I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015. Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della…

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.

Commenti

1.478 risposte a “I libri più belli, letti nel 2015”

  1. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti

    • “Sul paesaggio piatto le masse scure delle pioppe, che in righe fitte bordano il fiume speso con le radici nell’acqua, viste da lontano, sembrano dei rilievi montuosi; dicono che a sentirle stormire quando tira il vento fanno impressione: sono le figlie del Sole che piangono ancora Fetonte, il fratello che sprofondò in queste acque.”
    (Francesco Serantini, “Addio alle valli”, Edizioni del Girasole, 1981)

    • “Il mare lo annusi nell’aria, il Po lo scopri fino in fondo alla pianura fino dietro ai pioppi.”
    (Umberto Cavezzali, “Gente del Po”, Camunia, 1992)

    • “In certi luoghi la nebbia è ancora pulita e gli alberi e le cose, visti verso sera, ci vengono incontro come oggetti senza spessore, con la levità propria delle apparizioni. Qui il Po non si vede ma è presente nell’infinito variare dei grigi”
    (Mario Soldati, “Sua Maestà il Po”, Mondadori, 1984)

    L’immagine della pianura padana di Cardarelli era un mio vecchio appunto, queste invece sono descrizioni che ho trovato in un testo che ho piacere di sfogliare; nella sua seconda parte, può essere considerato una guida turistica, mentre, nella prima, propone stralci d’autore sul paesaggio padano. Non è la stessa cosa, naturalmente, l’immagine di Cardarelli valeva di più, vuoi per lo stile, vuoi perché era frutto di una lettura autonoma e compiuta, vuoi perché mi è molto cara; ma per oggi va bene così: leggo qua e là qualche pensiero, guardo le fotografie e prendo nota trascrivendo (anche questa è lettura).

    Il libro, meritevole, è il seguente:

    • Paesaggi d’autore. Itinerari sul Po”, a cura della Regione Emilia-Romagna, Assessorato turismo e commercio Reggio Emilia, Diabasis, 2011.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

    Piace a 1 persona

  2. Avatar Cristina
    Cristina

    Mariangela, ma secondo te, che bisogno c’è di chiamare i pioppi…le pioppe? alberi che poi nemmeno tanto femminili mi paiono… tu che ne dici?
    Poi sai, bisogna andare dalle parti di Piadena, Mantova etc, per vedere davvero cosa sono quelle pianure solcate da alberi in fila e fiumi e nulla di rialzato all’orizzonte. Lì si che è davvero un’altra storia! ciao donna dei fiumi e delle pianure

    "Mi piace"

  3. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Camilla @Tutti
    Anche a me quel libro di Ernaux mi aveva molto colpita, e anch’io l’avevo trovato a braccio girando per la biblio, quasi per caso.

    @Cristina @Tutti
    Il mio fiume, comunque, rimane la Sava, intendiamoci.

    Se sia licenza poetica o rigore botanico chiamare quegli alberi al femminile “pioppe” non saprei dire, certo è che a me sembra proprio una pianta poco maschile, il pioppo, tant’è che la sua foglia cuoriforme mi ricorda moltissimo quella del tiglio, pianta consacrata dal mito a rappresentare il femminile. Nei volumi fotografici di queste settimane ne ho visti moltissimi, di pioppi, naturalmente; la sagoma invernale nascosta nella nebbia è un’immagine che ben si presta alla lettura esistenziale.

    Più sfoglio raccolte di fotografie più mi convinco che varrebbe la pena dedicarsi a quest’arte con un po’ di impegno in più, sono sicura che verrebbe ripagato a breve. Voglio dire, come esistono libri di storia dell’arte, esisteranno anche libri di storia della fotografia o testi che aiutano a leggere le immagini fotografiche così come la prosa di certi critici d’arte ci accompagna nell’interpretazione dei quadri e delle statue. Leggo dall’OPAC che ricorre spesso il nome di un’autrice che deve essere anche una responsabile di non ricordo quale museo di fotografia. Ad avere il tempo … Voi avete qualche idea in proposito?

    Ciao a tutti,
    Mariangela

    "Mi piace"

  4. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @tutti
    è morta la signora che ha scritto IL BUIO OLTRE LA SIEPE…

    "Mi piace"

  5. Avatar Dani

    @Mariangela. Nel mio dialetto il pioppo è “arbra” ovvero albera, quindi femminile.. Quindi vedi che c’è del vero..
    Ma Morimondo l’hai letto? A me aveva messo una tale voglia di Po che mi ero fatta due giorni di pedalate lungo gli argini nel Ferrarese.
    Ciao amici, in questi giorni non trovo mai il tempo per leggere e Banville è lì che mi aspetta

    "Mi piace"

  6. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Jezabel
    Ti dico la prima cosa che ho pensato quando ho letto la notizia della morte di Harper Lee e non è un pensiero letterario: sta meglio adesso!

    @Dani
    “Morimondo” di Rumiz, che doveva essere la meta d’arrivo del viaggio iniziato con Celati, suggerito da Stefano1, non l’ho poi letto: è proprio il caso di dire che mi sono persa nella nebbia!

    Nel capitolo dedicato alla provincia di Ferrara il mio libro elenca tante riserve naturali; mi incuriosisce quella di Isola Bianca, formazione sabbiosa ricoperta di bosco ripariale, a salice bianco, paradiso di tante specie rare. Tu la conosci?

    Dopo tanta umidità, da domani penso mi trasferirò in luoghi più asciutti!

    Ciao,
    Mari

    "Mi piace"

  7. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Dani @Mariangela
    qui sulle Alpi Orobie, quindi a contatto con il bergamasco, mi trovo spesso di fronte a varie femminilizzazioni : la comodina, le ombrelle, etc.
    Del resto, dalle mie parti l’Etna non è un vulcano – come vi ho già detto più volte – ma una MUNTAGNA!
    Ciao ciao.

    "Mi piace"

  8. Avatar Maria Teresa
    Maria Teresa

    La morte di Harper Lee mi ha riempito di tristezza IL BUIO OLTRE LA SIEPE ,un libro del cuore.

    Piace a 1 persona

  9. Avatar Cristina
    Cristina

    Maria Teresa, ti avrà riempitA di tristezza forse,no? essendo tu una donna…

    comunque mi pare che fosse parecchio malata, Harper Lee, e quando la vecchiaia è così, bè la fine credo possa essere anche una liberazione.

    Ernaux la sto cercando, ma per ora non è disponibile. Però, udite udite, da domani avrò nelle mani il famoso ANIME BALTICHE.

    Mari, va detto che ognuno segue dei suoi percorsi quasi inconsci nelle letture, a te questa cosa del Po e delle fotografie t’ha presa un sacco, e questo,… a me mi piace (sto facendo un errore à propos, ndr).
    Io, invece, la pianura, no. Sono per le rocce, le montagne, le colline, il mare- la pianura, e le sue nebbie, alla fine mi annoiano e le lagune mi confondono.
    Comunque le pioppe forse si diceva,un tempo, io avevo maliziosamente pensato a una femminilizzazione voluta, per assonanza e compiacimento poetico… e mi fermo qua.

    "Mi piace"

  10. Avatar Cristina
    Cristina

    ho appena letto della morte di Umberto Eco. Un pezzo delle nostre letture e della nostra intelligenza comune se ne è andato. Mi dispiace tantissimo

    "Mi piace"

  11. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Mariateresa @Jezabel
    Di Eco non ho mai letto nulla, se non un saggio, che forse è anche “on line”, sulle biblioteche. Doppio lutto per la cultura e per i lettori.

    @Cristina
    Cristina, penso che l’elemento magico, e non solo in fotografia, sia proprio l’acqua. Per i libri di critica fotografica di cui dicevo sto procedendo con la mia ricerchina.

    @Elle@Tutti
    Avevamo appena parlato, qui, di psichiatria quando in biblio ho trovato questo volume:

    • Gianni Berengo Gardin, Donatella Pollini, Domenico Nano, “I volti della psichiatria”, Silvana, 2014.

    Sono poche le foto veramente crude che propone, ma fanno capire quale fosse il punto di partenza prima di Basaglia. I brevi testi del libro non parlano solo di psichiatria, ma soprattutto dei “malati di manicomio”. Qualche passo avanti è stato fatto, come mostrano le immagini finali, ma non è il libro giusto se non siete in vena di un argomento forte.

    Ciao,
    Mariangela

    "Mi piace"

  12. Avatar carloesse
    carloesse

    Giorni tristi questi: prima Lee, poi Eco … due giganti, ecco, due diversissimi giganti che hanno lasciato una profonda impronta sulla nostra epoca, sulla mia generazione in modo molto marcato. Libri tra i più appassionanti nella mia storia di lettore.

    Piace a 1 persona

  13. Avatar Cristina
    Cristina

    Umberto Eco: imperdibili le sue esilaranti e luminose Bustine di Minerva, la sua assoluta e potente cultura e intelligenza. Un intellettuale profondo, a 360° gradi, un semeiologo di rilievo mondiale, un profondo conoscitore delle lingue e dei loro meccanismi, e delle modalità segniche della comunicazione, uomo di cultura enciclopedica eppure mai in cattedra quando parlava e spiegava. L’ironia e l’understatement.

    E, inoltre, uno scrittore anche godibile e divertente , anche se non sempre.
    A me dispiace che sia ricordato solo o quasi per Il nome della Rosa.
    Era, è – per me, enormemente di più.

    "Mi piace"

  14. Avatar Cristina
    Cristina

    eccolo, qua, il grande Umberto:Le 40 regole di Umberto Eco per parlare (e scrivere) bene l’italiano.
    (piccolo omaggio a un grande maestro)

    1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

    2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

    3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

    4. Esprimiti siccome ti nutri.

    5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

    6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

    7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.

    8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

    9. Non generalizzare mai.

    10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

    11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”

    12. I paragoni sono come le frasi fatte.

    13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

    14. Solo gli stronzi usano parole volgari.

    15. Sii sempre più o meno specifico.

    16. L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.

    17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.

    18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.

    19. Metti, le virgole, al posto giusto.

    20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.

    21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.

    22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.

    23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?

    24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

    25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.

    26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.

    27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!

    28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.

    29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.

    30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.

    31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).

    32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.

    33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.

    34. Non andare troppo sovente a capo.
    Almeno, non quando non serve.

    35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.

    36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.

    37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.

    38. Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.

    39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.

    40. Una frase compiuta deve avere.

    (da: Umberto Eco, La Bustina di Minerva, Milano, Bompiani, 2000)
    foto di Sebastiano Messina.

    Piace a 2 people

  15. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Qualche giorno fa ho terminato “Storia di un corpo” di Daniel Pennac, un altro libro non recente. Diversamente dal Pennac di “Una fata carabina”, che proprio non ho digerito, qui mi è piaciuto molto, oltre che per il contenuto, per il suo procedere veloce ed incisivo e per il linguaggio terso e preciso. È un libro che si legge volentieri, la cui lettura si lascia interrompere alla bisogna (penso di averne lette ben poche pagine continuativamente, non per scelta, naturalmente, ma perché si fa quel che si può).

    È il diario di un uomo (qui non si può dire essere umano, bisogna proprio scrivere al maschile) che prende nota dei sintomi, delle reazioni e dei segnali del suo corpo, in realtà è la storia di una vita che, per sommi capi, si potrebbe riassumere così: acredine (giustificata) nei confronti della madre; amore incondizionato per la balia; intesa fisica esemplare con la moglie; affetto sconfinato per il nipote.

    Saluti,
    Mariangela

    "Mi piace"

  16. Avatar wwayne

    Sapendo che qui ci sono diversi fan dell’autore, vi segnalo questo interessante articolo: https://atmospherelibri.wordpress.com/2015/10/12/murakami-haruki-non-ha-vinto-il-nobel-ma-se-lo-merita/.

    "Mi piace"

  17. Avatar wwayne

    Il collegio docenti della mia scuola aveva stabilito che per questa settimana noi docenti non saremmo andati avanti con i programmi, e ci saremmo limitati a ripassare. L’ovvia conseguenza è che la maggior parte degli alunni è andata a sciare. Io avevo avvisato i miei ragazzi di prima media: “Mi raccomando, venite a scuola durante la settimana bianca: il 23 avrete compito di grammatica, sarà su tanti argomenti e quindi avete bisogno di ripassarli tutti.” Appello miseramente caduto nel vuoto: per tutta la settimana ho fatto lezione a 4 gatti. E ovviamente, quelli che del ripasso avevano bisogno come il pane se ne sono rimasti a casa. Son proprio curioso di vedere che gran compitone mi faranno tra 2 giorni.

    "Mi piace"

  18. Avatar Cristina
    Cristina

    per lo meno saranno abbronzati e rilassati. Lo sport fa bene,la montagna pure, a volte sono più salutari dei compiti di grammatica che – per definizione – sono pallosissimi.
    Comunque se oggi possono andare a sciare, i tuoi alunni, vuol dire che sono di famiglie decisamente abbienti. Quindi dovrai sciropparteli abbronzati ma pure mascalzoncelli…penso, se no mica andrebbero a una privata.
    E comunque a quell’età sono i genitori a decidere. mica i pargoli… Se vuoi parlane con i genitori…ahaha e voglio vedere che ti dicono. Povero Wwayne, non ti invidio

    "Mi piace"

  19. Avatar wwayne

    @Cristina: Ah, ma infatti aspetto a gloria il consiglio di classe del 1 Marzo, al quale saranno invitati anche i rappresentanti dei genitori della prima media. Se oseranno dire una parola sul compito di grammatica andato male (perché già so che andrà male), io replicherò che non è certo colpa mia se i miei alunni (o i loro genitori, come hai giustamente sottolineato) hanno deciso di disertare in massa durante la settimana di ripasso.
    Ho avuto la tentazione di rimandare il compito e fare un secondo ripasso a classe completa, ma alla fine ho deciso di non farlo: è bene che i miei alunni imparino che ogni scelta ha delle conseguenze, e che nella vita non ci sarà sempre qualcuno che aspetta i loro porci comodi.

    "Mi piace"

  20. Avatar Maria Teresa
    Maria Teresa

    Si,lapsus calami, ma sempre triste ero ugualmente.

    Piace a 1 persona

  21. Avatar Cristina
    Cristina

    wwayne se coniugano un soggetto femminile con un participio passato al maschile, bocciali! ohohoh
    anche se dicono la Boldrini , per segnalare che è una donna, mentre non dicono il Renzi per segnalare che è un uomo…. ahahah, grammatica vera, di carne

    "Mi piace"

  22. Avatar camilla
    camilla

    Ho letto COPERNICUS,dopo LA LETTERA DI NEWTON , e LA NOTTE DI KEPLERO .Un uomo tormentato dal peso della sua immensa intuizione in tempi oscuri .Ancora un grande libro, tutto da leggere. Saluti a tutti. Cam

    "Mi piace"

  23. Avatar Cristina
    Cristina

    Sto leggendo doverosamente ANIME BALTICHE….e, a pagina 170 ormai, non sono così presa come avrei voluto. mumble mumble mumble. E’ l’approccio che mi demotiva, per ora lo trovo quasi da gossip in certe parti. Mah, vedremo.

    Comunque quel formato di Iperborea, mamma mia, quanto mi sta antipatico! Inutilmente stretto e lungo

    "Mi piace"

  24. Avatar editalara
    editalara

    Scrivo due righe sul grande Eco sebbene qui e altrove si sia già scritto tutto .
    Non mi spiace che venga ricordato soprattutto per “Il nome della rosa”: è un bellissimo romanzo che ha rappresentato tanto per me quando lo lessi ed ero una studentella sciocca di liceo Classico; mi appassionò , mi catturò e accrebbe a dismisura il mio amore per la lettura che ancora oggi mi accompagna.
    Certo la sua cultura era infinitamente più estesa e varia e la sua ironia dovrebbe insegnarci ancora più delle sue lezioni, ma è bello ricordarlo per quel suo romanzo che l’ha reso famoso in tutto il mondo no?
    Io lo ricordo anche per l’ultimo libro che ho letto di Lui: “Non sperate di liberarvi dei libri” dialogo con Jean-Claude Carrière, illuminante.
    Ora dove finiranno i suoi meravigliosi libri antichi , collezionati in tanti anni?

    "Mi piace"

  25. Avatar Cristina
    Cristina

    Edit, ha una moglie e dei figli, ne avranno cura, stanne certa.

    Sul Nome della Rosa lui negli ultimi anni diceva di odiarlo, e lo capisco, Uno scherzo narrativo ( perchè questo era per lui) gli ha dato una notorietà ingombrante e soprattutto decisamente riduttiva.
    Ho sempre trovato il libro un pastiche godibile anche se troppo arrovellato, ma certo non uno dei grandi libri della mia vita di lettrice. Sarebbe come dire che Guerre stellari è uno dei film migliori che ho visto… ( e mi piace un sacco ,per dire chiaro)
    Per me i due oggetti si tengono, come dire.

    Ma certo a una liceale può aver dato il gusto per la lettura, a me capitò con un Victor Hugo… lì quando scocca la scintilla, va tutto bene, pur che scocchi..basta stare alla larga dalle sfumature e dai moccia…

    CAMacci, Copernico, Newton ,Keplero, quanta scienza! Sappi che l’estate scorsa ho visitato la città natale di Copernico, in Polonia, un borgo deliziosissimo!

    "Mi piace"

  26. Avatar Lucia 64*
    Lucia 64*

    @editalara condivido pienamente i tuoi sentimenti nei confronti di U. Eco e del suo romanzo” Il nome della rosa”.

    Piace a 1 persona

  27. Avatar editalara
    editalara

    cara Cristina, già definirlo “pastiche” farebbe inorridire il buon Eco e una delle sue regole da te poco sopra citate.. 😉

    "Mi piace"

  28. Avatar wwayne

    Il commento di Cristina ci offre un interessante spunto di riflessione: la lettura è un’attività positiva in assoluto? Oppure, se praticata su libri considerati infimi (lei cita quelli di E. L. James e di Moccia), è perfino peggiore del digiuno letterario?
    P.S.: Tra l’altro il film tratto da 50 sfumature di grigio è candidato agli Oscar.

    "Mi piace"

  29. Avatar Cristina
    Cristina

    Calma. Pastiche ( che NON vuol dire pasticcio, ma mescolanza) è un genere letterario con una sua dignità e una tradizione notevole.
    Significa – nel caso concreto – aver mescolato romanzo storico di ambientazione medioevale, noir, e un piccolo romanzo d’amore. Un vero pastiche, nel senso tecnico della definizione.
    Eco probabilmente ci avrebbe messo la firma, sulla definizione, anzi, forse l’aveva data lui stesso, anche se non ne sono certa al cento per cento ( ma quasi), l’ho comunque sentita usare, o l’ho letta, in questi ultimi giorni, quindi non è tutta farina del mio sacco (forse era di Baricco, o di Scalfari, o di…boh, non lo so più).

    Wwayne, leggere va sempre bene, secondo me – invece che stare sul cellulare o sul pc va bene proprio tutto – ma è come si abitua il palato il problema .
    Tutti/e noi abbiamo letto di tutto credo, io leggevo persino gli Harmony ( anzi addirittura li ho tradotti per un piccolo periodo), che sono una delle schifezze delle schifezze possibili, ma se leggi solo Harmony o sfumature non fai fatica e non ti evolvi, perchè ci si evolve solo facendo la fatica di aprire l’orizzonte a aria nuova e diversa, a espressioni più lunghe di mezza riga ( e magari con una frase subordinata), e a sentimenti diversi dal premasticato di cui sai a memoria il sapore.
    Voi che ne dite?

    Quanto alle candidature agli Oscar non hanno – notoriamente – quasi valore artistico ma solo commerciale. I premi di valore artistico, in campo filmico, stanno a Berlino, o a Locarno, a Cannes, e qualche volta, pure a Venezia, o nel festival Sundance che organizza quel simpatico, si, insomma non mi viene il nome (mannaggia devo prendere qualche pillola per la memoria) ma avrete capito.
    Gli Oscar, roba di dollari, null’altro.

    "Mi piace"

  30. Avatar editalara
    editalara

    @Cristina mi riferivo alla regola n.10 che hai riportato tu di Eco.. Preferivo un pizzico di autoironia ad una traduzione del termine francese di cui forse non c’era bisogno.

    Piace a 1 persona

  31. Avatar wwayne

    @Cristina: Seguo la notte degli Oscar in diretta ogni anno da quando andavo al liceo. In tutto questo tempo, ho imparato a leggere le dinamiche che portano un film a venire premiato o bocciato, e posso dirti che il marketing raramente è un fattore decisivo. Anzi, spesso lo è in negativo, perché quando un film viene “spinto” in modo troppo pesante poi finisce che i votanti dell’Academy si stufano, e non lo premiano per principio: è quello che successe, ad esempio, quando Crash – Contatto fisico prevalse su I segreti di Brokeback Mountain.
    Insomma, a mio giudizio gli Oscar un valore artistico ce l’hanno eccome – e non soltanto a mio giudizio, visto che sono universalmente considerati il premio cinematografico più importante.
    Tra l’altro ciò che mi fa apprezzare così tanto l’Oscar è anche il fatto che nella scelta dei film si tenga conto dei gusti del pubblico. Se guardo ai festival che hai nominato tu, spesso trovo in gara quasi esclusivamente film “da critici”, nel senso di fatti palesemente per compiacere loro e solo loro: agli Oscar invece, pur essendoci anche lì una innegabile predilezione per i film d’autore, si cerca di dare spazio anche ai film mainstream, come appunto 50 sfumature di grigio.

    "Mi piace"

  32. Avatar camilla
    camilla

    Leggere con passione e’ un privilegio, qualunque sia il genere e prima o poi, leggendo leggendo, ci si fa l’esperienza. Si diventa sempre pou esigenti e si acquista una specie di sapienza che arricchisce la vita .Chi non legge vive una sola vita e chi legge ne vive migliaia (citazione del nostro comune amico Umberto Eco). Insomma questi vostri,e miei, scambi “letterari” sono interessanti e piacevoli assai.

    Piace a 1 persona

  33. Avatar wwayne

    @Camilla: Ne sei sicura? Secondo me il gusto è qualcosa di innato. L’esperienza (in questo caso di lettura) può affinarlo, ma non crearlo da zero. E sai qual è la cosa bella del gusto? Che non si può misurare oggettivamente: puoi dire “Secondo me quella persona ha gusto in fatto di letture” (o di qualsiasi altra cosa), ma il tuo parere non avrà mai un valore assoluto. Per me questo è molto positivo, perché è proprio la pluralità di gusti e di pensiero che dà sale alle discussioni e alla vita in generale.

    "Mi piace"

  34. Avatar Cristina
    Cristina

    Guarda Wwayne, naturalmente ti lascio le tue opinioni, e i tuoi gusti. Del resto l’età già dice che non possiamo avere le stesse passioni.
    Ma che i film americani siano per il pubblico, e gli altri no, non direi.
    In Italia ( in Francia, in Germania etc etc) i film per i veri amanti del cinema sono sempre quelli dei Festival che ti ho citato.Quelli degli oscar fanno solo cassetta, e nemmeno poi sempre.
    Quanto al marketing La vita è bella vinse solo per una campagna marketing martellante e abbastanza …”ripugnante” ( dico io e me ne prendo la responsabilità).Ma non è un problema di marketing, è un problema di major, di quanto dollaoni girano in torno a quel business. E questo, guarda, è assodatissimo. Se non lo hai capito mentre li guardi ogni anno forse potresti documentarti un momentino di più.
    Poi che a te piacciano i film americani più di quelli europei o asiatici o latinio americani va benissimo.
    Ma sul valore artistico no, non ci siamo. Non ho un pre-giudizio anti americano. Adoro Altman e i Cohen ( che infatti con la baracca hollywoodiana c’entrano poco).
    I film da critici ,come dici tu, sarebbero come i libri da recensori. Spesso – devo dirlo a malincuore – quanto di meglio c’è per chi ha una buona bocca.

    Sul gusto innato poi, se stavo ai gusti di casa mia, e non a quanto ho imparato a scuola e poi man mano da amici e amiche e professoi vari, stavo ancora a leggere non saprei cosa, ma certo poco e anche male.

    Il gusto si forma, eccome ! In letteratura, pittura, musica, è opera di conoscenza esperienza e scelta, e tanta umiltà, prima di poter capire cosa ci piace davvero. A 18 anni mi piaceva Cjaikowski, ora non dico che mi infastidisce ma quasi. Si cambia, eccome, e per fortuna.

    Edit… scusa, ti avevo presa sul serio.

    Piace a 1 persona

  35. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Wwayne
    spesso bisogna cambiare i finali per vincere un Oscar …!
    Pienamente d’accordo con Cristina sia sul concetto di gusto, sia sui premi cinematografici (fermo restando che leggo e guardo molti generi).
    Non ho tempo di approfondire l’argomento, purtroppo.
    Buona notte.

    "Mi piace"

  36. Avatar camilla
    camilla

    @wwaine. Sono d’accordo con te sul cinema e sugli oscar.Il cinéma mi sembra che abbia un grande valore collettivo, una arte nata per i grandi numeri, per comunicare con tutti indipendentemente da eta’,e culture di ogni tipo. il cinema e’ pop,come i grandi concerti ,capace di divertire e affascinare e appassionare tutti e va forse fruito con parametri diversi.

    Piace a 1 persona

  37. Avatar camilla
    camilla

    @ cri newton–kopernico– keplero fanno parte essenziale della rivoluzione scientifica del cinque/seicento.La triologia di Banville, tutta letteraria e lontana da ogni genere di saggistica .Tre magnifici romanzi dove l’essere umano e la sua vicenda e’ narrata con impareggiabile bellezza: tre grandissimi geni

    della scienza e le loro vite difficili edove la genialita’ e’ duramente oltraggiata.Tre libri importanti e di splendida lettura. Cam.

    belli belli

    "Mi piace"

  38. Avatar Cristina
    Cristina

    Grazie Cam. ma quella strada ( di cui qualche nozioncina avevo pure io) non mi prende per ora. Sto arrancando fra le pagine di Anime Baltiche e quando lo avrò finito mi ritufferò in altri orizzonti e altri paralleli.

    Il Nord-nord Europa per ora affascina poco la mia anima affaticata che chiede requie. Sono sazia di pogrom persecuzioni, ribaltamenti e persecuzioni, e uccisioni di massa, e nazionalismi esacerbati e incrociati e confini che si ergono a chiudere, eliminare, bandire, straziare.
    Già in Polonia avevo sofferto non poco malgrado lo splendore delle città ( e come si potrebbe non soffrire??).
    So che i tre scienziati c’entrano di striscio, ma adesso ho bisogno di volare altrove.

    Edit, ho cercato sul dizionario: pare che pastiche – come genere letterario – in italiano si dica solo pastiche. Sorry ,tut mir leid, dommage

    "Mi piace"

  39. Avatar giulio
    giulio

    Ho finito di leggere GLI ANNI di Annie Ernaux qua caldamente consigliato.
    Ho riletto la recensione di @dani del 18.1 e qualche nota di @cristina sempre nella stessa data: non ci sarebbe altro da aggiungere: mi sembra che abbiano saputo esprimere bene quello che avrei voluto esporre anch’io. Ora provero’ ad aggiungere spero non troppo confusamente le mie impressioni.
    E’ uno dei libri piu’ cinematografici che ho letto.
    I protagonisti sono loro: GLI ANNI.
    E’ un libro che prende spunto da varie foto di epoche diverse che l’autrice osserva e che illustra – si sviluppa a mio parere come un film dove le immagini della Francia dal dopoguerra ai giorni ns (circa 2006) si alternano alle immagini e alle vicende famigliari. Insomma scorre la vita (scuola, giovinezza, amori, figli, viaggi, pensione) parallelamente alla storia (dopoguerra, ricostruzione,guerra d’Algeria, politica,’68, manifestazioni per il Vietnam, femminismo, De Gaulle Mitterand) insomma tanta tanta tanta roba…..
    E poi la civilta’ dei consumi, la speranza di un mondo migliore, gli oggetti e la tecnologia, come sono cambiate le parole, il senso della vita e della morte, l’illusione e la disillusione ma poi anche gli affetti, il sesso i sentimenti.
    E’ stato scritto che non e’ un libro per tutti e in effetti l’identikit del lettore ideale potrebbe essere:
    donna/ insegnante o comunque amante della letteratura e del cinema (nouvelle vague), eta’ tra i cinquantacinque e sessantacinque, che ama la Francia e l’ha visitata piu’ volte e che ha partecipato alla vita politica….(tra l’altro di qua e di la’ si combattevano le stesse battaglie: siamo molto simili ai nostri cugini d’oltralpe..) e comunque scrivo questo perche’ ha tanti riferimenti (musica, televisione, legati a quegli anni e probabilmente chi non li conosce inevitabilmente si perde qualcosa) e mi ci metto in mezzo anch’io che sono di un’altra generazione (e ho sempre avuto un rapporto amore/odio con i francesi , vabbe’ piu’ amore che odio) …..poi leggo che nella quarta di copertina si dice che questo libro e’ un testo studiato nelle scuole francesi dagli studenti liceali…e allora penso che si’ questo e’ un libro che tutti dovrebbero conoscere…. complementi anche alla piccola casa editrice L’ORMA che l’ha scovato e pubblicato.

    Piace a 1 persona

  40. Avatar Cristina
    Cristina

    Bravo Giulio, grazie, hai portato qui qualche notazione intelligente su cui vorrei soffermarmi.
    Capita nel nostro brutto e concentratissimo mondo editoriale, del tutto impermeabile alle letterature quali quella francese moderna, o quella portoghese, o quella catalana, o qualla tedesca,(etc) che qualche intelligente piccola casa editrice compri i diritti di autori/autrici che poi – per qualche colpo di fortuna – diventano famosi almeno in una cerchia di lettori/lettrici colti e voraci ( i cosidetti lettori forti).

    E’ capitato a Keller con Herta Mueller – vinto il Nobel quest’ultima, la casa editrice ha avuto un buon vento in poppa….

    O a La Nuova Frontiera con la riedizione di Mercè Rodoreda ( la mia amata, amatissima, il mio gioiello) che – pubblicata in Italia da Adelphi negli anni 80 era passata praticamente inosservata – e che invece ora viene molto letta e acquistata, per fortuna.

    E ora L’ORMA con Annie Ernaux – autrice di grande calibro in Francia, molto letta e considerata assolutamente non di nicchia. Infatti altri libri se li è poi accaparrati Feltrinelli.
    cecità? miopia? credo che le major ( acci un’altra parola straniera!) acquistino titoli sicuri, che facciano grandi tirature e grandi numeri, business is business.
    Se poi va molto bene un autore se lo comprano dopo, o assorbono direttamente la piccola casa editrice.
    Insomma l’industria culturale è industria di quattrini ( come gli Oscar di Hollywood, checchè ne dica il buon Wwayne),e di potere, mica di diffusione culturale come dovrebbe essere. Ma la pianto qui.

    Quanto alla lettura di Annie Ernaux nei licei francesi dimostra solo la lungimiranza di una scuola viva e non necrotizzata, che ha cura del proprio passato. Serve legggere Ernaux per ricapitolare il passato francese domestico degli anni 50 che è dietro l’angolo, ma che pare sideralmente lontano per le nuove generazioni di Internet,facebook etc. Va anche detto che la prosa di Ernaux è densa ma piana, ricca ma lineare , insomma non difficile.

    Non vedo cosa potrebbero leggere i liceali italiani, nè so cosa danno loro da leggere i prof, quali libri gli vengono consigliati che possano anche ri-tessere, riallacciare i ponti col nostro passato prossimo, con la cultura e la società italiana di pochi decenni fa.
    Leggeranno sempre Calvino? o Pavese? o Moravia ? o persino Gadda ? insomma nulla che sia più recente ?
    Cosa leggono i nostri ragazzi che sia legato alla buona leteratura ma anche a un’attualità storica che unisca le generazioni e le ricolleghi ai loro nonni e alla storia della nostra recente evoluzione sociale ??

    Chiedo, io non ne so nulla. se qualcuno lo sa, potrebbe illuminarmi?

    "Mi piace"

  41. Avatar Cristina
    Cristina

    @Mari, ricordi che alcuni mesi ( con quelche disturbo di fondo) parlavamo di Gadda? ecco, guarda cosa ho per te
    ieri sera ho visto su rai5 un programma dedicato a Carlo emilio Gadda.

    il programma di Rai 5 è interessante anche se non proprio bellissimo – a mio parere – ma comunque può servire da introduzione se ti interessa ancora l’argomento.
    non è lunghissimo quindi può meritare un’oretta di visione
    Ecco qua il link, ma attenzione devi vederlo entro 7 giorni.

    http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2016-02-22&ch=31&v=631561&vd=2016-02-22&vc=31#day=2016-02-22&ch=31&v=631561&vd=2016-02-22&vc=31

    Piace a 1 persona

  42. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    “Chiunque dica di sapere benissimo come si sente un’altra persona è un cretino”. (Da La lavanderia a gettoni di Angel)

    Lydia Davis ha curato la raccolta di 43 racconti pubblicati, tra il 1977 e il 1999, da Lucia Berlin (1936-2004). Lo ha fatto perché non riusciva ad accettare che non fosse ammirata per come avrebbe meritato. Negli USA finalmente stanno iniziando ad amarla, oggi viene pubblicata anche da noi per la prima volta, da Bollati Boringhieri, col titolo: “La donna che scriveva racconti”. Non ne sapevo nulla. Sono rimasto colpito dalla sua impressionante bravura. Si fanno nomi altisonanti, Carver, Paley, Munro. A me Lucia Berlin sembra Lucia Berlin, una che sapeva scrivere e che non somiglia a nessuno. I suoi non sono racconti ad enigma, o a chiave, come Munro, o storie di marginalità cupa, alla Carver, sono improvvisazioni che seguono il filo ispirato del suo parlare. Spesso con humour, umanità, compassione. Grace Paley le somiglia un po’ ma Lucia Berlin è più varia nelle tematiche, più ampia di vita, direi.

    Lucia Berlin è nata in Alaska, figlia un ingegnere minerario ha vissuto negli USA, in Cile, in Messico, e di nuovo negli USA, in California. È una scrittrice straordinaria per capacità di osservazione, come se una videocamera girasse per case, strade, ambulatori, scuole, sale da ballo, lavanderie. Una sorta di documentario dell’immaginazione. Trasmette la sensazione di una scrittrice davvero versata nel raccontare, ha un ritmo incredibile. In un racconto l’io narrante dice di aver conosciuto sempre uomini taciturni, che strano destino per una donna che più di ogni cosa amava parlare.

    Il titolo originale della raccolta è ‘A Manual for cleaning woman’ che è anche un bellissimo racconto del libro; il titolo ha più valenze poiché le donne dei suoi racconti, quasi tutte storie rielaborate della sua vita, sbagliano ripetutamente, e avrebbero bisogno di un manuale per ripulirsi, emendarsi, ovviamente in senso ironico.

    Avendo avuto tre mariti, uno scultore e due jazzisti, avendo avuto quattro figli da crescere da sola, dai 32 anni in poi. Avendo fatto giocoforza i lavori più disparati, insegnante, assistente di un dentista, impiegata in un pronto soccorso, donna delle pulizie, i suoi racconti sono precisissimi, briosi, segno che scrive di cose che conosce e rivitalizza con l’immaginazione. Era una donna bella con una scoliosi accentuata che le causava continui dolori; in vecchiaia la scoliosi le causò la perforazione di un polmone e fu costretta a vivere con una bombola d’ossigeno.

    Quando sua sorella si ammalò di cancro, Lucia Berlin andò a stare con lei a Città del Messico e cercò di farla divertire. Le ha dedicato alcuni racconti struggenti, uno bellissimo si intitola Aspetta un attimo.

    “La solitudine è un concetto anglosassone. A Città del Messico, se una persona sale su un autobus e tu sei l’unico passeggero, non solo viene a sedersi vicino a te, ma ti appoggia anche la testa sulla spalla”. (dal racconto Fool to cry)

    “40 telegraph. Fermata dell’autobus davanti alla lavanderia. È piena di persone in attesa che si liberino le lavatrici, ma il clima è festoso, come se aspettassero un tavolo. Stanno in piedi vicino alla vetrina, bevono lattine verdi di sprite. Mill e Addie chiacchierano un po’ con tutti come ospiti gioviali, cambiano i soldi. In TV la banda dello stato dell’Ohio suona l’inno nazionale. Raffiche di neve nel Michigan. È una giornata fredda e tersa di gennaio. All’angolo della ventinovesima compaiono quattro ciclisti con le basette, come un filo d’aquilone. Una Harley in folle alla fermata dell’autobus; dal pianale di un pick-up Dodge del ’50 i ragazzini salutano con la mano il motociclista. E finalmente piango”. (dal racconto Manuale per donne delle pulizie).

    Piace a 2 people

  43. Avatar camilla
    camilla

    Io non credo Che i ragazzi devano guardare troppo indietro, tranne poche eccezioni il passato e obsoleto se non e legato a valori Che sono tali anche oggi. Il presente e il futuro sono la loro acqua.Questa e’ l’acqua racconta FOSTER WALLACE…non c’entra niente ma ce l’ho sempre in mente.Sulla porta di Una stanza ho disegnato un branco di pescetti Che incontrano il pesce piu’ anziano.Il resto lo sapete.cam

    "Mi piace"

  44. Avatar Cristina
    Cristina

    @Mari, dovevo sempre chiedertelo…ma perchè la Sava?

    @Cam. il presente li affoga. sono immersi in una melma mediatica iperpresente. Se solo sapessero qualcosa della vita dei loro genitori e dei loro nonni, credo che ne avrebbero qualche beneficio. Del resto solo la memoria di cio’ che siamo stati costruisce il futuro…

    "Mi piace"

  45. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Jezabel
    Mi vergogno un po’ dopo i vostri discorsi importanti di oggi (domani li leggerò con la dovuta attenzione) a dirvi cosa sto leggendo, ma questa sera non riesco che a sfogliare un libro sui fiori. Quindi, in onore di Jezabel, siciliana di nascita, ma orobica d’adozione, e anche perché il mio vagare tra le nebbie non sembri una mania, qui di seguito solo assolati paesaggi siciliani (Eco diceva di evitare le allitterazioni!):

    • “Terre fiorite”, fotografie di Pepi Merisio, presentazione e testi di Eliana Ferioli, ECRA, 1995.

    È un libro fotografico bellissimo e non solo per chi ama i fiori. La suddivisione delle immagini è originale perché non è organizzata per area geografica, o per ambiente, ma basata su un criterio cromatico.

    Tra i “bianchi” vedo il cisto, sull’isola di Vulcano, e l’antemide, abbarbicata sulle pendici inospitali dell’Etna. Naturalmente non può mancare un fiore bianco per vocazione, la zagara (Giarre CT).

    A rappresentare i gialli, oltre ai fior di maggio dell’Isola di Mozia (TP) e di Castel di Tusa (ME), inevitabile, sull’arida schiena del più formidabile dei monti, trovo la ginestra (Bronte CT).

    Con l’azzurro le cose diventano più difficili perché chi se ne intende un po’ di fiori sa che di color blu cielo c’è poco oltre a genzianella, cicoria selvatica e Myiosotis (non ti scordar di me); gli autori hanno superato l’empasse ricordando i gerani selvatici di Vulcano, che in realtà sono color magenta, ma non fa nulla: come carrellata di colori e profumi il libro ne regala comunque molti e, anche tecnicamente, le fotografie sono più che pregevoli.

    Una cosa mi è parsa però stonata: la buganvillea è mostrata solo in serra! Dov’è finita la “cascata di seta purpurea” di gattopardiana memoria?

    Ciao,
    Mari

    "Mi piace"

  46. Avatar carloesse
    carloesse

    Anche io avevo letto qualcosa riguardo alla pubblicazione del libro di racconti di Lucia Berlin, e mi ha moooolto incuriosito. La breve recensione pocopiùsu di D.Fina mi conferma che forse la mia curiosità era ben riposta.
    Continuo a chiedermi il perchè editori italiani spesso cambino i titoli di per se molto attraenti nella loro originalità, come in questo caso (A Manual for cleaning woman) ricco di affascinante ironia, in tutt’altro: peraltro di una sconcertante banalità (La donna che scriveva racconti). Bah!

    Piace a 1 persona

  47. Avatar carloesse
    carloesse

    Anch’io ho visto la trasmissione di RAI 5 su Gadda l’altra sera. Concordo: poteva essere più bella, ma meglio che niente.

    "Mi piace"

  48. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    @Carloesse. Autrice veramente sorprendente, condensa tutto quello che dovrebbe avere uno scrittore, capacità nel raccontare, umorismo, compassione, umanità, spirito d’osservazione, libertà dai pregiudizi, saper essere severi specie con se stessi, brio, capacità di immedesimazione – nel calarsi in tutti gli status dal più alto al più basso. L’unico neo è il titolo italiano, hai ragione, non so perché lo abbiano cambiato con uno scialbo e irritante (come se le donne che scrivono racconti siano una specie protetta). Boh.

    "Mi piace"

  49. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @@@@@@@@@Mariiiiiiiiiiiii
    che onore!
    proprio ieri la nostalgia mi aveva acciaccato un po’. . .
    Ma sulle pendici inospitali (su cui però sorgono delle impertinenti palazzine, su cui molte belle parole furono pronunciate da Sgarbi!) non c’è anche un po’ di ginestra??????

    "Mi piace"

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri di più da GRUPPO DI LETTURA

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere