cui stai per inoltrarti. Ciao.

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  31. Avatar wwayne

    @Renza: Non dare per scontate le mie conoscenze culturali: l’unico campo in cui sono veramente ferrato è la Storia, per l’Italiano e la Geografia sono riuscito a cavarmela solo grazie a fortuna e capacità di improvvisazione. Comunque, se il Ferroni cui alludi è lo stesso del celeberrimo manuale di Italiano in più volumi, lo conosco. Non conoscevo invece “La scuola impossibile”, e quindi mi riprometto di leggerlo quanto prima. Grazie per la segnalazione! 🙂

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  32. Avatar mariangela
    mariangela

    @tutti
    “Gli anelli di Saturno” di Sebald va preso per il verso giusto, in effetti, non si può avere fretta con un libro così.

    L’autore ha appena terminato una minuziosa descrizione delle aringhe e, prima di raccontarci le bizzarrie di un maggiore inglese, ci regala questo paesaggio lacustre:

    “E tuttavia quel giorno, mentre io me ne stavo lì seduto sulla riva tranquilla, si poteva avere la sensazione di poter immergere lo sguardo nell’eternità. Il velo di nebbia che in mattinata si insinuava ancora nell’entroterra, arrivando dal mare, adesso si era dissolto, la volta del cielo era tersa e azzurra; non un alito si muoveva nell’aria, gli alberi sembravano dipinti, e neppure un uccello volava sul velluto bruno dell’acqua. Era come se il mondo fosse scivolato sotto una campana di vetro, finché, da ovest, non si levarono immensi cumoli di nuvole, che lentamente allargarono un’ombra grigia sulla terra.”

    @Marzia
    Tu hai iniziato qualcosa di Sebald? Io amo la descrizione dei paesaggi,
    ma sono più in difficoltà quando l’autore si concentra sulle architetture.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  33. Avatar Renza
    Renza

    wwayne, sì è proprio lui, un italianista molto stimabile. Quanto a te, non ci credo: hai superato tutto perchè sei davvero preparato.

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  34. Avatar wwayne

    Cara Renza, purtroppo nei concorsi statali conta più la fortuna che la preparazione.
    Certo, se il punteggio minimo per superare la prova è 21/30 e tu prendi un voto dal 24 in su, allora non è fortuna: sei proprio tu che sei preparato e te lo meriti. Ma se prendi di meno (e il 90% dei candidati prende di meno), allora vuol dire che ti hanno fatto semplicemente le domande giuste. Io ho l’umiltà di riconoscere che, se ho vinto quel concorso, è stato soprattutto per questo. Certo, io ci ho messo del mio, studiando molto prima delle prove e tirando fuori delle capacità di ragionamento davanti a delle domande che di primo acchito non sapevo, ma senza fortuna e senza l’aiuto di Dio e della Madonna non andavo da nessuna parte.

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  35. Avatar Cristina
    Cristina

    mizzica Wwayne, hai tirato in ballo i santissimi!
    non ti ci facevo… ma davvero tu pensi che lassù – ammesso che esista davvero qualcuno – abbiano pensato di dare una manina proprio a te per il tuo concorso??????? e di non darla invece a quelle migliaia che muoiono annegati in mare? ah già, ma forse,quelli, a dio e alla madonna mica ci credono….

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  36. Avatar wwayne

    @Cristina: Rispetto la tua posizione. Tengo a specificare, comunque, che in materia di religione sono un “cane sciolto”, non legato quindi ad organizzazioni come Opus Dei, Cammino Neocatecumenale eccetera. Lo dico perché, per motivi a me inspiegabili, appena salta fuori che hai una fede profonda la prima cosa che ti chiedono è se sei affiliato a qualche organizzazione religiosa, come se tra le due cose vi fosse un necessario rapporto di causa – effetto.
    Non mi stupisce che tu “non mi ci facessi”, visto che qualche mese fa scrissi (rivolgendomi proprio a te):

    Anche a me ha dato fastidio l’eccessivo risalto che è stato dato al fatto che Mattarella vada spesso in Chiesa.
    Dietro a questa insistita sottolineatura della sua fede cattolica è possibile scorgere il pregiudizio sbagliatissimo per cui, se uno ha un intenso rapporto con la religione, allora sarà sicuramente una brava persona. Questo non vuol dire assolutamente niente: alcune delle persone peggiori che ho conosciuto in vita mia avevano addirittura l’abito talare, mentre invece una delle mie più care e leali amiche è un’atea convinta.

    Considerazioni che tuttora confermo. L’Italia (e non solo l’Italia) si affanna grandemente ad emanciparsi dalla propria matrice cristiana, ma poi dettagli come questo rivelano che si tratta di un’operazione pateticamente malriuscita, perché questa matrice riemerge sempre, non importa quanti tentativi si facciano per cancellarla.

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  37. Avatar mariangela
    mariangela

    @Tutti
    Quando troviamo che qualcuno è riuscito a formulare per iscritto un pensiero che ci sta a cuore e che, grazie alla sua competenza professionale, lo ha fatto con proprietà di espressione e in modo efficace, siamo pervasi da due sentimenti: proviamo innanzitutto riconoscenza verso chi è riuscito a spiegarsi in modo compiuto, là dove noi avremmo fallito, e siamo poi assaliti da un moto di legittimo orgoglio: l’ha scritto lui, che è un esperto – pensiamo – ma, nel mio piccolo, l’avevo già sostenuto io.

    È esattamente quanto è successo a me leggendo un articolo di Antonio D’Orrico sull’inserto del CdS “La lettura” del 26 luglio scorso. Scrive il critico in un articolo intitolato “Abbasso Fred Vargas e il “giallo poetico””:

    “… il secondo errore è che Fred Vargas scrive gialli poetici o lo rivendica anche. Scrivere gialli poetici, dice lei, significa usare una scrittura musicale, ma questo rende le sue storie sempre troppo astratte, mentre la bellezza dei gialli è la concretezza. Lo stile migliore per un giallo è quello del verbale di polizia, secco, pulito, tutto cose. Pensate a Leonardo Sciascia e, dato che ci siete osservate un minuto di raccoglimento. Naturalmente si possono scrivere gialli anche in un altro stile: ma allora dovete chiamarvi Raymond Chandler (..) e non Fred Vargas”.

    Qualche riga dopo, non si limita a rimproverare a Vargas di “raccontare al di sopra delle sue possibilità” (in riferimento al tentativo dell’autrice di trattare, nel suo ultimo libro, il tema della resa dei conti da parte dei discendenti della rivoluzione francese), ma, evocando la creazione di Simenon, propone in fine anche un paragone un po’ irridente che io condivido: D’Orrico ricorda che il protagonista di Vargas, Adamsberg, al suo illustre collega Maigret “non potrebbe neppure pulire le pipe”

    Bravo, Dorrico, avrei voluto saperlo scrivere io!

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  38. Avatar Cristina
    Cristina

    scusa Mariangela, ma che c’entra? Vargas è Vargas e Simenon Simenon. Due cose diverse, di ottimo – ma diverso – sapore entrambi. come se io ti dicessi Ottima la Frrante, ma vuoi mettere Tolstoj?. mi pare davvero che possano convivere. anche nelle nostre biblioteche, e nlle nostre teste.

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  39. Avatar Cristina
    Cristina

    Wwayne, non hai colto il punto. Ma che c’azzecca irare in ballo per un esame superato dio e la madonna? se non fossi atea ti direi che mi pare blasfemo. Tutto là.

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  40. Avatar mariangela
    mariangela

    @Tutti @Cristina
    Sull’accostamento tra Simenon e Vargas, in effetti ardito, soprattutto per il secondo termine di paragone, saprebbe rispondere meglio D’Orrico. Io posso solo dire che lo condivido perché Vargas mi sa proprio di poco, ecco, al mio palato è risultata insapore, mi verrebbe da dire che non sa di niente, per usare le tue parole.

    @Tutti
    In una delle sue digressioni Sebald tratta la vita di Joseph Conrad (non avrei mai immaginato che fosse ucraino!). Proprio ieri leggevo sull’inserto del CdS “La lettura” del 2 agosto che alla Tate Britain, in autunno, si terrà una mostra sul colonialismo britannico. Fu meno brutale di quello di altri imperi coloniali? L’opera di Kipling può essere considerata giustificazionista? Sono temi di cui, con cognizione di causa, disquisisce Marcello Flores, autore dell’articolo, fornendo anche qualche informazione bibliografica.

    Io non conosco né Conrad, né Kipling (salvo Mandalay che dovetti tradurre e commentare al liceo, molti, molti, anni or sono). Voi li conoscete?

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  41. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    scusa, vado di corsa e non mi è possibile approfondire: ma chi è che si chiede se il colonialismo britannico fu meno brutale di altri? O è il titolo dell’esposizione? Perchè se fosse quest’ultimo caso, mi piacerebbe sapere come rispondono.
    Bacioone

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  42. Avatar mariangela
    mariangela

    @Jezabel @tutti
    Le domande che leggi nel mio commento di oggi volevano essere il mio modo di riassumere velocemente (troppo velocemente!) le problematiche poste dall’articolo a proposito della futura manifestazione londinese. Cerco di riassumere il pezzo di Flores alla buona.

    La mostra che si terrà alla Tate Britain dal novembre 2015 all’aprile 2016 è intitolata “Artists and Empire” e ancora prima dell’inaugurazione sta provocando polemiche. Nonostante le dichiarazioni della curatrice Alison Smith, che assicura che l’iniziativa non ha scopi celebrativi, ma che vuole essere, anzi, un momento di riflessione sul passato coloniale, qualche storico si è spinto a dire che l’Impero avrebbe favorito l’abolizione della schiavitù e che, innegabilmente, era preferibile vivere sotto le leggi degli inglesi che sotto i francesi, i belgi o i tedeschi.

    Nell’articolo significativamente intitolato “Colonialismo soft ma non innocente” Marcello Flores spiega i termini della questione. Meno brutale di quello francese e italiano, più pragmatico di quello belga, il colonialismo britannico si fondava sull’integrazione delle élite e sul mantenimento delle tradizioni; non fu programmaticamente violento, osserva Flores, ma non mancò di quegli atteggiamenti coercitivi ritenuti tipici dell’imperialismo coloniale del XIX secolo. Lo storico porta l’esempio di Lord Kitchener, inventore della tecnica della distruzione dei villaggi e dei campi di concentramento, e la repressione feroce della rivolta dei Sepoys, in India, nel 1857. Afferma poi che, se è vero che in qualche modo l’impero dovette fare i conti con la questione della schiavitù, questo è dipeso dalle proteste degli attivisti per i diritti umani che, in Europa, erano riusciti a coinvolgere l’opinione pubblica tra cui anche gli investitori.

    Anche se trattata incidentalmente, c’è anche la questione sul ruolo dell’opera di Kipling: secondo Flores non fu giustificazionista, ma si inseriva in quelle voci di attivismo umanitario che volevano che la terra venisse lasciata agli indigeni. Quello che invece non c’è e che, non posso che arrivare a questa conclusione, devo essermi immaginata, è la bibliografia! (Sono gli scherzi del cervello: devo aver pensato di cercare qualcosa sull’OPAC per segnarmi qualche titolo, e ho immaginato di leggere i riferimenti bibliografici direttamente sull’articolo del CdS!!)

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  43. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @mariangela
    ah, ecco…
    grazie, cara!

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  44. Avatar Cristina
    Cristina

    e Merce’ Rodoreda no, e Fred Vargas no… ohi, che distanze, fra noi, Mariangela..
    Sul colonialismo inglese – il peggiore al mondo secondo le mie conoscenze – ti inviterei ad approfondire… buone stelle

    Bè già Gandhi qualcosa insegna—-

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  45. Avatar Cristina
    Cristina

    anche sulla Rhodesia potresti approfondire visto che ci sei…. ne parla giusto in Scritti Africani la mia cara Doris Lessing…

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  46. Avatar mariangela
    mariangela

    @Cristina @tutti
    Cristina, Rodoreda a me stava piacendo, ho già scritto che non ho avuto modo di leggerlo perché avevo altro in ballo e anche quella non era robetta, ho dovuto fare una scelta dolorosa, ma non definitiva: il libro l’ho riconsegnato, è ora a disposizione di altri utenti, ma dal 24 di agosto posso andarlo a riprendere quando voglio, e probabilmente lo farò.

    A mio parere il colonialismo inglese non fu tra i peggiori (l’India è una questione a parte), sicuramente non fu peggiore di quello italiano, tanto per iniziare con i rimossi di casa nostra. Comunque, per evitare di fare l’espertona senza cognizione di causa, accetto la sfida e mi impegno ad approfondire partendo dalla letteratura: ho giustappunto scaricato “Racconti africani”, seguendo il tuo preziosissimo consiglio. Vi saprò dire!!

    Saluti a tutti,
    Mari

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  47. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Sì, @Mariangela, rimossi o non rimossi, è chiaro a tutti che i colonialismi sono tutti brutti. Non voglio insegnarti niente, ma se ti ho chiesto la precisazione è perchè appunto avevo colto nel primo cenno all’esposizione una sorta di “al colonialismo inglese si può attribuire qualcosa di positivo” su cui non ero per niente d’accordo.

    Saluti.

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  48. Avatar Cristina
    Cristina

    errata corige: il libro di Doris Lessing si chiama Sorriso africano… sorry (peralto brutto titolo a parere mio)

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  49. Avatar mariangela
    mariangela

    @tutti @Cristina
    Cristina, io ho preso “Racconti africani” che, appunto, è una raccolta di racconti, tu invece ti riferisci a una sorta di resoconto di viaggio, sempre di Doris Lessing, il cui titolo completo dovrebbe essere “Sorriso africano. Quattro visite nello Zimbabwe”. Poco importa, anche questi racconti che sto leggendo io, che peraltro mi sembra tu abbia citato qualche settimana fa, sono belli (il modo di scrivere mi piace) e penso, anche se ne ho letto uno solo, diano l’idea dell’ambiente coloniale.

    @tutti @Jezabel
    Per le nozioni di storia che ho io penso si possa affermare senz’altro che il colonialismo britannico fu meno violento di quello di altri paesi europei. Il caso che di solito si cita come esempio di colonialismo sterminatore è proprio quello ricordato da Sebald in “Gli anelli di Saturno”, vale a dire quello messo in atto dai belgi in Congo, dove i dominatori europei causarono nel torno di pochi anni la morte di milioni di indigeni, sottoponendoli ai lavori forzati in un regime di semi schiavitù che li conduceva presto allo sfinimento

    Non voglio dire che le compagnie commerciali che operavano per conto di sua maestà britannica usassero il guanto di velluto, sempre di imperialismo si trattava con tutto il portato di vessazioni e coercizioni che questo poteva comportare. Non si può però negare che il pragmatismo del colonialismo inglese abbia reso più mite la subordinazione delle popolazioni indigene, era un pragmatismo molto calcolatore, naturalmente, non certo disinteressato, finalizzato al tornaconto commerciale.

    Il primo racconto del libro di Doris Lessing “Il vecchio capo Mshlanga” porta l’esempio di un’espropriazione di un villaggio a danno degli indigeni; è un esempio di violenza, non c’è dubbio (i nativi vengono depredati dei loro mezzi di sostentamento e rinchiusi in una riserva), ma l’ingiustizia da loro subita al cospetto dei massacri dei belgi sbiadisce!

    Il pericolo della mostra alla Tate Britain, secondo me, è proprio quello che non la si consideri un’occasione per comprendere meglio il passato, ma che si trasformi in un momento di celebrazione; che il colonialismo inglese sia stato fautore di modernizzazione, qualche storico lo ha già scritto, e io purtroppo non sono sufficientemente attrezzata per contraddirlo in modo argomentato ed efficace!

    Saluti,
    Mariangela

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