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I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015. Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della…

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.

Commenti

1.478 risposte a “I libri più belli, letti nel 2015”

  1. Avatar carloesse
    carloesse

    @elle
    anche per me “Anime Baltiche” è un libro veramente memorabile. L’avevo letto verso la fine del 2014 e sicuramente lo avevo segnalato tra le mie migliori letture di quell’anno.
    Comunque, rotto il ghiaccio, spero di rivederti qui presto.

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  2. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Dani
    Dani, capisco perché tu avessi decretato il silenzio stampa, sono quei libri che se ne parli a lavori in corso rischi di perdere la tensione, di non avere più il coraggio di tornarci. Anch’io ho finito il libro di cui parlavo ieri, ma devo lasciarlo decantare un momento perché anche quel testo non è stato una passeggiata, come impatto emotivo, intendo.

    Nel frattempo (sembra fatto apposta per alleggerire, ma in questo caso non l’avevo programmato di proposito) sto audioleggendo “Il pranzo di Babette”, titolo tante volte sentito e sempre ignorato: non è delizioso? Voi lo conoscerete senz’altro, spero non vi sembri banale parlare di libri vecchi. Devo finirlo, ma quasi mi spiace di dover abbandonare il fiordo norvegese!

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  3. Avatar camīlla
    camīlla

    @ mari. I libri speciali sono sempre preziosi,sono fatti di oro che non invecchia mai e di pietre adamantine. I ibri del nord spesso hanno un fascino irresistibile., qialcuno ricorda i magnifici, racconti di Bang., grande scrittore danese., editi da Iperborea LA CASA BIANCA. e LA CSA GRIGIA? Ī PRANZO DI BABETTE e’ un capolavoro. Cosi come i libri di Hella Haasse….. ma come si puo’ vivere senza i nostri bei libri ??? Baci cam

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  4. Avatar camilla
    camilla

    @ dani. O siiii!!i film francesi. ei libri francesi come quelli di Echenoz: RAVEL….o LAMPI.mah!!

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  5. Avatar camilla
    camilla

    @ crī. O cristina,sono a pag 65del nuovo romanzo della Veladiano. UNA STORIA QUASI PERFETTA ed Guanda.Per ora ha u n suo
    scintillio gradevole e una scrittura perfetta.Ma vedremo!?😉 baci. Cam

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  6. Avatar wwayne

    @camilla: Se ti piacciono i film francesi, forse ti interesserà quest’articolo: http://www.mymovies.it/cinemanews/2016/127279/.

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  7. Avatar Cristina
    Cristina

    Cam del nuovo romanzo di Veladiano ho letto critiche aspre sul tipo di scrittura adottata. Con me quella scrittrice non ha alcuna possibilità di apertura. Letto il primo, basta. Ma so che a te è cara, anche di persona, quindi è come per me con Michela Murgia, il suo ultimo non mi è piaciuto molto ma lei, la amo tanto lo stesso.

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  8. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Giulio @Adour @Camilla

    Ho letto anch’io “Riparare i viventi” di Maylis de Kerangal (Feltrinelli, 2015), citato da Giulio e da Adour tra i loro migliori del 2015. Ha ragione Giulio quando scrive che non è da leggere se uno è impressionabile. Camilla, non leggerlo se non sei predisposta ad una lettura che parla di operazioni chirurgiche con realismo e penso (non sono un chirurgo) con una certa precisione tecnica. Il tema è quello della donazione degli organi (riparare i viventi), il racconto segue da vicino ciò che accade nelle ore che precedono l’asportazione degli organi vitali dal corpo di un ragazzo in coma cerebrale a causa di un incidente stradale: lo strazio dei genitori, le vite di chi lavora in ospedale, le speranze e l’apprensione dei riceventi. Il linguaggio, essenziale e pulito, è all’altezza dei temi trattati e conferisce alla narrazione la giusta tensione. Molto bello.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  9. Avatar camilla
    camilla

    @ mari cpmlimenti per aver letto ī bel libro RIPARARE I VIVENTI.io non ho saputo farlo per questioni di paura di aver paura,ti ammiro e credo che sia stata una esperienza importante.@ wwayne. Grazie delle informazioni.Amo sorattutto ī fīm brillanti e quello stile irresistibile sempre elegante e imprevedibile.

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  10. Avatar Cristina
    Cristina

    mah, siamo a febbraio 2016… Luigi, forse bisognerà fare un nuovo post?? che dici?

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  11. Avatar Dani

    @wwayne. Ho letto il tuo link su Rivette, grazie. Comunque per me sul trono siede Romer.

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  12. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Paolo Di Stefano con “Ogni altra vita” e Paolo Maurensig con “Teoria delle ombre” hanno vinto ex aequo il premio Bagutta. Al secondo libro qui si è fatto cenno, mi sembra, del primo penso invece non si sia mai parlato. Qualcuno li ha letti? Nel caso ne aveste già discusso, compatitemi: come scrive Carloesse, diventiamo vecchi!

    Sul S24H di ieri c’era un articolo su un libro di Mario Benedetti “Chi di noi”, pubblicato da Nottetempo; so che siete estimatori del suo “La tregua” quindi lo segnalo per chi non ne fosse già informato.

    Ciao a tutti,
    Mari

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  13. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Il libro di Paolo Di Stefano è composto da 17 storie, di circa 15 pagine ciascuna. Sono il resoconto di interviste, letture di diari (Pieve di Santo Stefano), cronache giornalistiche, drammi familiari, che Di Stefano rinarra con umanità e precisione documentata. Ne risulta un’Italia inesplicabile, con tutte le sue bellezze e bruttezze. Ad esempio fra le vicende narrate c’è quella di Emanuele Scieri, morto nell’agosto del 1999 nella caserma dei paracadutisti di Pisa. Caduto da una torre di esercitazione, di notte. Una vicenda in cui l’unico non responsabile della caduta sembra essere stato proprio lui. Eppure è stato archiviato come suicidio. Il caso è stato riaperto ultimamente, ma orami anche il padre di Emanuele è morto. Solita triste vicenda, insomma. Di Stefano è molto bravo nel narrare storie di marginale dimenticanza, importanti per ricostruire un vero profilo della nostra cara Italia.

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  14. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Domenico Fina
    Ti ringrazio per la risposta puntuale e dettagliata in merito al libro di Paolo Di Stefano.

    Questo pomeriggio ho ritirato un libro che era nel tuo elenco dei migliori del 2015, è il libro di Jenny Offill “Sembrava una felicità”. Non era in programma, ma spero di riuscire a farlo rientrare tra un libro e l’altro nel mio elenco. Non posso anticipare nulla perché in queste poche ore ho potuto dedicargli non più di un quarto d’ora. Però …, se le apparenze non ingannano …

    Ciao,
    Mariangela

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  15. Avatar wwayne

    @Mariangela: Puoi condividere l’elenco con noi?

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  16. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Wwayne @Tutti
    Wwayne, l’elenco era stato postato da Domenico con il messaggio del 22 dicembre 2015; su tua esplicita richiesta lo incollo anche qui sotto:

    Scriveva DomenicoFina il 22/12/2015:

    “Resoconto librario dell’anno 2015. È stato un anno ottimo, come lettore posso dirmi soddisfatto. Questi per me sono i libri migliori tra quelli letti:
    1. Non luogo a procedere, Claudio Magris. Garzanti
    2. Animali domestici, Letizia Muratori. Adelphi
    3. Sembrava una felicità, Jenny Offill. NN editore
    4. Così ha inizio il male, Javier Marìas. Einaudi
    5. Amica della mia giovinezza, Alice Munro. Einaudi
    6. Gli amori di mia madre, Peter Schneider. L’Orma edizioni
    Tutti notevoli, Il più bello quello di Alice Munro. ”

    Caro Wwwayne, come vedi, fare l’impiegata è il mio mestiere.

    Ciao,
    Mariangela

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  17. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Preciso, sono tutti notevoli, i due più belli sono quello di Alice Munro e quello di Marìas, che è un romanzo in progressione, parte lento ma via via diventa fatale. Gran romanzo.

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  18. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Grazie Mariangela, per l’attenzione e la fiducia 🙂

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  19. Avatar Cristina
    Cristina

    e pensare che proprio per questo post di Domenico ( che apprezzo ma NON nella frasetta la nostra cara Italia- Domenico, nostra cosa? e cara si forse, ma anche amarissima,no?) ho voluto rileggere Munro, per darle un’altra chance.
    Ma no, non mi finisce proprio di piacere, mi lascia sempre insoddisfatta. con la bocca mezzo vuota.Certo il racconto a me sa stretto in generale, ma qui insomma c’è amche altro che non mi convince…una inconcludenza, i fallimenti…

    Invece: sto per finire (fra 10 pagine per capirci) COSI’HA INIZIO IL MALE l’ultimo di Marias.
    Niente male ! e avvincente, ma ssolutamente lontano dalla profondita’ di UN CUORE COSI’ BIANCO.
    Anche la scrittura si è fatta più piana e meno tortuosa, meno a spirale, ovvero meno elucubrativa, , ora quel modo è rimasto come un’eco, una maniera, diciamo, le sospensioni, le reiterazioni e pure le citazioni (shakespeare si sa) ci sono, ma come una sorta di reminder di altri libri.
    Bravo è bravo Marias, qui, e il libro si legge di un fiato, ma da’ meno da riflettere, ci sono meno locuzioni folgoranti che invece negli altri – la trilogia dico – abbondavano. Insomma è un libro meno “filosofico”, quindi piacerà di più, a me piace ma resta lontano dal suo capolavoro dove ogni frase era un’esplosione di intelligenza e di profondità e con che linguaggio prfetto e calzante e adeguatissimo..-

    Mi fa l’effetto di Tabucchi o anche di Erri, di cui apprezzavo moltissimo i primi libri e poi, via via, con il consolidarsi del successo e del favore del pubblico, i libri si son fatti più leggibili, e facili però. com’è o come non è – a me piacevano man mano di meno, nonostante l’affetto per gli autori, immutato, quello.
    Marias a mio avviso ( modesto sia chiaro), è avviato in una strada analoga.
    E vabbè, che vulimmo fa’?

    Mari, a chi ha amato Benedetti (grande) consiglio pure Patrick Modiano, il NObel dell’anno scorso ( o due?) notturno, strano, intrigante, silenzioso, e molto molto misterioso.

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  20. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina

    Dora Bruder può andar bene? Io avevo pensato a questo titolo.

    Mari

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  21. Avatar wwayne

    @Mariangela: Grazie! Il mio elenco è decisamente più breve: sto leggendo “Noi due ai confini del mondo” di Morgan Matson, finito quello ho in programma di leggere “Jamestown” di Matthew Sharpe, e dopo questi 2 libri boh. In compenso, è già un grande progresso che io abbia ricominciato a leggere regolarmente, dopo quasi un anno di quasi totale inattività.

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  22. Avatar wwayne

    Uno dei 2 libri di cui parlavo con Mariangela (“Noi due ai confini del mondo” di Morgan Matson) mi ha confermato che gli autori americani sanno descrivere le feste come nessun altro. Posto che Bret Easton Ellis è imbattibile in questo, anche la Matson non scherza. A questo proposito, cito un passo del suo libro:

    Eravamo ancora in fondo alla strada, quando sentimmo il frastuono della festa: l’ininterrotto ritmo martellante della musica, mescolato a risate e urla occasionali. […] Quando fummo più vicini notai che di fronte al portico c’era una spiaggia finta, una distesa di sabbia con una rete da pallavolo in mezzo. Tuttavia, quella sera non avrebbe giocato nessuno, perché era stato allestito un piccolo falò vicino alla rete. C’erano alcuni ragazzi in piedi intorno al fuoco, coppie che parlavano sul portico, e un ragazzo svenuto sulla balaustra, con una bottiglia di birra ancora stretta in mano. […] Mentre seguivo Bromwyn e Roger per le scale mi aggrappai alla ringhiera, per scansare il ragazzo svenuto e per non \perdere l’equilibrio. Ero perfettamente sobria, ma non avevo le mie scarpe. Non era stata una mia scelta, ma a quanto pareva Bromwyn non capiva facilmente la parola “No.”

    Poi parte un flashback che spiega perché Bronwyn voleva che andassero alla festa scalzi. E’ questo che mi piace di “Noi due ai confini del mondo”: c’è tutta la follia della gioventù americana, dedita a feste, road trip improvvisati, idee bislacche messe in atto con nonchalance eccetera. E’ insomma un romanzo in pieno stile Bret Easton Ellis, con la differenza che qua si spinge molto meno sul tasto degli eccessi: se nei romanzi di Ellis sesso, droga e rock’n’roll scorrono a fiumi, in quello della Matson non si va oltre degli sporadici riferimenti a gente ubriaca o drogata, che comunque rimane sempre ai margini del romanzo.

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  23. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Cristina, la frase nostra cara Italia non ha nessun retrosenso ironico, ho l’abitudine di scrivere quello che penso, esattamente. La nostra cara Italia non si riferisce all’episodio che ho ricordato, in quel caso andrebbe specificato ‘la nostra odiata Italia’, ma bensì allo spirito del libro di Di Stefano in cui emerge una varietà di casi, una umanità descritta da chi ama il nostro paese, o per meglio dire si adopera per rinnovarne la memoria, malgrado le storture.

    Munro? Io non intendo convincere nessuno. Per me Munro è una scrittrice grandissima, una delle poche veramente originali, contemporanee. Molti scrittori, Roth compreso, mi sanno di già sentito. Roth discende da Bellow. Munro è unica, negli scatti improvvisi, questo non lo dico io. Lo dicono in molti, da Citati a Franzen. A me sembra evidentissimo che Alice Munro è un mostro di bravura. Ma ripeto, non ho intenzione di convincere nessuno.

    Marìas. Anche qui sono punti di vista, ho letto i libri più noti di Marìas, Un cuore così bianco e Domani nella battaglia pensa a me. Ebbene io preferisco l’ultimo per il motivo opposto al tuo, proprio perché nell’ultimo Marìas privilegia la scorrevolezza, divaga, certo, come sempre, ma il suo tono è meno filosofeggiante. Non sceglie il meccanismo di un cadavere all’inizio, ma svolge la storia con un climax via via sempre più stringente e fatale e nella seconda parte diventa perfetto. (Nella prima cerca di ricostruire un’epoca, largheggiando).

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  24. Avatar cristina
    cristina

    Ecco, il bello della diversità.
    Dora Bruder è perfetto Mari, perfetto

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  25. Avatar camilla
    camilla

    @cri. ho finito il libro della veladiano:un disastro…..disastroso. come e’possibile??baci cam

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  26. Avatar cristina
    cristina

    te l’avevo detto cam, vedi che dovresti darmi retta talora? sono dispiaciuta per te

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  27. Avatar giulio
    giulio

    Continuo a scrivere, come tutti voi del resto, di queste letture che ormai sono entrate nell’anno 2016 e non appartengono piu’ all’anno scorso e comunque:
    finito VA E METTI UNA SENTINELLA di Harper Lee. sottoscrivo in pieno la bella recensione di @carloesse del 30.12 aggiungendo solo due cose: “uccidere” Atticus (Gregory Peck) era sicuramente un’impresa difficile per la scrittrice che io identifico in Scout; oggi Atticus nella realta’ americana lo vedrei piu’ spostato verso il partito repubblicano (non certamente Trump) e Scout la vedrei piu’ seguace di Hillary; per tutti direi di leggere, o rileggere o vedere il film de Il buio oltre la siepe prima di affrontare questo che e’ certamente “inferiore” ma comunque interessante e molto godibile per capire anche la realta’ americana di oggi….
    Casualmente mi sono ritrovato a leggere dopo il libro di Harper Lee AMERICANAH di Chimamanda Ngozi Adiche Einaudi lettura che riguarda la popolazione di colore, in particolare i neri provenienti dall’Africa nella societa’ statunitense – (avevo letto il commento di @marcella il 24.2.15) il libro e ‘ certamente ben scritto anche se alla lunga forse mi aveva un po’ stancato (provero’ con META’ DI UN SOLE GIALLO che se non ricordo male a qualcuno sul questo blog era piaciuto)
    Invece una scoperta direi esaltante e’ stato IL MERAVIGLIOSO VIAGGIO DI OCTAVIO di Miguel Bonnefoy Ed. 66THAND2ND piccolo libro dove ho ritrovato frammenti di atmosfere gia’ vissute nelle pagine di Castaneda, Jodorowsky, Allende, Gabriel Garcia Marquez, Amado; scrittori da me amati negli anni settanta/ottanta; nelle varie recensioni che ho letto si parla di “realismo magico” non so…ma per me in questo momento era la lettura piu’ giusta….
    Non mi hanno completamente soddisfatto invece INTO THE WILD TRUTH di C. Mc Candless (sorella dello sfortunato protagonista di INTO THE WILD) sorta di diario famigliare che ci aiuta a capire, ma solo un po’, tutta la vicenda (il libro di Krakauer NELLE TERRE SELVAGGE e’ decisamente scritto meglio) di tuttaltro genere BISCOTTI E SOSPETTI di Stefania Bertola autrice torinese del bel libro IL PRIMO MIRACOLO DI GEORGE HARRISON; questo biscotto mi e’ sembrato un po’ indigesto tanto che alla fine leggevo una pagine si e una no…
    Ora sul comodino CHI MANDA LE ONDE di Fabio Genovesi.
    Buona lettura a tutti.

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  28. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Ci sono libri che non si possono definire perché dentro c’è di tutto e voler trovare un’etichetta ci sembra quasi di ingabbiare l’autore, di fargli un torto, torto che giudichiamo tanto più ingiusto quanto più ricco e poliedrico ci sembra essere il risultato del suo lavoro. Nel caso di questo libro gli autori sono due e nell’opera si sono riversati, in dosi ben amalgamate e promananti da entrambe le penne, tanto il sapere scientifico quanto la cultura umanistica.

    • Ippolito Ostellino, Monica N. Mantelli, “Un Po da camminare. Itinerari escursionistici lungo il grande fiume piemontese”, Edizioni del Capricorno, 2015.

    A prima vista il volume potrebbe sembrare una guida turistica, e in effetti fornisce anche informazioni pratiche per chi voglia avvicinarsi al fiume scarpinando, ma non è solo un “modesto prontuario” come lo definiscono gli autori. È un’opera che io trovo completa: il Po è studiato sia dal punto di vista naturalistico paesaggistico, sia nei suoi aspetti culturali.

    La filosofia che impregna tutto il libro è quella dei cantori del camminare, Thoreaux in testa, naturalmente: camminare per avvicinarsi alla natura, per conoscere meglio se stessi e per acquisire consapevolezza civile. Mi viene da dire che un libro così può contribuire a fortificare la nostra coscienza ambientale, quella che non può non sanguinare quando, in queste settimane di siccità prolungata, ci capitano sotto gli occhi le desolanti immagini del Po in secca.

    Saluti,
    Mariangela

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  29. Avatar cristina
    cristina

    Giulio, AMERICANAH è un libro ben scritto, e molto intelligente, penso io, ma davvero troppo lungp, non è il migliore della grande Chimamanda,ci sono glii amori, l’impatto di una nera africana con gli USA e la differenza coi neri americani, insomma pagine e pagine sulle capigliature sui cosmetici alla fine stancano un po’, avrebbe dovuto avere il coraggio di tagliare.
    META’ DI UN SOLE GIALLO è… bellissimo! Siamo almeno in due qui ad averlo amato e a raccomandarlo di continuo, Camilla e io, Un libro strepitoso. Certo se a te piace il tealismo magico ( definizione che Marquez aborre) sud americano, qui siamo proprio lontanissimi. Qui c’è tanto, tanta guerra, fame, amore, sconfitta e dignità, e dolore. La guerra del Biafra, Nigeria, 1960-67. Imperdibile

    Mari, esci dalle secche del Po. Credo che faccia stare male. Troppo male con questo mondo caldo e che si sta prosciugando, ahimè

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  30. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina

    Sai, è come se io ti dicessi di uscire dalle secche africane: anche guerra, fame e carestie fanno stare male, eppure mi dici che al proposito si possono leggere buoni libri.

    https://www.google.it/search?q=immagini+del+po&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ved=0ahUKEwjmnvuD29zKAhXl8HIKHd34Cz0QsAQIHA&biw=1075&bih=469

    Buonanotte,
    Mari

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  31. Avatar editalara
    editalara

    ‎”MORTE: Non smetterai mai di fare domande?

    CAVALIERE: No, non smetterò mai.
    MORTE: Tanto non avrai mai risposta.
    CAVALIERE: A volte credo che le domande siano più importanti delle risposte”.

    Il settimo sigillo di I.Bergman ed. Iperborea , 66 pagine di Verità, con tutte le sfumature che l’uomo può sentire e pensare nella sua misera unica irripetibile vita.
    Letto lentamente nonostante la brevità per godere appieno della sua semplice potenza… ecco una lettura inaspettata che entra con forza nella mia lista dei Libri dell’Anima !

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  32. Avatar camilla
    camilla

    @edit I ibri dell’anima mi piace questa scelta.I LIBRI dellAnima intesa come una specie di tavoletta di cera dove sono incise tutte le nostre memorie. O meglio la memoria che incide ancora prima della nascita tutto quello che siamo, tutto quello che ci accade.., tutti i pensieri., le sensazioni…tutta la gioia e tutto il dolore, e tra le gioie indimenticabili ci sono I LIBRI DELL’ANIMA.Quelli che solo alcuni lettori riconoscono e se ne nutrono.Bello il tuo.post.Grazie.ciaociao

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  33. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Ho appena finito “Un borghese piccolo piccolo” di “Vincenzo Cerami”, tante volte sentito nominare, ma mai letto prima: diciamo che non è un brutto libro, ma non posso catalogarlo tra i “libri dell’anima”, né rimarrà inciso nella mia memoria (su questo punto non si può mai dire). Tra l’altro, non mi aspettavo la parte truculenta che mi ha dato un po’ fastidio, a dir la verità: morti ammazzati nei libri se ne trovano, ma tutti quegli attorcigliamenti col fil di ferro erano necessari? Suppongo voi l’abbiate letto molto tempo fa.

    Ho digitato sull’Opac il titolo del libro di Cerami e, oltre al film omonimo, la ricerca ha restituito un titolo di Franz Werfel “Morte di un piccolo borghese” (Anabasi, 1994), mi è venuta una curiosità impellente di entrare in possesso, anche temporaneo, di questo libretto.

    @Jezabel
    Dove sei? Dove ti conducono i consigli dei tuoi allievi?

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  34. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    i miei alunni in questo momento sono trascinati tra le regole della poesia e mi guardano perplessi. Sono presi dalle 50 SFUMATURE e da AFTER; quindi per ora lasciamoli stare alle loro curiosità adolescenziali.

    Io leggo – con moooolta calma – LA VITA DAVANTI A Sé di R. Gary. Mi piace moltissimo e me lo sto gustando. L’io narrante bambino mi piace, è evidente. Lo provano le mie simpatie per IL BUIO OLTRE LA SIEPE, L’UOMO NERO E LA BICICLETTA BLU, e simili.

    Di UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO ho visto il film tanti anni fa e ricordo che mia mamma mi anticipò quanto fosse doloroso. Non riesco effettivamente a togliermi dalla mente alcune sensazioni spiacevoli. A me è rimasto, appunto, ma non credo di avere voglia di leggerlo.

    Non so quale sarà la mia prossima lettura; c’è la solita pila sul comodino (ma anche varie cose in giro), però sono abbastanza indisciplinata e disattendo sistematicamente i progetti di lettrice. Questo inverno mite mi fa stare inoltre tanto in giro e sono molto più patita di sport del solito, in sostanza sto dedicando meno tempo ai libri.
    Oggi con una collega abbiamo spedito in Puglia MIDDLESEX ad una ex collega che ama i libri in cui “succedono delle cose”.
    Stupendo ricevere un pacco a sorpresa e scoprire che dentro c’è un libro.
    Ciao a tutti.

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  35. Avatar wwayne

    @Jezabel: Anch’io ultimamente ho iniziato a spiegare la poesia ai miei alunni di prima media. Ho anche già fatto le prime interrogazioni, e vedo che anche gli elementi più deboli, messi davanti ad una poesia, riescono a riconoscere al suo interno le tecniche poetiche che ho insegnato loro. Il discorso è ben diverso quando devono dirmi in linea teorica cos’è un’allitterazione, un’onomatopea eccetera: lì emerge impietosa la loro difficoltà nell’esprimere con chiarezza ciò che vogliono dire. Che è poi il motivo per cui, dopo tanti mesi dall’inizio dell’anno scolastico, non gli ho ancora fatto fare nemmeno un tema: non li ritengo ancora pronti, sarebbe come mandarli al massacro.

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  36. Avatar Cristina
    Cristina

    jez, La vita davani a sè è una ….meraviglia! se poi ti leggi un po’ la vita ( e la morte) di Romain Gary…c’è da sbalordire…

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  37. Avatar Cristina
    Cristina

    wwayne, ma chissenefrega di un’allitterazione o un’onomatopea? ma falli scrivere sti ragazzi, accidenti! del cuore, dell’amore, dell’amicizia, vedrai che l parole le trovano eccome! o pensi che debbano scrivere la divina commedia e la gerusalemme liberata insieme? grrr

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  38. Avatar wwayne

    @Cristina: Sono le tecniche poetiche spiegate nel loro libro di testo. Ed è stato pensato per dei bambini di prima media, non per chi vuol scrivere la Divina Commedia e la Gerusalemme liberata insieme.
    Per quanto riguarda la produzione di testi, è una cosa che abbiamo già fatto più volte, ma soltanto per i testi in prosa: facevamo il genere della fiaba e io gli facevo scrivere una fiaba, poi lo stesso è avvenuto con la favola, il mito e così via. A tempo debito forse farò lo stesso con la poesia. Ti ringrazio per il consiglio.
    Tra l’altro sono stati proprio questi esercizi di produzione testuale a farmi capire che non sono pronti per un tema: molti di loro, oltre ad essere incapaci di esprimersi con chiarezza, non riescono neanche a produrre un testo più lungo di qualche riga. In questo momento, fargli scrivere un tema sarebbe come iscrivere alle Olimpiadi di nuoto uno che non riesce nemmeno a completare una vasca.

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  39. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Wwayne se non si esercitano, però.
    Ragazzi così devono scrivere un giorno sì e un giorno no.
    😉
    @Cri
    Sai, la biografia dell’autore di questo splendore mi ha colpito tantissimo. Tanti Paesi, tante lingue, tante identità di scrittore negli pseudonimi, la morte sempre vicina in guerra e poi non ha più retto.
    Pazzesco!

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  40. Avatar Cristina
    Cristina

    Jezzzz, e il suicidio della moglie Jean Seberg, … e il suo, così plateale, e così delicato, insieme. Una vita pazzesca, e un uomo bellissimo

    Wwayne: prova a fargli fare un tema in comune, collettivo, a molte mani, anche alla lavagna. vedrai che funziona e scioglie i pensieri e libera dalle paure. Comincia uno, va avanti un altro, poi un terzo etc etc. Una gita al mare, un pasto la domenica, una partita di pallone, una visita a una città, oppure un pomeriggio con l’amico, anche immaginario….

    E tu non avere paura(perchè ce l’hai e si vede bene)! non devono fare le olimpiadi, io li farei scrivere a più non posso, ogni giorno, è solo così che si impara. Se aspetti che siano “pronti” a secco, senza tuffarsi in piscina o in tinozza, , bè non lo diventeranno mai, garantito.
    ma soprattutto devono leggere, leggere, leggere, tantissimo! che cosa gli dai da leggere a sti bimbi?

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  41. Avatar Cristina
    Cristina

    Segnalazione per i cinefili di tempra: se non lo conoscete andate a vedere i film di Xavier Dolan, genio precocissimo del cinema canadese. Una roba da non credere!

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  42. Avatar polissena
    polissena

    Per molto tempo sono stata lontana dal blog e se ora mi riaffaccio è solo per una ragione, non sopporto che un libro venga criticato da chi evidentemente non lo ha letto. Con la sua critica erronea, dato che non sa di cosa stia parlando, può portarci a fare delle scelte sbagliate e forse anche a farci trascurare qualcosa di veramente notevole come RIPARARE I VIVENTI DI Maylis de Kerangal.

    Per me è stata la lettura più coinvolgente del 2015 ed è arrivata proprio quando mi stavo chiedendo dove fossero finiti i buoni libri ed i buoni scrittori. Ed ecco qualcosa di veramente fuori del comune per contenuto, ma soprattutto per stile.
    L’autrice ha una potenza descrittiva, un giocare con i vocaboli, con le immagini, con le descrizioni che raramente ho trovato in altri autori. Tante parole che si rincorrono come fiumi in piena, cascate di vocaboli, di impressioni, di pensieri in un flusso ininterrotto, raramente troncato da una scarsa punteggiatura. Uno stile non facile, forse faticoso e molto diverso da quello che normalmente prediligo. Eppure mi ha affascinato e l’ho trovato giusto, come avrei trovato giuste tutte le pennellate necessarie ad un dipinto perfetto.

    Immaginate tre ragazzi diciannovenni, talmente appassionati di surf, che si alzano dai loro letti prima ancora che sorga un’alba gelida, che escono di casa senza neanche fare colazione, infreddoliti ma esultanti perchè sanno che quello è il giorno in cui incontreranno l’onda “perfetta”, quella che raramente si produce. Seguiamo i loro preparativi, il sorgere lento del giorno invernale, il freddo intenso, l’indescrivibile felicità di scivolare sulle onde gridando la loro gioia. E poi il ritorno a casa, spossati e felici, l’incidente in cui solo uno dei tre, Simon, non ha messo la cintura di sicurezza, perchè si è seduto davanti con gli altri e le cinture erano solo due.

    Ed il racconto passa ora alla madre di Simon e poi al padre che lo ritroveranno in ospedale, apparentemente intatto, apparentemente vivo nello splendore dei suoi diciannove anni. Ha la testa fasciata, ma respira, è caldo, il cuore batte, la sua pelle, col suo tatuaggio maori, profuma ancora di mare. Non può essere morto, si risveglierà.
    Ma Simon se ne è andato da tempo e forse è arrivato lo straziante momento di pensare agli altri che dalla sua morte potrebbero trarre una nuova possibilità di vita. E’ il momento di “seppellire i morti e riparare i viventi”.

    E qui mi fermo perchè spero che lo leggerete e lo amerete.

    E chissà forse lo leggerà anche chi ha trovato lo stile della Kerangal. “lucido ed essenziale”!

    Ciao Illex. ciao Ennore, ciao Wwayne

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  43. Avatar wwayne

    @Cristina: Stiamo leggendo in classe Il giardino segreto.

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  44. Avatar wwayne

    @Polissena: Ricambio di cuore il saluto e ti ringrazio per essere tornata a trovarci, lasciandoci come sempre un commento di grande e rara bellezza. Buon fine settimana! 🙂

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  45. Avatar Cristina
    Cristina

    sarà, ma non credo davvero che qui qualcuno/ a abbia voglia o bisogno di parlare di un libro senza averlo letto. E perchè mai dovrebbe farlo?
    Quindi. rispettiamo anche i pareri diversi dai nostri. E cerchiamo di essere rispettosi.
    Camilla ama Salter? Io no, ma che importa ? al limite ci confrontiamo sulle divergenze di gusti e di opinioni.
    Jez ha abbandonato Middlesex e L’amore molesto che io trovo due libri diversamente importanti e belli. E allora? forse che io ho meno stima di quei libri o di Jez ?

    Ma quando mai?
    Wwayne non legge uno, dico uno, dei libri che tutti gli altri qui leggono. e allora? lui ha le sue -strane per me – predilezioni, non le capisco ma le accetto. Come potrebbe essere in modo diverso?
    E su questo, direi che non si deve nemmeno discutere.

    Da qualche tempo qui -un nuopn mese o più – c’è solo cortesia e confronto civile. Continuiamo così che è l’unico modo utile, decente, e intelligente di partecipare a un blog di lettura e letteratura..

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  46. Avatar Cristina
    Cristina

    Wwayne, ti raccomanderei – se posso – come prossima lettura LA CASA TONDA di Erdrich, scrittrice per ragazzi, nativa americana. Un gran buon libro, da ogni punto di vista.

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  47. Avatar carloesse
    carloesse

    @Jezabel
    Concordo con Cristina: LA VITA DAVANTI A SE’ è veramente un gioiello splendente e prezioso. Di Gary e della sua vita si parla molto anche in ANIME BALTICHE di Brokken (un altro libro di cui si era parlato qui, con entusiasmo di alcuni , di certo anche il mio).
    @Wwayne
    anche qui concordo con Cristina. Mi sono laureato in lettere (moooolti anni fa) ma non ho mai saputo bene di allitterazioni, sineddoche, pleonasmi, confondendo una figura con l’altra ma me ne sono sempre fregato altamente.
    Falli scrivere, magari ne usano già qualcuna anche senza saperla riconoscere.
    Ancora oggi se mi chiedi cos’è una litote mica lo so…

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  48. Avatar wwayne

    @Cristina: La programmazione annuale prevede la lettura di un solo libro per ciascun anno scolastico, e me lo sono già giocato. Ad ogni modo, sai che adoro i romani western, e i miei preferiti sono proprio quelli “dalla parte dei nativi”, quindi appena potrò leggerò volentieri La casa tonda.

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  49. Avatar wwayne

    @carloesse: Ah, quello pure io. Infatti quando ho fatto il concorso per l’abilitazione all’insegnamento e mi hanno chiesto di commentare una poesia (“Il bove” di Giovanni Pascoli), la parte di commento linguistico è stata decisamente risicata. Ma son piaciuto lo stesso, per fortuna. 🙂

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