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I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015. Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della…

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.


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Commenti

1.478 risposte a “I libri più belli, letti nel 2015”

  1. Avatar wwayne

    @Carloesse: Non ero ancora tra voi quando incontraste ed espelleste il fascistoide. Comunque, posso dirti che quando mi imbatto in simili soggetti (per fortuna sempre in ambito virtuale e mai reale) la mia reazione è quella di farmi una grassa risata. Trovo profondamente ridicolo il fatto di mettersi a sostenere tesi stroncate dalla storia, che erano già perdenti allora e sono ancor più improponibili oggi. Trovo profondamente ridicole anche le giustificazioni e le mistificazioni elaborate da questi soggetti per difendere l’indifendibile, perché sono di un’inconsistenza plateale, e rivelano un’ignoranza e una povertà di ragionamento ancora più clamorose. Probabilmente, se fossi stato ancora tra voi, mi sarei messo a prenderlo in giro, divertendomi a smontare punto per punto e con una facilità irrisoria il suo piccolo mondo, fatto di certezze fondate sul nulla e che nel nulla finiscono.

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  2. Avatar wwayne

    Errata corrige: non se fossi stato ancora tra voi, ma se fossi stato già allora da voi.

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  3. Avatar editalara
    editalara

    Ciao ragazzi! Ho letto le opinioni sullo stato di salute del blog e sono d’accordo con chi dice che è fisiologico un andamento altalenante; per quanto mi riguarda leggo sempre con grande interesse i vari interventi ma ho poco tempo e poche energie per scrivere (problemi di salute e lavorativi in primis ) , oltretutto non ho letto nulla ultimamente per cui valesse la pena scrivere (a parte Il buio oltre la siepe che però è un classico di cui molti di voi hanno già letto e scritto) . Spesso ho tempo solo per cliccare “mi piace” per dire che ho apprezzato e condivido, insomma per far capire che seguo gli interventi e non ho altro da aggiungere.
    Prendendo poi in prestito la considerazione di una amica del blog, ammetto che “non sono mai sul pezzo” ! O non ho ancora letto ciò di cui si parla o l’ho letto tempi addietro e non ricordo abbastanza da scriverne qualcosa di nuovo che possa interessare gli altri. Ma sono certa che se mi ritrovassi tra le mani un libro da amare o detestare o che in qualunque modo mi scuotesse, di sicuro ne scriverei !
    Ultimo: ho la sensazione, ma forse sbaglio e mi smentirete, che tempo addietro il blog ( sui libri più belli letti nel..) fosse più vivace anche grazie agli interventi di Luiginter, ora totalmente assenti purtroppo, a me mancano..
    Concordo con Carloesse , anch’io resto molto affezionata al nostro blog sui libri !
    Prendo il bello e il brutto e ne faccio ricchezza, quindi grazie a tutti.

    p.s. Ma qualcuno di voi , meglio informato di me, sa se è vero che il nuovo romanzo in uscita di Harper Lee è stato ritrovato in una cassaforte , scritto addirittura prima de Il buio oltre la siepe pur essendone il seguito???

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  4. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Editalara
    anch’io, essendo interessata all’uscita, documentandomi su internet ho visto la stessa cosa. Si dice inoltre che la scrittrice sia ormai quasi incapace di intendere e di volere e sia stata in passato manipolata da agenti senza scrupoli.
    Non sarà uno stratagemma per dare una spintarella alla vendita… in estate… di un libro senza “sfumature”… in tempi di crisi dell’editoria?
    Bye a tutti.

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  5. Avatar carloesse
    carloesse

    Sono molto interessato anche io alla questione Harper Lee.
    Per quel che mi riguarda aspetterò e leggerò. Cercando di farlo senza opinioni preconcette.

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  6. Avatar mariangela
    mariangela

    @Tutti
    Mi direte che di sentir parlar di cibo non cela fate più, e avrete pure ragione, ma, come al solito, non si può far di tutta un’erba un fascio e magari conviene ripescare qualcosa scritto in tempi non sospetti.

    Non conoscevo Mario Soldati, neppure come scrittore di narrativa, e per motivi apparentemente futili (per come possono essere futili le ragioni del lettore disinteressato) ho trovato questo volume:

    • Mario Soldati, “Da leccarsi i baffi. Memorabili viaggi in Italia alla scoperta del cibo e del vino genuino”, a cura di Silverio Novelli, DeriveApprodi, 2013.

    È una raccolta di scritti tratti da libri diversi. Tutti ci raccontano dei viaggi di Soldati che gira l’Italia in lungo e in largo: in visita ad aziende vitivinicole, alla ricerca di osterie, in una frase, nel suo “andare al vino” perché, come diceva lui, “Cosa ci dice l’odorato, e il palato quando sorseggiamo un vino prodotto in un altro luogo, in un paesaggio che non abbiamo mai visto, da una terra in cui non abbiamo mai affondato il piede, e da gente che non abbiamo mai guardato negli occhi e alla quale non abbiamo mai stretto la mano? Poco, molto poco.”

    Io lo sto apprezzando perché come in ogni buon resoconto di viaggio c’è un po’ di tutto, storia, geografia, cultura, ma penso abbia ragione Silverio Novelli (curatore del volume la cui postfazione ho trovato interessantissima) quando afferma che Soldati ci lascia un archivio storico dei vini d’Italia importantissimo, imperdibile per gli intenditori. Se è vero che gli enospecialisti di oggi difficilmente potranno essere d’accordo con certi giudizi di Soldati, certo non potranno negare la sua profonda passione e la sua insaziabile curiosità. Come osserva acutamente Novelli, nei suoi racconti Soldati sta in superficie, ma non è mai superficiale; è solare ma pensoso; è vivace ma razionale.

    In pratica: di enologia non capisco niente, sono astemia e il vino non posso neppure assaggiarlo, ma questo libro sono contenta di averlo scovato.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  7. Avatar Dani

    @Mariangela. Curioso, l’ho appena letto anch’io. Mi è stato mandato dalla casa editrice perché per lavoro mi occupo di libri che raccontano la vite e il vino. Racconti accattivanti che mi facevano pensare che molto di quanto leggevo non esiste più. Scritti degli anni 60, ormai un secolo fa. ..

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  8. Avatar mariangela
    mariangela

    @Dani @Tutti
    Certo, l’Italia è cambiata, ma il pensiero di Soldati è ancora attuale e valido oggi. Anche su questo punto ho trovato interessante la postfazione di Silverio Novelli (quanto può essere importante il paratesto!). Il curatore ci ricorda che Soldati fu anticipatore per le sue posizioni sulla certificazione dei prodotti alimentari e per la valorizzazione dei piccoli e medi produttori, garanti della genuinità.

    Novelli cita un passo di Soldati quanto mai illuminante, al proposito:
    “se l’Italia resiste, se l’Italia si salverà, lo dovrà, prima che a tutti gli altri, a gente come questa: che accetta la nuova civiltà ma fino a un certo punto; che non crede necessario, progredendo, rinunciare a tutto il passato; che non vede insanabili contraddizioni tra i costumi moderni e quelli antichi; che ha nelle sue mani anche l’avvenire del vino.”

    Anch’io ho qui alcun testi sul vino! Che combinazione! Ti invidio se, per lavoro, hai a che fare con i libri! Ma poi non ne sono neppure tanto sicura: può essere che ritmi serrati e scadenze ravvicinate rovinino l’approccio e diminuiscano l’entusiasmo della scoperta (non lo so, sono solo mie deduzioni, perché il mio lavoro, purtroppo o per fortuna, non ha nulla a che fare con i libri).

    Ciao a tutti
    Mariangela

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  9. Avatar wwayne

    Ho finito il libro di cui vi ho parlato nelle ultime settimane, “I venerdì da Enrico’s.”
    Il libro ha 3 linee narrative, che occasionalmente si incrociano tra loro: una delle 3 viene abbandonata a metà libro, un’altra sembra destinata a finir male e invece finisce bene, l’ultima sembra destinata a finir bene e invece finisce male. In ogni caso, tutte e 3 riguardano degli scrittori in crisi.
    La motivazione del titolo la si coglie solo a 5 pagine dalla fine: Enrico’s è il bar in cui una degli scrittori, diventata progressivamente un’alcolizzata, va a bere fino a perdere il lume della ragione. E lo fa, appunto, ogni Venerdì. Questo dato ha pochissima importanza, e quindi non l’avrei scelto come titolo del libro: a mio giudizio il titolo dovrebbe rispecchiare il libro nel suo complesso, non soffermarsi su un dettaglio di minimale importanza.
    Al di là della scelta infelice del titolo, il libro non mi ha convinto.

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  10. Avatar mariangela
    mariangela

    @Wwayne @tutti
    Succede di rimaner delusi quando il libro che leggi ha la pretesa di parlare di scrittura o di lettura: non sempre l’autore è all’altezza degli argomenti che ha la pretesa di trattare e, per noi lettori, è presunzione imperdonabile!

    @Dani @tutti
    In tanto che ci sono vi dico quali sono anche gli altri titoli sul vino che ho qui sotto mano; questi sì, li stato solo leggiucchiando, non propriamente leggendo:

    • Roberto Cipresso, Giovanni Negri, “Vinosofia: una dichiarazione d’amore in 38 bicchieri”, Piemme, 2008.
    • Giovanni Negri, Roberto Cipresso, “Vineide: non c’e mistero che un bicchiere di vino non possa colmare”, Piemme, 2009.

    La classificazione Dewey li vuole codificati col 641.2 (vino e bevande alcoliche) e con cognizione di causa in biblioteca sono stati collocati sullo scaffale delle guide enologiche, ma questi libri guide enologiche, per espressa ammissione degli autori, non lo sono; sono un misto di storia, di finzione, contengono racconti e brani molto belli che descrivono i diversi tipi di vino (dal Madera al Lambrusco). Vi dico, è un po’ come con un buon saggio di critica musicale: io non ci capisco niente, ma se è scritto bene, mi affascina; qui è lo stesso perché io di vini proprio, zero, eppure …

    È la dimostrazione che in biblioteca bisogna curiosare un po’ dappertutto, ravanare anche negli scaffali che verrebbe trascurare, abbassarsi fino alle mensole più basse, insomma, favorire la serendipità! (Per la gioia degli studenti universitari che, si sa, in biblioteca vanno per studiare – è loro diritto – e che non posso fare a meno di disturbare durante le mie visite in biblioteca: perdonatemi!!)

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  11. Avatar Dani

    @Mariangela. Se parliamo di libri sul vino (e sulla vite) con me vai a nozze. In ufficio ne ho scaffali pieni… Vinosofia (letto, non male). Ti consiglio, se hai voglia, NON E’ IL VINO DELL’ENOLOGO di Corrado Dottori – editore Derive Approdi, per comprendere l’ultima tendenza del settore, quella dei vini naturali. Vanno oltre anche al biologico. Poi come te anch’io alcuni li leggiucchio, e attualmente sto centellinando una vera chicca: VITE AMBULANTE. NUOVE CATTEDRE DI ENOLOGIA E VITICOLTURA – Edizioni SUV – di Giovanni Gregoletto. E’ indefinibile e inclassificabile e abbraccia vari argomenti. Il miglior che ho ricevuto quest’anno.
    Ciao Mari

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  12. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @tutti
    la biblioteca della casa paterna offre molte letture “alternative”. Uso questo termine in modo autoreferenziale : alternative alle mie solite.
    Qui trovo tanto Camilleri, tutto Salgari, un buon numero di Grisham, Follet.
    Non sono proprio proprio nelle mie corde. Ma in estate, complice la disponibilità di tempo, tiro fuori qualcosa dalle altrui stanze.
    Adesso è la volta di Camilleri, PRIVO DI TITOLO, uno di quelli sine Montalbano, che io gradisco di più.
    Con ironia Camilleri mostra le distorsioni della Storia e quanto essa sia interpretabile a favore di coloro che sono vincenti in un certo periodo. Costruire un mito è facilissimo e trasformare un ventenne arrogante e viziato nell’unico martire fascista siciliano fu un gioco da ragazzi nel ventennio.
    Il tutto è condito da una serie di episodi ricchi di folklore locale.
    Consigliato come lettura spensierata, anche se mi chiedo sempre – e qui mi ripeto, sono certa – cosa ne capiscano coloro che non sono abituati al dialetto siciliano (io stessa devo spesso tornare indietro per capire alcuni passaggi).
    Il prossimo libro sarà I PILASTRI DELLA TERRA. Ci guardiamo in cagnesco da un po’ e adesso campeggia sul mio comodino.
    Lo finirò o mi fermerò a pagina 20?

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  13. Avatar mariangela
    mariangela

    @Dani, @tutti
    Dani, vedo che vuoi sfidarmi: bene, allora indovina il titolo di questo libro su vino: è frutto della cooperazione tra un famoso paleontologo e di un antropologo; ha un impianto scientifico, interdisciplinare, ma è accessibilissimo; tratta di storia, ma secondo me anche di geografia, del vino e della vite; in certi momenti si avvicina a un libro di scienze, in certi altri evoca Indiana Jones. Ti aiuto: è edito da Codice Edizioni.

    Io penso che sia molto interessante. Qui di seguito un paio di cosette che ci ho trovato. I cambiamenti climatici hanno permesso di reintrodurre la coltura della vite in Gran Bretagna. Ridono gli inglesi (presto le loro uve surclasseranno quelle dello Champagne), ma piangono i francesi (l’innalzamento della temperatura permette, sì, di allargare gli spazi coltivati a vite, ma oltre a favorire gli incendi e l’imprevedibilità climatica, che dai viticoltori, come da qualsiasi agricoltore non del tutto dissennato, è temuta come una calamità, altera la qualità del prodotto finale.

    Non sapevo che a parità di quantità ingerita e di tempi di assunzione, il mingherlino si ubriaca prima di quello corpulento: bastava ragionare, in effetti, se è vero che l’ubriachezza dipende dalla concentrazione di alcol etilico nel sangue, era facile intuire il concetto dell’otre piccola con un tasso alcolico più alto raggiunto più velocemente (io no c’ero arrivata!).

    Insomma, prima che finisca veramente in ciuca, vi scrivo il titolo del libro:

    • Rob DeSalle, Ian Tattersall, “Il tempo in una bottiglia. Storia naturale del vino”, Codice Edizioni, 2014.

    @Jezabel, @tutti
    Se leggi “I pilastri della terra”, fammi sapere!!

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  14. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    sarà fatto 🙂

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  15. Avatar Stefano1
    Stefano1

    Vi segnalo qualche novità degna di attenzione. Due titoli neri pozza: L’estate dell’amicizia che parla dell’amicizia (appunto) tra roth e zweig, ricostruita a partire dalle biografie dei due scrittori e dalle lettere che si sono spediti. Libro originale ed interessante. Secondo titolo: Una vita intera, una storia che ha per protagonista un personaggio alla Stoner (almeno così hanno cercato di vendere il libro): è la storia di un disgraziato che accetta tutto ciò che di sfortunato gli capita nella vita e risulta così un vincente (sul destino …). Ultimo titolo: Cassandra al matrimonio, la storia abbastanza feroce e nera di una ragazza che non accetta il matrimonio della sorella gemella. Un libro eccezionale, elogiato nientepopodimeno che da peter cameron nella postfazione. Sono buoni libri, trattateli bene 🙂

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  16. Avatar mariangela
    mariangela

    @Stefano, @tutti
    Dei titoli da te ricordati mi attira quello su Zweig e Roth. Visto il tuo invito a trattarli bene, devo rinviarne anche la sola visione perché l’elenco comincia ad allungarsi troppo. Avessi tempo di dirci due parole in più al proposito …

    @Dani
    Forse riesco a procurarmi il titolo di Gregoletto che mi hai scritto due giorni fa. Speriamo. Questo era già in lista.

    @tutti
    Ho finito un fuoriprogramma che mi sono concessa: “Tutti giù per terra” di Culicchia. Divertentissimo, veramente, forse più nella prima parte che alla fine, ma comunque da ridere (o piangere, a seconda si giudichi lo stile o gli argomenti trattati). Conoscete altro di Culicchia?

    Ciao
    Mariangela

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  17. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    dopo le prime 100 pagine di PILASTRI posso darti qualche ragguaglio.
    Puro libro da ombrellone o da intrattenimento se ti manca la spiaggia, con decente ricostruzione storica.
    Avvincente quanto può esserlo un libro in cui niente viene lasciato al nostro intuito, ma spiegato per filo e per segno.
    Buona notte.

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  18. Avatar Dani

    @Mariangela ciao. No rinuncio alla sfida.. perché purtroppo mi manca il tempo per competere. Il libro di De Salle ce l’ho nel mio scaffale, ma non l’ho letto. Vedrò di metterlo in coda,ma è così lunga che non si vede la fine.
    @tutti.
    Appena concluso L’INCOLORE TAZAKI TSUKURO E I SUOI ANNI DI PELLEGRINAGGIO. Ho fatto pace con Murakami. Ho ritrovato lo scrittore intimista di Tokyo Blues, che non cammina più sulla fune tesa tra reale e irreale, ma scende a fondo nel cuore di un uomo e ne segue l’evoluzione. Il mondo del possibile, parallelo, che evidentemente sempre lo affascina, è solo una pennellata di acquarello, un sogno. Bello bello davvero. Poi ho avuto la fortuna di ascoltare di recente i brani citati nel romanzo eseguiti da una brava pianista rumena.. che volete di più?

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  19. Avatar mariangela
    mariangela

    @Jezabel
    Jez, grazie, se prosegui non disdegno il seguito (scusami se ti uso, ma è un utilizzo buono e utile).

    @Dani
    Io con Murakami ho avuto due insuccessi e purtroppo non mi becca più.

    @Tutti
    Anche spronata dai vostri consigli, avevo comunicato che avrei letto Foer “Molto forte, incredibilmente vicino” e infatti l’ho finito. Nonostante la difficoltà a tenere assieme le due storie, quello di NY e quella di Dresda (non è un libro facile!) l’ho trovato poetico e dolcissimo; il linguaggio può ricordare quello di Romain Gary in “Una vita davanti a sé”, ma qui c’è un livello di profondità maggiore, secondo me, c’è maggior struggimento, anche. Meriterebbe una rilettura.

    Fonti fidate mi dicono che anche l’altro suo libro, “Ogni cosa illuminata” non può essere trascurato!

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  20. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    a pagina 300 de I PILASTRI sono ancora dello stesso parere. Figurati che me lo trascino in ambulatori vari e riesco a leggerlo mentre tengo d’occhio altre situazioni.
    Quanto a OGNI COSA … di FOER, ti prego di leggerlo!
    Bacione.

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  21. Avatar carloesse
    carloesse

    @Dani
    Mi fa piacere che anche a te sia piaciuto L’INCOLORE TSUKURO…, un romanzo da molti considerato minore nella ormai vasta produzione di Murakami, ma secondo me invece una delle sue opere più riuscite e delicatamente mature.
    Murakami riesce ancora ad incantarmi, sia che utilizzi gli elementi del sovrannaturale e del fantastico (anche se spesso ne abusa -v. 1Q84 che un po’ mi aveva deluso- lo fa spesso con buona maestria, padroneggiandoli con sicurezza), sia che come qui vi rinunci (quasi) del tutto. Mi immergo nelle sue pagine che riescono ancora a coinvolgermi totalmente sin dall’inizio e poi a trascinarmi sino alla fine con una immediatezza e una scorrevolezza che trovo raramente in altri autori contemporanei. Per quanto ormai lo conosca bene, lui e tutti i suoi trucchi di mestiere (che indubbiamente applica), è raro che ne esca deluso.
    Proprio in questi giorni sto leggendo la sua ultima raccolta di racconti UOMINI SENZA DONNE, e debbo dire che anche nella forma del racconto (e forse proprio ancora di più nella forma del racconto) mi pare abbia trovato la stessa maturazione.
    Credetemi, ogni racconto è una vera chicca!

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  22. Avatar Marzia
    Marzia

    Anch’io ho amato molto “l’incolore” di Murakami, è stato il primo libro che ho letto di questo grande scrittore, poi ho letto a”A sud del confine ad ovest del sole” , ci ho ritrovato a volte le atmosfere dell’Incolore: i silenzi, i sogni, gli amori vissuti e non vissuti;ora leggerò : “Uomini senza donne”.
    Comunque al di là della mia predilezione per Murakami posso dire che attraverso lui ho cominciato ad apprezzare di più la letteratura giapponese , che prima conoscevo pochissimo. Ho letto : “La casa delle belle addormentate” di Kawabata, penso di non averlo capito appieno , ma penso anche che sia un libro da leggere per chi vuole avvicinarsi a un erotismo più di sensazioni che realmente “fisico”, come quello giapponese. Ho letto il giallo di Higashino: “L’impeccabile” e l’ho trovato davvero originale e devo terminare : “Le 4 casalinghe di Tokio ” di Kirino, un libro che comunque promette bene.
    Non vedo l’ora Carloesse di leggere: “Uomini senza donne”!

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  23. Avatar mariangela
    mariangela

    @Jezabel
    Grazie!

    @Tutti @Luigi Gavazzi @Blackswann @DomenicoFina
    Sono andata a prendermi un libro più grande di me e adesso torna, in egual misura, ma in modo diverso, il dilemma che mi aveva colto durante la lettura di “Il maestro e Margherita”: si può affermare che un libro piace se per le prime cento pagine non si capisce dove l’autore voglia andare a parare? La domanda potrebbe apparire retorica, si potrebbe argomentare che se lo stile prende, se il lettore è invogliato ad andare avanti, la risposta non può che essere positiva. Io dico, invece, che con la poca pazienza che mi ritrovo io (ma adesso sto migliorando) non ci sono risposte scontate e il rischio di mollare sarebbe stato molto concreto se non avessi saputo, forse proprio grazie a qualcuno di voi del Blog, che Sebald in “Austelitz” (perché di “Austerlitz” si tratta, niente di meno) nella prima metà del libro si dilunga in digressioni che possono far perdere l’orientamento.

    L’idea di leggere questo libro è venuta dal fatto di averlo trovato nell’elenco di quelli che per Domenico Fina sono i capolavori del XXI secolo (grazie!). Ho trovato utili al proposito gli articoli di Luigi Gavazzi e di Blackswann che ho appena finito di leggere, ma scrivo qui per comodità. Saprò dirvi.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  24. Avatar carloesse
    carloesse

    @Mariangela
    Dove vuole andare a parare Sebald? Ma proprio nelle digressioni!!! Che non sono una caratteristica della prima metà del libro. Sono la caratteristica di tutto il libro, anzi di TUTTI i libri di Sebald.
    E la sua grandezza (anche io lo considero forse il più grande scrittore almeno di questi ultimi 20 anni) sta proprio in questo continuo richiamo alle propria o altrui memoria suscitata da immagini, sensazioni, luoghi, musiche, per costruire un quadro che trova poi nel suo insieme tutta la sua grandezza. Un insieme che non può trascurare i piccoli particolari (come nei polittici di Bosh, di Bruegel, di Van Eyck, della scuola fiamminga).

    Perché è l’inesorabile perdita dei particolari che alla fine trasforma la memoria, la snatura, le fa cambiare spesso significato, a volte fino a snaturarlo, a sovvertirlo del tutto.
    E’ la memoria, il suo significato, il perno intorno al quale ruota l’originalissima letteratura sebaldiana, perché la sua cancellazione è cancellare il presente, lasciare scivolare il vuoto sul nulla; perdersi vertiginosamente in un buco nero diventa quasi la sua personale ossessione.

    Ma se non apprezzi le digressioni ed i particolari in cui facilmente ti trascina (ma il lettore è in questo lasciarsi trascinare che dovrebbe trovare il proprio piacere, come in un viaggio in cui è più importante assaporare lo spostamento, il trovarsi in posti sconosciuti senza decidere quanto fermarsi, senza precisi programmi o tabelle di marcia, che non il giungere a una meta precisa; la meta è solo la fine del viaggio: la fine di questo piacere) abbandonalo pure. Nessuno te ne farà una colpa.
    E ti metto già sull’avviso: AUSTERLIZ è il solo suo libro che in qualche modo ha almeno anche una trama.

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  25. Avatar mariangela
    mariangela

    @Carloesse @Tutti
    In effetti è un gran libro, me ne convinco più proseguo nella lettura, ma non sarei stata sincera se avessi scritto di averlo trovato facile, all’inizio, soprattutto, quando facevo fatica ad afferrare il filo del racconto.

    Come lettrice non ho tante sicurezze, è un po’ come in viaggio: è vero che mi perdo spesso e volentieri, ma non per assaporare lo spostamento, solo perché imbranata come sono guardo la cartina all’incontrario!

    Carlo, se vuoi, scrivici un altro titolo di Sebald da leggere dopo “Austerlitz”!

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  26. Avatar carloesse
    carloesse

    Beh, indubbiamente direi GLI ANELLI DI SATURNO, considerato da molti il suo capolavoro assoluto. Forse proprio in quel libro si può intendere meglio la metafora del viaggio, cui accennavo. Si tratta infatti di un vero viaggio compiuto a piedi, dallo scrittore nella Contea del Suffolk. Ma non è una cronaca, nè una descrizione di luoghi visitati. Il viaggio reale è nei pensieri, nelle memorie, negli incontri, nelle occasioni per parlarci di storia, di arte, di letteratura, di riflessioni sul tempo e sulla vita, sulla nostra semplice esistenza.
    Un libro fatto SOLO di continue digressioni, che non sono in realtà digressioni ma diventano la materia stessa del libro.
    Un libro noiosissimo se non ti ritieni capace di abbandonarti ad esse e lasciarti trainare in questo curioso viaggio. Una vera miniera, un ricchissimo tesoro se invece riesci a farlo.
    Se vuoi assaporare Sebald in piccola dose, allora invece ti consiglio il piccolissimo MOMENTS MUSICAUX, poche ma densissime pagine che hanno che fare con la musica (e naturalmente con la memoria).
    Comunque come caschi caschi bene: VERTIGINI, GLI EMIGRATI, SOGGIORNO IN UNA CASA DI CAMPAGNA, …sono tutti libri che ho amato immensamente, e che continuerò ad amare come opere preziose. Spero riesca a farlo anche tu, trovandone piano piano la stessa soddisfazione.

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  27. Avatar mariangela
    mariangela

    @Carloesse @Tutti
    Ho abbondantemente superato la metà del libro e sto seguendo l’autore nel suo viaggio in treno da Praga all’Olanda, via Germania: il racconto qui assume anche le caratteristiche della letteratura di viaggio, descrive i paesaggi boemi, la città di Norimberga, le abetaie della Selva Nera, la visione del grande fiume Reno; tutto però si incastona nel doloroso processo di recupero della memoria (il protagonista sta ripercorrendo il tragitto fatto a quattro anni, nel 1939, quando è stato deportato) quindi c’è molto di più, come hai scritto tu, che un semplice resoconto.

    Rimane il fatto che per un’amante della Germania (dei miei viaggi coi treni regionali della DB Regio vi ho già scritto!) queste pagine, (anche) per i luoghi che illustrano e per la raffinatezza del linguaggio in cui sono scritte, ripagano da sole la fatica della prima parte!

    Ti ringrazio anche per i titoli.

    @Marzia @Tutti
    Scrivi che a tuo parere mancano dei titoli importanti nell’elenco dei migliori romanzi del XXI secolo: citi gli autori, ma non menzioni i singoli libri. Per Strout, suppongo tu ti riferisca a “Olive Kitteridge”, ti chiedo per cortesia se puoi elencarci gli altri. Ti ringrazio.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  28. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Anch’io li ho letti tutti i libri di Sebald, sono d’accordo con Carloesse sul fatto che sono tutti di valore notevolissimo. Se dovessi sceglierne uno direi ‘Gli emigrati’. Libro formato da quattro racconti lunghi basati su storie vere, 4 persone che per un motivo o per un altro hanno fatto una tremenda fatica nel mondo. Libro doloroso e toccante.

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  29. Avatar Marzia
    Marzia

    Cara Mariangela, sì certo , mi riferisco ad” Olive Kitteridge”, poi citerei un libro tratto da una storia vera di un autore che sembra abbia scritto per ora, benissimo questo solo libro:”La donna che collezionava farfalle” di Bernie Mc Glillie, ho amato molto anche il libro della scrittrice francese Claude Gallay: “Dove si infrangono le onde”, “Quando la notte” della Comencini, “Io prima di te” di J. Moyes, un giallo favoloso del 2003: L’analista di Katzenbach, “Il peso ” di Liz Moore, un erotismo molto particolare delicato e forte a un tempo: Hotel Iris di Ogawa, “Una testa selvatica” di M.S. Roger: splendido un libro di grande saggezza e il discusso “Ci rivediamo lassù” di Lemaitre, qualcuno di voi ha letto qualcuno di questi libri o di questi autori? Sono tutti del XXI secolo…….

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  30. Avatar wwayne

    @Marzia: Hotel Iris l’ho letto. Narrava di vicende alquanto sordide, ma era scritto molto bene. Della stessa autrice ho letto (più o meno nello stesso periodo di Hotel Iris) anche L’anulare: ricordo che ai tempi mi piacque di più, ma a distanza di tempo la trama di Hotel Iris mi è rimasta molto più impressa, quindi forse è questo il romanzo migliore tra i 2.

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  31. Avatar Marzia
    Marzia

    Comunque voglio rileggere qualcosa della Ogawa

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  32. Avatar wwayne

    @Marzia: Io invece dopo quei due titoli, letti entrambi nel mio primo anno di università, non ho più letto niente di quest’autrice. Non escludo comunque che possa accadere in futuro, dato che non c’è due senza tre.

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  33. Avatar polissena
    polissena

    Ottima Fred Vargas in ‘temps glaciaires’ con un Adamsberg in stato di grazia.
    Spero che il traduttore sia all’altezza

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  34. Avatar mariangela
    mariangela

    @Marzia
    Grazie delle risposte!

    @Tutti @Carloesse @DomenicoFina
    Di Sebald ho poi preso “Un soggiorno in una casa di campagna”; contiene dei saggi su importanti personalità della cultura tedesca e mondiale e si presta alla lettura discontinua. Bello e accattivante anche questo, se pur diverso, naturalmente, da “Austerlitz”. Ho appena finito Morike.

    Leggo che Citati si rammarica che in Italia Sebald sia poco letto, non ho avuto invece il tempo di cercare nell’archivio del CdS come si esprima su questo grande della letteratura contemporanea Claudio Magris. Da germanista qual è, qualcosa su Sebald deve pur averla scritta. Tempo al tempo!

    @Cristina!!
    Rispondi telegraficamente, ma rispondi, per cortesia: non ricordo come la pensassi tu su Sebald (mi sembra non ne avessimo mai parlato)

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  35. Avatar carloesse
    carloesse

    @Mariangela
    Bene: “Soggiorno in una casa di campagna” comprende anche lo splendido scritto su Walser (Il Passeggiatore solitario) che la stessa Adelphi aveva già pubblicato a se stante in un piccolo libriccino. Potrai notare che la grande forza di Sebald è quella di cercare di immedesimarsi, fino a quasi perdersi per fondersi con il personaggio di cui sta parlando.
    E’ quello che fa la Yourcenar con Adriano, o anche John Williams (quello di Stoner) con Augusto, rendendoci i personaggi famosi delle persone vive e vere pur ricorrendo al proprio pensiero, e molto alla fantasia, più di quanto non possa fare qualsiasi trattato di storia. Perchè è cosa che non è in grado (o non si propone) di fare lo storico o il saggista, ma solo il grande scrittore (che ama i personaggi che crea o che ricrea dalla Storia).
    E quindi sono saggi o sono racconti quelli raccolti qui? Bah, direi l’uno e l’altro, ma anche ne l’uno ne l’altro.
    Sono solo letteratura, e di ben alto livello.

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  36. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    È vero, Carloesse, Sebald trova congeniali alcuni scrittori per esprimere la sua narrativa, un altro autore che procede con analoga empatia è Vila-Matas, entrambi danno il loro meglio quando si accostano a Robert Walser, penso allo splendido romanzo di Vila-Matas, Dottor Pasavento.

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  37. Avatar mariangela
    mariangela

    @Tutti @Carloesse @DomenicoFina
    Meglio che dichiari subito la mia inettitudine ad esprimere adesso un commento su questi saggi non saggi di Sebald: già difficile farlo quando l’autore è nuovo, se poi hai la sensazione di essere al cospetto di uno scrittore importante, conviene lasciare parlare lui. Qui un passaggio dove Sebald, a sua volta, lascia il passo al suo autore, Robert Walser, che scrive della polvere:

    “In effetti di questa materia all’apparenza così poco interessante si possono osservare, andando per così dire un po’ più in profondità, cose che di scarso interesse non sono affatto. Questa, ad esempio, che se soffiamo sulla cenere non c’è assolutamente nulla in essa che opponga resistenza per non volarsene via in un baleno. La cenere rappresenta in sé l’umiltà, l’insignificante, l’assenza di valore. E, ciò che è ancora più bello: essa stessa è pervasa dalla convinzione di non valere nulla. Si può essere più inconsistenti, più deboli, più inetti della cenere? È davvero difficile. Si può arrendevoli della cenere? Certo che no. La cenere è priva di carattere, e dal legno di qualsiasi essenza è ancor più lontana di quanto non sia lo scoramento dall’euforia. Dove vi è cenere, non vi è in fondo proprio nulla. Metti il piede sulla cenere, e quasi non ti accorgerai di aver calcato qualcosa”

    La considerazione in cui Sebald tiene Walser arriva a farlo affermare che questo passo non ha equivalenti in tuta la letteratura del ventesimo secolo, nemmeno in Kafka.

    Ciao,
    Mariangela

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  38. Avatar FALCO
    FALCO

    Vedo che Irving Yalom – da me grandemente apprezzato ne La Cura Schopenhauer, Le lacrime di Nietzsche, il problema Spinoza – ha scritto un nuovo libro : ‘Sul lettino di Freud”.
    Qualcuno l’ha già letto?

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  39. Avatar Dani

    Ciao a tutti. Sono alle prese con CIANFRUSAGLIE DEL PASSATO, biografia di Wislawa Szymborska, ma procedo a rilento e ogni 10 pagine mi chiedo se continuare o lasciare. Non mi appassiona ma anche Vita e Destino nelle prime 100 pagine mi suscitava perplessità, pensate se avessi smesso.. Mi sarei persa uno dei libri che ho amato di più.
    Qualcuno ha letto questa biografia?
    Poi mi avete un po’ stuzzicata con Sebald di cui ho letto solo Austerlitz e ora sono incuriosita dagli altri che avete citato. Diavoletti tentatori. Ciao

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  40. Avatar Cristina
    Cristina

    L’ho piantato in asso perchè è così minuzioso e scolastico che mi annoiava proprio. E mi dispiace ma le due redattrici sono molto molto …pallose. Ti fanno venire voglia di saltare pagine intere a piè pari, purtroppo

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  41. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari: su Sebald non ho una mia opinione, letto troppo poco. Walser un grandissimo! baci

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  42. Avatar Cristina
    Cristina

    Ossantapace, Mari…sei A S T E M I A????? oddio, non sai che ti perdi!

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  43. Avatar Stefano1
    Stefano1

    Dani, anch’io ho mollato il libro sulla Szymborska. Non saprei dirti perché, ma non è un libro riuscito. Non è coinvolgente, avevo l’impressione di leggere un lungo articolo di giornale più che un appassionante biografia. Non saprei dire di meglio. ciao

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  44. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Bene, mi pare che questo Sebald DEBBA proprio essere letto, soprattutto dopo la full immersion nello sceneggiato di K. Follet (I PILASTRI DELLA TERRA)
    .
    Buona serata dalle surriscaldate scogliere verghiane.

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  45. Avatar mariangela
    mariangela

    @Falco@Dani
    Purtroppo non conosco i libri che citate!

    @Tutti @Jezabel
    Intendiamoci, non è un obbligo! L’importante per me è stato sapere che andavo incontro a un autore non facile.

    @Cristina @Tutti
    Cosa stai leggendo?

    Mariangela

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  46. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari,ciao Mari
    lo so che mi tiri dentro per i capelli con affetto: quindi dopo l’ultimo divertente e intelligente libro appena uscito in italiano di Fred Vargas ( benedetta donna, non innamorarsi di Fred Vargas è una colpa imperdonabile!…), dopo quelli che già ti ho consigliato ( e ti aspetto al varco con Missiroli ma anche con Marco Peano eh!!) sto leggendo un fantastico Scritti africani di Doris Lessing, sempre una goduria e un insegnamento questa enorme scrittrice.

    Però ho anche letto molte guide nel frattempo, perchè sono stata 10 giorni in Polonia e non smettevo di stupirmi e di imparare. Sono stata a Danzica,(libera città anseatica eminentemente tedesca sempre inclusa volontariamente nel regno di Polonia, la cittàò di G. Grass…) ho visto i cantieri ex Lenin dove è nata Solidarnosc, e è iniziata la seconda guerra mondiale, e è stATO GIRATO IL FILM iL PIANISTA.
    ho visitato Birkenau e Auschwitz e soprattutto sono stata al museo in casa Schindler ( si lui quello del film) a Cracovia.Impressionante e imprescindibile sull’invasione nazista, la persecuzione ebraica fino allo sterminio finale-
    Adesso sono un pochino meno ignorante sui polacchi, sulla Polonia ( città sfavillanti e bellissime, grande benessere e modernità, molto lusso, e evidenti contraddizioni. ed emarginazioni sociali..).
    Ho visto dove lavorava il mio idolo Tadeusz Kantor ma non dove stava Szymborska. Ma se si può dir così, l’ho capia un po’ meglio…. Che sorpresa la Polonia!!!!!!!!!!!

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  47. Avatar Jezabel
    Jezabel

    No, no @Mariangela
    tu non obblighi nulla. Sono io che mi sono incuriosita e sento il bisogno di un autore che mi stimoli.
    Ciao

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  48. Avatar mariangela
    mariangela

    @Cristina @tutti
    Il viaggio in Polonia te lo invidio veramente, io che nei paesi dell’ex blocco sovietico vorrei tanto andare …

    Mi sa che per agosto Missiroli non mi arriva e anche per Peano dovrò aspettare. Ti riferisci a “L’invenzione della madre”?

    Dici che Tadeusz Kantor è il tuo idolo, dall’OPAC sembra essersi occupato un po’ di tutto, teatro, fotografia; non lo conosco e non ho fatto ulteriori ricerche, chiedo a te se mi puoi dire qualcosa di più e si mi vuoi specificare quale aspetto della sua (presumo) versatile attività tu prediligi.

    Non solo rimango della mia opinione su Vargas, ma diversamente da quanto annunciato (ti avevo scritto che avrei letto un titolo da te caldeggiato lo scorso anno), non sono riuscita a finire “La piazza del diamante di Rodoreda”, che pure ero andata a prendermi. Non era un brutto libro, ma è soccombuto rispetto ad altri titoli che in quel momento, da ingorda, avevo avuto la presunzione di iniziare. Esempio d’incapacità del lettore di regolarsi e calmierarsi (non mi succede spesso, ma talvolta può accadere!).

    Non è affetto, è egoismo!

    @Jezabel @tutti
    A dispetto dell’opinione diffusa che vuole che in spiaggia si leggano “libri leggeri”, Sebald potrebbe venire bene anche sulla scogliera verghiana, all’alba, però, o dopo la scomparsa del sole alle spalle, se non ricordo male, già dopo le cinque del pomeriggio.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  49. Avatar lettoreambulante
    lettoreambulante

    ciao,
    vi leggo sempre con grande piacere ed entusiasmo che poi scema quando dovrei scrivere io! portate pazienza
    Intanto ho adorato UOMINI SENZA DONNE di MURAKAMI. mi ha riconciliato con lo scrittore giapponese
    sto rileggendo I PUGNI IN TESTA di Dubus III perchè mi sono rinnamorata di lui dopo L’AMORE SPORCO che trovo un assoluto capolavoro. E ho comprato anche i libri del padre. Sempre a proposito di padri sto leggendo PERCIVAL EVERETT DI VIRGIN RUSSELL che mi ero tenuta per il momento giusto che adesso è arrivato. Ma non posso ancora scriverne, sono ancora troppo dentro il libro. Sono quei libri che fatico anche a nominare tanta è la soggezione che mi fanno. Mi sento inadeguata a parlarne.
    Poi ho alleggerito con due gialli di HANS TUZZI come sempre intelligenti e piacevoli, tutti e due usciti nel 2015: LA FIGLIA PIU’ BELLA E FUORCHE’ L’ONORE.
    Mi avete fatto venire voglia di rileggere SEBALD e WALSER. Mannaggia a voi! come se non ne avessi abbastanza! per il gruppo di lettura di Mantova poi affrontiamo LA MONTAGNA INCANTATA o MAGICA che dir si voglia
    Invece mi dispiace deludere Cristina e ne dico poco per non smontare Mariangela ma io ho trovato il libro di Missiroli solo un libro furbo, ma vuoto. e Peano non sono riuscita neppure a finirlo.
    Buon resto di domenica e buone letture
    simonetta

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