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I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015. Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della…

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.

Commenti

1.478 risposte a “I libri più belli, letti nel 2015”

  1. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Jezabel
    Se le cose stanno così: scegli il tuo e-reader o la tua compagnia aerea sceglierà le tue letture!

    @Tutti
    Sono passata davanti alla televisione (non la stavo ascoltando, per la verità) e ho visto che da Lilli Gruber c’era Fabio Volo, autore di numerosi bestseller. Devo ancora leggere gli articoli di questo blog, proprio su Fabio Volo. C’è qualcuno che ha voglia di dirmi qualcosa di questo autore? Io non lo conosco.

    Grazie,
    Mariangela

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  2. Avatar Cristina
    Cristina

    autore? Fabio Volo? ma hai voglia di scherzare Mariangela???? ma allora Bartezzaghio che fa le parole crociate chi è? il nuovo dantealighieri…. ovvia

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  3. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina@Tutti

    Mi fai morir dal ridere! Perché un giudizio così negativo? Hai letto qualche suo libro?

    Ciao,
    Mari

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  4. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    mi associo a Cri su F. Volo. Ho provato a leggerne qualche pagina…uffa!

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  5. Avatar wwayne

    @illex: Salutami tanto Polissena, e dille di tornare presto a farci quantomeno un saluto: è una dei commentatori più validi all’interno di questo gruppo di lettura, non vogliamo e non possiamo perderla.

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  6. Avatar carloesse
    carloesse

    Volo ? e allora Moccia? e ….Benedetta Parodi, e Bruno Vespa?
    Parliamone!
    😉

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  7. Avatar nonnaci
    nonnaci

    Come possiamo parlarne se non li abbiamo letti e non abbiamo nessuna intenzione di leggerli?Abbracci a tutti Nonnaci

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  8. Avatar MILENA
    MILENA

    Brava Nonnaci….!!!!!

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  9. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti
    La mia esperienza con i bestseller è molto limitata, vi ho in parte già a raccontato gli esiti dei miei tentativi di avvicinamento: esperimento fallito dopo poche pagine con “Mare al mattino” di Mazzantini (brutto libro); divertimento e svago con “Tre atti e due tempi” di Faletti (buon libro); tensione ed empatia con “Io non ho paura” di Ammanniti (buon libro); coinvolgimento pieno con “L’eleganza del riccio” (bellissimo libro).

    Potrebbe avere ragione Nonnaci quando ci chiede come si possa parlare di libri che non si sono letti e che non si ha intenzione di leggere. La domanda che mi sta a cuore è però questa: ci perdiamo qualcosa a non leggerli? Non può essere che nel nostro (parlo per me!) rifiuto a priori ci sia un po’ di snobismo?

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  10. Avatar laura67

    @tutti
    Ogni tanto leggo i bestseller, tanto per ricordarmi perché non mi piacciono. Penso a John Grisham e a Dan Brown.
    Però mi piace il collettivo Wu Ming. Ma non so se appartiene alla categoria dei bestseller. Ho adorato “Q”, quando l’autore (sempre collettivo) si faceva chiamare Luther Blisset. Ero rimasta colpita dalla scelta del nome. Luther Blisset, il centravanti/scarpone del Milan. Quello che Gianni Brera, paragonandolo a Egidio Calloni, definì “el Calùn neger”, oppure “Callonisset”. Insomma queste reminiscenze calcistiche, tutte milanesi, che risalgono alla mia infanzia, mi hanno fatta avvicinare, molto tempo dopo, al progetto Wu Ming che non ho più abbandonato. L’ultimo che ho letto è L’ARMATA DEI SONNAMBULI. Non molto riuscito, ma tanto ideologico e sbilanciato a favore del popolo parigino. Ma ben so che, proprio per questo, mi è piaciuto.
    Certi libri ripetono all’infinito i soliti schemi. Ma se in questi il lettore si trova bene, allora non potrà fare a meno di trovare gradevole la lettura delle storie che su di essi sono impostate. O, almeno, così succede a me.

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  11. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Laura67 @Tutti
    Tra i bestseller che conosco ho dimenticato di citare “Il codice da Vinci”, che, come giallo, avevo letto e apprezzato nel 2012.

    Di Wu Ming ho letto poco, solo il racconto “Momodu”, però mi sembrano di maggior spessore rispetto ai libri cui ho pensato io quando ho visto Fabio Volo sulla Sette ieri sera; io mi stavo chiedendo se tra i tanti titoli che etichetterei come “letteratura di consumo” ce ne sia qualcuno che magari varrebbe la pena leggere.

    Sono d’accordo che ognuno si diverte alla propria maniere, quando legge, quindi, se a uno piacciono libri che a un altro possono sembrare insulsi, fatti suoi.

    Ciao,
    Mariangela

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  12. Avatar Lucia 64*
    Lucia 64*

    Ho cambiato tante volte i miei gusti in fatto di letture. Ultimamente noto che i libri più lunghi ti lasciano un segno mentre altri di copertina talvolta svaniscono dalla memoria e non riesci più a ricordate il messaggio che intendevano trasmetterti.

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  13. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Lucia 64* @Tutti

    I gusti dei lettori andrebbero accettati per quello che sono, qualsiasi essi siano. Come ho già avuto modo di scrivere, capita invece di registrare intolleranza da parte di noi lettori nei confronti non solo dei gusti, ma anche delle abitudini di lettura diverse dalle nostre.

    Lucia, senza che tu ti senta obbligata, mi piacerebbe sapere qualcosa di più sui tuoi gusti attuali in fatto di letture.

    Ciao,
    Mari

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  14. Avatar editalara
    editalara

    ciao e buon anno a tutti !
    Ricchissime e sempre interessanti le liste di fine anno, appena avrò tempo inserirò anche la mia.
    Visto che la mia miglior lettura / scoperta del 2015 è stata proprio “Il buio oltre la siepe” e viste le ottime considerazioni di Carloesse e Dani, ora mi trovo ancora più indecisa se leggere o meno “Va metti una sentinella” dopo che avevo letto molti articoli , anche sul domenicale del Sole24ore, discordanti .. forse seguirò il cuore perchè mi ritrovo perfettamente in quel che diceva Dani..
    per quanto riguarda Volo ecc..ecc.. io non commento mai se prima non leggo e sono d’accordo assolutamente con Cristina!
    🙂

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  15. Avatar editalara
    editalara

    p.s auguri di cuore @Adour, questo blog è più vivo e caldo con te !

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  16. Avatar editalara
    editalara

    pps. @Adou agli auguri mancava la torta virtuale .. 😉

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  17. Avatar carloesse
    carloesse

    Non nego che ci sia un po’ di snobismo nell’etichettare i libri di consumo cercando di ignorarli, e soprattutto che anche tra quelli possa esserci talvolta qualcosa di buon livello.
    Già stabilirne i confini è però impresa quasi impossibile.

    Wu-Ming (o Luther Blisset) è “di consumo”? Personalmente apprezzai anche io moltissimo “Q”. E Dan Brown ? per molti (incluso me) lo è senz’altro, per altri no.
    E Follett ? “I Pilastri della terra” a suo tempo lo leggevo fin nel cuore della notte, facendo le 23 o le 4 prima di andare al lavoro (assonnato) alle sette!
    E non erano forse “letteratura di consumo” i grandi classici di Dumas, di Verne, Salgari, V. Hugo? Lo stesso Simenon, a suoi inizi era (per sua stessa ammissione) uno scrittore “di consumo”, e ci volle parecchio tempo per “riabilitarlo”.
    Faletti lo è ? Oggi lo apprezza anche qualcuno che un tempo storceva il naso. Poi c’è il caso-Camilleri, che tratterei a parte: diversi suoi libri, specie tra i primi, sono secondo me di altissima qualità (“La concessione del Telefono”, “Il Birraio di Preston”, “La stagione della caccia”,…).

    F.Volo mi è simpatico come personaggio, ma credo che i suoi libri non siano neanche vicino a questa zona di confine. Ma se qualcuno volesse indicarci qualche pregio delle sue opere, o un qualsiasi motivo per leggerle sarebbe il benvenuto. Lungi da me l’idea di irriderlo o peggio disprezzarlo per questo. Anzi, a volte quando vengo a costretto a riconoscere un mio pregiudizio e mi ricredo ne trovo grande soddisfazione. Perchè i pregiudizi sono sempre un segno di stupidità, anche se talvolta dobbiamo convivere con essi (è un modo di semplificare un mondo altrimenti troppo complesso) e li coltiviamo nell’angolino della nostra stupidità personale. Naturalmente anche io ho il mio.
    Però mi piace ogni tanto aprire le finestre e fare cambiare aria a qualcuno.
    Saluti a tutti

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  18. Avatar nonnaci
    nonnaci

    @mariangela
    Sono molto curiosa e perciò metto il naso dappertutto; ho letto incipit e pagine interne degli autori in questione ma non mi è venuta la voglia di comprarne alcuno.Aspetto invece con ansia vostri nuovi consigli perché l’anno scorso mi avete regalato vere perle.Grazie a tutti

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  19. Avatar Dani

    Qualcuno scrive da Torino o dintorni? Ho una libreria imperdibile da consigliarvi!! Fornisco dettagli agli interessati.

    @Illex che bello il tuo passaggio! Però scrivere un saluto senza consigliare neanche un libro.. Non si fa. In questo tempo di silenzio avrai letto qualcosa di bello. Basta il titolo se non vuoi dilungarti, io mi fido dei tuoi gusti. Se poi ci racconti qualcosa in più meglio ancora. Un abbraccio grande

    @Carlo, sono stata nella tua Genova nelle vacanze. Sempre affascinante.. vi ho scovato una trattoria singolare, ligure DOC, (stocco e maltagliati al pesto da urlo, prezzi modici!). Ci torni mai?

    @Mariangela. Non conosco Fabio Volo e credo non lo leggerò. Niente snobismo, solo poco tempo per cui preferisco andare sul sicuro, o quasi sicuro. Ma qualche best seller l’ho letto, pochissimi. Anch’io I Pilastri della terra, divorato (ma il seguito era uguale, che noia. Non ricordo neanche il titolo), Dan Brown, letto con la febbre alta (da lucida non ci sarei riuscita), La Solitudine dei numeri primi (mi è piaciuta molto la fisicità, la conoscenza del corpo, poi ho capito da dove veniva. Giordano cita nei ringraziamenti Roberto Castello, teatrante danzatore eccezionale. Non so se conoscete Sosta Palmizi). Altri non ne ricordo ora, ma ce ne sono di sicuro.
    Ciao a tutti

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  20. Avatar carloesse
    carloesse

    @Dani: Eh, la cucina genovese… (non che a Roma mi trovi male!) che nostalgia. Oltre allo stocco accomodato e il pesto (io lo prediligo sugli gnocchi, oppure con le trofie, con patate e fagiolini, ma anche nel minestrone, credimi, è buonissimo) ci sono anche la cima (sottile tasca di vitella, da lessare in sospensione, ripiena di uova, piselli, verdure e altre bontàdiddio), i ravioli di carne (ripieni con molta cervella e animelle, oltre a verdure come la borragine), o i pansotti ripieni di preboggiùn (erbe di campo e borragine) con prescinseua (una cagliatina simile alla ricotta, ma delicatamente più acida) da condire con sugo di noci; e poi le focacce varie, la farinata (di ceci), e il mio piatto preferito (rarissimo da trovarsi, bisogna farlo a casa) che è il fegato in agliata (fegato all’aggiadda), cucinato a tocchetti con molliche di pane, aglio e aceto e ripassato con patate in padella anch’esse a pezzettini.
    Peccato, ci torno di rado!!!
    :-(((

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  21. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti

    Anch’io, quando devo ricredermi su un libro perché si rivela inaspettatamente interessante, sono contenta di aver torto, di qualsiasi libro si tratti.

    Scriveteci i bestseller che vi sono piaciuti!

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  22. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Concordo con Carloesse, bestseller è concetto vasto e difficilmente definibile, fin dagli inizi, Don Chisciotte è stato un bestseller. Qualche anno fa L’insostenibile leggerezza dell’essere è stato un bestseller. E sono due libri di indubbio valore. Per quanto mi riguarda non ho pregiudizi verso i libri di successo e classifica ma cerco di leggere quelli che hanno caratteristiche di originalità, Fabio Volo non lo leggo per il semplice fatto che nei brani che mi è capitato di leggere è come sentirlo parlare alla radio di relazioni tra uomini e donne, non c’è nessuna aggiunta in stile e originalità. La solitudine dei numeri primi, anch’esso non un capolavoro, quantomeno aveva una storia che sapeva attirare l’attenzione. Così come L’eleganza del riccio che aveva un suo perché.

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  23. Avatar rosamavi
    rosamavi

    @dani: eccola la torinese (vicino, ma ci vado spesso): ci incontriamo un giorno alla libreria di cui parli? Dai!!!!!!

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  24. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti, Stefano1
    Visto che sono impegnata con altre letture, prima di imbarcarmi per “Morimondo”, di Rumiz, posso prendermela comoda e continuare il mio viaggio sul Po con un libro fotografico:

    • Mauro Galligani, “Sua maestà il Po”, testi di Giovanni Arpino, e altri, Reverdito, 1986.

    Ho aperto il libro dal fondo, come sono solita fare, e le prime fotografie, in realtà le ultime del volume, mi hanno fatto temere una raccolta di immagini folcloristiche (feste popolari, bande musicali, processioni, sagre mi risultano piuttosto indigeste); continuando a sfogliare a ritroso ho scoperto con sollievo che l’autore ha dedicato a questo genere di cose solo le ultimissime pagine; nel libro c’è soprattutto quello che cercavo: paesaggi e vedute del Po, dalla sorgente al delta.

    La protagonista indiscussa di tutto il volume è la bruma, non ho detto la nebbia (che naturalmente non manca), ma la bruma, che col suo manto magico stende il suo effetto ovattante su ogni cosa. Fatta eccezione per un campo di grano, ripreso in pieno sole, quasi tutti i paesaggi sono colti con un effetto, mi viene da dire, sfumato, leonardesco; piante, animali, esseri umani sembrano sospesi in un mondo irreale; le acque del fiume, prima torrentizie poi più placide e profonde, scorrono sempre immerse in un’atmosfera speciale, attutita e lontana dalla vita di ogni giorno.

    Sarebbe banale venirvi a raccontare che queste immagini permettono una immedesimazione simbolica, alla Friedrich, per intenderci, perché per questo tipo di viaggio bisogna essere nella giusta disposizione d’animo. La bruma come luogo dello spirito? Non saprei, dipende. Quello che è certo è che l’umidità te la senti subito nelle ossa, a sfogliare questo libro, e che alla fine, visto il mio viaggio all’indietro, alla sorgente, a Pian del Re sulle alture innevate del Monviso ad un altitudine di 2000 metri, senti pure un brivido di freddo e, poco fridrichianamente, sei contento di essere al caldo e a casa tua!

    Ciao
    Mariangela

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  25. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    Certo anche i libri fotografici hanno una loro narrativa interna e tu hai presentato benissimo le idee del testo che stai leggendo/osservando.
    Io accanto a un fiume ci vivo da più di sei anni. La situazione però è molto diversa: rispetto al Po è un rigagnolo e non vedo mai delle attività ad esso collegate.
    Sfocia nell’Adda e quindi raggiunge il Po in qualche modo, ma qui siamo in una valle a V e la bruma o nebbia viene trattenuta dalle montagne che incombono.
    Non posso dire quindi bruma come luogo dell’anima, ma il fiume stesso, la sua presenza e il suo suono incessante ha permesso la mia permanenza qui, in mancanza del mare.
    Quando poi il mare mi manca in modo più forte, allora mi rifugio dagli amici sul lago di Garda…
    La nostalgia fa brutti scherzi e con la collega di Marsala a volte ci confrontiamo su somiglianze che naturalmente non esistono. Ma l’acqua è acqua, diciamo sempre.

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  26. Avatar Dani

    @Rosamavi. Ma certoooo! Io però non sono vicinissima a Torino e ci vengo raramente. Tieni d’occhio il blog, quando programmo una gita ti avviso con anticipo. Ci incontriamo in libreria e poi magari caffè o thè insieme. La zona è quella della Gran Madre che a me piace assai. Dunque, il negozio si chiama L’Ibrida bottega ed è in corso Casale angolo via Felice Romani. Nessun best-seller o quasi, libri mooolto interessanti suddivisi come faccio io coi miei, per area geografica (letteratura francese, inglese, orientale, nord-europea ecc.) e, chicca, su alcuni un foglietto con la recensione scritta a penna dai librai, Cristina e Federico, simpatici e disposti a chiacchierare di buone letture. Apertura 9-21 per chi vuole andare dopo il lavoro!! Passa davvero quando puoi, ne vale la pena. Poi mi dici. Io avrei comprato l’intero negozio ma il budget post natalizio era limitato. Ciao a te e tutti

    P.S. Sto leggendo GLI ANNI, appena iniziato, ma quanto mi sta piacendo!!

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  27. Avatar Dani

    @Mariangela. Bel libro Morimondo. Nato da un viaggio fatto da Rumiz e raccontato in questo bel video https://www.youtube.com/watch?v=wLzkcXPEhnM
    Io avevo partecipato ad una lettura parziale del libro fatta da Marco Drago che aveva “sbobinato” e trascritto il resoconto del viaggio di Rumiz, raccontato in diretta con registratore e microfono. Poi incuriosita ho letto e apprezzato anche il libro su questo fiume così poco vissuto. Sulla scia dell’entusiasmo ero andata un paio di giorni nel ferrarese con mio marito e biciclette al seguito percorrendone la riva. Ah aver tempo e arrivare fino a Venezia!! Chissà?

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  28. Avatar adour
    adour

    Grazie @editalara ti sei ricordata di me? 🙂
    Splendido.
    Io penso che le sensazioni a Pelle sono le più belle. Sono quelle che gli occhi non vedono, ma che il cuore sente molto bene.
    E tu insieme ad alcuni in questo blog, mi siete rimasti nel cuore

    E’ passato pure @illex .Si quando si va via, è sempre difficile tornare. Ma ci torni per qualcosa o qualcuno.

    Vi ho letto in questi giorni (a giorni alterni).
    Compresa la vicenda “James Salter”
    Io penso che denigrare un libro con parole, cosi superficiali e ciniche,sia non solo spietato ma fatuo. E se il risultato era quello di denigrare il lettore ed ergersi come regina censoria del blog, non penso che ci sia riuscita o riuscirà mai.
    D’altra parte come lettore, io non capisco come si possa terminare un libro che non ti piace ,senza abbandonarlo già dopo 10 pag. Lo trovo assurdo,persino Insano. Poi se volete farvi del male fatelo pure. Però vi prego di rispettare l’animo del lettore. Come diceva Camilla, sarebbe bastato un mi piace-non mi piace.

    Ma penso che sia una questione di Bon Ton
    Cmq sono felice di vedere ripopolato questo Blog, con nuove voci e nuovi pensieri.

    A domani la lista, la devo, non a luigi, ma ai miei amici dai molti nomi, vecchi e nuovi.

    Splendide letture a tutti

    PS: giuro di far finta di niente, non ci riesco. Però mi impegno, giuro mi sono impegnato tantissimo. Niente. Non ci sono riuscito, Cam.

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  29. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Adour @tutti

    Adour, non penso che aver stroncato un libro che a te è piaciuto possa essere equiparato a denigrazione: semplicemente, un libro da te segnalato non è stato apprezzato da un’altra lettrice del blog, cosa c’è di così inaccettabile? Cosa c’entra il bon ton? E il rispetto per l’animo del lettore, perché lo tiri in ballo? Fai un piccolo sforzo, sul serio, dico, non solo nei post scripta, e non pensare di essere l’unico lettore al mondo: parlare di “vicenda” perché qualcuno ti dice che un libro che è piaciuto a te non è piaciuto a lui (su un blog di lettura, per giunta!) mi sembra proprio una sopravvalutazione … del caso.

    Aspetto con ansia la tua lista.

    Saluti,
    Mariangela

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  30. Avatar Cristina
    Cristina

    oddio, regina censoria? ma non fateci ridere su.
    stesso tono di un certo troll di qualche tempo fa…. una vera ossessione, con tutte ste maiuscole, mah
    O che uno non può dire, qui, ciò che pensa di un libro? ma stiamo scherzando?

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  31. Avatar adour
    adour

    @mariangela non era piaciuto a me,o solo a me, ma a Camilla. Era stato comprato letto e denigrato per Camilla, non per me.
    Si è una questione di bon Ton o meglio Savoir- faire (Il complesso delle qualità che consentono brillanti affermazioni nei rapporti sociali: accortezza, tatto, suadente affabilità.)

    @cristina: Penso francamente che nascondersi dietro un troll è una Vigliaccata, meschina ed infima per altro.

    Ma,qui, Non sei Il centro del mondo. E se siamo tornati a fine anno,Non è per te o per altri.Ma per una sana abitudine egoistica,di incontrarsi tra vecchi amici,e regalarci qualche titolo,sempre con la garbatezza che ci ha sempre contraddistinto negli anni passati.

    Per chi mi conosce,e certamente Tu NoN mi conosci, che la mia arroganza condita da un sano narcisismo intellettuale ( 😀 ),non mi permette di Nascondermi, perché nascondersi vuol dire aver paura. Ed io Nella mia vita,non ho mai avuto paura di nessuno.
    Alcuni anni fa, infatti sono stato ben chiaro a dirti a chiare lettere cosa pensavo di te.

    Ma questo, penso non interessi a nessuno qui , per cui se conosci i libri parla di questi, oppure puoi avvalerti del 10 diritto di Pennac.

    Io la finisco qua,trovo noioso tutto questo.
    Sono solo di passaggio, non preoccuparti, e non sono un troll, ma solo un lettore con i suoi libri.

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  32. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Dani @Tutti
    Dani ti ringrazio per il filmato. Devo ancora finire di vederlo. Rumiz sa trasmettere l’entusiasmo lo stupore del viaggio e fa capire tante cose, senza appesantire mai i suoi racconti e la sua scrittura.

    @Jez
    Meglio così, se il fiumiciattolo, affluente dell’Adda, in qualche modo, supplisce alla mancanza del mare. Certo è che c’è un po’ di differenza tra queste fotografie e il cielo della Sicilia!

    Ciao a tutti
    Mariangela

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  33. Avatar adour
    adour

    “Viandante sul mare di nebbia”
    E’ un olio su tela del pittore romantico tedesco Caspar David Friedrich del 1818.

    Ecco io vedo, immaginificamente,il lettore,che passi di qui,come quell’uomo di spalle, dai capelli rossi,che riflette sulle migliaia di titoli e ne prenda spunto.
    ______________________________

    E’ stato un anno di Grandi libri.
    Sembra che la letteratura francese, ogni anno, mi riservi una splendida sorpresa. Dopo il caso Lemaitre (ci rivediamo lassù) ecco un nuovo magnifico libro. Si Parla di cuore anche come Vita . E’ un libro che vi Brucerà addosso come un mozzicone sulla pelle, scrittura lucida, pulita, anche con tecnicismi medici per quanto riguarda il trapianto cardiaco. C’è il Dolore, quello crudo. Quello che ti strozza. La perdita di un figlio. C’è la speranza quella di Claire.C’è Thomas splendido personaggio che vede la vita oltre la morte e dice ” bisogna pensare a quelli che restano”, che è necessario “seppellire i morti e riparare i viventi”.
    Quindi
    – RIPARARE I VIVENTI
    di Maylis De Kerangal (Feltrinelli, pagg. 218, 16 euro; trad. di M. Baiocchi)

    pari merito veramente imperdibile
    – BREVE STORIA DI SETTE OMICIDI di Marlon James ed Frassinelli, Vincitore quest’anno quest’anno il Man Booker Prize. Questo l’ho finito di leggere pochi gg fa, ma non ce l’ho fatta a metterlo tra il 2016. Ve lo consiglio vivamente,E’ bellissimoooo.

    Penso che a pari merito e soprattutto per mancanza di spazio vanno allegati questi altri libri, di cui spero non andiate delusi. Ma che io ho trovato alcuni belli altri veramente Bellissimi

    – I MIEI PICCOLI DISPIACERI
    di Miriam Toews ed. Marcos y Marcos. Due Sorelle, due storie un epilogo fantastico. Consigliatissimo.

    – CHI MANDA LE ONDE Di Fabio Genovesi Editore: A. Mondadori. Ottima scrittura di un Buon scrittore italiano,forse un pò troppo lungo.

    – FORSE ESTHER DI Katja Petrowskaja ed Adelphi un epopea di sentimenti Stile singer.

    – NON SIAMO PIU’ NOI STESSI Di Matthew Thomas ed neri pozza. Beh questo camilla non devi perderlo. Irlanda, Eileen Tumulty ,la protagonista è come Oliver Kitteridge .Indimenticabile

    – COSA RESTA DI NOI Di Giampaolo Simi ed sellerio

    – L’AMORE SPORCO Andre Dubus III (figlio) ed nutrimenti. L’amore nei suoi molteplici delineamenti.Duro,scorretto,franco.

    – RACCONTAMI DI UN GIORNO PERFETTO di Jennifer Niven de Agostini (young lover). Se volete sentirvi ragazzi,per vedere la realtà amara della vita di questi, è un ottimo libro,preso dalla biblioteca di @letttore ambulante. Ciao Simonetta Cara (Francesca ringrazia) . 🙂
    Se ti è piaciuto Green, questo ti piacerà @Wayne

    infine
    ATTI OSCENI IN LUOGO PRIVATO
    di Marco Missiroli Feltrinelli. Buon Libro fortemente caldeggiato dalla critica,direi osannato.valutazione discreto, c’è di meglio.
    Ce ne sono molti altri, La FEROCIA di Nicola la gioia ad esempio, interessante.

    Un Sorriso a tutti voi, qualunque cosa voi fate e dovunque voi siate 🙂

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  34. Avatar wwayne

    @adour: Non ci crederai, ma l’avevo già comprato e avevo anche già iniziato a leggerlo. Tuttavia, te lo confesso, l’avevo mollato dopo poche pagine: come ricorderai, il libro esordisce con un doppio tentativo di suicidio, e quell’inizio così deprimente mi aveva fatto subito disamorare. La tua raccomandazione mi ha fatto capire che forse sono stato un po’ frettoloso, e che quindi devo dargli un’altra chance. Il che ci porta ad un’interessante domanda: non si giudica un libro dalla copertina, ok, ma è sbagliato anche giudicare un libro dalle prime pagine?

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  35. Avatar wwayne

    @adour: Cercando in rete delle recensioni del libro che mi hai consigliato, ne ho trovata una che lo definisce diseducativo (http://ohmacheansia.blogspot.it/2016/01/a-colpi-di-tag-wonder-tag.html): ritieni che tale opinione possa essere in un certo senso fondata? Se sì, perché?

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  36. Avatar Cristina
    Cristina

    Sto rileggendo, perchè diversi l’hanno citata qui, l’edizione Einaudi di Alice Munro AMICA DELLA MIA GIOVINEZZA. La traduzione è di certo migliore, e alcuni racconti a me erano ignoti.
    Ma non mi lascia un senso di forte depressione, sarà per questo che non la amo particolarmente.
    E’ vero che ci sono piccoli ritratti geniali, ma il senso soffocante della piccola provincia canadese, con queste piccole vite risolte in un giro di 20 pagine, non so, forse per me non è abbastanza. Ho un po’ rivalutato la scrittrice ma è proprio l’ambientazione – e questo occhio un po’ feddo sulle creature che descrive – che mi lascia un senso di tristezza, e di incompiuto.

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  37. Avatar camilla
    camilla

    @cri e adour –. i miei due affetti di blog sono nemici. E io li amo. Buffo no? Adour la tua lista mi piace, ho letto quasi tutti i libri che nomini , tranne NON SIAMO PIU NOI STESSI che mi procurerò al più presto e RIPARARE I VIVENTI che non intendo leggere perchè la storia mi mette in ansia. Ribadisco quanto dice editalara e aggiungo che nella tua eleganza e nel tuo aver conservato qualche pezzetto dell’adolescente che sei stato, priva di asprezze della giovanissima età e carica di sentimenti meravigliosi. sei un tipo raro. è un peccato che cri ti abbia dichiarato guerra fin dall’inizio, chissà perchè.
    A tutti un saluto affettuoso. Vi ho già raccontato del romanzo dell’amicizia tra Vogeler e Rilke: sono ancora presa e ho riletto la grande Lou Salomè, che donna meravigliosa e un sacco di altre cose scaturite dal bellissimo romanzo che si è aperto come una cascata di diamanti, ciao a tutti. E, se posso, NO STE A BEGAR. Baci.Cam

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  38. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti
    L’immagine del viandante che cammina solitario sull’avveniristico ponte di Casalmaggiore suggerisce una lettura evocativa, simbolica (fotografia di Ezio Quiresi): dove è diretto di buon passo? Il motociclista, che si appresta a raggiungere l’altra riva, percorrendo il tortuoso ponte di barche della Spessa, offre un’immagine metaforica dell’attraversamento (fotografia di Pepi Merisio): da cosa sta scappando? Il ponte di Borgoforte, poi, si nasconde nella nebbia e della sua arcata si può solo indovinare la fine perché si confonde nel chiarore bigio chiaro delle acque del fiume (fotografia di Arrigo Giovannini): cosa ci aspetta dall’altra parte?

    Il ponte come rito di passaggio?

    • “Il fiume dei fiumi. Dieci fotografi e il Po”, Gianni Berengo Gardin, Roberto Bertoni, Luigi Briselli, Paolo Equisetto, Stanislao Farri, Arrigo Giovannini, Pepi Merisio, Ezio Quiresi, Roberto Roda, Alberto Roveri, a cura di Edgardo Azzi, Davide Papotti, Alberto Salarelli, Cierre, 2007.

    Ciao a tutti,
    Mari

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  39. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari, le nebbie sul Po possono essere così fitte da farti perdere l’anima, oltre che l’orientamento….terre piatte, a perdita d’occhio. D’inverno sconsolate. D’estate solo zanzare e umido. A loro modo sono estreme e ospitano umanità stravaganti, te lo giuro.

    Cam tesoro, sono una donna spigolosa ma pacifica – anche se di temperamento battagliero, e penso con la mia testa sempre, figuriamoci sui libri, e in genere dico quello che penso senza mezzi termini, non mi interessano eleganze o bon ton o affettuosità o cippi cippi in un blog letterario, del resto chi legge può giudicare facilmente.
    E che vuoi farci? ci sono sentimenti acrimoniosi che si avvitano su se stessi…pazienza

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  40. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    Mi fai tornare in mente un saggio (forse DA COSTANTINO A COLA DI RIENZO della Andaloro, ma non sono molto sicura) in cui si evidenzia l’impatto sull’immaginario collettivo del ponte.
    Di per sé costruzione evocativa (è sufficiente pensare a quante metafore si presta nel parlato quotidiano), nel Medioevo è visto come una costruzione che supera le possibilità umane. Perse le maestranze e dimenticati molti principi dell’edilizia romana, i ponti antichi suscitarono leggende di ogni tipo. Non voglio dilungarmi però; credo di aver già parlato di questo argomento qui.

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  41. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @ Jezabel @Cristina
    Scusatemi, già è stata una domenica nera per questo blog, poi mi ci sono messa anch’io, con i ponti e non so con quali elucubrazioni avessi nella testa mentre scrivevo.

    Comunque, a proposito dell’umanità che abita le terre del Po: il libro si conclude con la fotografia di una famiglia indiana sikh, immortalata sullo sfondo delle acque del fiume dei fiumi. Così commenta Beppe Bonazzoli nella scheda introduttiva alle fotografie di Alberto Roveri:

    “.. la regola sono i lavoratori stranieri. Indiani sikh che puliscono le stalle, cinesi che vendemmiano l’uva, marocchini che raccolgono meloni, africani che fabbricano mattoni. A mandare avanti l’economia del Po sono, ora, le nuove etnie del terzo mondo.”

    (Il fiume dei fiumi. Dieci fotografi e il Po”, Gianni Berengo Gardin, Roberto Bertoni, Luigi Briselli, Paolo Equisetto, Stanislao Farri, Arrigo Giovannini, Pepi Merisio, Ezio Quiresi, Roberto Roda, Alberto Roveri, a cura di Edgardo Azzi, Davide Papotti, Alberto Salarelli, Cierre, 2007, p. 165).

    Ciao,
    Mari

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  42. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela,
    Scusa, ma scusarsi (la ridondanza è cercata) per avere introdotto un nuovo argomento rende questa domenica ancora più nera 😉
    Hai un modo di intervenire sempre molto garbato, quindi vai avanti con le tue proposte e considerazioni e elucubrazioni.
    Bacione.

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  43. Avatar MILENA
    MILENA

    …che bello leggervi…tanti spunti culturali…e non solo!!!!

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  44. Avatar giulio
    giulio

    Aggiungo la mia lista (scusate la lunghezza) delle migliori letture dell’anno appena passato con qualche precisazione:
    non sono tutti libri usciti nel 2015; sono divisi in scrittori stranieri e scrittori italiani (ma e’ venuto casualmente) non sono divisi in ordine di gradimento e in fondo ho indicato anche i libri che per qualche motivo non ho finito (ma mi riprometto di tornarci sopra) seguendo la regola di Pennac….
    RIPARARE I VENTI – Maylis De Kerangal
    LA TREGUA – M. BENEDETTI
    OGNI MATTINA A JENIN – S. ABULHAWA
    PASTORALE AMERICANA – P.ROTH
    A VOLTE RITORNO – J NIVEN
    PALAZZO YACOUBIAN – ALA AS ASWANI
    FIGLIO DI DIO – C.MC CARTHY
    ATTO OSCENI IN LUOGO PRIVATO – M. MISSIROLI
    SIAMO BUONI SE SIAMO BUONI – P.NORI
    COSA RESTA DI NOI – G.SIMI
    I MIEI GENITORI NON HANNO FIGLI – M. MARSULLO
    Poi in una categoria a parte segnalo MI SA CHE FUORI E ‘ PRIMAVERA – C. DE GREGORIO

    Infine non finiti ma al momento accantonati:
    METROLAND – J. BARNES
    L’ARTE DELLA CUCINA SOVIETICA…- A VON BREMZEN
    VIZIO DI FORMA – T. PYNCHON
    LE NOTTI BIANCHE – F. DOSTOEVSKIJ
    saluti

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  45. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @DomenioFina
    Nel suo libro “Bartleby e compagnia” (Feltrinelli, 2002), Vila-Matas si interessa alla non scrittura e ricorda molti autori che per i più diversi motivi smettono di scrivere. Ho deciso di seguire una delle tante segnalazioni bibliografiche rinvenibili nel libro:

    • Giovanni Albertocchi,“Sull’epistolario di Alessandro Manzoni.
    Disagi e malesseri di un mittente”, Cadmo, 1997.

    Manzoni scrive spesso ai figli la sua difficoltà con la scrittura e parla spesso di “granchio alle mani”:

    • “Ma già lo sai che la penna in mia mano è sempre penna d’oca, non sa far che de’ voli radi e corti corti.” (Lettera alla figlia Vittoria, 2/11/1846).

    • “Pregate il Signore, figliole mie, che mi corregga, prima di tant’altre pecche più grosse, e poi anche di questa avversione al calamaio.” (Lettera alla figlia Vittoria, 21/10/1848).

    • “Il core è pronto, ma la penna è stanca. Spero di poter presto farla correre un po’ più.” (Lettera alla figlia Matilde, 10/4/1851).

    • “O Pietro, degno figlio di un tanto padre, tu hai dunque il granchio alle mani quanto lui anzi più di lui, quando si tratta di scriver lettere?”
    (Lettera al figlio Pier Luigi Manzoni,18/9/1847).

    • “ … il sapere per mia propria esperienza quanto si possa voler bene, e avere il granchio alla penna” (Lettera al genero Lodovico Trotti, 15/12/1852).

    Proprio nell’epistolario, spiega Albertocchi, si rinvengono le prime tracce di ritrosia alla scrittura del grande autore lombardo, ma “il granchio” farà presto sentire la prepotenza delle sue chele anche in altri ambiti della scrittura:

    • “da un pezzo non prendo la penna per niente: altre volte era solamente per le lettere che andavo rilento allo scrivere: ora, e Dio voglia che non duri, ho preso avversione per ogni sorta di nero sul bianco” (Lettera a Vittoria Manzoni, 1/1/1848).

    É un libro molto interessante, rende bene la fragilità dell’uomo (instabilità nervosa, balbuzie, timidezza) e, al contempo, la grandezza dello scrittore.

    Ciao a tutti,
    Mari

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  46. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    i miei alunni ti griderebbero frasi come : ” il granchio è un socio ” e “W il granchio”
    Manzoni è un autore che si apprezza da grandi.
    Nemmeno la Monaca di Monza riesce più a commuoverli…

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  47. Avatar camilla
    camilla

    @ mariangela La vita del grande Manzoni e’moltp affascimante sopratutto prima dei prolifici matrimoni.AM. Visse a Parigi. e prese parte da intellettuale alla rivoluzione francese e continuo’ a fare politica e progetti di grandi esperimenti avanguardistici anchre a Milano. La famiglia e i tanti Figli malati lo cambiarono. Un piccolo romamzo epistolare moltp bello e LAFAMIGLIA MaNZONI di Natalia Gimsburg oltre a un bel libro della Masini dove Manzoni appare una specie di splendido fantasma Tentativi di botanica degli affetti. di botanica degli affetti

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  48. Avatar adour
    adour

    @wayne.No no sono daccordo sul quel blog. Non si può liquidare un libro con un aggettivo. Ma nemmeno dopo poche pagine. so che il cinema ti piace ricordi il film La 24 ora?. Ebbene inizia con un tentativo di suicidio su una torre. Beh per quell’inizio, non puoi perdere un capolavoro.
    Si è un libro triste, ma anche delicato terreno,duro, ma avvolto da tenerezza.
    Ma non voglio convincerti, un libro lo senti.

    Mi piace la lista di @giulio 🙂 che ne pensi di raccontarla?

    Un saluto alle mie amiche edit e rosamavi VVB (si può dire in un blog di letture?)
    Un sorriso a tutti 😉

    PS: mi dispiace notare che qui nessuno ha postato nulla su David. Me ne dispiace Molto.
    Eppure penso che tutti abbiamo vissuto con la sua musica,a tutti ha lasciato qualcosa.

    Questo fatto che giocate a fare i grandi lettori, mi annoia. Vi prendete troppo sul serio.
    E come diceva Pasolini…

    “Seri Bisogna esserlo, non sembrarlo”

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  49. Avatar giulio
    giulio

    Raccolgo l’invito di @adour per spiegare brevemente la mia lista:
    RIPARARE I VIVENTI – Maylis De Kerangal – questo e ‘ un libro struggente che tocca tanti temi (essere genitori/il dolore/la morte di un figlio – la donazione di organi – i medici e le loro responsabilita’- la possibilita’ di far si che qualcun altro possa sopravvivere) non leggetelo se questi temi vi turbano/sconvolgono; a me e ‘ piaciuto
    LA TREGUA – M. BENEDETTI che dire questo blog l’ha piu’ volte citato e osannato e ho voluto verificare: e’ bellissimo
    OGNI MATTINA A JENIN – S. ABULHAWA anche di questo ne ho letto tanto qui (vicende drammatiche legate alla terra di Palestina, una storia che abbraccia piu’ generazioni tra guerra, esilio,donne coraggiose)
    PASTORALE AMERICANA – P.ROTH questo mi ero sempre ripromesso di leggerlo in attesa che Roth vincesse il nobel – credo che questo possa essere considerato un libro tra i piu’ importanti degli ultimi vent’anni
    A VOLTE RITORNO – J NIVEN questo e’ un libro divertente nei giorni in cui nelle sale italiane danno “Dio esiste e vive a Bruxelles” mi piace l’idea di un gesu’ fortemente umanizzato che gira per New York ai giorni nostri
    PALAZZO YACOUBIAN – ALA AS ASWANI autore egiziano libro del 2002 ne e’ stato tratto anche un film: leggo ora che e’ uno dei libri piu’ venduti nel mondo arabo (!)
    FIGLIO DI DIO – C.MC CARTHY un libro crudo,crudissimo,un pugno nello stomaco lo consiglio solo a chi ama le storie americane di frontiera, gli angoli bui della mente umana (se avete visto o letto NON E UN PAESE PER VECCHI mi capirete)
    ATTO OSCENI IN LUOGO PRIVATO – M. MISSIROLI qua mi aveva incuriosito l’immagine della copertina (che poi ho scoperto essere una foto di Erving Blumenfeld esposta al Moma di N.Y) e il libro scorrevole non mi ha deluso
    SIAMO BUONI SE SIAMO BUONI – P.NORI un libro di uno scrittore molto radicato al territorio in cui mi sono riconosciuto e che mi ha fatto ridere e sorridere
    COSA RESTA DI NOI – G.SIMI piccolo volume della Sellerio che mi ha sorpreso piacevolmente
    I MIEI GENITORI NON HANNO FIGLI – M. MARSULLO quest’autore @adour l’avevi segnalato tu qualche anno fa e rispetto ai precedenti questa mi sembra un’opera piu’ matura .
    saluti

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  50. Avatar Cristina
    Cristina

    https://gruppodilettura.wordpress.com/2015/04/03/libri-irrilevanti-non-vi-leggiamo/
    qua sopra si parla e si discute dei libi che scartiamo, e a ragione.

    Grazie Giulio!

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