I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015. Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della…

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.

Commenti

1.478 risposte a “I libri più belli, letti nel 2015”

  1. Avatar carloesse
    carloesse

    Concordo anche io con Stefano su Mari. Troppo artificioso per le mie corde. Anche se spesso parlando della mia stessa generazione tocca argomenti che sento di aver vissuto anche io: il fascino per le copertne di Urania disegnate da Karel Thole, per i fumetti dell’orrore con Zio Tibia, per la pazzia dei Pink Floyd e di Barret …
    Non escludo di volerlo riaffrontare con nuovo spirito un giorno…

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  2. Avatar wwayne

    Il commento di Carloesse mi ha fatto pensare: e io, con quali icone pop sono cresciuto? A caldo mi vengono in mente:
    – Beverly Hills 90210;
    – i Piccoli Brividi;
    – le Spice Girls;
    – i Robinson;
    – Solletico;
    – Dawson’s Creek;
    – Indovina chi?;
    – Dylan Dog;
    – gli 883;
    – il discman;
    – il Festivalbar;
    – Baywatch;
    – Christina Aguilera vs Britney Spears;
    – il 3310;
    – i Power Rangers;
    – il Kinder Sorpresa;
    – Hulk Hogan;
    – l’Uomo Tigre;
    – Ken il guerriero;
    – Sampei;
    – le boy band.

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  3. Avatar Cristina
    Cristina

    ahahaah Wwayne, icone pop? Certo un immaginario … insomma, si, ecco, mah…

    Invece io, a parte una sbandata per il Duca Bianco, mahhh, nessuna, a parte uno sviscerato amore per Mina, r prt yuyyo il buon dibena di qualità europeo e extra,ma non penso che la si possa definire icona pop,vero?

    no, la mia generazione ha fatto a meno di icone pop, e forse non è un male

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  4. Avatar Dani

    So che si è già detto molto su GLI ANELLI DI SATURNO di Sebald. Aggiungo ugualmente le mie sensazioni fresche di lettura. Era esattamente quel che ci voleva dopo Anima di Mouawad, ma è anche esattamente quello che io cerco sempre in un libro, ossia non trame avvincenti, nè colpi di scena, nè grandi passioni o travagli dell’anima. Semplicemente un raccontare la vita nel suo fluire, senza confini tra l’oggi e il passato, lasciando che il pensiero si perda in traiettorie apparentemente casuali o dettate da nessi impercettibili. Sebald sa rendere straordinarie cose ordinarie. Una visione fugace, per il solo fatto che l’occhio del narratore vi si posi e la racconti, si ammanta di eccezionalità e acquista un valore di unicità: una porta, una stanza, una nuvola. La vita nel suo scorrere, senza bisogno di orpelli, è elevata a forma d’arte – che è poi quello che Romer fa nel cinema. Ed è meraviglioso lasciarsi portare da questo lento narrare e, come Sebald stesso nel suo viaggio, rigorosamente lento, a piedi, ogni tanto ci si siede e si osserva il fiume ampio e tranquillo del racconto. Nelle pagine si trovano passi onirici, descrizioni di imperi trascorsi, riflessioni sul senso dello scrivere, catastrofi anche. E’ un teatro polveroso, pieno di vestigia del passato e personaggi decadenti e fascinosi, sulla cui scena si alternano racconti diversi e Sebald, con la sua prosa fluida, è il mago incantatore che ci conduce nella sua scrittura labirintica. Avevo già letto Austerliz ma questo è ancora meglio, anzi, è una delle mie migliori letture di sempre!!
    Se qualcuno tra gli estimatori di Sebald mi sa indicare simili letture avrà per sempre la mia gratitudine. Luigi, ci sei anche tu tra questi, lo so. Interrompi il tuo silenzio e offri il tuo contributo, Dai!!
    @Camilla.Ora vo alla biblio a cercare Banvile.. ma dubito che troverò qualcosa. In compenso dal sito di Gabrilù leggo che circola un nuovo libro di Tuena su Schumann, molto molto appetitoso…
    Ciao a tutti e buon fine settimana

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  5. Avatar wwayne

    2 giorni fa ho finito poesia. Per finito intendo dire che:
    – ho spiegato tutte le tecniche poetiche più importanti;
    – ho fatto conoscere ai ragazzi tutti i tipi di rima;
    – ho analizzato quasi tutte le poesie presenti nel libro di testo (qualcuna l’ho saltata perché non necessaria).
    E tutto questo in 3 settimane esatte.
    Adesso mi manca soltanto da interrogarli su ciò che abbiamo fatto. Qualcuno è già stato chiamato in itinere, tramite estrazione a sorte. Come spesso avviene quando estraggo a sorte gli interrogati, alcuni ragazzi si sono fatti trovare completamente impreparati. La cosa più dolorosa è quando questi incidenti di percorso capitano a degli ottimi studenti, che se avessero studiato avrebbero potuto prendere un 10 in carrozza.
    Ieri è successo esattamente questo: un alunno bravissimo è stato estratto a sorte, e quando ha sentito il suo nome già dalla sua faccia ho capito che non aveva studiato. Avrei voluto ripetere l’estrazione, ma si sarebbe creato un precedente pericoloso, e quindi sono stato costretto ad interrogarlo comunque. E’ stata un’interrogazione pietosa, conclusasi con il ragazzo che è scoppiato in un pianto disperato.
    Io ho mantenuto un tono neutrale per tutta l’interrogazione, come sempre, quindi sicuramente non ha pianto perché io l’ho mortificato: è stato un classico caso di frustrazione da insuccesso. Che lui ha comunque brillantemente superato, visto che più tardi l’ho visto scherzare normalmente con i suoi compagni.

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  6. Avatar Lucia 64*
    Lucia 64*

    Mi dispiace per te ma noto anch’io quanto la poesia (e in particolare la parte tecnica ) sia una sorta di costrizione per i ragazzi affascinati da ben altro.

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  7. Avatar wwayne

    @Lucia 64*: Nel caso di quel ragazzo il fascino c’entra ben poco: il voto che gli ho dato è stato frutto unicamente di un mancato studio a casa. Comunque, hai ragionissima sul fatto che la parte tecnica è quella che risulta più indigesta ai ragazzi. O meglio, quando si tratta di riconoscere una tecnica poetica in una poesia vanno a colpo sicuro: il problema sorge quando devono dire cos’è una metafora, una personificazione eccetera IN ASTRATTO, senza appoggiarsi ad una poesia. Tuttavia, io le domande in astratto continuerò a fargliele, perché devono imparare a formalizzare ciò che sanno.

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  8. Avatar carloesse
    carloesse

    @Wwayne
    Apprezzo che tu abbia voluto elencare le tue icone. Non sono le mie, del resto neanche lo sono le diverse generazioni cui apparteniamo.
    Ciao
    😉

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  9. Avatar wwayne

    @Carloesse: Che te sei perso, amico mio… l’energia e il carisma delle Spice Girls, la scanzonatezza degli 883, le bagnine pettorute di Baywatch (che tra l’altro aveva una sigla DA URLO)… gli anni 90 sono stati davvero meravigliosi. Buon fine settimana! 🙂

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  10. Avatar wwayne

    Per chi non la ricordasse, posto la sigla di cui parlavo con Carloesse:

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  11. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Dani @Tutti
    Secondo me tu hai un po’ tratteggiato le caratteristiche della letteratura da viaggio, in qualche modo. Non è un caso che certi tuoi titoli mi ricordino certe mie letture. Dirò una scemata, ma il primo titolo che mi viene in mente, il più possibile vicino a “Gli anelli di Saturno”, è “Microcosmi” di Magris (a me è piaciuto più il secondo titolo del primo, a dir la verità).

    @Stefano1 @Tutti @Cristina @Carloesse
    In merito a Michele Mari: grazie, la mia impressione è in linea con i vostri giudizi.

    @Elle
    Elle! Dove sei finita? Cosa stai leggendo? Se stai leggendo e se ti va di parlarne, non è un obbligo!

    Ciao,
    Mari

    PS: x Wayne @Tutti
    Stavo postando il messaggio e ho visto il link di Wwayne con la sigla di Baywatch: c’è posto per tutti, Sebald, Magris, bagnini e bagnine!

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  12. Avatar wwayne

    Ma certo, Mariangela: qui è come un enorme bazaar, dove puoi trovare l’alto e il basso, il bello e il brutto, il piatto da novelle cuisine e il panino con la porchetta, il premio Nobel e la velina. Ed è proprio questo suo carattere multiforme che mi ha fatto affezionare così tanto a questo gruppo di lettura.

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  13. Avatar carloesse
    carloesse

    @Dani
    Bello il tuo commento su GLI ANELLI DI SATURNO, anche per me uno tra i libri più belli della letteratura degli ultimi cinquant’anni. Un libro di una ricchezza straordinaria costruito su una trama apparentemente inesistente. Dal diario di un viaggio a piedi nella piccola Contea del Suffolk si entra e voluttuosamente ci si perde in uno spazio dilatato, in un tempo infinito che abbraccia l’uomo, la sua storia, la sua cultura, il suo essere.
    Bello anche il tuo paragone con Romer, un regista che anche io ho sempre amato molto.

    Quanto al nuovo libro di Tuena (grande ammiratore di Sebald , lo ammise proprio lui alcuni anni fa proprio qui, in un post dedicato proprio agli ANELLI), l’ho comprato pochi giorni fa, dopo avere visto anche io il sito di Gabrilù in cui ne parlava.

    PS: se apprezzi “Nonsoloproust”, credo che potresti sbirciare anche in quello altrettanto valido e anche lì linkato intitolato “Asterismi letterari” di “Dragoval”. Te lo consiglio. Ogni thread è basato su “strani accostamenti” (gli asterismi del titolo) tra autori nel cinema, nella letteratura, nella musica, nell’arte e nella cultura. Spesso molto azzardati (ma lì sta il bello). Il tuo “Sebald-Romer”ci starebbe benissimo. Ancora più azzardato il mio “Ortese -Miyazaki”, ma questa è un’altra storia.
    Ciao

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  14. Avatar carloesse
    carloesse

    @wWayne
    Grazie per la sigla di Baywatch. Non è stata un mio personale mito, ma lo è diventata in quanto già mitizzata all’interno di un altro serial che seguivo negli anni 90 e che mi divertiva molto: l’a-sua-volta-mitico-FRIENDS, di cui alcuni anni fa mi sono anche comprato (e visto con grande soddisfazione) tutte le 7 annualità complete. Era la serie che consacrò Jennifer Aniston. Se lo hai seguito anche tu ricorderai Joey e Chandler sulle loro poltrone (chiamate “Roosita” se non ricordo male) che, con la lattina di birra in mano, di fronte a questa sigla incitavano le bagnine con ripetuti “corri!”.
    (Le inciterei volentieri anche io)

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  15. Avatar carloesse
    carloesse

    @Mariangela
    Circoscrivere Sebald nella letteratura di viaggio è estremamente riduttivo. E probabilmente anche fuorviante. Non è il Suffolk l’oggetto del libro, il viaggio è solo lo spunto per qualcosa di immensamente più grande, per fare divagare la mente su noi stessi, su ciò che è fuori e ciò che è dentro di noi, nella nostra memoria individuale e collettiva, senza limiti di tempo e di spazio.
    Una lettura che è “un’esperienza”.
    Spero che, se deciderai di leggerlo, tu riesca a farti catturare dalla sua lettura abbandonandoti ad essa e alla lieve vertigine che ne potrai provare.

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  16. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Carloesse @Tutti
    Carlo, come forse ricorderai, l’ho già letto lo scorso luglio e mi era molto piaciuto.

    Trovo che l’accostamento tra Sebald e la letteratura da viaggio non sia poi così improprio, parlo della buona letteratura da viaggio, naturalmente, non tutta. D’altro canto, quanto tu scrivi di Sebald potrebbe proprio definire, in breve, l’essenza stessa del genere letterario cui sto pensando io. Per intenderci, non il semplice resoconto diaristico di tipo settecentesco, che raccoglieva informazioni e fatti sui luoghi visitati, ma il viaggio come passeggiata dell’anima che trascende dalla materialità dello spazio fisico, non lo spostamento tra un luogo e l’altro, ma il veleggiare della mente da esperienze individuali a rimembranze storiche, da un’evocazione artistica all’immedesimazione nella natura, in pratica, proprio quella divagazione individuale e collettiva cui tu facevi cenno.

    Ciao
    Mari

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  17. Avatar Dani

    @Carlo. Andrò a curiosare il sito che suggerisci. Miyazaki è un maestro. Ho regalato a mio figlio 5 dvd dei suoi film per Natale.
    @Camilla Banville e Keplero sono sul mio comodino

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  18. Avatar carloesse
    carloesse

    @Mariangela
    Scusa, invece non lo ricordavo. Del resto sto invecchiando, e la mia memoria vacilla…
    “Viaggio come espressione dell’anima” comunque mi piace.
    Contento che il libro sia piaciuto anche a te.
    Ciao.

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  19. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Carloesse @Tutti

    Non devi scusarti, anzi, visto che c’è San Remo, proprio sulla scorta della nostra conversazione, pensavo di andare a tirar fuori alcuni appunti (pezzi di prosa poetica) che avevo trascritto due anni fa perché mi piacevano molto. Non sono sicura, ma mi sembra di ricordare che i rondisti, forse non a caso, facessero la parte del padrone tra i pezzi che mi ero trascritta.

    Ciao
    Mari

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  20. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Sebald ha scritto grandi libri , scegliere il migliore è un bel dilemma. Direi che ha toccato tre vette, con Austerlitz, Gli emigrati e Gli anelli di saturno, come se fossero tre primi posti in gare di diversa distanza. Austerlitz storia unica, Gli emigrati fatto di quattro racconti e Gli anelli di saturno, composto da più capitoli brevi e suggestivi. Tre libri memorabili, se dovessi sceglierne uno direi Gli emigrati. Ma forse dovrei rileggerli uno dietro l’altro e magari cambierei parere. Su Rohmer sono d’accordo, ho amato tutti i suoi film fatti di poco, eppure fatti di tutto (la vita), da La mia notte con Maud al Raggio verde. Ciao

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  21. Avatar Dani

    @Mariangela grazie. Microcosmi sembra molto interessante. Lo metto il coda. Lessi Danubio anni fa di Magris e lo trovai um po’ ostico ma ero giovincella..
    @wwayne non sei un po’ severo? Se penso a tutti i concetti che mi sono incollata in fronte per interrogazioni ed esami poi subito dimenticati. Che utilità hanno avuto mi chiedo? Meglio forse cogliere il senso, il nocciolo di una poesia o vedere ciò che suscita nel cuore dei tuoi alunni. Scusami sai, mi sentivo di esprimerti um parere. Comunque mi piace che tu condivida con noi le tue esperienze. Ciao

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  22. Avatar wwayne

    @Dani: Anch’io apprezzo il fatto che tu voglia darmi dei consigli. Soprattutto, apprezzo il fatto che tu abbia espresso il tuo dissenso senza usare toni sprezzanti o gratuitamente acidi.
    Entrando nel merito del consiglio che mi hai dato, lo prenderò in considerazione, e per le prossime interrogazioni cercherò di dare più spazio all’analisi delle singole poesie. Buona Domenica! 🙂

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  23. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Dani @Tutti @Carloesse

    Errata corrige: se non è vero che diventiamo vecchi! Dani, andando a rivedere gli appunti di qualche anno fa a seguito della conversazione di ieri sera, mi sono resa conto che volevo riferirmi al libro di Magris “L’infinito viaggiare” e non a “Microcosmi”, sono andata nel pallone con il titolo! Come ben sappiamo, questo non toglie che il libro che ha incantato me legittimamente possa non piacere a te.

    Scusatemi!

    Ciao,
    Mari

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  24. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti, @Camilla
    Sono ancora qui, come scrivi tu Camilla, “tutta presa e appassionata” dalla mia geografia sulla pianura padana e dalle relative fotografie e mi capita sotto mano proprio questo pezzo di Cardarelli. Non resisto alla tentazione di postarlo qui, l’avessi già fatto in passato e non me ne ricordassi, siate comprensivi: in questo caso non è solo l’età è proprio che Cardarelli per me è un grande!

    “Attraverso il Po a giorno fatto. Fiumi, canali, rogge, marcite: la Lombardia è tutt’acqua e vegetazione fluviale. Si offre come un paese straordinariamente omogeneo, con la sua luce un po’ fosca e l’insistente monotonia delle masse dei pioppi che si succedono in vasto giro, all’infinito, simulando una varietà di piani che non esiste e conferendo a questa grandiosa pianura non so che aspetto arruffato e selvaggio. I canali stretti e neri corrono tra file di pioppi altissimi che hanno i rami fino al pedale (…). Eppure, come ho detto, nonostante una così elaborata civiltà agricola, per l’assenza o la rarità di alcuni elementi, quali la vite e gli alberi da frutto, il paesaggio lombardo conserva un carattere eroico e primordiale che lo distingue da ogni altro.”

    (Vincenzo Cardarelli, “Il cielo sulle città”, in “Opere Complete”, Mondadori, 1969, pp. 666/67)

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  25. Avatar Cristina
    Cristina

    per qualcuno questo link potrebbe essere interessante
    http://www.internazionale.it/reportage/2016/02/14/scuole-italia-innovazione

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  26. Avatar wwayne

    Ho letto l’articolo segnalato da Cristina. Che dire? L’autore si è rovinato nel finale, quando ha dato spazio alle dichiarazioni di Stella. Quel professore è chiaramente invaso dallo spirito del rivoluzionario, e non capisce che in questo paese è già tanto se riesci a fare una riforma, figuriamoci una rivoluzione.
    Non concordo con lui neanche quando dice che il buco nero sarebbe la scuola media. Glielo dico per esperienza diretta: il buco nero, se c’è, sta alle elementari. Mi sono arrivati dei ragazzi in prima media che ancora commettono errori ortografici, e non sono in grado di fare decentemente nemmeno i cosiddetti “pensierini.” Io invece, quando uscii dalle elementari, ero perfettamente in grado di fare anche i temi.
    Ho scritto “se c’è” perché credo che sia sempre sbagliato generalizzare, dicendo “le medie sono fatte male”, oppure “no, è fatto male il liceo.” Con tutte le medie che ci sono in Italia, possibile che facciano tutte schifo? O è più probabile che Stella, con il furore tipico dei radicali, abbia finito per esagerare? Io credo piuttosto che ogni scuola, anzi perfino ogni docente, faccia caso a sé.
    La prova ce l’ho sotto gli occhi ogni giorno. Ho due prime medie, che alle elementari erano state gestite da due maestre diverse, e la differenza si nota eccome. Non solo a livello di conoscenze, ma anche a livello di mentalità: quando controllo i compiti per casa ad entrambe le sezioni, immancabilmente scopro che nella classe ereditata dalla maestra virtuosa li hanno fatti TUTTI, mentre nell’altra META’ CLASSE non ce li ha, o addirittura non ha nemmeno portato il quaderno.

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  27. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cri
    ascoltato il pezzo su Gary.
    WoW. Grazie!

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  28. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina
    Ci sono libri che fanno piangere, libri che ci intristiscono e libri da mal di stomaco. Quello che ho finito di sentire io appartiene all’ultima categoria pur essendo un libro meritevole. Cristina, lo so che mi avevi avvertita che era un libro duro, ma io, approfittando della versione audio, pur sapendo che forse non sarebbe stato il testo adatto per questo momento, ho voluto sentire “L’amante”, di Marguerite Duras.

    Non mi interessa raccontarvi la trama (che conoscerete senz’altro, detto in due parole: nell’Indocina Francese una quindicenne di famiglia molto povera si lega in un rapporto che è difficile definire con un ricco cinese di ventisette anni), quello che voglio dirvi io è di non leggerlo se in quel momento non siete predisposti a subire un carico di dolore aggiuntivo a quello che ognuno di noi già si porta appresso: non è un libro doloroso ma catartico, fa proprio star male. Ho qui il film e non so se mi sento di vederlo! L’autrice, comunque, è brava!! Non la conoscevo.

    Il mio giudizio sull’audiolibro: diversamente dal solito, l’interpretazione dell’attrice che legge l’ho apprezzata così così, non moltissimo, voglio dire (le pause tra una frase e l’altra, probabilmente volutamente lunghe, a mio parere rallentavano troppo il ritmo).

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  29. Avatar camilla
    camilla

    Un affascinante flaneur,passeggiatore solitario, Sebald tra i grandi della flanerie da don Chisciotte a Walter Benjamin.,a Robert Walser e mille altri grandissimi artisti Sebald e’ magnifico.cari saluti @ tutti gli innamorati di Sebald . Cam

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  30. Avatar Elle
    Elle

    @Mariangela
    Eccomi!
    @Mariangela @Carloesse @tutti
    Grazie per la gentile accoglienza.
    Raccolgo l’invito a parlare delle mie letture. Da qualche giorno ho terminato LA REPUBBLICA DEI MATTI di John FOOT, un saggio storico sulla chiusura dei manicomi in Italia. Credo di averlo acquistato perchè ha evocato alcuni ricordi dalla mia infanzia. Allora abitavo vicino a un manicomio e ho dei ricordi personali dell’uscita dei “matti”. E’ stata una lettura agevole e per nulla noiosa. Nella mia mente si è venuto a formare, mentre leggevo, un affresco socio-politico del sessantotto in Italia. Il sessantotto con i tutti i suoi riti, i suoi modi, i suoi tormentoni (si parla della malattia messa tra parentesi, dei medici che si toglievano il camice, di assemblee e dibattiti, dibattiti, dibattiti!). E’ stato un bel leggere.
    Poi ho iniziato, e abbandonato al secondo capitolo, Olive Kitteridge (non me ne vogliate, ma forse in questo momento non fa suonare le corde giuste), mentre ora ho iniziato, e non abbandonato, CANADA di Richard FORD, che da troppo tempo aspettava di essere letto.
    Buona serata a tutti

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  31. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Elle @tutti
    Elle! Finalmente ti sei decisa!

    So che John Foot ha scritto testi interessanti sulla memoria nazionale a proposito della guerra e del fascismo, è in elenco da tanto tempo, ma qui l’elenco continua ad allungarsi. Suppongo che lo sfondo del libro sulla psichiatria sia Trieste, o dico una sciocchezza?

    Quanto al libro di Richard Ford leggo ora che parla di una rapina commessa da una coppia insospettabile. Se ho capito bene a raccontare è uno dei due gemelli figli dei genitori rapinatori. Io l’autore non lo conosco proprio. Se quando ti va ci dici qualcosa a me fa piacere.

    Ciao,
    Mari

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  32. Avatar Cristina
    Cristina

    Basaglia era prima a Gorizia, poi a Trieste. C’è anche un ottimo film tv sulla storia dlla chiusura del manicomio visto e rivisto ma di cui non ricordo il titolo, , e io ho visto i luoghi,a Trieste, molto molto magnetici. Ma le cose – dalle parti della psichiatria e dei matti – sono parecchio difficili, tuttora.

    @Mari -Duras, L’amante, mah, una madre sciagurata che immola scientemente la figlia… e lei Marguerite era bellisima allora giovinetta…una macchia nella sua vita, ma che ha elaborato, si e poi una vita all’insegna della disinvolta mancanza dei limiti (ma giustamente. Ma come scrittrice Duras, si, forse, negli anni 80 mi piaceva un poco, ora non saprei, davvero

    @wWAYNE PER IL POCO CHE NE SAPEVO LA SCUOLA ELEMENTARE ERA LA MIGLIORE FRA TUTTE, IN iTALIA, nON SO COME L’ABBIANO CONCIATA ADESSO – ossantapace scusate il maiuscolo che mi è scappato – ma voglio pensare che sia ancora mica male. La fidanzata di mio figlio è maestra e da quanto mi racconta le cose non sono messe troppo male… Il casino, davvero, è sempre venuto dopo. Così penso io sulla base delle mie conoscenze…e guardandomi intorno.
    Non essere troppo rigido, se puoi, usa l’amorevolezza, compassion…serve, ma, volevo chiederti, ci giochi mai coi tuoi bambini?

    Jez, che vita Gary. hai visto??

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  33. Avatar wwayne

    @Cristina: Naturalmente.

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  34. Avatar editalara
    editalara

    @tutti: ma che bei post durante il weekend, grazie!

    sono felice di sentire che oltre a Carloesse anche Dani condivide la Passione per Miyazaki, un vero genio e poeta, i suoi lungometraggi di una bellezza e profondità ineguagliabili, temi sempre fondamentali, ecologia, guerra e pace, amicizia, amore, valore dei libri e della lettura solo per citarne alcuni; i suoi prati verdi che ondeggiano al vento sono i prati sconfinati della mia anima, la sua magia e il suo amore per l’Italia sono pezzi di cuore pulsante..

    @Mari, l’Amante della Duras è un libro per me bellissimo e uno dei pochi da cui sia stato tratto un film altrettanto bello , che a mio parere nulla toglie al romanzo ( come La leggenda del pianista sull’oceano, o Lolita con il grande Irons) , lo riguardo ogni volta che lo danno in tele.

    @ Wwayne fantastica la tua lista icone pop 🙂 che ricordi!!! peccato che non ne ho il tempo, ce ne vorrebbe una per gli ancor più mitici anno 80 !!

    buona settimana a tutti e , come ha scritto una volta un amico del blog citando B. Russell : “Siate il peso che inclina il piano” ..

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  35. Avatar wwayne

    @editalara: Per gli anni 80 ci vorrebbe un intero libro. Più precisamente questo: http://www.ibs.it/code/9788868215699/cambi-valentina/ero-negli-anni.html. L’ho comprato l’anno scorso, ed è veramente ben fatto.

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  36. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti@Editalara@Cristina

    Il film “L’amante” tratto dal libro di Duras l’ho poi visto, mi è piaciuto, ma trovo che una buona parte di sofferenza vada persa, il libro è più spietato, secondo me.

    Chiedo a voi che conoscete l’autrice: ha scritto mai qualcosa che sia meno doloroso? Voglio dire, dopo questo libro, non riesco ad immaginarmela in una scrittura di tipo diverso, non so, meno drammatica, meno cupa.

    Ciao,
    Mariangela

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  37. Avatar Cristina
    Cristina

    DURAS…AVEVO LETTO MOLTO E HO DIMENTICATO MOLTO. Non sempre +è autobiografica, ma ha avuto una vita , diciamo, forte e senza molti limiti. I suoi libri sono stati un cult in un certo periodo, più per il personaggio femminile molto esposto e forte che non forse, che per il valore letterario.
    Ginetta Vittorini – la vedova di Elio,donna generosa ma senza peli sulla lingua – che per due anni ho frequentato in anni lontani ,diceva di lei che non sapeva scrivere ma che si dava delle arie da esistenzialista. mah, chissà

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  38. Avatar Cristina
    Cristina

    i titoli p iù famosi, ai tempi, di Duras, erano Hiroshima mon amour e Moderato Cantabile ma io non ne ho servato nemmeno una briciola

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  39. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina
    Leggo che Duras ha parlato di Ginetta e Elio Vittorini in “Quaderni della guerra e altri testi”, ha riferito del loro amore visto che avevano passato assieme alcuni estati, subito dopo la guerra, a Bocca di Magra. Ginetta doveva essere ben alta, se c’è qualcosa di vero nel ritratto che ci consegna Duras.

    Non so se il link funzioni!

    Fai clic per accedere a 83e1b8e4-53d3-11e3-aa17-9edf098193a2.pdf

    Ciao,
    Mari

    Piace a 1 persona

  40. Avatar Cristina
    Cristina

    io l’ho conosciuta già anziana, alta non direi, alta dentro, si. A Bocca di Magra si riuniva un mondo

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  41. Avatar Cristina
    Cristina

    grazie del link @Mari, un tuffo al cuore.
    Ginetta e Elio – coppia generosa – avevano dato da mangiare per anni (parlo degli inizi degli anni 50- e oltre) al futuro padre di mio figlio, profugo istriano molto affamato catapultato a Milano e letterato in erba all’epoca.
    Una casa, quella di Viale Gorizia 20, a Milano , piena di quadri di Guttuso, che io ho conosciuto negli anni intorno al 75: Elio era morto e Ginetta viveva con una sorta di governante-sorella, la domenica sera si mangiava alle 8 in punto e alcune ricette che faccio tuttora me le ha insegnate quella donna severa e ironica che radunava ancora intorno a sè letterati e uomini di cultura ( quindi le sono ancora grata di quanto ho sentito e visto quelle domeniche sera a casa sua, ero una ragazzetta incantata e molto silenziosa). erano l’ex gruppo degli olivettiani ,per capirci.

    appena lo trovo metto qui un link a una canzone straordinaria di Ivan della Mea che parla di Elio e di quella casa in Viale Gorizia.
    Un mondo del tutto scomparso. una Milano incredibile e Ginetta, una donna di intelligenza vivacissima, ma decisamente brianzola, concreta, coi piedi ben piantati a terra e che non faceva sconti a nessuno.
    Se qualcuno va a Bocca di Magra c’è un piccolo parco intitolato a Elio Vittorini, e su quella stagione sono stati scritti libretti deliziosi, non solo dal figlio ( il cui libro ho letto, si, insomma… noterelle).
    Per dire è li’ che ho sentito parlare di Bobi Bazlen, di Giansiro Ferrata ( ex marito e tuttora amico di Ginetta),di Duras, di Vittorio Sereni ( che ho conosciuto), di Adriano Olivetti, e molti altri… insomma davvero tanta roba per me a quell’epoca.

    Mi scuso, ma non ho potuto resistere a questi ricordi lontani ma incisivi

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  42. Avatar Cristina
    Cristina

    eccola, in un milanese bellissimo A quel’om ( quel’om è Elio Vittorini che l’insonne Ivan della Mea incontrava di notte lungo Viale Gorizia sui navigli…se la trovo vi metto la traduzione del testo che è bellisimo)

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  43. Avatar Cristina
    Cristina

    Testo della canzone di Ivan Della Mea dedicata a Vittorini:
    A quel omm, che incuntravi de nott in vial Gorizia, là sul Navili, quand i viv dormen, sognen tranquili e per i strad giren quei ch’inn mort. A quel omm, ma te seret ‘na magia che vegniva su l’asfalt de la strada cont la facia on po’ gialda e stranida, cont i oeucc on po’ stracc, un po’ [smort. A quel omm, ma te seret on omm, quater strasc, on po’ d’ombra, [nient’alter, no Giusepp, no Gioann, gnanca Walter e gnanca adess mi cognossi el to nom. A quel omm, a quel tocc de silenzi a la nott e anca a lu voeuri dii: in vial Gorizia ghe sont mi de per mi e so no se ‘sti robb g’hann on sens.

    Ah, quell’uomo, che incontravo di notte, in Viale Gorizia, là sul Naviglio, quando i vivi dormono e sognano tranquilli, e per le strade girano quelli che sono morti. Ah quell’uomo, ma eri una macchia, che veniva su dall’asfalto della strada, con la faccia un po’ gialla e stranita, con gli occhi un po’ stanchi e un po’ smorti.
    Ah, quell’uomo, ma eri un uomo,quattro stracci, un po’ d’ombra e nien’altro. Non Giuseppe, non Giovanni e neanche Walter, e nemmeno adesso conosco il tuo nome.
    A quell’uomo, a quel pezzo di silenzio, alla notte e anche a lui voglio dire: in Viale Gorizia ci sono io per conto mio e non so se queste cose hanno un senso.

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  44. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @tutti
    Cristina!! Il link ha funzionato in tutti i sensi: se ti ricordi ti avevo già chiesto di parlarci di casa Vittorini e tu, margniffona, avevi glissato! Grazie!

    Apprendo che Giansiro Ferrata (scusatemi io non sapevo chi fosse) ha curato e recensito molti libri di De Marchi, di Hemingway e dello stesso Vittorini. Ha tradotto grandi autori americani e si è occupato anche D’Annunzio e Gramsci. La limitatezza delle mie ricerche: non mi viene istintivo di andare su google, dove probabilmente mi apparirebbero centinaia di pagine web, ma sull’OPAC, quasi fosse l’unica fonte veritiera. Di Guttuso non ci avevi mai detto!

    Ciao e grazie,
    Mari

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  45. Avatar Elle
    Elle

    @Cristina
    Grazie! Grazie davvero per questi post così intimi, così intensi, così belli

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  46. Avatar Cristina
    Cristina

    ho scritto in modo erroneo. Non ho conosciuto mai Guttuso ma la casa di Ginetta in cui c’erano i quadri di Guttuso (molti e pure bellissimi)
    Scusatemi davvero, ma mi rendo sempre più conto di avere avuto molta fortuna in questi incontri. E’ il segno di un’epoca a cui – molto di striscio – appartenevo anch’io. Ma non ho proprio nessun merito, è stato del tutto casuale avere un fidanzato che mi portava in viale Gorizia…
    Però Ivan si che l’ho conosciuto e suo fratello Luciano è stato uno dei miei brevi ma intensi amori. Così mi rifaccio,ale’

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  47. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Elle @Tutti

    Cristina, visto che siamo in rete, devo fare il sacrificio di attenermi a domande strettamente culturali: parlavate mai dei libri di Vittorini, del suo impegno politico, della sua esperienza nella Resistenza? Raccontaci qualcosa. So che il sacrificio lo chiedo soprattutto a te perché non so se hai voglia di parlare in modo distaccato di “un’epoca” che non è stata solo un pezzo di storia d’Italia, ma, per quello che percepisco, anche una parte saliente della tua vita.

    Ciao,
    Mariangela

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  48. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari, mi dispiace deludeti, ma direi di no.
    Poi, semmai, parlavano loro, io stavo zitta, ma di Elio mi pare si parlasse poco. Certo di impegno politico direi di no, di Resistenza tanto meno perchè forse me ne ricorderei.
    Era un gran parlare – e sparlare – sui vivi, anche di Ottieri mi ricordo, e di film, e di libri, dei morti non parlavano, mi pare, cosa di ottimo gusto direi.
    Comunque è stato molto tempo fa , ero piccoletta, e non ho nemmeno gran buona memoria..

    Parte saliente della mia vita? ma no, assolutamente no. solo una conoscenza di due anni, le domeniche sere d’inverno, conoscenza finita poi per sempre per ragioni personalissime, e irrilevanti qui.
    Diciamo che mi sono affacciata a una finestra e ho potuto vedere una parte di mondo del tutto singolare. e in parte affascinante. Tutto là.
    Forse al momento non me ne accorgevo nemmeno troppo, era tutto così lontano da me, e loro appartnevano a una generazione tanto più grande…Ginetta doveva già essere sui 70 anni….

    Posso però dirti che in anni successivi ho abbastanza letto di Elio e su Elio, e soprattutto su Bobi Bazlen, figura che mi aveva ammaliata e che è davvero ammaliante e tanto importante per la cultura italiana dell’epoca.
    L’espistolario Vittorini- Bazlen è davvero fenomenale!
    E sulla figura triestina di Bobi Bazlen ha scritto un buon libro uno scrittore sfortunato che amo molto, Daniele Del Giudice.
    Così sono certa che ora partirai come un cane da trifola su queste tracce…

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  49. Avatar Cristina
    Cristina

    grazie Elle

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  50. Avatar camilla
    camilla

    Ho trovato in biblio un capolavoro, del 1993, di Annie Arneaux dal titolo PASSIONE SEMPLICE.Mai libro miha catturata dentro una dimensione erotica fatale.Chiuso il piccolo capolavoro sono tornata sul. mio divano solito e. ..tutto come il solito. Una scrittura ipnotica e potentissima.Se lo trovate provate. Un saluto
    a tutti

    .

    .cam

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