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I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015. Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della…

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.


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Commenti

1.478 risposte a “I libri più belli, letti nel 2015”

  1. Avatar Jezabel
    Jezabel

    AAAAAAAAHHHH!
    Sembra di passeggiare per Catania e la Storia dietro la saga familiare….
    Un mito I VICERE per me!
    Le stroncature di Croce sono famigerate: per lui la maggior parte della D. Commedia non era poesia!!!! Gli vogliamo bene lo stesso…
    🙂 🙂 🙂

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  2. Avatar giorgia
    giorgia

    Che cosa ci si viene a fare su un blog di lettura oltre che a scrivere?
    Magari a cercare indicazioni su autori e libri, a leggere recensioni e critiche, perfino ad allacciare amicizie…

    O magari a capire come, perchè e da chi un blog simpatico e intelligente sia stato distrutto senza pietà.

    Basta guardare lo sparuto gruppetto superstite e l’esiguo numero dei commenti pubblicati in questo 2015 ormai verso la fine

    Ma di questo me ne accorgo solo io che mi ci affaccio rarissimamente?

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  3. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Jezabel @tutti
    Per la verità, Jez, con “I viceré” non è stata una passeggiata e non sto alludendo alla mole perché in effetti le pagine scorrono bene e si prestano ad essere ascoltate (27 ore di audio!), sto invece pensando a quella torma di avvoltoi che fanno del capolavoro di De Roberto quello che è stato definito “il romanzo del disamore”. Tolti Matilde, la prima sventurata moglie di Raimondo di cui ho già detto, Teresina e Giovannino, gli unici tre individui capaci di amore disinteressato, gli altri personaggi sono una somma di cattiveria e di egoismo e leggere le loro gesta non è stato psicologicamente facile. Per tutta le lettura del libro non si concretizza mai un’illusione, pur fugace e peritura, mai si apre uno spiraglio di speranza che l’amore, in qualsiasi sua forma, possa avere una qualche possibilità di dispiegare i suoi effetti: solo in questo senso sono d’accordo con Croce: “I Vicerè” di De Roberto è un romanzo che “non scalda il cuore”, nel senso che non fa sognare. Ciò non di meno (sembra una contraddizione, ma non lo è) non posso dire che non mi sia piaciuto!

    Ho trovato un ottimo tratteggio dei personaggi femminili (e non solo) in un saggio che voglio proprio segnalare qui sotto:

    • Ada Neiger, “Tutte le donne dei “Viceré””, in “Gli inganni del romanzo. “I viceré” tra storia e funzione letteraria”, atti del Congresso celebrativo del centenario dei Viceré. Catania 23 -26 Novembre 1994, Fondazione Verga, 1998, pp. 255/265.

    Vi avverto, la bibliografia è altisonante, ma gli articoli sono leggibilissimi e di buona fattura; io con l’analisi psicologica dell’autrice mi sono trovata d’accordo e a leggere questo e gli altri articoli contenuti nel volume mi sono divertita moltissimo.

    Non voglio dilungarmi, ma che dire di Donna Ferdinanda? È un bel campione di cattiveria, eppure non si può dire che sia una semplice caricatura o che sia un’esagerazione. Chapeau all’autore!

    Ciao a tutti,
    Mari

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  4. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    Mi fai venire voglia di rileggerlo.
    Quando hanno girato il film sono andata a sbirciare, perché casualmente lo avevo letto da poco e al convento dei Benedettini, in via Crociferi e dintorni ci avevo passato gli anni da universitaria…
    Pensi di leggere le altre parti della trilogia? O cercherai altre letture più scaldose?????
    🙂

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  5. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina,
    come vanno le parole crociate? Se ti serve aiuto ci siamo qui noi: basta che ci dici la definizione e il numero di spazi e noi … tac, soluzione bell’e pronta.

    @Jezabel, @tutti
    Non ho continuato la trilogia perché mi hanno detto che dei tre romanzi “I viceré” è il migliore, ma ero tentata di affrontare “L’illusione” perché ne avevo letto nella raccolta di saggi che ricordavo l’ultima volta.

    • Alida D’Aquino, “Tra “L’illusione” e “I viceré”: Teresa e Matilde”, in “Gli inganni del romanzo. “I viceré” tra storia e funzione letteraria”, atti del Congresso celebrativo del centenario dei Viceré. Catania 23 -26 Novembre 1994, Fondazione Verga, 1998, pp. 267/293.

    La protagonista de “L’illusione” è Teresa, la figlia di Raimondo, un personaggio di cui ne “I viceré” si fa solo un cenno: Teresa è una bimba vivace, inquieta, tutto il contrario della sua omonima cugina, la figlia di Giacomo, obbediente e sottomessa. Scrive l’autrice del saggio che ne “L’Illusione” Teresa è una donna insoddisfatta, un po’ alla Madame Bovary, e come nel romanzo di Flaubert anche in quello di De Roberto la colpa viene fatta ricadere sulla lettura che le metterebbe nella testa suggestioni strane, che favorirebbe la propensione a fantasticherie, che la distoglierebbe dai suoi doveri di moglie. De Roberto si è occupato di Flaubert come critico letterario sul “Fanfulla” e secondo Alida D’Aquino molto del romanziere francese si è trasfuso in questo personaggio derobertiano presente tanto ne “I viceré” (per quanto personaggio minore) quanto ne “L’illusione” (quale personaggio protagonista). Jez tu l’hai letto? Io
    non vi ho rinunciato definitivamente, per la verità, ma ho dovuto rimandarlo.

    Saluti,
    Mariangela

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  6. Avatar carloesse
    carloesse

    @Cristina
    ti hanno dipinto come una Crudelia De Mon (De Ville nell’ originale) con in più dei superpoteri che manco la kryptonite…
    Fossi in te me ne sentirei onorata. Se non altro per l’attenzione: “Molti nemici molto onore” diceva qualcuno….
    Per conto mio le lettere più acide e malmostose sono quelle che più mi divertono.
    Se non ci fossero le Giorgie, o le bellezze in bikini sugli scogli di Giannutri (o era Lampedusa?), e compagnia bella, sai che noia! Bisognerebbe inventarsele.
    😉

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  7. Avatar Idillio
    Idillio

    È tornato masaniello, pavido difensore delle rancide mezze calzette. Insieme fate una calza.

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  8. Avatar carloesse
    carloesse

    Che meraviglia! Ci mancava solo Idillio (nome che è tutto un programma).
    Benvenuto/a (?) nel nostro calzificio, che ci facciamo altre due risate.

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  9. Avatar Cristina
    Cristina

    ciao Carloesse!
    lo sai tu, come me, che sono più o meno sempre la stessa persona, tu pensa il livello. e vabbuò che vulimmo fa’ ? ha da passa’ a nuttata.
    E dire poi che io, la kryptonite, proprio non la digerisco.
    immagina i miei super super poteri! mi vengono tutti e solo dalla…. crème caramelle ahahah, potente nevvero???
    (e pensa che, li ho contati, i partecipanti a dicembre 2013 – prima che io ci mettessi il naso qua – erano più o meno lo stesso numero di ora, se non un pelo di meno … tu immagina…).
    Del resto per una partitina a carte, il numero va benissimo.

    Mari, sono sempre alle parole crociate. Compulsivamente e quasi ossessivamente. E, grazie, ma sono abbastanza …bravina ( non dico di più perchè se no le senti tu tutte le suocere…), e quando non…compro il numero successivo, con le soluzioni! (sono furbina, eh?)

    nonriescoaleggerenonriescoaleggerenonriescoaleggere.

    comunque, per favore: il primo o la prima che legge CHIRU’ di Murgia, mi piacerebbe ne dicesse qualcosa

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  10. Avatar giorgia
    giorgia

    Cruella De Vil = Devil
    Crudelia De Mon = Demonio

    Va bene Carlo?

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  11. Avatar carloesse
    carloesse

    Grazie, ma lo sapevamo già.
    Con simpatia
    O’Masaniello

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  12. Avatar Idillio
    Idillio

    Masaniello, ha un nome da discount. Mi saluti la vecchia, arrogante pantegana, probabile maestrina di campagna.

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  13. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    Nemmeno io ho proseguito. Ho creduto che non si potesse eguagliare quel piacere. Ma ora a distanza di anni mi farebbe piacere riprendere.
    A Desenzano, in una bella libreria ariosa e con un libraio competente, ieri ho comprato L’AMORE MOLESTO della Ferrante. Chissà che una maestrina di montagna non possa trarre buone info da una di campagna 🙂
    @Carloesse
    in quale discount ti trovo, esattamente?

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  14. Avatar carloesse
    carloesse

    @Jezabel
    Come sai ho il dono dell’ubiquità, come tutti i rammendatori di calzette. Quindi mi puoi trovare in diverse catene di discount, in tutta la penisola e anche in qualche esercizio oltreconfine (Africa mediteranea, Paesi caucasici, o quelli balcanici… ).
    @tutti
    Però ora ditemi un po’ voi se quest’Idillio, che entra qui senza neanche presentarsi solo per sfogare tutta la sua acrimonia (chissà, forse avrà problemi in famiglia!) è o non è divertente.
    Io lo trovo spassosissimo!

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  15. Avatar cristina
    cristina

    nomen omen, idillio, il dio dell’io
    ciao Carloesse!
    Brava Jezzzz!!
    (io mai stata maestrina, solo qualche lontanissima supplenza alle superiori, ma nella vita ho fatto altro,di tutto e di più… anche tradurre libri e scrivere raccontini )

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  16. Avatar cristina
    cristina

    ah, qualche nota biografica: sono milanese doc, anche se da un decina d’anni vivo in Toscana, ho i capelli rossi e un temperamento adeguato al colore.
    bacini

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  17. Avatar Jezabel
    Jezabel

    🙂
    @tutti
    in questi tempi in cui si cerca la pace e la cultura (intesa nel senso più ampio) sembra la chiave e la via giusta per sconfiggere il terrore e il terrorismo certi interventi sono davvero penosi.
    E mi fermo qui.

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  18. Avatar diana
    diana

    Carloesse, Camilla, Adour, Polissena, Ennore, Editalara, Felice …….
    ridate vigore a questo spazio che da un po’ di tempo a questa parte è
    diventato un po’ troppo lineare!!!
    La lettura, l’arte, la musica e tutto quello che è cultura racchiudono
    in se vitalità, emozione e condivisione!!!
    Sappiate che i vostri suggerimenti, commenti e pensieri sono stati preziosi
    per i tanti visitatori di questo blog!!!

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  19. Avatar Idillio
    Idillio

    Che, le due mezze calze non illuminano piú la platea con le loro dimenticabili recensioni?

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  20. Avatar Cristina
    Cristina

    per servirla

    ATTI OSCENI IN LUOGO PRIVATO di Marco Missiroli.
    Da leggere da leggere da leggere.

    Un’educazione sentimentale di un ragazzo – si parte dai suoi 12 anni, fra Parigi e Milano ( zona Romana, la mia!”), le fantasie erotiche, le amicizie, le ragazze, le pippe, il papà, la madre con un altro… le prime scoperte sessuali, c’è tanto sesso in questo libro e non è mai, nemmeno un attimo, sconcio volgare sporco.
    E’ il sesso della vita, pulsionale, violento, a volte triste, sorprendente, a volte inutile, a volt annoiato e superfluo, sempre maestro di vita e cuore.
    Si ride parecchio, ci si emoziona parecchio, si segue Libero – si così si chiama – nei film, a parlare di libri, un’educazione sentimental letteraria-cinefila e soprattutto erotica. Come dovebbe essere

    Ci sono molti ravioli al limone e noce moscata, tanti panini col tonno e la salsa rosa alla Crocetta, c’è parecchio girellare per le strade.

    UN libro MOLTO bello, vero, intelligente, commovente, che colpisce diritto al cuore.E sapete cosa è bello soprattutto? l’amicizia maschile, qua, finalmente piena, ben detta ben descritta, muscolare e fantasiosa.

    L’autore poi è fin troppo bello per essere vero…Bravo Missiroli!!!!!!!!!!!!

    PS il signor sa scrivere e usa bene la lingua. e non se la tira praticamente mai. Ai giorni nostri è grasso che cola

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  21. Avatar Beppo
    Beppo

    Ciao! Conoscete romanzi a più voci narrative? Ho letto l’urlo e il furore e mi piacerebbe leggerne altri del genere..

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  22. Avatar giorgia
    giorgia

    @Idillioooooo, ma la senti quella? Le “pippe”!!!???
    Ma parla così una vera lady?

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  23. Avatar Idillio
    Idillio

    Come previsto: tutto già letto, nulla di nuovo. E poi profusione di figure retoriche da fast food. La maestrina, vera maestra del copia e incolla.

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  24. Avatar Cristina
    Cristina

    @Beppo, mi permetto di consigliartene tre, molto diversi fra di loro

    A un cerbiatto somiglia il mio amore – di David Grossman – libro secondo me travolgente di uno scrittore isrealiano dotato di una umanità indescrivibile

    Philip Meyer – Il figlio – duro , anzi durissimo (pseudo) western americano,., la conquista della terra indiana da parte dei petrolieri texani

    Il gioco dei regni – di Clara Sereni- la vita avventurosissima della famiglia Sereni che è stata grande parte della nostra storia europea e mediterranea, Italia prima e dopo la guerra, la fondazione di Israele etc etc.
    Molto avvincente e vero ( è – di fatto – una biografia romanzata)

    NB: l’atto di masturbarsi, si dice, nella lingua comune, sega o pippa.
    fatevi una pippa significa ad esempio ….andate a quel paese, non si finisce mai di imparare ….

    a idillio piacciono i fast food, pessima cucina. a ciascuno il suo.

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  25. Avatar Cristina
    Cristina

    comunque Carloesse, hai proprio ragione. Sono proprio ossessionati dalla sottoscritta, pensa tu che non han di meglio da fare. Si, ne sono quasi lusingata…. ahaha

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  26. Avatar Idillio
    Idillio

    Farsi una pippa significa farsi problemi, scrupoli, come quelli che dovrebbe farsi lei prima di continuare a ragliare, maestra del copia e incolla.

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  27. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Luigi Gavazzi
    Ve l’ho già scritto che per sentire gli audiolibri io mi trovo meglio con il CD che non con il formato MP3? Ho notato infatti che gli audiolibri su CD sono facilmente reperibili nei sistemi bibliotecari, mentre quelli su MP3, presenti su MLOL, sono piuttosto richiesti e possono esserci liste d’attesa, diciamo che il CD è la soluzione più pratica anche per una questione di disponibilità nelle biblioteche (meno male che esistono!).

    In uno di quei mega negozi di elettronica, dove lavorano perlopiù ragazzi molto giovani, ho spiegato la mia necessità di sentire i CD per via della lettura; il giovanotto mi ha squadrata e mi ha spiegato con pazienza che, se non si è collegati con la corrente elettrica, i CD si sentono su un hardware non molto attuale, i lettori CD, infatti, non hanno più molta ragion d’essere per la musica ed è un tipo di hardware ad esaurimento, vista la scarsa richiesta.

    Per farla breve, ora sono munita di questo aggeggio e con il mio “Disco Narrante”, come l’ho battezzato io, posso passeggiare nel verde e sentirmi i libri. Luigi Gavazzi, lo so che tu per riflettere sui libri sei solito correre, come ci scrivevi un po’ di tempo fa, ma io sono meno sportiva e mi limito a camminare, è però vero che deambulare aiuta molto a concentrarsi. Batterie ricaricabili, quindi consumo a costo zero garantito e rispetto per l’ambiente assicurato; vi dico. una cosa deliziosa.

    Mi viene solo un dubbio: visto che i dispositivi di quel tipo scarseggiano (il giovane commesso mi ha detto che in magazzino gliene rimanevano solo due) non sarà il caso di acquistarne almeno un altro di scorta? Sarà da fanatici?

    Cristina, se non riesci a leggere prova anche tu con gli audiolibri!!!

    Saluti a tutti,
    Mariangela

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  28. Avatar carloesse
    carloesse

    @Cristina
    Proprio vero. Molto divertenti all’inizio, e per questo mi piace stimolarli. A lungo andare, una volta dato il peggio di se (sempre materia interessante per sociologi e psicoterapeuti) però annoiano, come tutti i troll.
    Non ti curar di lor….
    😉

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  29. Avatar carloesse
    carloesse

    Ultimamente ho voluto provare a leggere Javier Marias. Se ne dice un gran bene e lo apprezzava particolarmente anche Bolano (che io considero una delle vette della letteratura a cavallo tra i due secoli che i miei coetanei stanno attraversando): pensavo potesse essere una garanzia.
    Ho così letto in rapida successione MENTRE LE DONNE DORMONO (una raccolta di racconti) e sto adesso per finire IL SECOLO (un romanzo degli anni ’80). Debbo dire che non mi ha convinto.
    Temi spesso interessanti e scrittura di un’eleganza superba, con frequente uso della divagazione, ma non sempre funzionale (come in Sebald che ne fa il perno di ciò che scrive, o come in Bolano stesso, a cui serve per inserire continuamente storie nelle storie per farci sentire smarriti in un mondo labirintico e incomprensibile). A lui serve per dilatare immagini, a volte con sicuro effetto e con sfoggio di grande classe. Ma a me da l’impressione di autocompiacersi molto, ed alla fine può risultare stancante, a forte rischio di annoiare.
    Per questo, nonostante la sua fama sia più dovuta ai romanzi che ai racconti, ho invece alla fine preferito questi ultimi proprio per la loro maggiore concisione. Forse leggendo un altro romanzo (ce ne sono di più famosi, e forse più riusciti)…
    Chissà!

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  30. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Carloesse, io come te ho ripetutamente tentato e abbandonato la lettura di Marìas nei suoi romanzi più celebrati quali ‘Un cuore così bianco’, ‘Domani nella battaglia pensa a me’, ‘Gli innamoramenti’; il fastidio che mi ha suscitato è una compresenza di ragioni, due in particolare, la prima è che in Marìas sembra sempre ripetersi lo stesso plot, una morte iniziale e via via i fantasmi dei protagonisti che fanno capolino, cita continuamente Shakespeare, ma nel bardo la morte sta naturalmente alla fine, la seconda è quella delle divagazioni spesso fini a se stesse, a cui fai riferimento anche tu. Il libro che mi è piaciuto e ho finito con trasporto, soprattutto nel finale, è il suo ultimo, Così ha inizio il male. Gran libro a mio avviso. Qui non c’è una morte all’inizio e le divagazioni non sono compiaciute ma giuste e funzionali, certo anche in questo bel romanzo alcune lungaggini nella prima parte potevano essere snellite, ma Marìas abbiamo ormai capito, sembra chiedere rischiosamente uno sforzo ulteriore ai lettori.

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  31. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Domenico Fina @Carloesse
    Io con “Gli innamoramenti” avevo fatto un po’ di fatica, ma mi era piaciuto e, quanto a divagazioni, quelle di Sebald per la verità mi sono parse meno funzionali di quelle di Marìas, perché Marìas la sua trama la modella, la incrementa, la irrobustisce, ma non l’abbandona mai. È pur vero che dei tre libri di Sebald che ho letto uno era un resoconto di viaggio e si sa che in questo genere la divagazione è nelle cose. Diciamo che, comunque, sia Sebald che Marìas sono da prendere nel momento giusto, non si scherza con questi due autori, non si può pensare di prenderli alla leggera.

    Bolano non lo conosco proprio; visto che tenere a mente i nomi degli autori che non ho mai sentito nominare non è il mio forte, potrei sbagliarmi, ma non ricordo che se ne sia mai parlato, qui. Carlo, se non l’hai mai fatto in passato, ci scrivi qualche titolo significativo?

    Ciao a tutti,
    Mari

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  32. Avatar Idillio
    Idillio

    Omino del discount, lei nello stimolare funzioni corporali è imbattibile.

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  33. Avatar carloesse
    carloesse

    Il caro Idillio neanche riesce a immaginare quanto mi riempia di soddisfazione il sapere di poter contribuire alla sua difficoltosa peristalsi facendolo risparmiare sui lassativi. Ed è noto che è proprio la stipsi spesso la causa di irritazione, rabbia e aggressività.

    Comunque…
    Di Sebald si è parlato spesso in questo blog, e diverse volte Luigi ha aperto dei post espressamente a lui dedicati. Vorrei sottolineare ancora però che per lui la divagazione non è “un” elemento della sua letteratura, ma il vero perno attorno al quale ruota quello che lui scrive. Forse il solo AUSTERLITZ può definirsi un romanzo in senso tradizionale con una sua trama, una vicenda che si snoda in uno spazio e in un tempo (ma anche qui le sue divagazioni sono essenziali per apprezzarlo appieno).
    Quanto al cileno Roberto Bolaño si è parlato qui anche di lui in passato. I suoi massimi capolavori sono considerati: l’ultimo (e non del tutto concluso prima della sua prematura scomparsa ) “2666”, diviso in cinque parti ed originariamente in due separati volumi, poi in uno solo (dalla orribile copertina) dalla stessa casa editrice (Adelphi), e (di alcuni anni prima) I DETECTIVE SELVAGGI (ne esistono due edizioni Sellerio ed una più recente sempre di Adelphi, che sta ripubblicando tutto Bolano, compreso qualche inedito).
    Molto bello anche il più agevole (per mole) AMULETO (io ce l’ho in una vecchia edizione Mondadori, ma da poco Adelphi ha ripubblicato anche quello), e alcune piccole raccolte di ottimi racconti , come PUTTANE ASSASSINE, o IL GAUCHO SOSTENIBILE.
    Bolano è stato un poeta di ben poca notorietà fino a che è vissuto in America Latina (Cile, Argentina, Messico,…) e sempre “poeta” (anarchico e sperimentalista) più che narratore voleva considerare se stesso. Gli ultimi anni li ha vissuti in Spagna, e solo qui, esercitando il mestiere di guardiano di campeggio sulla costa nei pressi di Barcellona, ha cominciato a scrivere narrativa, racconti e poi romanzi, raggiungendo in un solo decennio di scrittura una notorietà che non si aspettava quando era ormai già malato. E’ morto nel 2003, a soli 50 anni, in attesa di un trapianto di fegato.
    Sebald lo aveva preceduto di un paio di anni (ma ne aveva una decina di più) per un incidente di auto.

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  34. Avatar Cristina
    Cristina

    Bolano è roba forte Mariangela ! strano , stranissimo scrittore, ostico e spesso indigesto,ma una volta, qualcosa di piccolo, si può anche leggere…Però guarda, siamo MOLTO lontani dal Riccio, qui è territorio di sperimentazione forte.

    Marias. Oh Marias secondo me è un piccolo genio. Riesce un libro su due, ma quando lo fa è una goduria infinita, almeno per me ( e non solo).
    Un cuore così bianco è, a mio parere, un capolavoro di introspezione, arte, girovagare nei topos delle frasi, nelle pieghe dei piccoli gesti, nell’andare e tornare e mutare leggermente prospettiva, nell’indagare i sottili sensi di colpa, le piccole sporcizie che abbiano dentro tutti, nello svelare che nessuno/a di noi è privo di peccato. E poi che figuraccia che fanno sempre tutti gli uomini, nei suoi libri. Grande lode a Marias che innalza la profondità femminile alla giusta potenza. Guardate le sue donne, come sono belle , e coraggiose, e profonde e luminose.

    La macrostoria del racconto importa meno delle microstorie ch fa nascere e poi richiude, Marias è un registratore tellurico di micromovimenti dell’anima, dell’occhio, dell’immaginazione,delle pulsioni,dei brutti pensieri…
    Un Joyce meglio riuscito. Ohibo’ guardate cosa ho detto!

    Che bella, quella scrittura elucubrativa, ellittica, che gira e torna su se stessa, e poi avanza ma ritorna a toccare certi punti…un incanto di intelligenza, una scrittura in aumento, come un lavoro a maglia.
    Ma ripeto, secondo me non tutti i libri gli riescono, perchè dentro a volte c’è solo la maniera e non la polpa, e allora, diventano pallosi.
    io avevo trovato abbastanza noioso Gli innamoramenti – ad esempio.
    E insopportabile quello della trilogia sull’università inglese, ora non mi viene il titolo.

    Comunque do’ un consiglio: la rilettura di Marias guadagna molte nuove prospettive e gioiellini nascosti, aumnta il piacere.

    e comunque idillio oltre che un villanzone in rodaggio, è pure un maschilista del put. la storia, anzi, i giorni ridono già ora di lui, porello, non ha proprio niente da dire e ho un’ideuzza su di lui, ma un’ideuzza….no, non la dico, ma ce l’ho.

    @Mariangela, comprati un calepino e segna i nomi, come faccio io disordinatamente

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  35. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Carloesse @Cristina@Tutti
    Vi ringrazio per tutte le informazioni su Bolaño.

    Solitamente riesco ad andarmi a vedere in biblio molti dei testi che voi citate qui e spesso succede che i libri da voi indicati riesca anche a leggerli (è proprio il caso di Sebald e Marìas, di cui avevo letto anche gli altri articoli nel blog). Quando invece non ho la possibilità di vedere il libro subito, o perlomeno di soffermarmici un momento, magari dando anche solo un occhio in rete, non c’è niente da fare, la memoria non registra il nome. Abbiate pazienza. Per non sbagliarmi, con Bolaño ho intenzione di provvedere a breve, subito.

    @Jezabel
    Volevo chiederti una cosa per curiosità, sempre in merito a un personaggio de “I viceré”: cosa mi dici di Raimondo? Ti ricorda qualche personaggio politico in particolare?

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  36. Avatar Idillio
    Idillio

    Omuncolo, ho tirato la catena, ma mi è tornato a galla. È singolare come veda solo la pagliuzza, cerchi la trave in qualche orifizio abituale, evidentemente abusato dai suoi amanti.

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  37. Avatar Idillio
    Idillio

    Maestrina, il suo vile commercio di carne umana, le rende bene?

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  38. Avatar carloesse
    carloesse

    Eccolo lì: il troll manifesta tutta la sua pochezza ricorrendo all’insulto nelle solite, banalissime vetuste categorie che evidentemente sole conosce: l’uomo da insultare (io) è “frocio”, nel caso di una donna (Cristina) è “puttana”.
    Bah, a questo punto per conto mio decido di ignorarlo (non mi pare meriti più ulteriori risposte di alcun tipo, se non quella di uno psicoterapeuta), e spero che prima o poi Luigi, che è il solo padrone di casa, si svegli dal suo torpore e si decida a bannare definitivamente questo disturbatore della quiete di questo blog.

    Hellò, Idillio….
    😉

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  39. Avatar Idillio
    Idillio

    Omuncolo, lei è entrato senza invito in un terreno non suo: tutto è nato dal l’arroganza della maestrina, alla quale qualcuno aveva “osato” ribellarsi. Se decide di citarmi la prego di usare le virgolette come si conviene. Ora torni pure ai suoi orifizi.
    Ps: sulla quiete del blog: ce n’è fin troppa.

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  40. Avatar Idillio1
    Idillio1

    Il pianto paga, omuncolo. Ha voluto difendere, senza alcun invito, l’arrogante maestrina. Ora torni ai suoi orifizi. Ps: di quiete, in questo blog, ce n’è fin troppa.

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  41. Avatar Beppo
    Beppo

    @Cristina, grazie mille per i consigli!

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  42. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Carloesse @Cristina
    Di Bolaño mi sono procurata “Tra parentesi”, una miscellanea di articoli, recensioni e discorsi che forse, non ne sono certa, qui era già stata segnalata; quello che invece è certo, per me che la scopro solo ora, è che i pezzi che ho letto finora rivelano subito un modo di scrivere che mi piace molto perché ha mordente, ironia e speditezza. Bolaño dice la sua sugli autori e sui libri più diversi, da McCarthy a Cercas, da Lichtenberg a Grass, dai romanzi di Vargas LLosa alla raccolta di aforismi di Braque.

    Nella veste di critico Bolaño non fa sconti a nessuno e non la manda a dire: non è tenero, per esempio, con il libro di memorie di Neruda. Mi sembra di aver capito che l’arma preferita dell’autore sia quella dell’ironia, il suo sguardo è acuto e disincantato, non a caso è convinzione di Bolaño che umorismo e curiosità siano gli elementi più importanti dell’intelligenza.

    C’è un passaggio che trovo molto significativo, qui sotto solo uno stralcio (non posso ricopiarlo tutto):

    • “La cucina letteraria, mi dico a volte, è una questione di gusto, vale a dire è un campo sul quale la memoria e l’etica (o la morale, se mi è concesso usare questa parola) si cimentano in un gioco di cui non so le regole. Il talento e l’eccellenza stanno a guardare il gioco assorti, e non partecipano. L’audacia e il coraggio partecipano solo in certi momenti, il che è come dire che non partecipano molto. La sofferenza partecipa, il dolore partecipa, la morte partecipa, ma a condizione che lo facciano ridendo. Un tocco doveroso di cortesia, diciamo”.
    Roberto Bolaño,“Uno scrittore nell’intimità”, in “Tra parentesi. Saggi, articoli, discorsi (1998 – 2003)”, pp. 254/256.

    Bella scoperta, davvero: come narratore non lo so, ma come saggista (o come giornalista, articolista, non saprei dire perché non è facilmente inquadrabile) veramente uno stile graffiante. Ringrazio.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  43. Avatar carloesse
    carloesse

    Beh, sì: era di palato difficile e non sopportava i vecchi tromboni osannati dalla critica accademica e dalla stampa comune, soprattutto sudamericana. Detestava Octavio Paz, Isabel Allende e Marcela Serrano. Amava Cortazar, Silvia Ocampo, Rodolfo Wilcock, J. Marìas, e poi Montale, T.S. Eliot,e soprattutto Ezra Pound. E ancora: Joyce, …e Philip Roth, C. McCarthy, De Lillo, Foster Wallace…

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  44. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Carloesse
    Bello anche il pezzo dove descrive ciò che accade nell’animo di un autore quando ha terminato un romanzo. Ultimato un libro, spiega Bolaño, convivono nello scrittore due cherubini (o due demoni): uno svolge il ruolo di Brod, l’esecutore testamentario di Kafka che, contro la volontà del grande scrittore, ha consegnato la sua opera all’eternità, l’altro è Dora che, ottemperando alle istruzioni ricevute, l’opera di Kafka l’ha distrutta. Solitamente Brod è più potente di Dora, continua Bolaño, ma non nel suo caso: dichiara di saper dimenticare il libro appena finito e di riuscire a cominciare a scrivere qualcosa di nuovo, questo gli è accaduto anche lasciandosi alle spalle “Detective selvaggi”. Proprio per questo motivo su questo suo romanzo (segnalato anche da Carlo) non riesce che ad esternare qualche considerazione e conclude:

    • “Credo che il mio romanzo contenga tante letture quante sono le voci che contiene. Lo si può leggere come un’agonia. Lo si può leggere anche come un gioco.”

    Roberto Bolaño,“Intorno ai “Detective selvaggi””, in “Tra parentesi. Saggi, articoli, discorsi (1998 – 2003)”, pp. 257/258.

    Ciao a tutti,
    Mari

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  45. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Tutti

    Cristina, ho preso un libro che tu qualche giorno fa hai definito piccolo, denso, triste e filosofico. Si tratta di “Servabo” di Luigi Pintor che tu elencavi tra i “tuoi” grandi; è un libricino breve, in effetti, molto intenso e anche malinconico (che non è proprio sinonimo di triste). Ne ho letto un terzo circa: il mondo dorato dell’infanzia è ormai trascorso, lo scoppio della guerra e la morte del padre introducono il nostro autore nell’età adulta.

    Ciao a tutti.
    Mariangela

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  46. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Tutti
    Ho finito “Servabo”, di Luigi Pintor: è il condensato della sua vita, anche se fatti, persone e circostanze non sono mai esplicitati in modo diretto, tutto è solo evocato, suggerito; l’autore sostiene che se avesse indicato nomi e luoghi, nominandoli espressamente, se li sarebbe ritrovati sbriciolati tra le mani come, polvere. Avrebbe potuto abbondare nei particolari, dice, ma il quadro d’insieme sarebbe rimasto inafferrabile.

    Toccante e vero il suo discorso sulla malattia: la malattia, soprattutto se si protrae per un periodo molto lungo, non è la morte, la malattia è una forma della vita, anche se porta decadimento e menomazione, e come tale va riconosciuta; quando questo non accade, quando chi circonda il malato si sente a disagio o infastidito, quando la malattia viene considerata una condizione eccezionale ed estranea, essa diventa orribilmente dolorosa e incurabile.

    Cristina, non lo nego, per la seconda parte del libro l’aggettivo che avevi scelto tu è proprio quello giusto; il libro è un po’ triste, non tanto per i contenuti, ma proprio per il tono sommesso (ma non sottomesso) usato dell’autore.

    Ciao,
    Mariangela

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  47. Avatar Cristina
    Cristina

    @Mari, trovato ora per caso, lo cercherò intanto te lo segnalo
    http://ilmanifesto.info/unetica-politica-assoluta-e-intransigente/

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  48. Avatar Cristina
    Cristina

    HO finito di leggere Chirù, anche perchè una caduta dalla bici mi ha bloccata a letto con una mega strappo muscolare ( e doloroso, come sono asina!!).

    Un libro che mi perplime (ihihih). Adoro la scrittrice che sento sorella e che ammiro per un’intelligenza e un’ironia fuori dal comune.
    Invece il libro …mah, devo rifletterci, l’ho letto volentieri, ma senza passione, e il finale mi ha pure colpita per ingenerosità verso il giovane personaggio…. ne riparlerò, se ci riesco

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  49. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina
    Cristina! Cosa mi combini? Sei andata a farti male proprio quando qui c’è bisogno di te? Può essere?

    Ti ringrazio per il link de “Il Manifesto”, l’articolo parla di un libro di recentissima pubblicazione che magari andrò a prendermi perché assembla gli scritti di alcuni personaggi della politica e della cultura che hanno conosciuto Luigi Pintor e che di lui hanno lasciato il loro ricordo. Prima mi piacerebbe però leggere qualche suo articolo, tempo permettendo potrei ricorrere a un paio di volumi che, lo vedo dall’OPAC, propongono in raccolta qualcuno dei suoi editoriali.

    Cerca di rimetterti, non tentare di forzare la testa più di tanto alla lettura perché, se stai assumendo antidolorifici, può ben essere che la mente sia a spasso!

    @Jezabel
    Jez, pendolare dei cieli d’Italia, quale parte della penisola stai sorvolando? Quali letture ti stanno accompagnando tra le nuvole?

    @tutti
    Io sono a buon punto con un librone decantato da molti, qui, sul blog. Voi cosa state leggendo?

    Ciao a tutti

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