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I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015. Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della…

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.


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Commenti

1.478 risposte a “I libri più belli, letti nel 2015”

  1. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Cristina
    Hai capito, giusto il tempo di cassare un libro e affermare con orgoglio che sto acquisendo un po’ di capacità di vaglio e il suo autore vince il Goncourt. Va a finire che all’autore di “Le ho mai raccontato del vento del nord” , l’altro titolo da me accantonato, domani assegnano il Nobel! Beh, non ti ringalluzzire, comunque, cara Cristina, che questo libro di Enard lo leggerò davvero, guarda, giusto per fare un paragone con “Via dei ladri” (in qualsiasi caso accantonato nonostante ora possa vantare un autore blasonato) e sapervi dire.

    Sul link che hai postato si riferiva che “Zona” è il libro di Enard che ha maggiormente attirato l’attenzione di critica e lettori. C’è anche scritto che è un libro di una sola frase … a me manca già il fiato, vi assicuro. Voi l’avete letto?

    Saluti,
    Mari

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  2. Avatar Cristina
    Cristina

    Io con Zona non mi ci sono messa. Ma Camilla si, credo…
    In ogni caso devi sapre che Via dei ladri ha messo d’accordo tuti e 12 i partecipanti al mio Gdl di solito paecchio discordi e baruffanti. Meno male che tu fai parte di un altro Gdl…eheheh

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  3. Avatar editalara
    editalara

    @ Mari anche a me Via dei ladri è piaciuto e l’ho anche regalato, ma il tuo imprescindibile diritto all’abbandono è sacro !! 😉

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  4. Avatar cristina
    cristina

    @mari. non so come funziona il tuo Gdl, ma mi piacerebbe un casino che tu leggessi con loro Via dei ladri, che te ne pare di questa idea? è un buon libo per un Gdl, giuro,

    Sta per uscire CHRU’ di Michela Murgia, sono molto curiosa.

    @Simonetta! vieni a Pisa? se si beviamoci un caffè…

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  5. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Cristina @Editalara @Dani
    Cristina, la circostanza che a me il libro di Énard “Via dei ladri” non sia piaciuto non esclude, primo, che possa essere un ottimo testo da proporre per la discussione nel GdL, secondo, che io stessa, dovendolo riprendere per un ipotetico incontro del gruppo, ne possa trarre un qualche profitto.

    Non c’è niente da fare, se parliamo di lettura condivisa il discorso cambia, a mio parere, ci sono altri aspetti che secondo me vanno considerati con attenzione.

    Saluti,
    Mari

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  6. Avatar cristina
    cristina

    Mari mah.
    Non capisco. a me un libro piace o non piace, lo leggo da sola e condivido dopo nel gruppo eventualmente quello che ne ho tratto ,pensato, etc. Poi magai ascolto altre/i che pensano cose diversE, si aprono riflessioni diverse – ma il gusto è il mio, magari posso ammorbidire il giudizio ma difficilmente lo cambio.
    Alice Munro ad esempio. Io la trovo poco interessante, al limite del fastidioso ( non sempre)
    Alcune del gruppo la amano pazzamente. Va benissimo, sia chiaro. A me non ha spostato il giudizio nemmeno di un millimetro. Trovo i suoi racconti “mancanti”, con salti logici. Alcuni sono davvero belli, ma la più parte hanno delle ellissi che a me sembrano VERE E PROPRIE MANCANZE.
    Invece su altri autori/ autrici un’opinione diversa,laterale a volte mi fa ripensare al testo in modo più benevolo, e diverso.
    Ma il mio giudizio, il mio sentire in genere quelli sono e quelli restano.
    Ma voi come fate, scuSA?

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  7. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti, @Cristina
    Cristina, per rispondere in merito alle tue domande sul GdL devo abbandonare il caso concreto del libro di Énard (che in effetti non ho proprio apprezzato e non si presta per il discorso) e fare un’ipotesi teorica tarata su un libro che mi sia piaciuto, sì, ma che non mi abbia proprio entusiasmato, poniamo un testo che io abbia finito grazie o a causa dell’incombente riunione del gruppo.

    La domanda che mi pongo è la seguente: nella lettura condivisa è preferibile avere letto un libro che ci ha entusiasmati e scoprire durante l’incontro di essere tra i soli cinque partecipanti su dodici che l’hanno letto, con evidente compromissione della vivezza della discussione, oppure è meglio avere letto un libro un po’ meno interessante, magari anche poco interessante (un po’ di interesse deve esserci, si capisce) e poi rifarsi con la ricchezza di un dibattito che riesce a coinvolgere gran parte dei presenti?

    Nel GdL quello dell’equilibrio tra piacere della lettura, a casa per conto proprio, e coinvolgimento dei partecipanti nella discussione, durante la seduta tutti assieme, è proprio un bel problema. Mi direte che la questione è sempre quella: la scelta del libro da condividere. Io penso che il libro scelto dovrebbe avere la capacità di “tenere assieme” un numero di lettori che può essere anche elevato, per “tenere assieme” non intendo dire che il libro debba piacere a tutti, perché so che è impossibile, ma che perlomeno non risulti inaccessibile, per i più disparati motivi, alla maggioranza dei lettori partecipanti.

    In merito, invece, a quelli che sono i miei gusti, come lo chiami tu “il mio sentire”, ho meno sicurezze e la risposta è valsa finora, ma non è definitiva anzi potrebbe mutare: mi accorgo che anche la percezione può cambiare quando si legge in prospettiva dell’incontro del GdL. Mi rendo conto che leggo in un modo diverso, se il libro è quello scelto per il GDL: sono un po’ più paziente e meno perentoria nei miei giudizi. Diciamo che cerco di tenere duro. Che dipenda dalla preoccupazione di non poter dire la mia durante l’incontro? Non lo so, ripeto, quest’ultima considerazione è passibile di sviluppi.

    Ciao,
    Mariangela

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  8. Avatar cristina
    cristina

    Bè, si. Anch’io leggo in modo diverso. Più attento forse allo stile, alla trama, a come è costruito il libro. Ma noi da anni abbiamo trovato un modo di leggere che ci sta tenendo insieme bene. Cerchiamo cioè dei filoni: anni fa in un altro Gdl scrittrici della ex Jugoslavia ( con scoperte stre pi to se).
    L’anno scorso nel mio attuale gDl scrittori dell’Africa centrale ( e lì, gandissimi e anche no, ma con scoperte straordinarie).
    qUEST’ANNO SCRITTORI DEL mAGHREB.
    aVERE UN FILO CONDUTTORE è MOLTO COINVOLGENTE, E INFILA I LIBRI IN UNA COLLANA DI SENSO, ANCHE I MENO BELLI O MENO RIUSCITI.
    nOI ABBIAMO SCELTO DI ESPLORARE MONDI VICINI E POCHISSIMO CONOSCIUTI. SECONDO ME, ABBIAMO PROPRIO FATTO BENE
    o mamma scusate il maiuscolo, mi è scappato

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  9. Avatar wwayne

    @Cristina: In che giorno sei al Pisa Book Festival?

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  10. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Tutti

    Anche la decisione del GdL di scegliere un filone può creare qualche problema: se un lettore non è interessato al filo conduttore può sentirsi escluso o poco coinvolto e comunque è una strategia che apporta sì dei vantaggi ma che secondo me può andare a detrimento della varietà.

    Mariangela

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  11. Avatar cristina
    cristina

    Wwayne, caro, lasciamo le cose come stanno…

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  12. Avatar wwayne

    @Cristina: Negarmi un incontro solo perché il mese scorso abbiamo avuto un diverbio, peraltro da tempo risolto, mi sembra un po’ eccessivo. Ero convinto che la cosa non avesse intaccato più di tanto il buon rapporto che abbiamo costruito. Ad ogni modo, rispetto la tua decisione, ed evito di insistere.

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  13. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    A voi che siete esperti di cinema, oltre che di libri, chiedo se conosciate qualcuno dei titoli che ho riportato qui sotto; sono sceneggiature o romanzi, spesso trasposti in versione cinematografica, che ho trovato sulla “mia” enciclopedia sugli USA, alla voce “Piccole donne crescono”. A me è saltato all’occhio “Scandalo al sole”, che ho visto molti anni fa e che, se non ricordo male, si conclude con un monito della protagonista femminile più matura che suona più o meno così: “Viviamo in una casa di vetro, non mettiamoci a scagliare pietre” (vado a memoria, non ho guardato la rete). Non sapevo fosse in origine un romanzo.

    Gli autori dell’ enciclopedia propongono un elenco di opere americane che nel torno d’anni dal 1955 fino alla metà del decennio successivo hanno concorso a mettere in crisi l’immagine stereotipata della donna e di quello che si è sempre creduto essere il suo ruolo. Tralasciano volutamente le opere del femminismo militante e si concentrano su una serie di titoli che hanno svelato a un pubblico vasto le contraddizioni della condizione femminile e le conseguenti tensioni: l’insofferenza per l’eredità puritana e le nevrosi causate dal controllo sociale e famigliare.

    • Pamela Moore, “Cioccolata a colazione” (1956)

    • Grace Metalious, “I peccati di Peyton Place”, 1956 (il film è dell’anno successivo, diretto da Mark Robson e interpretato da Lana Turner; seguirà anche il serial televisivo ispirato al romanzo)

    • Sloan Wilson, “Scandalo al sole”, del 1958 (film omonimo diretto da Delmer Daves nel 1959, con Sandra Dee, Troy Donahue e Dorothy McGuire),

    • William Inge, “Splendore nell’erba”, del 1961 (diretto da Elia Kazan, con Warren Beatty e Nathalie Wood)

    • Mary McCarthy, “Il gruppo”, del 1963 (il film, del 1966, è diretto da Sidney Lumet e interpretato fra le altre da Candice Bergen),

    • Sylvia Plath, “La campana di vetro”, 1963

    • Jacqueline Susann, “La valle delle bambole”, 1966 (film omonimo del 1967, diretto da Mark Robson)

    Gli estremi bibliografici corretti dell’enciclopedia sugli USA, come ormai la chiamo io, sono questi:

    • Mario Maffi, Cinzia Scarpino, Cinzia Schiavini, Sostene Massimo Zangari, “Americana. Storie e culture degli Stati Uniti dalla A alla Z”, Il Saggiatore, 2012, voce “Piccole donne crescono”, (pp. 778/781).

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  14. Avatar Cristina
    Cristina

    Wwayne, non nego nulla, solo ho altri programmi – e forse mi va bne che le cose stiano come sono. senza problemi e senza rancori. Tanto poi si sa che non ci si trova… eeh

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  15. Avatar wwayne

    @Cristina: Hai ragione, l’anno scorso ci siamo sfiorati ma non trovati. “Sarà per un’altra volta”, mi dissi. E lo dico anche adesso. 🙂

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  16. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    Rispondo volentieri al richiamo.
    Sto leggendo il 2° libro della quadrilogia della Ferrante, STORIA DEL NUOVO COGNOME, e non credo che sarà un abbandono. Sono stata in Sicilia per una visita lampo ai vecchi e in aereo ho completato MAUS di A. Spiegelmann, iniziato in treno durante un viaggio sentimentale verso Desenzano sabato scorso (io adoro il lago di Garda).
    Lo ha consigliato qualcuno di voi e ringrazio chiunque sia il benefattore, che ovviamente io non ricordo.
    Mi ha coinvolto a tal punto che la notte – quella di Halloween, ora che ci penso – esso ha popolato i miei sogni.
    La soluzione fumetto e la scelta di trasformare in topi i protagonisti radicalizza l’impatto con la vicenda. Triste pensare che l’argomento “olocausto”, declinato ormai in molte forme, ne trova sempre nuove.
    Al ritorno, al fianco di un giovanottino che ha passato l’ora ad ascoltare la musica ad un volume assordante per la paura di volare, ho letto proprio il secondo Ferrante (chiedendomi se dovevo consigliargli di leggere qualcosa come anti-panico)
    Mi piace. A casa avevo varie possibilità e ho letto la prima pagina di almeno 4 libri, ma ha vinto questo. Per quegli altri verranno tempi migliori.
    Io invidio un po’ la tua lettura consapevole: la programmazione, la registrazione dei tuoi sentimenti nei confronti delle opere, la documentazione. Io sono sempre …asistematica!
    Comunque i film che tu citi sono tra i miei preferiti. In particolare SPLENDORE NELL’ERBA.
    Un bacione.

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  17. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    Gli autori dell enciclopedia citano QUELLE DUE ?
    Film a mio parere coraggioso, naturalmente per i tempi, interpretato da due giovani A. Hepburn e S. Mc Lean.
    Un collegio femminile, i difficili rapporti tra donne, la maldicenza, un sentimento nascente che la società puritana non accetterebbe mai.
    Buona notte.

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  18. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Jezabel @Tutti
    Jez, per “Maus” sei debitrice nei confronti di Cristina, è lei che me lo aveva consigliato, lo scorso anno.

    Ho controllato nell’enciclopedia sugli USA: non cita il film “Quelle due”, in compenso me ne ricordo io una scena, quando l’allieva carognona – è lei che ha sparso la calunnia che sta rovinando le due donne – afferma di avere visto scene disdicevoli dal buco della serratura, e si scopre che quella porta la serratura non l’ha mai avuta (penso stiamo parlando del medesimo film, per come lo descrivi).

    La tua esperienza in aereo con il giovanottino pauroso mi ha fatto pensare: la lettura stessa, se funziona, è antipanico, ma esistono dei titoli più adatti allo scopo? Io in aereo potrei usare l’audiolettura, penso che sia più adatta a farmi dimenticare il contesto.

    Jez, te l’ho già raccontato quando sono atterrata a Palermo? Che per la strizza ero aggrappata al finestrino, alla mia destra, e ho stressato il passeggero, alla mia sinistra, con una loquela, una facondia che nessuna lettura avrebbe potuto inibire?

    Ciao,
    Mariangela

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  19. Avatar Cristina
    Cristina

    Ahhhh Jez!!
    Maus, è un capolavoro! l’ho dato da leggere a giovani, vecchi, quasi bambini, stranieri…..amici di penna e di internet, grandissima novella a fumetti. L’ho dato anche ad amici tedeschi che non lo conoscevano. Sempre contenta quando qualcuno/a lo legge, lo trovo un libro fondamentale.

    Ad esempio: io ho 4-6 libri che regalo e consiglio di continuo da moltissimi anni e so bene quali sono.
    Uno è MAUS. Uno – ma solo pe le ragazze giovani – è Le parole per dirlo (si, mi verrà l’autrice ora ho un vuoto’), uno è La mia famiglia e altri animali di Gerald Durell, uno è ovviamene La piazza del diamante di Rodoreda, di recente ho regalato spesso Un’eredità di avorio e ambra di … (eh altro vuoto il cognome è olandese ma lui è inglese, mannaggia!), poi Il gioco dei regni di Clara Sereni, e alcuni libri di Pintor. E Grossman A un cerbiatto….
    Sono libri che – in parte – corrispondono a una mia vision del mondo e della letteratura, e che ogni tanti rileggo, ancora e ancora.
    e voi ?

    Ferrante è un mio amore da 20 anni, anche se questa quadrilogia è solo artigianato di buona mano. La sua arte massima sta nei suoi primi tre, lo ripeto, folgoranti e meno arrovellati della storia di Lila e Lenu’. Ma tant’è. E’ con questa che ha avuto clamore anche all’estero. Vai te a capire come funzionano sti meccanismi.

    Sono alle prese con Assia Djebar, algerina, in odore di Nobel da anni. Questo si chiama Amore, Guerra. Si, mi prende. Che vite, al di là del nostro mare

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  20. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @tutti

    Cristina, ci hai parlato spesso scritto degli altri libri, ma non ricordo tu ci abbia mai raccontato del tuo amore per Pintor (potrei essere io a non ricordarmene, chiedo scusa in anticipo). Ci racconti qualcosa del tuo amore per i libri di Pintor? Non so qualche titolo, qualche impressione.

    Grazie,
    Mari

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  21. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    l’atterraggio è sempre un’esperienza carica di misticismo anche a Catania 🙂
    LE HO RACCONTATO … deve essere una lettura che definirei spensierata, se non ti è piaciuto, pazienza.
    Quanto ai libri che possono essere adatti a non aver paura in volo, visto che prendo più aerei che autobus, direi che basta evitare quelli che parlano di disastri e di terrorismo 🙂
    perché penso che se hai paura, non riesci nemmeno a leggere il catalogo dei profumi.
    @Cristina Devo proprio leggere i libri della Ferrante degli inizi a ‘sto punto e poi
    W Maus
    Ciao

    PS I miei alunni di prima vogliono prestarmi dei libri che trovano imperdibili. Chissà che non ci sia qualcosa di valido (lo dico per non deprimermi, di solito i 14enni tendono alla lettura autolesionista 😦 )

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  22. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    sì il film è quello.
    La scena che mi piace di più è quella in cui la Hepburn attraversa i gruppetti di persone alla fine senza guardare nessuno a testa alta!

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  23. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari. Di Pintor: SERVABO e IL NESPOLO. piccoli, densi, tristi, filosofici.

    Naturalmente LE parole pr dirlo è di Marie Cadinal, vecchio testo che ai tempi del femminismo tutte leggevamo. Lo do’ alle ragazze di oggi che frequentano casa mia, spesso come una chiave per aprire delle porte quando avvrto forti conflitti con la madre.

    Jez.: si. L’amore Molesto – La figlia oscura – I gioni dell’abbandono e La frantumaglia. Si, questi sono i veri libri da leggere di Ferrante. Tosti, ti avverto.

    Un’eredità di avorio e ambra è di Edmund De waal. Così sono riuscita a ricordarmi i nomi.

    Ma sono tanti gli scrittori che amo e le scrittrici. Quelli là sono i libri che regalo – perchè penso che portino dei raggi di luce, che aprano strade insomma. Ad esempio Ferrante non la regalo,non so perchè.

    Ma anche Chimamanda Adichie va regalata.
    Mari ma tu l’hai letta??? Jez, ti piacerebbe un sacco, ne sono certa !!

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  24. Avatar Dani

    @Jezabel. Anch’io sono alle prese con la quadrilogia, ma poiché la prendo in prestito alla biblio devo sempre mettermi in coda per il successivo e attendere che lo riconsegnino. Comunque sono diventata Ferrante-addicted. Appena finito il secondo, in attesa del terzo mi distraggo con Sofocle: Elettra, Edipo Re..passioni e sentimenti tragici al cubo. Poi finita la quadrilogia mi procurerò il resto. I primi tre sono stati raggruppati dall’editore in unico volume..pare.
    Chi ama Un’eredità di avorio e ambra dovrebbe leggere anche “Le Variazioni Reinach” di Tuena..libro cugino di primo grado e altrettanto avvincente. Scrittura ottima. Filippo Tuena meriterebbe maggior notorietà.
    Ciaoo a tutti

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  25. Avatar gisib
    gisib

    Ho letto anch’io il libro ‘Un’eredità di avorio e ambra’ e mi è piaciuto moltissimo. Ho appena terminato la lettura di un altro romanzo che si intitola ‘Tornando da un Amico’ e l’ho trovato davvero interessante. Se avrete modo di leggerlo sarei curioso di conoscere anche la vostra opinione. Sto cercando libri di nuovi autori. Se avete consigli vi ringrazio. Un saluto a tutti.

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  26. Avatar Cristina
    Cristina

    Per Gisib: ti segnalo le mie scoperte degli ultimi tempi.
    Chimamanda Adichie nigeriana, splendida scrittrice di grandi doti letterarie e umane. L’Ibisco viola – Metà di un sole giallo, imperdibili
    Patrick Modiano – premio Nobel dell’anno scorso, appartatato, segreto, lunare, molto avvincente, Parigi è il suo centro emotivo e simbolico
    Annie Ernaux – francese , strepitosa scrittrice trattenuta nella scrittura, una grande. Gli anni e Il posto, meravigliosi.
    Mario Benedetti – un latino americano diverso- La tregua, grande libro d’amore.

    Fra gli italiani ( comunque di livello inferiore) a me sono piaciuti Marco Peano – l’invenzione della madre e Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli.

    buona lettura!

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  27. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Sto leggendo: “Il cerchio” di Dave Eggers che propone la storia di un’azienda supertecnologica che tutto conosce e tutto controlla. Grazie a benefit generosi, riesce a fidelizzare i propri dipendenti e, è il caso della protagonista Mae, a persuaderli a diventare “trasparenti”, vale a dire a vivere costantemente ripresi da telecamere. Anche grazie alla loro collaborazione, riesce ad imporsi a livello mondiale e a monitorare in modo invasivo e continuo la vita delle persone. In pratica, è il Grande Fratello di orwelliana memoria che può ora avvalersi delle nuove tecnologie. Fantascienza?

    Si dà il caso che proprio oggi ho letto un articolo di Rampini su “La Repubblica” che parla di Neuropolitics. La neuropolitica è un ramo della scienza politica che studia il cervello umano con la finalità di analizzare, prevedere e indirizzare le scelte politiche degli elettori.
    Nanotecnologie, microsensori e webcamere, strumentazione su cui la Silicon Valley ha investito molto negli ultimi anni, sono già utilizzati nel marketing tout court, per esempio, per riprendere un cliente quando osserva una vetrina oppure per catturare i messaggi del suo corpo quando sceglie un prodotto: il tono della voce, gli sguardi, le smorfie facciali rivelano le sue sensazioni; questi segnali, raccolti e analizzati, vengono poi utilizzati per individuare i gusti della clientela e affinare l’efficacia dei mezzi pubblicitari.

    Questi nuovi strumenti tecnologici – è quanto rivela il reporter del New York Times Kevin Randall citato da Rampini – sono utilizzati anche dal marketing elettorale; per espressa ammissione di alcune società di indagini di mercato, quella del marketing elettorale è pratica che sta conoscendo uno sviluppo potente e risulta essere stata già adottata durante la compagna elettorale in diversi paesi (Spagna, Polonia, Russia, Turchia, Argentina, Brasile, Colombia).

    Ho trovato l’esempio che mi mancava quando interloquivo con Cristina a proposito della scelta del testo nel GdL: questo è un libro che non ho trovato brutto, ma che, dopo le prime cento pagine, perde mordente e conosce un momento prolungato di stanca. Non l’ho ancora terminato, ma penso che il voto risultante dalla lettura individuale si attesterà attorno a un 7+, non posso però non riconoscere che, per il tema che pone, sarebbe un ottimo testo da sottoporre alla discussione di un GdL.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  28. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti,
    Scusatemi, il mio Pc fa le bizze: avevo corretto, ma poi è sparita la correzione. “Si dà il caso” dovrebbe reggere il congiuntivo, pazienza.
    Mari

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  29. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti

    È morto Luciano Gallino e, di suo ho letto solo un paio di libri molti anni fa, ma lo ricordo come autore che scriveva cose giuste in modo intellegibile, chiaro; col suo stile terso dipanava concetti difficili rendendoli comprensibili a tutti; il suo scrivere era al servizio di tutte le menti pensanti, anche di quelle che non potevano vantare un pedigree accademico. Lui se n’è andato, ma i suoi libri rimangono, quindi: arrivederci, Luciano Gallino.

    Mariangela

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  30. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cristina
    @Dani
    Chimamanda Adichie
    Tuena
    Ferrante degli inizi
    LEGGEROLLI!

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  31. Avatar Cristina
    Cristina

    Devo dir che invitata da Dani avevo cominciato Tuena… non mi aveva presa, quindi – almeno per il momento – l’ho restituito alla biblio. Ma mai dire mai, chi lo sa…
    Brava Jez! vedrai. Se posso consigliarti inizia Chimamanda Adichie da L’ibisco viola, scritto a 26 anni.

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  32. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cristina
    in effetti mi attirava già di più

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  33. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Scusatemi, ho visto che sul blog c’è un articolo apposito, ma qui non ricordo abbiate mai parlato di un libro di cui si è discusso molto, si trata de “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery. Io lo sto ascoltando da audiolibro e,vi dico, sono contenta di avere superato tanti pregiudizi da minoritaria e di avere quasi completamente rimosso tanti blocchi che avevo nella testa, di averlo voluto leggere alla fine – se pur con quel residuo di diffidenza, duro a morire, nei confronti dei best seller – perché è un libro bellissimo!

    L’audiolibro passa per “versione ridotta”, ma ho confrontato l’indice del CD con il libro e ho appurato che le parti omesse nella versione audio sono proprio poche (le leggerò a parte).

    Voi l’avete letto? Ne abbiamo già parlato? Io penso di no.

    Saluti.
    Mari

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  34. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari, L’eleganza del riccio …libretto carino e credo parecchio sopravvalutato, su cui hanno versato fiumi di inchiostro anni fa.
    mahhh, una favoletta in buona sostanza, un amore tardivo, una vecchia saggia e ruvida, una bambina… una favoletta carina, secondo me, ma non molto di più.
    Gli audiolibri poi, che stranezza, avevo un amico appassionato che li ascoltava in auto… ma perchè ?? non è più bello incontrare un autore/un’autrice in modo personale e “vergine” da una voce che lo interpreta??

    Se ti piace il genere leggiti piuttoo DITELO A SOFIA – piccolo gioiello “infantile” ma strepitoso – della grande Magda Szabo’. Quello si che…

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  35. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @tutti
    Cristina, vedo che ricorri spesso ai diminutivi per qualificare “L’eleganza del Riccio”: parli di libretto, di favoletta, poi tracci per sommi capi quella che potrebbe esserne la trama, facendola apparire un passatempo per lettori di bocca buona.

    Il libro di Muriel Barbery a me non sembra superficiale, al di là della storia (non l’ho ancora finito). Oltre ad essere scritto magnificamente, riporta molte osservazioni sulla società, sull’arte, sulla lettura che io trovo profonde e azzeccate; il fatto poi che in certi punti sia riuscito a farmi ridere è un punto a suo favore, non un difetto. Conosco lettori che si tengono alla larga a priori dai libri dolorosi, perché di dolore ce n’é già tanto nella vita – dicono loro – non c’è bisogno di andarselo a cercare anche nei romanzi. Secondo me è un pregiudizio da evitare a patto di non cadere in quello speculare e contrario: “rifiuto quel libro perché è un libro divertente”.

    Ti chiedo: tu il libro l’hai letto? E ti chiedo anche (per la verità te lo avevo già domandato quando parlavamo di gialli) sei sicura di non precluderti belle scoperte in base a giudizi aprioristici magari mai verificati?

    Sulla questione degli audiolibri: non sono sicura di avere capito cosa intendi dire tu; è sicuramente vero che il supporto audio detta il ritmo al lettore e gli passa anche, in piccola parte, una porzione di interpretazione, ma la ricezione a mio parere rimane soggettiva, i giochi non sono mai predeterminati in lettura (e neanche nell’audiolettura).

    Saluti,
    Mari

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  36. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    @Cristina
    sono a favore dell’audio. Non ero rimasta particolarmente colpita da alcuni classici, eppure ascoltandoli ne ho potuto assaporare nuove sfumature.

    Che dire dei Promessi sposi? Letti e riletti per il piacere, per lo studio, per la scuola. Eppure quando li sento rileggere da qualche attore e come se fossero nuovissimi!!!! Quando voglio poi ripesco la lettura della mia insegnante che dal 1986/7 vibra nella mia testolina!

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  37. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari, certo che l’ho letto! era carino, non sgradevole, a volte brioso. Qualità positive, anche se io di solito da un libro vorrei di più.
    Ma non era un giudizio negativo, è un libro che si può leggere con piacere persino. Non però un gran libro di cui discutere per mesi come invece è successo. Secondo me, naturalmente.

    Jez, anche a me piace sentire leggere ad alta voce, a Fahrenheit lo fanno utti i giorni e quando il libro è bello e l’attore bravo è davvero una goduria. Ma la lettura in proprio nel silenzio, con se stessi, nell’intimità con la pagina, è un’altra cosa. Una è una degustazione sensoriale, l’altra è anche riflessione. Secondo me la differenza di ricezione è sostanzialissima. No??

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  38. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti,@Jezabel
    Proprio grazie agli audiolibri io il capolavoro del Manzoni l’ho già risentito integralmente, forse quattro anni fa.

    Vi immaginate poter discutere “I promessi sposi” in un GdL? Dico discutere, non sorbirsi una lezione al momento sbagliato, proprio discutere, intendo dire. Niente interrogazioni, nessuna ansia sui tempi di lettura, nessun obbligo di leggere proprio tutto (grida incluse), nessun timore reverenziale per l’autore (con la possibilità di accusarlo di agiografia: con Lucia e il Cardinale Federico ha esagerato!) e in compenso, con tanta, tanta …. maturità in più!

    @Tutti,@Cristina
    Cristina, a proposito di “L’eleganza del riccio”, io ti dico solo che sono pienamente d’accordo con chi, nell’apposito articolo di questo blog, ha definito le prime settanta pagine del libro travolgenti. Certo, se poi qualcuno a suo tempo ci ha speculato, capisco che subentri anche l’effetto rigetto (anch’io, parlando in generale di libri di grande risonanza, ne sono tuttora vittima), ma non è responsabilità che possa essere addossata al libro in sé.

    Saluti,
    Mariangela

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  39. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cristina
    Sì, la lettura e l’occhio che si attacca al rigo sono tutt’altra cosa…
    A presto.

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  40. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari. è soggettivo, si sa. ma travolgente è una parola che userei solo per l’inizio di A un cerbiatto somiglia il mio amore….e per certe pagine centrali di MIddlesex, p èr La piazza del diamante o per Cassandra di Chista Wolf.O per Il figlio di Philip Meyer.
    Insomma roba forte. A me sto riccio più che carino non mi tira fuori.
    Ed è pure una paroletta che mi piace pochetto….. ma se a te piace così tanto io sono contenta sai?

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  41. Avatar giorgia
    giorgia

    Adesso è tutto chiaro. Siamo liberi di leggere quello che ci pare, entusiasmarci di quello che vogliamo, ma se non siamo d’accordo con Cristina siamo dei cretini ignoranti!

    Ma questa una vacanza non se la piglia mai?

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  42. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti
    Ho terminato un libro che non ha soddisfatto le aspettative, si tratta de “La ballata di Adam Henry”, l’ultimo romanzo di Ian McEwan.

    La protagonista è un giudice di mezz’età che deve affrontare un caso molto delicato proprio quando apprende dal marito che lui vorrebbe “evadere” dal rapporto matrimoniale con una donna più giovane; il suo ruolo professionale le impone di decidere se autorizzare i medici ad una trasfusione di sangue, che salverebbe la vita a un minorenne, nonostante l’opposizione della famiglia, testimone di Geova.

    Io ho trovato innanzitutto che i piani narrativi, quello privato e quello della vicenda processuale, non si fondano mai e che le lunghe pagine che riportano le sentenze non siano ben integrate con la crisi della coppia, che pure è stata delineata in tutta la sua gravità all’inizio del libro. Per il mio gusto, le raffinate disquisizioni legali, riportate nei minimi particolari, mettono in ombra il travaglio di Fiona: solo ad intermittenza i suoi sentimenti, le sue paure e i suoi ricordi riescono ad emergere dal mare delle lunghe argomentazioni processuali.

    Devo poi dire che molti sono i punti che, a mio parere, l’autore ha lasciato in sospeso: il marito si ferma ad un passo dal tradimento (fisico), ma lo stato d’animo che lo ha indotto al ripensamento all’ultimo momento viene illustrato in poche righe e la questione, per me lettrice, viene risolta in modo troppo spiccio. A un certo punto sembra poi che la protagonista provi quasi un certo sollievo nel sapere che il marito non tornerà a casa quasi che al cospetto dell’abbandono avverta un inconfessato senso di liberazione. Per un momento ho pensato che l’autore volesse approfondire questo aspetto: può essere, mi sono chiesta, che in qualche angolo recondito del suo animo la separazione coniugale, Fiona, l’abbia sperata più che temuta? Anche questo è risultato uno spunto non risolto e – così è sembrato a me – non per reticenza voluta, ma proprio per trascuratezza, come se l’autore si fosse limitato ad affastellare alcuni brani di sentenze (si intende, in uno stile elegantissimo) e a imbastirci sopra una storia coniugale non sviscerata fino in fondo.

    Anche l’altro versante, quello che riguarda il rapporto tra Fiona e Adam, il ragazzo testimone di Geova del cui caso Fiona deve occuparsi, mi è parso debole, poco incisivo.

    È stato osservato http://www.internazionale.it/opinione/goffredo-fofi/2012/11/21/senza-grandi-pretese che già gli ultimi libri di Mc Ewan erano di buona fattura, ma di scarso approfondimento psicologico (con particolare riferimento a “Miele”, condiviso su questo blog). Che anche “La ballata di Adam Henry” sia di buona fattura non è revocabile in dubbio, perché è veramente scritto molto bene, ma, se “Miele” era perlomeno riuscito a divertirmi e a intrattenermi, la lettura di quest’ultimo libro dell’autore inglese è stata adombrata – non posso sottacerlo – da un alone di noia che non si è dischiuso neppure nelle pagine finali.

    Non ricordo chi ne abbia parlato, qui, in termini positivi, ma io da un autore come McEwan mi sarei aspettata qualcosa di più.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  43. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    anch’io ci ho trovato il “mestiere”, ma contrapposto all’appassionato scavo psicologico e a trame veramente particolari oppure addirittura banali ma trattate con lampi di genio.
    Non ci trovo però i difetti che dici tu. Proprio quel travagliato momento in cui lei sembra sollevata a me è sembrato un pregio dell’opera: l’ho vista come la dimostrazione dell’incapacità di slanci passionali di cui il marito l’accusa.
    Alcuni passaggi simili e la commistione vita privata lavoro alla maniera della signora protagonista l’ho vissuta anch’io. Forse per questo l’ho trovata così “approfondita psicologicamente”
    Bacione

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  44. Avatar Cristina
    Cristina

    Giorgia, lieta di conoscerla, la trovo assolutamente deliziosa. e apprezzo molto il suo contributo letterario.

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  45. Avatar giorgia
    giorgia

    Eh no, Cristina, il mio contributo letterario lo riservo per altri luoghi ed altre persone. Sarebbe troppo bello per te poterlo distruggere ed a questo divertimento dovrai rinunciare.
    Tanto di vittime da azzannare ne hai già tante, e volontarie per di più.

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  46. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Jezabel @Tutti
    Io intendevo dire che l’argomento che l’autore aveva per le mani, quello del rapporto coniugale alle soglie della vecchiaia, con tutte le sue implicazioni scaturenti dalle diversità di genere, era un argomento importante, passibile di sviluppo, di approfondimento, sicuramente meritevole di maggiore attenzione.

    È anche vero che il temine di paragone, in questo caso, era Chesil Beach, una dei libri più belli che abbia letto negli ultimi due anni e mezzo. Di McEwan ho in lista da tanto “Espiazione”. Tempo tiranno!!

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  47. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti

    Conoscete Muriel Spark? Io ho letto “Invidia”, edito da Adelphi: scrittura sciapa, mancanza di tensione, scarso approfondimento, finale prevedibile. Ho detto tutto.

    Saluti,
    Mari

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  48. Avatar Cristina
    Cristina

    Brava Mari, mi piacciono i giudizi decisi. Però stai attenta, che se piace a Giorgia, la Spark, capace che ti taglia…. la penna! ahahah ( a proposito saresti tu la mia vittima…volontaria, lo sai?, vedi, ne scopri una nuova su di te, sei contenta?)

    poi se uno non ha niente da dire qui, che ci viene a fare? me lo chiedo proprio con cuiosità…

    Io comunque non riesco a leggere una riga da una settimana. Faccio solo le parole crociate

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  49. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    Chesil Beach è uno dei miei preferiti. Pensa che mi sono trovata a discutere con gente che sosteneva di averlo lasciato, perché una cosa del genere non può succedere. Io invece mi sono stupita di come l’autore sapesse presentarci il travaglio di entrambi, la difficoltà di aprirsi e di comunicare. Un capolavoro, a parer mio.
    Espiazione è uno dei miei libri preferiti in assoluto. Anche un gran bel film, direi.
    Leggilo al più presto!
    Nobel per Mc Ewan!!!

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  50. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @tutti
    È solo una pausa di riflessione, poi l’istinto di leggere tornerà, più indiavolato che mai.

    @Jezabel @tutti
    Jezabel, “leggere al più presto” è una parola grossa da queste parti perché ho tanta roba in cantiere che non vi so dire.

    Non so se vi ho già resi edotti di un fatto, se non l’ho ancora scritto vi comunico ora (con la solita patetica prosopopea delle difficoltà superate) una conquista di quest’estate: ho letto un classicone dalla mole che avrei detto interminabile e inarrivabile: “I viceré” di Federico De Roberto (Jez, siamo vicino a casa tua).

    Contrariamente a quanto temessi l’ho apprezzato (per la verità sempre grazie agli audiolibri) e pensavo di andarmi a prendere anche il film. Certo, è un romanzo un po’ cupo, ma non merita la stroncatura che ha ricevuto da Croce, stroncatura che ha influito per decenni sulla sua fortuna. Voi l’avete letto? Che famigliola, ragazzi: si salva solo la moglie di Raimondo, poverina, che pena mi ha fatto quella donna.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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