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I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015. Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della…

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.


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Commenti

1.478 risposte a “I libri più belli, letti nel 2015”

  1. Avatar Cristina
    Cristina

    che simpatica, Mari. qui non c’è mai bisogno di me… ognuno è solo…. ed è solo

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  2. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Carloessse @Stefano1
    Di Bolaño ho voluto provare anche qualche pezzo narrativo quindi mi sono rivolta alla raccolta di racconti “Puttane assassine” (Adelphi 2015). Giusto per dare un giudizio istintivo che potrà apparire presuntuoso e spiccio: nella veste di narratore mi coinvolge molto meno che in quella di saggista; non so, potrebbe dipendere da una predilezione personale per il genere saggistico, può essere, ma se non ricordo male anche Stefano1 su Bolaño aveva espresso qualche perplessità (Stefano1 mi sbaglio?).

    @Cristina @Tutti
    Cristina, come vedi, con Pintor e Bolaño sono costretta, in questo frangente sì, a “piluccare”, per usare parole tue: non voglio abbandonare le mie letture, ma non voglio neanche tralasciare di raccogliere almeno qualcuno dei suggerimenti del blog; può sembrare un ripiego, ma io – strano a dirsi perché nella vita mi capita veramente di rado – in questo caso, vedo solo il bicchiere mezzo pieno!

    Saluti a tutti,
    Mari

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  3. Avatar Cristina
    Cristina

    ciascuno/a ha i suoi sistemi per leggere. Io per anni, quando ho trovato un’autrice/un autore che mi piaceva, ho cercato di leggere quasi tutto quello che c’era di disponibile. Full immersion. Ma il piluccare ha il suo fascino…effimero, ma fascino, no?
    sono ancora qui che rimugino sul finale di CHIRU’ che mi ha fortemente spiazzata. qualcuno/a lo ha letto? e…?

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  4. Avatar Stefano1
    Stefano1

    @Mariangela Non ricordo di aver parlato di Bolano, intervengo così poco e in modo stringato da reputarlo abbastanza improbabile. Però, se ti può interessare, del cileno ho letto 2666, un romanzone (anzi, cinque romanzi raccolti in un’unica edizione) di 900 pagine che mi ha profondamente annoiato, soprattutto nella parte in cui elenca per duecento pagine i femminicidi di Ciudad Juárez. Una cosa orripilante, mai letto niente di così noioso. Infatti dopo quel libro, di Bolano non ho letto più niente.

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  5. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Cristina
    Beh, il libro non l’ho letto e penso che la recensione di Laura Fortini tu la conosca già, comunque metto qui il link:
    http://ilmanifesto.info/a-lezione-di-spregiudicatezza/

    @Stefano1@tutti
    Stefano, di Bolaño ci parlavi all’alba del giorno 13 maggio 2014! Già allora ci scrivevi di avere trovato “lunga e insopportabile” la parte riferita alle donne uccise in “2666”, poi concludevi: “Bolano non mi fa impazzire”.

    @tutti
    Ho scaricato “La vita indocile”, che di Luigi Pintor raggruppa tutt’e quattro i volumi autobiografici. Vedo che lo stile è quello di “Servabo” anche in “ La signora Kirchgessner”: Pintor procede con la sua analisi introspettiva, la sua vena è sempre un po’ dolente e un po’ ironica, densa, ma mai sopra le righe; sembra l’esito di lunghe e travagliate riflessioni.

    Ciao,
    Mari

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  6. Avatar Stefano1
    Stefano1

    Mariangela, cosa fai questo natale? salti il pranzo con la famiglia anche questa volta? 🙂

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  7. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Stefano1@tutti

    Stefano, quella era Adriana Zarri! Io non salto il pasto, io mi astengo solo dai pranzi d’occasione e dai cenoni! Dicci piuttosto cosa stai leggendo!

    Ciao,
    Mari

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  8. Avatar Stefano1
    Stefano1

    Mariangela, eri tu, non la zarri! Ricordo benissimo, il tuo racconto mi aveva colpito perché anche io sono un po’ orso, anche se meno di te. Anche io pilucco qua e là, alcuni libri li abbandono dopo poche pagine, altre volte arrivo a 50 pagine dalla fine e posso abbandonare. Non me ne faccio più alcun cruccio. Dei libri di cui avete parlato ultimamente, ho letto ed apprezzato Via dei ladri; era un romanzo su cui avevo qualche pregiudizio perché Zona di enard non mi era piaciuto e poi anche perché le storie ambientate in africa non mi hanno mai interessato. Invece Via dei ladri è un romanzo che ha un lato informativo ed attuale, perché fa capire molto bene come vivono i giovani nel Maghreb e dispone di una trama molto avvincente. Davvero un bel libro. Se dovessi consigliarti una delle mie ultime letture, per te ho pensato a Verso la foce di Gianni Celati, è narrativa di viaggio e so che ti piace. Il libro è breve, solo un centinaio di pagine, e racconta dei viaggi lungo il corso del fiume po negli anni 80. Ci puoi trovare la descrizione di quel mondo e di quei paesaggi, oramai spariti, come erano in quegli anni, era il periodo di chernobil per capirci, l’allarmismo, gli incontri con la gente, fatti minimi come la comparsa di una vescica sul piede curata da una giovane infermiera disponibile, cose così, grandi e piccole. Da qualche parte ho letto che questo libro rappresenta ciò che di più simile alla narrativa di sebald sia stato scritto in italia. Forse è un complimento un po’ esagerato, ma per chi ama i libri di viaggio è un buon libro.

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  9. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina
    Cristina, come va? Tienici aggiornati per cortesia.

    @Stefano1
    Stefano, mi hai fatto venire in mente “Tutti i giorni Natale”, un racconto dell’incommensurabile Heinrich Böll (“Racconti umoristici e satirici”, Bompiani). Può essere che lo rilegga. Noi siamo contro le convenzioni, Stefano, non “orsi”, è questo che la gente deve capire. Ti ringrazio per la segnalazione del libro di Celati.

    @tutti
    In difesa della nobile arte del “piluccamento” in lettura:

    “Vladimir Ilič sconsigliava la musica perché distrae la mente e intenerisce il cuore e i cinesi redigevano risoluzioni contro Franz Schubert accusandolo a torto di malinconia. Questo può spiegare l’esito delle maggiori rivoluzioni del secolo. Ma anche per il senso comune c’è incompatibilità tra la politica e la musica se non si tratta di eccitare le folle giovanili o una carica di cavalleria.”
    Luigi Pintor, “La signora Kirchgessner”, in “La vita indocile”, Bollati Boringhieri, 2015, p. 79.

    Per dimostrare che con certi libri (non con tutti!) un certo modo di leggere, sbocconcellando qua e là, non è infruttuoso (dimostrazione che non vale niente per chi la pensa diversamente )

    Ciao,
    Mari

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  10. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    in Salento toccata e fuga da amici.
    Tra le montagne bergamasche è nata una sorrellanza scolastica e così via al SUD a trovare chi è tornato in famiglia grazie a trasferimenti e assegnazioni provvisorie.
    Strano essere molto a sud senza mami e papi.
    In aereo ho fatto una bella scorpacciata del numero due della Ferrante. Oggi tra l’altro ho scoperto che anche la mia amica olandese lo sta leggendo (non ne avevamo mai parlato!!!).

    Ho letto soltanto al ritorno, però. All’andata ho chiacchierato con un signore che mi ha raccomandato di non tornare al sud mai nella vita. Ne è nato un bel dibattito tra emigranti che guardano con lucidità e simpatia i luoghi di origine (lui di Taranto vive a Brescia).
    Tornando alle letture, mi sto avvelenando con un libro prestato da un’alunna: COLPA DELLE STELLE di J. Green.
    Due sedicenni innamorati: lei malata terminale, lui guarito dal cancro che gli ha portato via una gamba. I loro amici ed ex sono tutti coinvolti più o meno gravemente con la malattia oppure sono già all’altro mondo.
    Vado avanti perché ho promesso di leggerlo fino in fondo, ma vi assicuro che mette a dura prova la mia resistenza.
    Buona serata a tutti.

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  11. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Jezabel @tutti

    Jezabel, il libro che citi è stato oggetto di un articolo qui sul blog; era stata l’occasione per scrivere, in generale, dei libri che ci hanno fatto piangere. In quella circostanza, sfruttando i link e leggendo non so più quale rivista in inglese, mi ero fatta un’idea mia del libro e mi ero sbilanciata in un giudizio avventato (visto che il libro non l’avevo letto): avevo scritto che molto probabilmente “Colpa delle stelle”, che si propone di smuovere i cuori di pietra, “fa più ridere che piangere”. Ti chiedo: in che senso mette a dura prova la tua resistenza? Nel senso che è scontato? So che il libro è spesso citato come un esempio importante del genere “young adults” che piace anche ai meno giovani.

    Ciao,
    Mariangela

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  12. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    certamente non è scritto male e ci sono citazioni di film o di musica che lo rendono appetibile anche ai più grandi. Credo però che si adatti a quel morboso (passatemi il termine) compiacimento per la sofferenza e la morte che caratterizza l’adolescenza, soprattutto le femminucce, devo dire.
    Qualche ragazzina accosta “COLPA …” a “BIANCA COME IL LATTE…” di D’Avenia. Ho visto solo il film, ma mi è parso di un livello superiore quanto a caratterizzazione dei personaggi.
    Insomma, il protagonista, alto, bello, ex atleta senza una gamba si innamora perdutamente di una ragazzina notoriamente moribonda e si comporta come se avesse 50 anni affrontando con maturità tutte le situazioni, anche quelle che coinvolgono gli adulti, resi fragilissimi dalla sorte ballerina dei loro pargoli.
    Per non farci mancare nulla, lo stesso giovanottino ha appena concluso una storia con una ragazza morta di cancro al cervello, che durante la loro relazione mostrava spesso segni di squilibrio dovuti alla patologia.
    Insieme i due protagonisti sfruttano il sogno che hanno a disposizione (hai presente quelle associazioni che esaudiscono i desideri dei bimbi gravemente ammalati?) per andare a trovare lo scrittore di un romanzo in cui – UDITE UDITE – la giovane protagonista muore di cancro. Devo aggiungere che frequentano un gruppo di sostegno in cui ogni settimana si contano gli assenti o si misurano arti, occhi, organi mancanti?????
    Cara Mariangela, tra breve ti racconterò la fine che non può che essere strappalacrime al punto che i miei occhi resteranno asciuttissimi…
    Ribuonanotte!!!

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  13. Avatar wwayne

    Da amante del genere young adult, sono andato in brodo di giuggiole a leggere gli ultimi commenti. 🙂

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  14. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela @WWayne @tutti
    confermo l’occhio asciutto e il pollice verso
    🙂 😦

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  15. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Jezabel @Wwayne
    Jez, grazie, attendo la fine (va da sé, del libro!). Wwayne, dacci qualche titolo del genere young adult che ti è piaciuto ultimamente.

    @tutti @Cristina
    Pintor continua a stupirmi per il suo tocco lieve: misura e ponderazione contraddistinguono la sua scrittura anche quando abbandona il discorso personale per affrontare temi più squisitamente politici:

    “Avere ridotto le rivoluzioni del ventesimo secolo ad un cumulo di orrori è un’operazione manichea in senso stretto. Se quello è male tutto il resto è bene e il mondo può sentirsi nel suo complesso innocente. Un cocomero per metà marcio e per metà sano da servire in tavola spaccato in due. Nessuno sospetta che l’implosione di quelle rivoluzioni non ha significato la sconfitta di una parte e la salvezza di un’altra, ma l’occasione perduta per tutti e un sintomo infausto per tutto il cocomero.”
    Luigi Pintor, “Il nespolo”, in “La vita indocile”, Bollati Boringhieri, 2015, p.126.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  16. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Jez, non avevo visto che avevi scritto, abbiamo mandato il commento quasi contemporaneamente! Ciao, Mari

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  17. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    infatti mi chiedevo : <>
    Lascia perdere questo libro, per piacere.
    Con la ragazzina abbiamo fatto un patto oggi e lei si è impegnata a leggere un libro che le do io. Ho dovuto spiegarle perché non ho amato il libro che lei ha letto una sedicina di volte e sono stata moooooolto delicata. Alla fine lei crede che io non ami i libri tristi.
    Santa Cleopatra!!! Con tutto quello che abbiamo studiato sulla narratologia 😦
    Sono un po’ indecisa, ma penso che le presterò COSE CHE NESSUNO SA di D’Avenia o IL BUIO OLTRE LA SIEPE.
    Aggiungo, a favore della pupetta, che legge molto pur essendo dislessica (gioie di una professoressa lettrice!!)

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  18. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Correggo.
    Mi chiedevo : ma perché mai Mariangela mi domanda del finale?

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  19. Avatar wwayne

    @Mariangela: Eccoli!

    Lauren Myracle, “Il nostro infinito momento” (https://wwayne.wordpress.com/2014/10/16/qualsiasi-cosa-succeda/)
    Frances Whiting, “Piccoli imprevisti tra amiche” (https://wwayne.wordpress.com/2015/06/28/una-spalla-su-cui-ridere/)
    Nina Lacour, “Il ritmo dell’Estate” (https://wwayne.wordpress.com/2015/08/09/il-ritmo-dellestate/)
    Claudia Piovano e Silvia D’Agostino, “Per sempre noi”

    Alcuni li ho anche recensiti, tra parentesi il link. L’ultimo libro dell’elenco tra l’altro ricordo che fu una hit al Festival del libro di Pisa dell’anno scorso: io ebbi la fortuna sfacciata di beccare la penultima copia rimasta allo stand.
    Oltre a questi 4 avrei potuto mettere nell’elenco anche “La nostra ultima estate” di Elin Hilderbrand (qui più noto come il famigerato libro del caviale), romanzo che tuttora adoro alla follia e ricordo con grande affetto, ma il mio gesto avrebbe potuto passare per una provocazione e riattizzare vecchie polemiche, quindi ho preferito evitare.

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  20. Avatar Cristina
    Cristina

    Jez… La casa tonda prr la tua pupetta andrebbe super benissimo ( non ricordo l’autrice, mezza indiana canadese…managgia) e La vita davanti a sè di Romain Gary. quelle si che….sono pagine toste e da far lacrimare ) ma anche ridere.

    Io in letteratura non sono capace, ma devo dir che in TV riesco a cvedere delle schifezze super immonde (essendone coscientissima) , per cui…. va tutto benissimo, per noi adulti. Per i pupi fa diverso

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  21. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cristina
    il fatto è che a quell’età, se gli fai girare la ciripiricoccola, non ti ascoltano più.
    Siamo nella dimensione intitolata : “purché leggano” !

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  22. Avatar pilù
    pilù

    Ho letto ” Le variazioni Reinach”, ho letto ” Ultimo parallelo” ho comprato ” Memoriali sul caso Schumann”. Mi sono innamorata di Filippo Tuena. Ma come scrive!!?? Cercherò, anche se so essere molto difficile da trovare, ” Michelangelo. La grande ombra”.

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  23. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Wwayne
    Grazie!

    @Tutti
    In un saggio che ho letto ieri Bolaño parla di un libro di Vila-Matas, “Bartleby e compagnia” (Feltrinelli, 2002); per come lo presenta viene voglia di correre a prendersi il libro. Secondo Bolaño il libro di Vila-Matas sfugge a qualsiasi logica classificatoria: lo definisce un romanzo ibrido che “riunisce il meglio del racconto e del giornalismo e della cronaca e del diario di vita”. “Bartleby e compagnia” parla degli scrittori che a un certo punto decidono di non scrivere più; l’autore, spiega Bolaño, si spinge “nel territorio in cui si decide la possibilità o l’impossibilità della scrittura”, ma parla anche di lettori e di esseri umani. Roberto
    Bolaño, “L’ultimo libro di Vila-Matas” in “Tra parentesi. Saggi, articoli, discorsi (1998 – 2003)”, pp. 227/229.

    Voi conoscete questo libro di Vila-Matas?

    Grazie,
    Mariangela

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  24. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    @Mariangela Vila-Matas è autore di grande estro, compassione, raffinatezza; ossessionato per le vite che tendono a ritrarsi, nel libro che citi e in molti suoi altri (li ho letti tutti) vi sono personaggi e scrittori che ricordano Barleby lo scrivano, protagonista di un racconto di Melville, che a ogni contatto con la vita “preferisce di no”. È un autore complesso e divertente e se si entra nel suo mondo si resta incantati. I suoi due libri più belli, a mio avviso, sono Dottor Pasavento e Dublinesque. Bolano non ha avuto il tempo per leggerli perché sono stati pubblicati in questo inizio di millennio, 2005 e 2010. Dottor Pasavento è la storia di uno scrittore che viaggia (nei libri di Vila-Maras c’è sempre un suo alter ego che si muove per le città d’Europa in modo divagante) e finisce per approdare in Svizzera, nei luoghi in cui è vissuto Robert Walser, uno scrittore molto amato da Vila-Matas. Dottor Pasavento è un grande libro. Sulla stessa falsa riga è scritto Dublinesque, ambientato a Dublino, luogo in cui si affacciano i fantasmi di Joyce e Beckett. Vila- Matas pur essendo uno scrittore iperletterario dalle citazioni innumerevoli non è mai noioso o fine a se stesso. È uno degli scrittori più originali e stimolanti nel panorama contemporaneo.

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  25. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Il libro più bello pubblicato quest’anno è uscito in questi giorni ed è Amica della mia giovinezza, raccolta di racconti di Alice Munro uscita nel 1990, pubblicato da La tartaruruga negli anni ’90 e introvabile da anni. Adesso viene ripubblicata da Einaudi nella splendida traduzione di Susanna Basso. È una delle raccolte più ispirate di Alice Munro, 10 racconti bellissimi per stile, complessità, ironia, poesia. Con Alice Munro non riesco ad essere misurato, più la leggo e più trovo la sua arte grandissima.

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  26. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Domenicofina
    Ti ringrazio molto; l’articolo di Bolaño su Vila-Matas mi era saltato all’occhio proprio perché ricordavo che il suo Dottor Pasavento rientrava nella tua classifica dei capolavori del XXI secolo, speravo tu potessi rispondermi.

    È giusto riconoscere che della dozzina di libri che tu elencavi a giugno, appunto, tra i capolavori del nuovo millennio, io sono andata a prendermi i seguenti sei titoli:

    1. 2001 Austerlitz – Winfried Sebald – Adelphi
    2. 2001 Nemico, amico, amante– Alice Munro – Einaudi
    3. 2004 In fuga (racconti) – Alice Munro – Einaudi
    4. 2007 Uomini d’Irlanda (racconti) – William Trevor – Guanda
    5. 2009 Olive Kitteridge – Elizabeth Strout – Fazi
    6. 2013 Felici i felici – Yasmina Reza – Adelphi

    Con l’eccezione dei racconti di Trevor, che proprio non ho avuto modo di leggere per motivi di tempo, e con qualche limitazione sulla seconda raccolta della Munro, di cui ho letto solo il primo racconto (potente!), gli altri li ho apprezzati tutti. Con “Felici i felici”, forse meno conosciuto degli altri, ho passato parola e fatto proseliti. Grazie!!

    Ciao,
    Mari

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  27. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Ciao Mariangela, naturalmente ogni elenco è personale, io per esempio se dovessi indicare un capolavoro degli ultimi 20 anni direi “Uomini famosi che sono stati a Sunne” (1998) di Goran Tunstrom (1937-2000) pubblicato da Iperborea, un libro per me unico, essendo Tunstrom un autore dalla fantasia e dallo stile davvero inimitabili. Ma mi rendo conto che Tunstrom da noi è poco letto, e trovo che sia davvero un’ingiustizia per il valore della sua intera opera, tra le più originali e intelligenti degli ultimi decenni. Se fosse pubblicato da Adelphi sono certo che avrebbe una schiera di ammiratori incantati.

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  28. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @tutti
    continuo la mia saga di profe che quest’anno scambia i libri con i suoi alunni.
    COSE CHE NESSUNO SA ha coinvolto la pupetta lettrice sin dalle prime pagine. Un alunno un po’ discolo mi ha dato oggi CERCANDO ALASKA di J. Green (lo stesso di COLPA DELLE STELLE) Spera di farmelo apprezzare e io a mia volta spero di non avvilirmi con un altro libro insulso che non posso neanche insultare troppo per non turbare i giovani virgulti prestatori 😦

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  29. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Domenico Fina
    grazie per avermi segnalato la riedizione della Munro.
    Di solito non amo i racconti e non amo neanche leggere tutto di un autore, eccetto Dickens, il mio mito.
    Stregata dalla Munro, quindi, di cui mi finora mi è piaciuto tutto.
    Bye bye.

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  30. Avatar carla
    carla

    Ciao a tutti,
    dopo un po’ di tempo che non intervengo lo faccio per motivi “quasi personali” e cioè per segnalare un libro di racconti edito da Italic p. dal titolo ” come cinque stagioni” di Stefano Lunedei ( mio fratello).
    Amore fraterno a parte penso proprio sia un bel libro, scritto bene ed anche originale.
    Al momento sono state fatte due presentazioni a Rimini ( luogo di residenza dell’autore) ed il libro sta piacendo molto, ma sarei contenta che avesse una risonanza maggiore.
    La casa editrice è di Ancona, piuttosto piccola ma nel circuito Feltrinelli ( infatti una delle due presentazioni è stata fatta alla libreria Feltrinelli si Rimini) e quindi penso che il libro lo si possa trovare ( o richiedere) in quelle librerie.
    Mi rendo conto che non conoscendomi non è facile che qualcuno ” mi dia retta”, ma credetemi : si tratta veramente di un bel libro, apprezzato anche da chi dice di non amare i racconti.
    Grazie comunque dell’attenzione
    Carla

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  31. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Jezabel @tutti
    Che bella idea quello dello scambio di libri tra prof e studenti! Ammetto che di pazienza bisogna avercene per stare al gioco senza “turbare” i giovani lettori.

    @Stefano1 @tutti
    (Se non avete voglia di sorbirvi uno sfogo, saltate questi capoversi e passate ai saluti).

    Premessa: al decalogo di Pennac io ho unilateralmente e arbitrariamente aggiunto un undicesimo punto: il diritto del lettore di leggere più libri assieme, non proprio contemporaneamente, ma in stretto parallelo, tenendo entrambi i libri aperti, sfogliando le pagine ora dell’uno ora dell’altro.

    Assieme al resoconto del viaggio sul Po di Celati, “Verso la foce”, da te consigliato, avevo ordinato anche un volume fotografico sui fiumi padani. Qualcuno starà già dicendo che allora, così, la forza evocativa della scrittura viene svilita, che chi ha fantasia non ha necessita di ricorrere alla cruda immagine, che la pagina scritta dovrebbe già da sola fare transvolare il lettore in altri mondi e, soddisfatto di queste argomentazioni, concluderà: in questo modo la lettura è asservita ai freddi motivi della ragione e non a quelli meno ponderabili del cuore. Stefano, è come per i cenoni di Natale, a me piace leggere così e non mi importa niente, lascia che il modo dica.

    In conclusione, sto dedicandomi alla lettura parallela di questi volumi e saprò dirvi:

    1. Gianni Celati, “Verso la foce”, Feltrinelli, 1989.

    2. “La forza delle acque. Le grandi piene del Po e degli affluenti dal 1951 al 2000 nelle province di Parma, Cremona, Mantova, Piacenza e Reggio Emilia”, Monte Università Parma, 2005.

    Saluti,
    Mariangela

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  32. Avatar carloesse
    carloesse

    5 capolavori di questo nuovo secolo?
    La mia personale scelta:
    2001- AUSTERLITZ (W.G. Sebald)
    2003- 2666 (R. Bolano)
    2007- LA STRADA (C. McCarthy)
    2007 – KAFKA SULLA SPIAGGIA (H. Murakami)
    2011- UN’EREDITA’ DI AVORIO E AMBRA (E. De Waal)
    seguono a ruota (sceglierne 5 non è uno scherzo, quelli fuori sono fuori per un pelo) e vanno quindi almeno citati: “Le Variazioni Reinach” e “Ultimo Parallelo” di F. Tuena (risp. 2005 e 2007); “Observatory Mansions” di E. Carey (2003); “Non Lasciarmi” di Ishiguro (2006); “Dublinesque ” di Vila-Matas (2010); “Manuale di Investigazione ” di J. Berry (2009) e “Anime Baltiche” di J. Brokken (2014). Non ho considerato quelle che sono riedizioni di libri del secolo scorso, comunque capolavori quali “Stoner” di J.Williams, “La Famiglia Karnoski ” di I. Singer, etc.
    Saluti

    Piace a 1 persona

  33. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @FeliceCelato @Stefano1 @Jezabel @Carloesse @Cristina

    Il commento di Carlo mi ha ricordato che in mezzo a tutti questi “piluccamenti” dovuti ai vostri suggerimenti stavo scordandomi di scrivervi che ho finito “La famiglia Karnosky” di Singer, che qualche tempo fa, tra gli altri, mi era stata consigliata da Felice. Bellissimo libro, veramente, avevate ragione voi a consigliarlo vivamente! Se non ricordo male anche Jezabel ne era rimasta incantata.

    Mariangela

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  34. Avatar Cristina
    Cristina

    Ciao.
    Per me in questo nuovo secolo ci sono solo
    Chimamanda Adichie META’ DI UN SOLE GIALLO-
    E. De Waal UN’EREDITA’ di AVORIO etc –
    la CITTA’ degli Angeli di cHRISTA wOLF
    e ci metto pure MIDDLESX di Eugenides – e
    David Grosman de A UN CERBIATTO SOMIGLIA….
    Certo anche LA STRADA di MacCormac ( mac Carthy?? mahh, non mi pare) mi aveva molto colpita a suo tempo. Com pure VIA DEI LADRI di Enard

    pOI AVEVO SCOPERTO LA SUBLIME E SUPREMA MERCè rODOREDA – MA SONO LIBRI DI MOLTI ANNI FA – MARIO bENEDTTI, ANNIE ERNAUX, rOMAIN GARY,e Chinua Achebe il grandissimo.

    Ho letto Stoner e il Singer fratello, ma – nonostane siano bei libi – non li trovo al massimo dei miei gusti.Tuena l’avevo preso ma forse non era il momento giusto,lo avevo lasciato, ma riproverò.
    Dei giapponesi non mi prende nulla, sarò poco adatta io forse…

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  35. Avatar carloesse
    carloesse

    @Cristina
    …Cormac è il nome, McCarhy il cognome!
    (a volte mi sbaglio anche io: forse stiamo diventando vecchi!)….
    😉

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  36. Avatar carloesse
    carloesse

    …e mi sono pure mangiato una T (McCarthy)

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  37. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Stefano1
    Del libro “Verso la foce”, di Gianni Celati, ho letto le pagine del secondo resoconto di viaggio, l’esplorazione dei margini del fiume Po intrapresa dall’autore nel 1983, assieme a un amico fotografo.

    La prosa di Celati per quello che posso giudicare io è buona e sa cogliere tanti aspetti dei luoghi visitati, proprio come ci si aspetta da un buon resoconto di viaggio; in alcuni punti mi è piaciuta la descrizione puntuale del paesaggio fluviale:

    “Gli argini fanno venire in mente racconti di barcaioli, braccianti, ghiaiaroli, segantini, uomini di bosco e uomini di fiume. La strada pensile che li percorre permette di vedere insieme il fiume e i campi, e a volte altri argini interni detti comprensori, che in caso di piena servono a isolare le zone allargate. Sotto gli argini, dalla parte del fiume o dall’altra, boschetti golenali che un tempo dovevano essere soprattutto di salici. Adesso dovunque pioppeti disposti su linee scalate (da qualunque parte si guardino si vedono linee d’alberi in diagonale), formano assieme agli argini un ordine spaziale che esiste solo da queste parti.”
    (Gianni celati, “Esplorazioni sugli argini”, in “Verso la foce”, Feltrinelli, 1989, p. 59)

    Quello che del resoconto di Celati mi ha lasciato invece perplessa è, come dire, quella vena di tristezza che a tratti gli fa descrivere quei luoghi in modo cupo e grigio, quasi fossero luoghi tetri. È vero che nel suo racconto quelle giornate di maggio erano piovose, ma quando c’è l’entusiasmo del viaggio, anche l’acquerugiola e i vapori del fiume si possono cogliere nella loro poesia; perfino la nebbia padana può apparire avvolgente e luminosa nella descrizione di un viaggiatore entusiasta, calato nello spirito del luogo.

    Forse la spiegazione sta nella prima pagina del libro: scrive infatti Celati che i viaggi riportati nel volume “narrano l’attraversamento d’una specie di deserto di solitudine, che però è anche la vita di tutti i giorni”. Io – che di mio non sono del tutto immune, di quando in quando, da malinconie e malumori – voglio sperare che tanto la pianura Padana quanto la vita si possano “attraversare” con un briciolo di allegria in più.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  38. Avatar Cristina
    Cristina

    Celati, un narratore minore, un pochino noioso secondo me, ma non male….è che si è chiuso in un microcosmo,,,

    Calo ho fatto confusioone, certo, è come dici tu!

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  39. Avatar Cristina
    Cristina

    Carlo, non Calo, mannaggia

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  40. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Stefano1 @Cristina
    Celati si è occupato di questi luoghi anche come regista, ha girato tre documentari raccolti in un cofanetto che contiene anche un libro proprio sulla sua opera cinematografica:

    • “Documentari imprevedibili come i sogni. Il cinema di Gianni Celati”, a cura di Nunzia Palmieri, Fandango, 2011. Con testi di: Gianni Celati, Fabrizio Grosoli, Marco Belpoliti, Gianna Canova, Antonio Costa, Sara Hill, Nunzia Palmieri.

    Forse per capire la sua prosa viene in soccorso quanto scrive Belpoliti, (che tra l’altro definisce “Verso la foce” e “Narratori delle pianure” due dei libri più belli scritti negli ultimi trent’anni):

    “C’è nel suo cinema una forma di fissità e insieme il prolungamento di una visione che non ha nulla di invasivo o voyeristico, ma cerca di accarezzare lungamente le cose e fa di tutto perché le cose rimangano il più possibile con il sé che guarda. Come nella sua scrittura narrativa Celati costruisce piccole scene, immagine scrutate una per una con calma e con intensità, così nel suo cinema il momento istantaneo, la fissità del fotografico prevale sul movimento; inoltre la narrazione per immagini è ridotta al minimo, solo accennata, ricondotta a elementi visivi, a presenze sceniche che appaiono casuali, ma che invece sono state lungamente studiate per rendere quel senso di provvisorietà che oggi né il cinema né la narrativa amano troppo.”

    Marco Belpoliti, in “Documentari imprevedibili come i sogni. Il cinema di Gianni Celati”, cit., (pp.49/54), già pubblicato in ALIAS – “Il Manifesto”, 15 febbraio 2003.

    Ciao,
    Mari

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  41. Avatar Stefano1
    Stefano1

    @Mariangela Per il momento ho letto un unico resoconto e l’andamento triste e rassegnato della sua narrazione l’avevo colto anche io. Celati è uno scrittore oggi un po’ datato e ha ragione cristina a definirlo un minore, rimane (forse) uno scrittore che piace più agli altri scrittori che al grande pubblico. Questo libro, in particolare, ha ricevuto moltissime recensioni, un paio di anni fa il sito doppiozero aveva dedicato uno speciale a Celati, con un sacco di articoli firmati da grandi nomi della critica. Uno scrittore comunque da conoscere anche solo attraverso qualche pagina. Probabilmente non leggerò più niente di suo ma questo volume voglio portarlo a termine, un po’ di noia messa in conto.

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  42. Avatar Paolo
    Paolo

    Ciao,
    cinque libri scelti dal nuovo millennio.
    Ho voluto concentrarmi su alcuni italiani: considero i primi due, libri e scrittori, importanti, significativi in assoluto; gli altri tre sono stati per me letture interessanti, che mi hanno lasciato qualcosa, curiosità, soddisfazione, interesse per l’autore (e attesa).
    Tu, sanguinosa infanzia di Michele Mari
    Il viaggiatore notturno di Maurizio Maggiani
    Se consideri le colpe di Andrea Bajani
    Mandami tanta vita di Paolo Di Paolo
    Hotel a zero stelle di Tommaso Pincio (non è il suo migliore, ma tant’è).
    Saluti e Buon Natale

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  43. Avatar Cristina
    Cristina

    non leggo praticamente mai autori italiani, ma quest’anno mi sono piaciuti parecchio L’INVENZIONE DELLA MADRE di Marco Peano e quello di Marco Missiroli, uffi il titolo è qualcosa come VIZI PRIVATI…non me lo ricordo, ah si ATTI OSCENI IN LUOGHI PRIVATI. belli, tutti e due, si.

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  44. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina
    Cristina, Missiroli l’avevo prenotato e sapevo che i tempi di attesa sarebbero stati lunghi, poi, come talvolta succede quando i libri sono super gettonati, il libro non è più arrivato e io sono passata ad altro. Lo ribeccherò in tempi migliori.

    Volevo chiedervi se per caso qualcuno ha letto qualcosa di Paolo Sorrentino, io sto audioleggendo “Hanno tutti ragione” e mi sta prendendo molto. Manco a dirlo, l’attore che legge è superlativo!

    @Tutti @Stefano1
    Penso tu abbia colto l’aggettivo giusto per definire il modo di procedere di Celati: rassegnato, ecco, più che triste, direi proprio che è rassegnato. Giusto per fare un paragone, avevo definito le pagine di Pintor sommesse, ma non sottomesse, con Celati, ti dico, l’amaro della vita non è mai stemprato nell’ironia e l’autore lascia intendere che ognuno di noi questo amaro calice debba ingurgitato fino all’ultima goccia. Buono a sapersi: devo evitare Celati nei giorni sbagliati. Sono però contenta di avere letto qualcosa di suo.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  45. Avatar wwayne

    @Cristina: Perché non leggi quasi mai autori italiani?

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  46. Avatar Cristina
    Cristina

    Wwayne, (sto parlando di auori giovani e contemporanei chiaramente) perchè in genere sono di scarsa,o scarsissima qualità, secondo me, e sciatti e arroganti per giunta.
    Invece alcune autrici mi piacciono parecchio, Elena Ferrante e Michela Murgia in primis, ma anche Clara Sereni, Simonetta Agnello Hornby e qualche altra.

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  47. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    No, nessun incantamento… mi ero pure beccata gli strali indignati di una seguace del blog perché, a suo parere, avevo preso in giro il buon Singer. Solo che io ho amato troppo Isaac, perciò delusione massima.
    Quanto ai libri scambiati coi giovani, non sempre riesco. L’ho fatto anche alle medie e non ti dico che sfrenate cavolate mi siano toccate….
    🙂

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  48. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Jezabel
    Ricordavo male; sono andata indietro fino a luglio 2014, ma non ho trovato il punto in cui ne parlavate. Non è che ti ricordi, più o meno, quando hai scritto qui della famiglia Karnosky? Grazie, Jez!

    @tutti @Stefano1
    Quando ho ordinato il libro fotografico sul Po non sapevo che Celati avesse fatto il suo viaggio proprio con un fotografo; il libro che ho qui, infatti, non è di Luigi Ghirri, il viaggiatore amico di Celati che proprio su quel viaggio avrebbe poi pubblicato un volume (mi procurerò anche quello): questo è un altro libro di fotografie sulle piene del Po e dei suoi affluenti.

    Sono immagini bellissime e drammatiche: case sommerse dall’acqua fino al tetto, golene allagate, zattere di fortuna, ma su tutte mi ha colpita l’immagine di un camion fermatosi in extremis, su un ponte distrutto per metà dalla piena, sull’ultima arcata non ancora crollata: la cabina del veicolo spenzola da quello che è rimasto del ponte come la testa di un animale ucciso; i fanali sembrano occhi sbarrati che fissano il vortice della corrente nell’abisso sottostante; impressionante, veramente.
    (Fotografia di Giovanni Amoretti,“Ponte Caprazucca sul torrente Parma”, Parma, 1982, in “La forza delle acque. Le grandi piene del Po e degli affluenti dal 1951 al 2000 nelle province di Parma, Cremona, Mantova, Piacenza e Reggio Emilia”, Monte Università Parma, 2005.)

    Il testo riporta anche alcuni scritti: poesie, articoli della Gazzetta di Parma, pezzi di Guareschi, di Zavattini e di altri autori che della furia devastante del grande fiume hanno scritto nelle loro opere. C’è anche dell’altro in questo bellissimo libro, molto di più di quanto sappia raccontarvi io.

    Saluti a tutti,
    Mariangela

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  49. Avatar giorgia
    giorgia

    @ Mariangela,
    devo chiedertelo, sono troppo curiosa, ma questa tua voracità, questa bulimia libresca come si concilia con un qualsivoglia lavoro di ufficio?
    Sei in pensione, oppure non sei poi un’impiegata modello?
    Nascondi i libri tra le pratiche? Sei sempre in malattia? Oppure non è vero che leggi tanto. Spari titoli a caso per vincere una gara immaginaria?
    Possibile che non si sia accorto nessuno che quello che sostieni è impossibile?

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  50. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Tutti

    Cristina ti chiedo in merito agli autori italiani: non hai mai letto nulla di Maria Perosino? Io avevo letto tempo fa “Le scelte che non hai fatto” e ne avevo parlato, qui. A me era piaciuto così come mi sta piacendo molto (non l’ho ancora finito) “Una commedia italiana” di Piersandro Pallavicini. Ci tenevo anche a citare l’attore che sto sentendo in “Hanno tutti ragione” di Paolo Sorrentino (altro bel libro di autore italiano, secondo me) di cui vi dicevo ieri: si tratta di Toni Servillo che è veramente bravissimo.

    Poi, diamine, se facciamo il paragone solo con i capolavori assoluti della letteratura mondiale, ovvio che gli italiani ne usciranno sempre perdenti. Non so, però forse il tuo è un giudizio un po’ severo.

    Ciao a tutti,
    Mari

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