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I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015. Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della…

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.


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Commenti

1.478 risposte a “I libri più belli, letti nel 2015”

  1. Avatar editalara
    editalara

    Può essere, nel mio foglio era scritto così ma non ho indagato. Grazie ciao!

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  2. Avatar editalara
    editalara

    @Cristina forse sono modi diversi di scrivere lo stesso nome in realtà

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  3. Avatar Maria Teresa

    Si’,sono modi diversi di scrivere il nome infatti…D’accordo con te @Edita .Io non ho ancora trovato un nuovo ‘filone’ per trovarmi in altre atmosfere,forse un bel giallo psicologico?(pochi spari molti intrecci)…

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  4. Avatar FALCO
    FALCO

    Qualcuno ha letto CITTA’ APERTA di Teju Cole?

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  5. Avatar Dani

    No Falco. Ma che bello trovare il tuo post. Da tanti giorni nessuno scriveva più e dove prendiamo consigli per nuove letture? Forza amici vecchi e nuovi, battete un colpo. Io sto leggendo LA FAMIGLIA MOSkAt di Singer. Che dire, ineccepibile ! Ma non l’ho ancora finito. A presto e scriveteeee. Baci

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  6. Avatar wwayne

    @Dani: Io vorrei dare il mio contributo, ma non posso, perché da 2 mesi sto attraversando un periodo di crisi per quanto riguarda la lettura. Ho letto un solo libro in tutto il mese di Aprile (“Piccoli imprevisti tra amiche” di Frances Whiting), e nel mese mariano sono addirittura a quota 0. Proprio ieri, però, ho letto una recensione che mi ha incuriosito: https://ilmondourladietrolaporta.wordpress.com/2015/05/21/langolo-del-libro-bullet-park/. Forse questo libro sarà quello che mi farà riscoprire l’amore per la lettura.

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  7. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Dani
    LA FAMIGLIA MOSKAT è un vero capolavoro. Ineccepibile, davvero.
    Sarà che io amo le saghe familiari, sarà che io amo la letteratura ebraica, sarà che da quel giorno in cui mio fratello mi porse SHOSHA dicendo: “Leggi questo, è bello, me lo ha lasciato un collega che si è trasferito per ricordo” non ho più lasciato Singer, sarà…
    Bene, torno al mio corso per docenti, uno dei motivi per cui leggo molto poco. Al momento trascino LA VISTA DA CASTLE ROCK della Munro. Bello!

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  8. Avatar wwayne

    @Jezabel: Uno dei motivi per cui leggo poco e nulla, oltre alla mancanza di titoli decenti nella mia readlist, è proprio il fatto che anch’io sto facendo il corso per docenti. Tu in quale classe di concorso sei?

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  9. Avatar rosamavi
    rosamavi

    @Dani: anche io inizio oggi SINGER, lo leggiamo insieme! Peccato che ci metterò 3 anni a finirlo. 🙂 Vorrei fare outing e dire che ho terminato LO STRANIERO di CAMUS…ahimè, non l’ho capito, forse, di certo non l’ho apprezzato come credevo dai molti commenti positivi letti su di lui. Ad maiora!
    Buona serata.

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  10. Avatar FALCO
    FALCO

    @Dani bello LA FAMIGLIA MOSKAT, ineccepibile come dici tu, ma per me il colpo di fulmine è stato LA FAMIGLIA KARNOWSKI del fantastico fratello, quello senza Nobel…..

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  11. Avatar Dani

    @Falco. Anche a me è piaciuto molto La FAMIGLIA KARNOWSKI e visto che ogni tanto mi diverto a fare paralleli direi che Karnowski sta a Moskat come Guernica sta ad uno dei quadri di Brueghel. Il primo è un pugno allo stomaco, una ferita, l’altro è uno spaccato di vita, dove non mancano gli odori spiacevoli, il cibo, gli accattoni, le zuffe. Nella famiglia Moskat in ogni capitolo vi è un’istantanea in cui si offre una scena di strada, uno scorcio del tempo, molto molto affascinante, che ti porta ad immedesimarti nel racconto e a percepirne suoni e odori. Alcuni personaggi hanno un nonsoché di caricaturale come certi volti di Brueghel deformati dalle passioni. Ma i Karnowski, beh, non si dimenticano mai!
    Israel Joshua è morto giovane, altrimenti chissà? Forse anche lui.. comunque Isaac B. ha dedicato al fratello maggiore scomparso presto La Famiglia Moskat.
    @Rosamavi, vedrai che lo divori. Mi farai sapere
    @WWayne, ci sono periodi così, affollati di impegni, oppure in cui semplicemente si fa tabula rasa per poi ripartire con entusiasmo rinnovato e nuove letture.
    A questo proposito, si accettano contributi!! Chi tace si faccia vivo.
    Buon week end

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  12. Avatar Renza
    Renza

    Dani, interessante il tuo parallelo artistico tra le due famiglie ( singeriane, se così si può dire…) e due grandi pittori. La famiglia Moskat però, secondo me, non è solo una serie di di bozzetti ma anche un quadro d’ insieme di un mondo che va verso l’ autodistruzione. E poi, certi personaggi, con le loro contraddizioni molto umane, restano indimenticabili. Insomma dovendo buttare già dalla torre uno dei due libri non so come farei.
    Wayne: non ho letto il testo di Cheveer che segnali, ma I Racconti ( Feltrinelli) dello stesso autore sono un’ attrazione fatale. Letto uno, divori gli altri e ti fanno compagnia nei momenti liberi del tempo dedicato. ( Lo dico per esperienza diretta. Anche il mio tempo è dedicato ma a pensieri ed impegni affannosi e la lettura di Cheever – e di altri- mi distoglie per un po’ ) .
    La classe media americana ( che viene anche in viaggio in italia) è tratteggiata con i suoi fantasmi, le sue illusioni, le sue stravaganze e il risultato sono tante storie ironiche, stravaganti, dolenti. Situazioni ” normali” che si decompongono per caso; personaggi bizzarri che cercano ” normalità” e così via. E poi qua e là alcune ” perle” antropologiche. Tipo la situazione in cui in una ” comunità” una signora, membro più influente, si oppone- riuscendo nell’ intento- all’ apertura di una biblioteca pubblica perchè sostiene ” la pericolosità di ogni servizio pubblico di questo genere che possa incoraggiare qui le costruzioni di alloggi popolari”. ( Il guaio di Marcie Flint). A te e a Jezabel che siete impegnati nell’ universo scuola, dico : è la scuola regalata al territorio, bellezza!

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  13. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Grazie @chi mi cita.
    Scuola, scuola, scuola, ma al centro dei miei pensieri ci sono gli alunni.
    Odio bocciare.
    Il parallelo tra i fratelli Singer mi fa venire in mente i fratelli Mann. Heinrich non è conosciuto quanto il fratello. In Italia alcune sue opere non sono pubblicate da decenni (lette su ignobili fotocopie), eppure amava l’Italia e i critici parlano di un suo spiccato classicismo rispetto a Thomas, di una maggior vicinanza alla cultura mediterranea. Io ho letto varie di cose di entrambi. Heinrich in particolare ha scritto il romanzo da cui è tratto il film L’ANGELO AZZURRO, con quel surrogato di perbenismo che è il professor Unrat, beccato dai suoi alunni aguzzini a fare il sudicione nel locale notturno (ancora la scuola…oh no!).
    Comunque, al di là dell’opera, deve essere un’esperienza difficile avere tali monumenti in casa. Non so i Singer, ma la famiglia Mann è piena di esemplare con doti artistiche di un certo rilievo…

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  14. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Dimenticavo
    @Wwayne
    Resisti e in bocca al lupo 😉

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  15. Avatar wwayne

    @Jezabel: Grazie, e crepi il lupo! 🙂

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  16. Avatar carloesse
    carloesse

    Se da diverso tempo è (anche grazie al Nobel) diffusa la fama di Isaac Bashevis Singer (l’autore del sopraccitato “La Famiglia Moskat”) e solo più recentemente è stata dedicata attenzione all’opera del suo fratello maggiore Israel Joshua Singer (si è parlato e si sta parlando ancora della sua “Famiglia Karnoski”, ma anche dei “Fratelli Ashkenazy” e di “Yoshe Kalb”: Adelphi e Boringhieri sono entrambe impegnate nel riportare alla luce le edizioni in italiano dei suoi romanzi, da ultimo proprio Boringhieri con “A oriente del giardino dell’Eden”), vorrei segnalarvi che esiste un terzo componente della famiglia Singer degno di attenzione, la sorella primogenita Esther Singer Kreitman, della quale mi risulta pubblicato in Italia un solo romanzo , DEBORA (Ed. La Tartaruga – 2007), che io non ho letto, ma che in modo fortemente autobiografico affronta lo stesso mondo descritto dai fratelli minori da un punto di vista strettamente femminile. Trascrivo dalle note editoriali:
    “E’ la storia di una ragazza ebrea cresciuta in una famiglia ortodossa che, per poter studiare, è costretta a travestirsi da uomo (ne fu tratto un film, YENTL con Barbra Streisand). Nella realtà, Esther Singer non se la cavò così facilmente. Nata in una comunità ebraica dell’Europa orientale, dove le figlie femmine non ricevevano istruzione e dovevano rassegnarsi a una vita domestica, per seguire la sua vocazione di scrittrice Esther fu costretta a mettersi contro il padre, la madre e i due fratelli; quindi a sposare un uomo che non amava, emigrare con lui in Belgio e poi a Londra. Debora, romanzo autobiografico uscito in yiddish nel 1936, racconta la sua storia. E innanzitutto la storia di una ribellione: contro un ambiente sociale imbevuto di maschilismo, contro una famiglia che considerava stravaganti le sue ambizioni, e poi contro un marito arido e insensibile. Pagina dopo pagina, emerge il profilo di una donna dal carattere indomito, impegnata, con una singolare prospettiva ebraica, in una pionieristica battaglia femminista. Ma il libro è anche un viaggio tra i luoghi e i personaggi immortalati dalla letteratura yiddish. Con la differenza che, questa volta, ai toni della favola si sostituisce una più realistica considerazione della condizione femminile.”
    Ancora una efficace descrizione di un mondo scandito dai suoi complessi rituali, dove la donna viene relegata ai margini, con compiti precisi ma di secondo piano. E ancora (dall’introdizione di Claudia Rosenzweig): “Una società ebraica in piena crisi già alla vigilia della prima guerra mondiale, un mondo che si sta disintegrando ben prima dello sterminio nazista, e che ne è assolutamente all’oscuro” .
    Un libro che pare anch’esso interessante…

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  17. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Carloesse
    Affascinante : quando si scava nelle vite reali, gli autori risultano sempre un po’ troppo umani; così anche i fratelli escono un po’ ammaccati da tanto maschilismo.
    E d’altra parte, se lei non avesse avuto questa vita così piena di ostacoli, forse non avrebbe scritto un romanzo “che pare anch’esso interessante…”
    Ciao 🙂

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  18. Avatar carloesse
    carloesse

    Come dicevo prima io purtroppo non l’ho ancora letto. Se qualcuno lo avesse fatto potrebbe parlarne qui. Le informazioni fornite nel post precedente comunque sono in parte tratte da un bellissimo post dedicato tempo fa a quel romanzo sul sempre prezioso sito di Gabrilù “Nonsoloproust” (A Cesare quel che è di Cesare, e a Gabrilù …)
    😉

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  19. Avatar wwayne

    Già che ci sono anch’io vi segnalo dei blog a me graditi:
    https://athenabrunap.wordpress.com/
    http://bambooroad.wordpress.com/
    http://lapinsu.wordpress.com/
    https://nellantrodelleninfe.wordpress.com/
    Sicuramente ne sto scordando molti altri, questi sono solo i primi che mi vengono in mente.

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  20. Avatar editalara
    editalara

    Buongiorno bibliofili 🙂
    Finalmente mi immergo in una lettura rimandata per anni!
    Un po’ perché da poco se n’è riparlato qui nel blog, un po’ per il mistero che circonda quest’anziana scrittrice ( compaesana di Capote?! ) e la dubbia prossima pubblicazione di un suo nuovo romanzo, eccomi tra le pagine de “Il buio oltre la siepe”.
    L’ho iniziato da poco ma già mi avvolge nelle sue spire . Già mi ammalia.

    “Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?”
    Harper Lee

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  21. Avatar editalara
    editalara

    p.s. grazie @Carloesse davvero bello il sito di Gabrilù !

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  22. Avatar Jezabel
    Jezabel

    “Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?”
    Cito la tua citazione per “affinità elettiva”.
    Buona lettura 🙂

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  23. Avatar carloesse
    carloesse

    Grazie a te Editalara! Sì, il sito di Gabrilù è uno dei più curati nell’intero panorama dei blog letterari. Riflette molto i gusti di Gabri naturalmente, e letteratura francese e mitteleuropea prendono uno spazio molto ampio.
    Comunque, per maggiore precisione, del libro della Singer ne parla qui:

    DEBORA – ESTHER SINGER KREITMAN


    Di molti altri libri dei suoi due fratelli potrete trovare traccia anche attraverso il comodo indice per autori (nella colonna di destra).

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  24. Avatar lettoreambulante
    lettoreambulante

    ciao a tutti,
    Falco avevo parlato io di CITTA’ APERTA per me il più bel libro letto nel 2013. H adorato Tej Cole. Però non ho avuto molti riscontri e alcuni negativi. Ma tu l’hai letto? io ho appena finito IL CANTO DEL CREPUSCOLO della Humpreys che non mi delude mai. Ancora una storia di guerra, soldati, brughiera, fratelli, amor con il solito stile poetico e preciso. Mi fa venire i brividi anche solo a pensarci. E anche perchè qui diluvia e fa freddo!
    simonetta

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  25. Avatar Dani

    @Renza, certo hai ragione, ma il quadro d’insieme mi manca perchè sono ancora in corso di lettura. Inevitabile il vedere comunque nel disprezzo del popolo polacco per gli ebrei quel terreno fertile che in quel paese trovò la follia nazista. Le pagine di Anna Harendt nella banalità del male lo confermano in pieno. E in Moskat il senso di tragedia che incombe sottende ogni riga.
    @Tutti, vedo che tornano suggerimenti di lettura. Grazie!! Simonetta IL CANTO DEL CREPUSCOLO mi solletica assai.. magari, a proposito di blog, vado a curiosare un po’ nel tuo. Ciao

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  26. Avatar lettoreambulante
    lettoreambulante

    ciao Dani! io purtroppo non sono molto brava con il mio blog e non ho ancora messo IL CANTO DEL CREPUSCOLO. Se potessi pagarti ti prenderei come autrice del mio sito…

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  27. Avatar Renza
    Renza

    Dani, l’ antisemitismo polacco è da brivido ( E HANNA ARENDT ce ne dà prove sicure in quel testo indimenticabile che è “ LA BANALITÀ DEL MALE”. Su questo tema, suggerisco anche il film “ IDA” di PAWEŁ PAWLIKOWSKI. Scarno di parole, ricco di sensazioni e di dolore rappreso. Magnifico. Tuttavia, anche l’ Austria non scherzava- ho terminato da poco di leggere “ UN’ EREDITÀ DI AVORIO E DI AMBRA”.) Ciò che mi ha colpito ne LA FAMIGLIA MOSKAT è anche il senso di ineluttabilità che accompagna gli ebrei polacchi. Il vedere e non provvedere è un aspetto tragico e inquietante.
    Quanto a DEBORA della sorella SINGER, io l’ ho letto. E’ sicuramente un testo importante per la sua testimonianza, anche se la scrittura non è sempre all’ altezza dei fratelli. La prima parte mi era sembrata un po’ “ scolastica”, lenta e ricca di precisazioni non sempre essenziali, mentre avevo trovato la seconda più interessante, più vivace e articolata nella descrizione della sua vita nella città e del suo cammino verso il dramma esistenziale. A libro finito, tuttavia, e ad un ripensamento meditato, mi è sembrato che quella prima parte così puntigliosa potesse essere forse il prodotto di quel processo della memoria che nomina molto per incidere il ricordo e per non dimenticare.

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  28. Avatar mariangela
    mariangela

    @tutti
    Finito “La strada” di Cormac Mccarthy: gran libro, davvero; quanto a terribilità forse supera anche gli scenari apocalittici del Saramago di “Cecità”. Certo non è una lettura rassicurante, in certi punti può essere addirittura insostenibile! Voglio comunque prenotare anche il
    film.

    @Cristina
    Eri tu che non leggevi autori americani? Guarda che è un pregiudizio! Come va con gli africani?

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  29. Avatar camilla
    camilla

    @lettoreambulante– . Sono d’accordo sulla Helen Humphreys anche se a mio parere il suo più bel romanzo (parastorico) a mio parere rimane LA VERITA, SOLTANTO LA VERITA’
    Cara simonetta gradirei il tuo parere su alcuni romanzi nuovi e particolarmente …belli.
    IL CASO BELLWETER, di Benjamin Wood , ed.Ponte alle grazie. Un romanzo apparentemente dark in realtà ricchissimo di tumultuosi sentimenti e risentimenti, raccontato dal giovane Oscar, a mozzafiato.
    .RITRATTO DI UN MATRIMONIO , della bravissima Robin Black , ed. Neripozza. Una storia inusitata, senza enfasi, Robin Black lascia il segno con un romanzo sapiente e avvincente e commovente.
    PICCOLA DEA di Rufi Thorpe . Due ragazze americane che vivono in California, dove, succede spesso che la vita sia difficile. E la vita per loro è durissima. Un romanzo di formazione spietato e duro ma grondante di amore e di amicizia tra Lorrie Ann e Mia: un libro che stupisce ad ogni pagina. Ciao, grazie simo se vorrai dirmi il tuo ambito parere. Baci Cam

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  30. Avatar FALCO
    FALCO

    @ Mariangela un gran libro LA STRADA ! una scrittura che in alcuni momenti mi ha fatto sentire tanto ‘nel libro’ da obbligarmi a interrompere la lettura. E anche il film è eccellente. Certo altro modo di raccontare ma l’autore (ah, come amo Cormac !!) è stato pienamente rispettato e capito.
    @Lettoreambulante Si ho letto CITTA’ APERTA e ne ho tratto sensazioni molto contrastanti.
    Cole è bravo a descrivere e lo fa in un modo raffinato ma ma l’ho trovato insopportabilmente freddo. Molti argomenti non mi prendono: le dettagliate descrizione dei luoghi e di come girovaga mi hanno annoiato, insomma non ho provato alcuna simpatia per questo autore…..persino il racconto dell’orribile scippo mi ha lasciato in totale indifferenza. Ciononostante ammetto di averlo finito senza alcuna difficoltà.

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  31. Avatar cristina
    cristina

    @Mari, ciao cara.
    la Strada l’ho letto almeno 6 anni fa e mi era piaciuo molto. In genere sono delusa dalla letteratura americana che leggo ( si ogni tanto la leggo, ma in genere mi annoia o mi lascia tiepidissima).
    L’Africa è potente e a volte deludente, sempre intrigante comunque. Ma la faccenda è complessa, molto molto. Anche Teju Cole, si insomma, primo libro interessante, secondo deludentissimo….
    Ma IL PREZZO DI DIO s egnalatomi a Nicoletta mi è piaciuto ( col cuore stretto dall’angoscia). Quindi grazie alla mia lettrice preferita

    Ti consiglio caldissimamene il libro di Marco Missiroli, che o trovato molto bello e motlo buono.ATTI OSCENI IN LUOGO PIVATO.
    Ti saluto bella, qui non vengo quasi mai

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  32. Avatar Maria- Teresa
    Maria- Teresa

    @Edita,cito anch’io la tua frase,imparata a memoria anni fa come tanti altri brani de ‘Il buio oltre la siepe’,meraviglioso romanzo!
    Sto cominciando ‘Il caso Bellwether’ ,letto da Camilla ma con molte distrazioni per ora.Ho letto ‘Inganno’ di P.Roth bello ed acuto.🙌

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  33. Avatar carloesse
    carloesse

    @Dani/Keroval
    Grazie ancora: sto leggendo L’ARTE DELLA CUCINA SOVIETICA ed è veramente una piacevolissima lettura. Dire che è un libro che ripercorre secolo di storia (politica, sociale, culturale) russa attraverso le memorie, in larga parte caratterizzate da atmosfere legate indissolubilmente a odori e sapori, di una famiglia lungo tre generazioni (e a noi trasmesse da quella che è oggi una famosa gastronoma americana), potrebbe dare una vaga idea di che cos’è questo libro. Che è anche questo, ma anche qualcosa di più. Uno di quei libri incatalogabili e forse proprio per questo affascinanti: un po’ come GLI SCOMPARSI di Mendelsohn, o L’EREDITA’ DI AVORIO E AMBRA di De Waal.
    Una vera perla.

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  34. Avatar Dani

    @Carlo, è un piacere condividere buone letture e direi che hai ben sintetizzato il libro della Von Bremzen, originale, intelligente, interessante..come gli altri due che citi a cui aggiungerei, per affinità, le VARIAZIONI REINACH di Tuena. Ora dai, ricambia il favore, e consigliami tu un libro che hai particolarmente amato quest’anno. Dopo L’Arte della cucina russa e La Famiglia Moskat sto colmando la lacuna Camilleri (mai letto) con LA FORMA DELL’ACQUA, ma sai com’è, si ha sempre bisogno di un altro libro, anche due, posizionati in coda che ci strizzano l’occhiolino in attesa di essere aperti. Aspetto suggerimenti..
    Ciao e buon 2 giugno a te e agli amici, anche a chi non si sente da un pezzo, aimé.

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  35. Avatar wwayne

    Io invece sono rimasto incuriosito da questa recensione: https://thelarkandtheplunge.wordpress.com/2015/06/02/i-trasfigurati-di-john-wyndham/. Ho visto dall’opac della mia biblioteca che ce l’hanno disponibile e che è pure breve, quindi domani se ho tempo lo vado a prendere.

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  36. Avatar carloesse
    carloesse

    @Dani
    VARIAZIONI REINACH non l’ho citato perchè non l’ho ancora letto. ma l’ho comprato da poco.
    Raccolgo volentieri il tuo invito: tra i libri letti recentemente (e un po’ è sul genere di quelli di cui si è parlato insieme, c’è ANIME BALTICHE di Jan Brokken (Iperborea). Forse ne avevo parlato anche qua (ma non ricordo) verso la fine dell’anno scorso. Se non l’hai già letto te lo consiglio caldamente: sono sicuro che ti piacerebbe molto.
    Di tutt’altro genere, ma io li ho apprezzati tantissimo, i romanzi di Edward Carey: OBSERVATORY MANSION e I SEGRETI DI HEAP HOUSE (entrambi Bompiani) . Di questi sono sicuro di averne parlato anche qui, non molto tempo fa (nell’ultimo paio di mesi). Un incontro tra Dickens e il cinema di Tim Burton. Per me una vera scoperta, anche se il genere (molto fantasioso, e un po’ grottesco) può non piacere a tutti.
    Per ciò che riguarda Camilleri ti consiglio LA CONCESSIONE DEL TELEFONO e IL BIRRAIO DI PRESTON. Entrambi da morire dal ridere. Il vertice insuperato della mostruosa produzione dell’autore siciliano.

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  37. Avatar carloesse
    carloesse

    @Wwayne
    J. Wyndham, inglese, è uno dei grandi autori classici della fantascienza degli anni ’50: IL GIORNO DEI TRIFIDI ( al cinema: L’INVASIONE DEGLI ULTRACORPI), I FIGLI DELL’INVASIONE (al cinema: IL VILLAGGIO DEI DANNATI)), IL RISVEGLIO DELL’ABISSO, AVVENTURA SU MARTE e I TRASFIGURATI sono i suoi romanzi più famosi.
    Io li ho letti moltissimi anni fa (negli anni ’60), I Trasfigurati lo ricordo anche poco (i primi due li ricordo meglio anche grazie ai film), ma comunque era uno dei miei autori preferiti di quel genere.
    Se lo hai trovato non te lo perdere!

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  38. Avatar wwayne

    @Carloesse: E’ deciso, lo leggo! Grazie per le informazioni! 🙂

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  39. Avatar mariangela
    mariangela

    @Tutti

    Se con McCarthy non avevo avuto problemi, Don DeLillo qualche difficoltà me l’ha provocata: alla fine, il suo libro “Cosmopolis” sono stata contenta di averlo letto, ma non è filato tutto liscio; vuoi che l’autore punta sulla causticità, vuoi che non sono abituata al suo modo di scrivere, insomma, l’ho finito, ma devo ancora digerirlo. Che voi sappiate, i suoi romanzi sono tutti in qualche modo equiparabili a “Cosmopolis” oppure ce n’è qualcuno scritto in modo più piano? Come contenuti, l’autore è sempre così distruttivo?

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  40. Avatar wwayne

    @Mariangela: Io con McCarthy invece di problemi ne ho avuti eccome. Dovrei adorarlo, dato che si è cimentato in due generi che amo alla follia: il post – apocalittico e soprattutto il western. Invece niente: ho provato a leggere sia Cavalli selvaggi che Meridiano di sangue, e in entrambi i casi ho dovuto mollare prima di pagina 10, perché ero semplicemente ucciso dalla noia. Il che, detto da un amante del western come me, è davvero un marchio d’infamia.

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  41. Avatar mariangela
    mariangela

    @ Wayne @tutti
    Mi stupisce moltissimo, Wayne, a me “Meridiano di sangue” è stato citato come una dei libri più sconvolgenti del XX secolo! Se non è vero che siamo lettori!

    Intanto che sono qui vi chiedo anche un’altra cosa: avrete senz’altro già discusso di Foer, ma io arrivo tardi. Mi hanno detto un gran bene, ma, appunto, sappiamo che i giudizi degli altri possono essere molto diversi dai nostri! A voi piace? (devo ancora fare la ricerca sul blog per vedere se esista articolo apposito!)

    Buonanotte!
    Mariangela

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  42. Avatar Stefano1
    Stefano1

    Mariangela, DeLillo è uno tra gli scrittori americani più difficili da leggere, sempre. Assieme a Pynchon e David Foster Wallace (che, non a caso, lo considerava lo scrittore che più l’aveva influenzato). A me Rumore bianco (il suo miglior romanzo, secondo me) è piaciuto molto e mi sembra di ricordare (l’ho letto molti anni fa …) si facesse leggere senza molte difficoltà. Se vuoi leggere ancora qualcosa di DeLillo ti consiglio assolutamente Rumore bianco. Underworld, invece, è lunghissimo e un po’ noioso, parla per molte pagine perfino di baseball, io ne ho lette duecento pagine o trecento poi l’ho abbandonato.

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  43. Avatar wwayne

    @Stefano1: Non parlarmi di Pynchon… mesi fa sono andato a vedere un film tratto da un suo libro, Vizio di forma, e dire che ne sono rimasto schifato è un grosso eufemismo.
    Il regista di quella pellicola è incappato in un errore molto comune: si è illuso che bastasse mettere qualche scena azzeccata all’inizio e alla fine per tirare fuori un bel film. Peccato che nel mezzo ci sia una parte centrale fatta malissimo, in cui si accumulano a dismisura personaggi su personaggi, dialoghi su dialoghi, situazioni su situazioni, senza che ci sia un filo logico a tenere unito il tutto.
    Dato che anche il film precedente di Anderson (The Master) non mi è piaciuto affatto, ho deciso di non guardare mai più un suo film.
    L’unica idea veramente carina di Vizio di forma è stata la trovata citazionistica per cui ogni attore del cast interpreta un personaggio praticamente identico ad un suo precedente ruolo. Infatti:

    – Benicio Del Toro è un avvocato politicamente scorretto come in Paura e delirio a Las Vegas;
    – Josh Brolin è un poliziotto duro e puro come in Gangster Squad;
    – Joaquin Phoenix e Reese Witherspoon sono una coppia di amanti come nel biopic su Johnny Cash.

    Tutti film ai quali Vizio di forma non è degno nemmeno di allacciare le scarpe.

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  44. Avatar Stefano1
    Stefano1

    Wayne, tutti questi autori (DFW, DeLillo, Pynchon – che comunque io ho sempre programmaticamente evitato) come anche Thomas Anderson (nel cinema) spesso sono così cerebrali e arzigogolati da risultare ostici e vanno affrontati nei momenti in cui si ha molta concentrazione e la voglia di sforzarsi per capire cosa vogliono dire. A me, oggi, di voglia di faticare per leggere un libro ne è rimasta poca. Underworld non è tanto che ho provato a leggerlo, saranno un paio di anni e mi ricordo era estate piena, come adesso, faceva un caldo insopportabile … sarà forse per quello che dopo duecento pagine ho chiuso il libro e senza avere proprio nessun rimpianto! Non mi è mai più nemmeno passato per la testa di riprovarci comunque. Io con DeLillo penso di avere chiuso. Rumore bianco, che avevo letto quando ero più giovane, me lo ricordo invece come un libro su cui non ho dovuto faticare. Sarà stata l’età? Non so. Penso che Delillo sia un grande scrittore, colto e profondo, che tratta grandi temi e in un modo per nulla superficiale (in tanti passaggi la lettura di DeLillo ha la profondità della saggistica) ma non è mai entrato nella mia lista dei miei autori preferiti.

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  45. Avatar wwayne

    Su Wallace, De Lillo e Pynchon non mi pronuncio: i primi due non li ho mai letti; del secondo ho provato a leggere Vizio di forma prima di andare a vedere il film, ma lo mollai perché era troppo lento.
    Per quanto riguarda Paul Thomas Anderson invece il discorso è più complesso, e cercherò di spiegartelo con un parallelismo.
    Al liceo tutti abbiamo avuto un compagno di classe da 6=. Era quello studente non molto brillante e soprattutto non molto studioso, che però grazie a una serie di fattori (fortuna, intuito, capacità di improvvisazione) riusciva sempre ad evitare per un pelo l’insufficienza.
    Tuttavia, il suo gioco non durava mai a lungo: presto o tardi arrivava il giorno in cui veniva a galla la sua inconsistenza, e il professore gli affibbiava un sonoro 4 che lo condannava al debito a Settembre.
    Paul Thomas Anderson è la versione cinematografica dello studente da 6=. Ha fatto 3 film (Boogie Nights, Magnolia e Il petroliere) che sicuramente non erano dei capolavori, ma che grazie ad alcuni dettagli (ottime interpretazioni, ironia, qualche scena ben riuscita) hanno trovato il gradimento della critica, del pubblico o addirittura di tutti e due. Poi è arrivato il giorno del giudizio: ha fatto The Master, ed è stato un fiasco colossale. Il film successivo (Vizio di forma) ha confermato la sua inettitudine. E’ del tutto incapace di raccontare bene una storia, e non perché è cerebrale o arzigogolato, ma semplicemente perché gli mancano le basi.

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  46. Avatar Stefano1
    Stefano1

    Wayne, ti credo sulla fiducia, certamente di cinema ne capisci più di me che ne sono un fruitore superficiale. A me Boogie nights e, soprattutto, il petroliere erano piaciuti, mentre magnolia non sono riuscito a finirlo (con dispiacere, ma ci riproverò) e the master lo stesso, ne ho visti solo i primi venti minuti, troppo poco per farmene un’idea. L’autore americano che più si presta ad essere definito ostico è Terrence Malick che aveva fatto un bellissimo film (la rabbia giovane) poi con gli anni è stato preso dal demone del capolavorismo e dell’oscurità ed è diventato inguardabile.

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  47. Avatar wwayne

    Concordo. Il cinema di Malick è stato bellissimo fino a The tree of life incluso, poi c’è stato il crollo con To the wonder: speriamo che Knight of Cups lasci intendere, se non un ritorno in grande stile, quantomeno dei segnali di ripresa.
    Tra i due decaduti Anderson e Malick c’è tuttavia una differenza fondamentale: il primo è un autore senza talento che è riuscito a prenderci per il naso per un po’ di tempo; il secondo invece è un regista dal talento gigantesco, che col passare del tempo questo talento gigantesco ha saputo gestirlo sempre meno.

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  48. Avatar mariangela
    mariangela

    @Stefano1, @Wwayne, @Tutti

    Stefano, se mi dici che i romanzi di Pynchon, Wallance e Anderson sono difficili, io ci credo e mi viene da pianificare una strategia d’attacco per evitare il rifiuto dell’autore a priori. Ho visto l’OPAC: penso che Wallance, in base alla mia sensibilità e alla mia capacità di resistenza, dovrei avvicinarlo prima come saggista che non come romanziere, mi piacerebbe provare con “Una cosa divertente che non rifarò mai più”, ne avevo letto bene; di Pynchon vorrei provare (non subito) almeno “L’incanto del lotto 49” , tenendo conto che, appunto, come mi dici tu, se è molto cerebrale e arzigogolato, bisognerà essere nella disposizione di spirito giusta, sarà necessario avere voglia di sperimentare, cosa che, anche in lettura, non sempre trova le condizioni adeguate.

    Mi dicevi che “Rumore bianco” l’hai letto molti anni fa. Io l’ho segnato, il titolo, ma è vero che l’età influisce, di sicuro (più del caldo): vi ho forse già scritto che a 17 anni leggevo DostojesKy e che adesso, dopo un tentativo patetico, il grande autore russo l’ho abbandonato. Si è indotti a pensare che la maturità faccia propendere per letture corpose, che favoriscano l’introspezione, la riflessività, lo scandaglio, e invece … neanche quello!

    Saluti,
    Mariangela

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  49. Avatar Stefano1
    Stefano1

    @Mariangela: Io Pynchon non l’ho mai letto in base al pregiudizio che mi sono formato leggendo le recensioni, in base al quale l’ho sempre ritenuto uno scrittore troppo impegnativo per le mie forze. Per quello che so io, il suo capolavoro è l’arcobaleno della gravità, calcola però che ti imbatteresti in un tomo di 700 pagine e già la mole è scoraggiante. Inoltre Pynchon è considerato uno scrittore postmoderno, non so se sai cosa vuol dire … sono i cosiddetti massimalisti (in antitesi ai minimalisti alla carver per intenderci) cioè scrivono libri pieni di citazioni, digressioni, note, senza una trama lineare, un bel casino per intenderci! quando ti immergi in un romanzo così, non sai quello che ti trovi, ci vuole molta pazienza e concentrazione. Io l’ho sempre evitato! Di DeLillo (non Anderson) ho già detto: Rumore bianco o Underworld sono i suoi due romanzi migliori, vedi tu! Sono entrambi considerati ottimi romanzi (Underworld è un capolavoro per la critica) e non sono romanzi da sedicenni, tutt’altro, penso che a 50 anni siano ancora più apprezzabili. Io ho preferito Rumore, ma è una questione di gusto. David Foster Wallace è considerato un genio, a ragione. Secondo me è lo scrittore più colto, profondo ed intelligente dell’ultima generazione. Ha scritto un romanzo bellissimo, Infinite Jest, che parla delle dipendenze, però è un libro dalla mole disumana (più di 1200 pagine) con 200 pagine di note che andrebbero lette interamente per apprezzare il testo. Io l’ho fatto! ed ho adorato infinite jest. Resta il fatto che è un romanzo che a tanti non è piaciuto e l’hanno abbandonato, è un libro che divide: alcuni lo amano, altri si annoiano. Il resto della produzione romanzesca di DFW a me non è piaciuto, a parte, forse, La scopa del sistema, un paio di racconti della raccolta Oblio e Verso l’occidente . Troppo intelligente per scrivere bei romanzi, dicono di lui … risulta freddo, non emoziona (ed è vero, a parte infinite jest. I saggi, invece, sono ottimi, Questa è l’acqua e Considera l’aragosta sono ancora meglio di quello citato da te. In questa è l’acqua dovresti trovare il famosissimo discorso ai suoi studenti che, se fai una ricerca, trovi anche in rete: ti puoi fare un’idea di cosa e come scrive. A me DFW è sempre piaciuto anche come persona, oltre ed essere intelligente ha avuto una vita difficile, come saprai era ammalato di depressione e è morto suicida. Ci sono due ottimi, davvero ottimi libri, che parlano di lui. La biografia “Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi. Vita di David Foster Wallace” e un bellissimo libro intervista Come diventare se stessi. Appassionarsi all’uomo David Foster Wallace (oltre alla sua opera) mi sembra una cosa grande, utile e che arrichisce.

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