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I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015. Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della…

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.


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Commenti

1.478 risposte a “I libri più belli, letti nel 2015”

  1. Avatar wwayne

    @Cristina: E’ bene chiarire un paio di cosette. Tu hai detto che un libro che altri avevano gradito a te invece non era piaciuto molto, poi hai chiuso il commento dicendo “a ciascuno il suo”, come a dire “i gusti son gusti.” Dato che tu (e non sono il solo ad avertelo fatto notare) di norma sei molto meno tollerante nei confronti di chi ha gusti diversi dai tuoi, io ti ho ricordato (con un’ironia che evidentemente non hai colto) che in passato avevi deriso la mia passione per i libri western e Stallone, e ti ho detto che da allora avevi fatto dei passi avanti in termini di simpatia e piacevolezza.
    Da lì tu (mi sfugge in base a quale ragionamento) hai creduto che la frase “a ciascuno il suo” a me evocasse film western e Stallone anziché Sciascia (che conosco benissimo, non preoccuparti), e da lì hai tratto spunto per fare la maestrina e darmi dell’ignorante. E il fatto che io sia un docente non rende meno stucchevole o più giustificabile questo tuo atteggiamento. Insomma, altro che passi avanti in termini di piacevolezza: hai fatto 5 passi indietro.
    Tra l’altro, non è questione di voler piacere o non voler piacere: è questione di comportarsi bene o comportarsi male. Tu, assumendo quell’atteggiamento da maestrina, ti sei comportata molto male. Non lo riconoscerai mai, perché conosciamo bene la tua assoluta incapacità di ammettere di aver sbagliato, ma è così, fidati.

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  2. Avatar Cristina
    Cristina

    bè, caro Wwayne, hai scelto la scuola privata? finora non ho detto un fiato, malgrado trovi questa scelta, diciamo così, immorale, per non dire quasi oscena. Ora lo sai.
    Nel tuo ragionamento fatto qua sopra qualcosa mi sfugge, ci sono dei salti logici. e sono desolata du dovertelo dire, ma quando sbaglio, e me ne rendo conto, mi fa piacere ammetterlo prima di tutto perchè è utile a me. Per ora non è questo il caso, e sono mezzo addormentata. Domani rileggerò con più cura, vediamo se capirò meglio.
    Ma che vuoi saperne tu che fai fare gli appunti i primi giorni di scuola in prima media e poi sparisci a rintanarti dopo le critiche che ti abbiamo fatto ( io soprattutto)? Mizzica che struzzo.
    comunque se conosci bene Sciascia sono contenta. Almeno un buon libro o due lo avrai letto. Oltre ai generi che prediligi, dico.
    Sulla mia incapacità – assoluta dici – di ammetere di aver sbagliato ( ma su cosa diamine?), ma tu che ne sai? ma mi conosci? abbiamo preso un caffè insieme? e allora?

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  3. Avatar Cristina
    Cristina

    @Dani- ho solo pensato che tutto quel ribollire di amorosi sensi di Zarri…
    bè forse era più semplice se si prendeva un bel fustone terreno in carne e ossa da amare, invece di farla così lunga, la strada, per arrivare dove arriviamo tutti noi, nell’estasi e nella pena delle creature viventi e della madre terra. Non c’è alcun bisogno di invocare un dio per essere così estatici e felici e compassionevoli. E pure laboriosi. Tiziano Terzani, ad esempio, docet ,
    Lo dico da atea, e leggerò Zambrano prima o poi, ma insomma….a me il fuoco piace intero, bello, e caldo, e bruciante per davvero. Quello che si confronta, e ustiona la pelle, in uno scontro alla pari. Quindi non è il libro che commento, è proprio l’impostazione.
    E a ciascuno il suo, il suo dio, cioè.

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  4. Avatar wwayne

    @Cristina: Non mi sono rintanato come uno struzzo: se vai a leggere i commenti: vedrai che non ho mai smesso di commentare su questo blog, e che alle critiche sugli appunti ho risposto nel merito.
    Riguardo al fatto di non conoscerti perché non abbiamo mai preso un caffé insieme, lo ritengo un modo di pensare un po’ superato: la personalità di un individuo emerge perfettamente da quello che scrive su Internet, non c’è più bisogno del caffé insieme.
    Riguardo all’incapacità di ammettere i propri sbagli, vatti a rileggere i vecchi commenti: quando ti abbiamo fatto notare un tuo errore, anche portandoti degli esempi concreti, tu hai mai ammesso di essere in torto? No, hai preferito fare come adesso: negare, e spostare il discorso verso altri terreni. Ad esempio, che c’entra se insegno in una paritaria o in una pubblica? O riaprire il discorso chiuso sugli appunti? Hai tirato fuori questi argomenti per spostare l’attenzione da te stessa, come hai fatto anche in passato. Non ci sei riuscita allora, non ci sei riuscita adesso.
    Ad ogni modo, spero che questa discussione si concluda presto e pacificamente.

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  5. Avatar cristina
    cristina

    Si Wwayne. Anche perchè è noiosa, personale, e di nessun interesse per nessuno/a.
    Forse non ho colto la tua ironia. (anche ora a mente più sveglia, non la riesco a cogliere…) Se è così – me ne scuso davvero. Com’è naturale in una persona educata ed intelligente.

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  6. Avatar wwayne

    @Cristina: Mi hai stupito in positivo. Sono lieto di essere giunto ad una soluzione pacifica con te.

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  7. Avatar FALCO
    FALCO

    E’ morto Henning Mankell.
    Vorrei ricordare qui un libro che ho amato particolarmente: NEL CUORE PROFONDO. Niente Wallander , ambientazione in luoghi freddi e inquietanti, scrittura magistrale.

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  8. Avatar carloesse
    carloesse

    Grazie Domenico Fina, il libro di Marìas è veramente interessante, da ciò che dici.
    Preziosa segnalazione (come sempre).

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  9. Avatar Cristina
    Cristina

    ho trovato questa frase che mi piace un sacco: ” Non ho nulla contro Dio, è il suo fan club che mi spaventa”
    Woody Allen

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  10. Avatar Cristina
    Cristina

    Sto rileggendo per il mio GDL, IL VILLAGGIO DEL TEDESCO di Boualem Sansal, autore algerino ( ed Einaudi).

    Libro sconvolgente e molto potente, anche se non privo di qualche difetto, sui giovani arabi persi, sull’estremismo islamico nelle periferie delle città europee e su molto moltissimo altro. Sull’emigrare, sul nascondersi, sulle atrocità naziste, sulle colpe dei padri che ricadono sui figli, sul riscatto del dire la verità, sulla miseria della vendetta…
    un libro a suo modo geniale, difficile scordarsene, soprattutto ora, che ho visitato Auschwitz ( e qui se ne parla parecchio).
    Lo consiglio molto molto caldamente. Non solo per la trama, avvincente e inquietante, ma Sansal sa anche scrivere bene!
    Un libro che non si dimentica,. garantisco

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  11. Avatar wwayne

    Premio Nobel per la letteratura a Svetlana Aleksievic.

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  12. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Un bidone (“La bella di Buenos Aires” di Montalban) ultimato con grande fatica, e un libro difficile (“Il nuotatore” di Zsuzsa Bank) abbandonato con qualche rimorso. Mi sono procurata il libro di racconti suggerito da Domenico Fina, fonte sicura e già sperimentata, ma niente, non riesco a leggere. Crisi nera con la narrativa!

    Per contro sto leggendo alcuni articoli di “Tirature ‘13”, l’annuario curato da Vittorio Spinazzola: istruttivo e molto interessante, e non solo per chi sia in cerca di maggiori informazioni su editoria e mercato, ma anche per chi, semplicemente, ami leggere di libri, letture e lettori.

    • “Tirature ’13. Autori, editori, pubblico. Le emozioni romanzesche”, a cura di Vittorio Spinazzola, Il Saggiatore, 2014.

    È una miniera di spunti e i filoni trattati sono veramente tanti, in particolare, mi piacerebbe trovare il tempo per andarmi a vedere i titoli citati da Sylvie Coyau nel capitolo “Come rendere sostenibile lo sviluppo”. L’autrice parla con enfasi di un libro scritto da Rachel Carson, “Primavera silenziosa”, molti anni fa. Apprendo che grazie ai suoi studi il DDT è stato vietato in agricoltura, e qualcuno le rinfaccia ancora la morte a causa di malaria di milioni di individui.
    Lei in realtà si era limitata a suggerire, specifica l’autrice, un uso “saggio” del DDT, ma tant’è.

    Ciao,
    Mariangela

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  13. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Mariangela, se ti è capitato di leggere Marìas in precedenza saprai che con Marìas bisogna pazientare, anch’io alcuni suoi romanzi li ho lasciati a un terzo. In questo però il climax è tradizionale, sale di tensione via via che si va avanti, la seconda metà è molto bella e ripaga ampiamente della fatica, secondo me. Ciao.

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  14. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Domenico Fina @Tutti

    Io per la verità mi riferivo al tuo suggerimento in merito ad alcuni racconti di William Trevor in “Uomini d’Irlanda” e non all’ultimo libro di Marìas. Ho qui il libro, ma non sono riuscita ad aprirlo, per adesso; pazienza.

    Fortunatamente non è un blocco totale (mi dicono che può succedere anche a lettori accaniti, soprattutto quando non si è in forma) in effetti sto leggendo dell’altro, mi sto dedicando a qualche saggio e a un titolone da paura, che voi avete spesso elogiato. Come dice Trapattoni, non dire gatto … se non sei sicura di riuscire a terminare il libro (che sarà un capolavoro, come ha sempre sottolineato anche Carloesse, ma che per me è un po difficilotto).

    Ciao,
    Mariangela

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  15. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari, Sylvie Coyaud la conosco abbastanza bene. E’ stata per anni a Radio Popolare e poi era. anzi è, molto amica di una mia amica di adolescenza. E’ brava, intelligente, impegnata, brillante, perspicacissima.

    Chissà che titolone stai leggendo, mahhh

    Io sto leggenfo GLI ANNI di Annie Ernaux,leccandomi i baffi e… la memoria. Gran penna Ernaux, acuminata e asciutta. Però per leggere questo libro è obbligatorio avere almeno 55 anni . se no non si capisce un bel tubo.

    Ne parlerò a lettura ultimata. Forse…

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  16. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    ma puoi dire il libro senza temere critiche se per caso lo dovessi lasciare (almeno da parte mia che ho lasciato fior di letture anche a poche pagine dalla fine) !!!!!

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  17. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina @Jezabel
    Visto che mi mancano solo una sessantina di pagine posso parlarne: il libro che sto audioleggendo (temo il verbo non esista, ma in questo caso la precisazione del supporto è quanto mai d’obbligo) è “Il pasticciaccio brutto di via Merulana” di Gadda.

    Dico subito che solitamente l’audiolibro mi aiuta nell’operazione di decodifica, ma per il resto è un succedaneo al cartaceo o all’e_book, non così in questo caso: non sarei stata in grado di apprezzare questo capolavoro da volume o da tablet perché il linguaggio, originalissimo, anzi, unico, per me sarebbe stato troppo difficile e avrebbe compromesso il piacere della lettura. Difficoltà a parte, è poi doveroso specificare che Fabrizio Gifuni, l’attore che legge nell’audiolibro, è bravissimo e si è occupato di Gadda anche a livello teatrale. Ascoltarlo, in effetti, è come andare a teatro, quando si cala nella parte della contessa veneta è semplicemente strepitoso, ma tutti i personaggi sono magistralmente interpretati e, soprattutto, il suo incedere ha il ritmo giusto: né troppo veloce né troppo lento.

    Per dare il giudizio sul libro (ammesso di esserne capace) non devo pensare all’autore perché a me l’Ingegnere sta piuttosto antipatico (mi direte che questo non dovrebbe inficiare il giudizio sulla qualità letteraria delle sue opere, ma siamo esseri umani e non posso farci niente): non si può negare che i virtuosismi linguistici, la commistione tra sprazzi aulici e dialetto, l’invenzione di nuovi vocaboli e tutto il resto ne facciano un’opera di altissimo livello, aulica ed ironica al medesimo tempo. Non nego però (un però c’è, e lo esprimo incoraggiata da Jezabel, che sarà sicuramente più indulgente di Cristina) che io stavo perdendo il filo e che tra ghirigori e circonvoluzioni non sarei stata in grado di seguire la trama senza un riassuntino di supporto (di quelli che usano gli studenti per evitare o per scorciare le letture delle vacanze).

    Ecco, sono contenta di averlo letto (a questo punto penso proprio di riuscire a finirlo), ma, non è stato facile!.

    Ho detto la mia.

    Saluti
    Mariangela

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  18. Avatar Cristina
    Cristina

    Gadda è un massimo. Il pasticciaccio non certamente la sua opera migliore. Se non si è lombardi si è penalizzatissimi. L’adalgisa e La cognizione del dolore, due capisaldi assoluti.
    Ma oramai pochi/e sono in grado di leggere e capire Gadda. Mala tempora currunt…
    Mari non ce l’ho con te…Io…. Gadda, un gioco di intelligenza senza fine.

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  19. Avatar idillio
    idillio

    cristina, la spocchia fatta persona.

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  20. Avatar polissena

    @ Idillio, chiunque tu sia sei grande!!!
    Anche io, come tanti altri, non scrivo più e mi dispiace perchè avrei tanto da dire, ma l’atmosfera si è fatta da tempo irrespirabile.
    Magari chissà…

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  21. Avatar wwayne

    @Polissena: Come sai, nutro profonda stima per te, quindi mi dispiace che tu abbia deciso di smettere di commentare. Se hai tanto da dire, ti prego, fallo: sono molto curioso di sentire cos’hai letto, cosa ne pensi eccetera.

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  22. Avatar carloesse
    carloesse

    @Polissena
    Comunque la si pensi, una comparsata solo per fare un insulto diretto e personale a uno qualsiasi di noi, senza discutere di nulla, a me pare tutt’altro che grande, ma una vera piccineria.

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  23. Avatar wwayne

    M’avete fatto tornare in mente questa canzone:

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  24. Avatar wwayne

    A proposito, dov’é finito il grande adour? Con lui si musicava alla grande!

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  25. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Tutti
    Cristina, il dialetto prevalente ne “Il pasticciaccio” è il romanesco, mischiato con il napoletano e il molisano, quindi, se quanto dici sulla regionalità può valere per “L’Adalgisa” (io ho letto solo il racconto eponimo), non rileva a mio parere per questo libro, anche perché il romanesco, meno ostico del milanese e molto propagandato da cinema e televisione, in Italia è compreso da tutti.

    Solitamente apprezzo la lingua raffinata, non piatta, ricca; nei romanzi per me è benvenuto il linguaggio che si discosti da quello di tutti i giorni, perché per la mia sensibilità di lettrice è proprio quella la molla che fa scattare l’elevazione e l’immedesimazione. Vedo però che in quest’ultima parte del romanzo di Gadda il vortice involutivo di metafore, di vocaboli strani, di giochi di prestigio linguistici va aumentando e arriva al limite della vertigine e, alla fine, mette in ombra la trama e svilisce un po’ i personaggi! Intendo dire: va bene la preziosità della lingua, va bene i dialetti e a tutte le trovate ingegneresche, indubbiamente, geniali, ma solo se questa congerie è funzionale al racconto, se serve a potenziarlo a dargli vigore, altrimenti rimane un virtuosismo fine a se stesso che al posto di corroborare le emozioni del lettore lo obbliga a una scalata impervia senza mai permettergli di raggiungere la cima! E in quest’ultima parte del romanzo, scusatemi, io la cima non la vedo!

    Cristina, è solo un dubbio perché, come dicevo, io, tutto sommato, penso che il libro valga la pena leggerlo: non può essere che, oggi, chi non sa leggere Gadda abbia altro di meglio da leggere?

    Ciao a tutti
    Mariangela

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  26. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    lungi da me (e da te) il rimbrotto, vorrei soltanto invitarti a considerare l’intenzione di Gadda di rispecchiare nel linguaggio la consistenza del “pasticciaccio brutto”.
    Senza dubbio a momenti risulta stancante. Ma anche per me, come per Cristina, è stato uno stimolo al ragionamento. A volte mi perdevo nelle trovate stilistiche e linguistiche (con piacere!) e la trama andava a farsi friggere. Oltre alla trama e al linguaggio, Gadda non ha trascurato la società e i personaggi.
    Un’opera mirabile in quanto smuove le acque: aggiunge qualcosa alle correnti letterarie attive negli anni in cui è stata scritta. Come Guernica per la pittura del tempo o qualunque altra opera d’arte.
    Chiaramente può piacere o meno. La libertà ….

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  27. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Carloesse
    sono d’accordo con te. Trovo certi metodi “lapidari” da talk show di bassa estrazione a dir poco biechi. Eppure ultimamente sembra che se appartieni alla categoria di coloro che “non le mandano a dire” anche se non hai un minimo di capacità di approfondimento, sei OK.
    Buon per loro: camperanno cent’anni urlando castronerie con la scritta “ok” sul petto!
    Bacione

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  28. Avatar idillio
    idillio

    Mi fa piacere, jezabel, che lei sia così pieno di certezze.

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  29. Avatar Cristina
    Cristina

    i troll non dicono mai nulla di nuovo, idillio, e lei ha comunque sbagliato nick. ( se vuole le spiego cosa è un nick nel caso lo ignorasse).Peraltro lei ha qualcosa, sa qualcosa, di già noto e sentito, mi sbaglierò.
    Vedo che comunque il coraggio del nome e cognome le manca. Suvvia, sia ardito, si faccia conoscere a modino!
    Jezabel è una signora, peraltro.

    Cara Mari.
    Dico che leggere Gadda oggi, col bagaglio medio di un lettore(letrice ) medio è molto più difficile. Dopo I gabbiani Livingstone, Le sfumatue di ogni colore, ke susannetamaro, e tutte le facilonerie lagimevoli che circolano, una vetta di arditezzze linguistiche di quel genere è quasi impensabile.
    La scuola non prepara e tanto meno l’università.
    Perchè Gadda è impegnativo, impegna la testa, la filologia, l’ironia, il metalinguaggio, il calembour ( scusi idillio, capisco che uso delle parolone, ma che vuol farci, quando una ha la spocchia, la usa), la sociologia piccolo borghese, la sferza amara della satira. Insomma Gadda gioca sempre su più registri contemporaneamente ed è la lingua, le sue note, le sue spiegazioni immaginifiche e spesso di purissima invenzione che costituiscono uno dei suoi vertici letterari.
    Peraltro la datazione storica delle sue opere in pate spiega anche perchè l’amarissimo e accigliatissimo Gadda oggi sia più difficile che mai. Diciamo che la sua audience di riferimento è scomparsa, liquefatta, volatilizzata, e che nemmeno i lombardi più doc oramai parlano quel dialetto e ricordano quegli interni borghesi,.
    Insomma Gadda è modernariato letteraio, e nemmeno la molta fequentazione del migklior Camilleri allena a tanta dovizia di inventiva linguistica

    Il Pasticciacccio – ma vado a mente e potrei cadere in errore – è la sua ultima opera e pure non finita. Opera camaleontica, un divertissement nero, uno scolo di livori, amarezze e prese in giro. Non a caso usa il romanesco che, come forse saprai, ai milanesi e consimili non è proprio vicino al cuore.

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  30. Avatar Cristina
    Cristina

    @polissena, se hai tanto da dire non farti intimidire. Da me poi??? ma dai, e a chi vuoi darla a bere?
    del resto i dentini non ti sono mai mancati, come si vede benissimo. Io sono stata assente da qui per molti mesi, e non ricordo – in quel lasso di tempo – interventi clamorosi o profondi a tuo nome. Ma certamente, mi sbaglio.
    E, scusa, potresti specificare qual è il tuo problema?
    Forse non ti piace Gadda? perchè se non ti piaccio io, sai, e chisseneimpota, per dire. La cosa è reciproca, ma di nessunissimo interesse per nessuno.

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  31. Avatar idillio
    idillio

    Oltre che spocchiosa è insopportabile e snob. Ma le manca la classe per poterlo essere. Adieu, vecchia trombona.

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  32. Avatar Cristina
    Cristina

    vecchia trombona lo dica a sua sorella, per cortesia, Con me, e con nessuna donna qua o altrove, se lo può, nè deve, permettere.
    Ma tanto si è capito chi è lei. O almeno io, l’ho capito con certezza:un vigliacchetto frustrato che ha tanto tempo da perdere e problemi con le donne.
    Mi dispiace tanto per lei. Ma ci sono tanti medici a disposizione, in Italia, ne potrebbe approfittare.
    Certo, per la buona educazione, invece, non c’è più nulla da fare

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  33. Avatar idillio
    idillio

    Vigliacchetto lo dice a suo padre, vecchia trombona rancida.

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  34. Avatar polissena

    Quello che non ammetto e che non sopporto è l’intolleranza, Cristina, e la mancanza di rispetto con cui denigri sistematicamente le scelte altrui. I libri li hai già letti tutti e se non lo hai fatto è perchè non li consideravi degni della tua attenzione. Non so da dove ti venga questa enorme stima di te stessa, questa tua superiorità. Inoltre mi sembra che si parli sempre di libri e di autori del passato che quasi tutti abbiamo già letto (sì, anche Gadda) mentre io ,da parte mia, sono sempre in cerca di novità nella speranza che ci sia anche adesso della buona letteratura. Raramente ci riesco, ma persisto.
    Certo che ho un problema a scrivere sul blog, non c’è più amicizia, né complicità, nè un po’ di ironia o di leggerezza. Se lo farò di nuovo, mi aspetto che il mio intervento sia accettato qualunque esso sia, come anche quello di tutti i pochi superstiti. Non vedo più Ennore a cui tenevo, non scrive più neppure Adour che ci dava un po’ di vita. Neppure Luigi si interessa più del blog che va avanti alla meglio da solo.
    Ci vogliamo chiedere perché?

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  35. Avatar carloesse
    carloesse

    Ci mancava da qualche tempo un po’ di trollismo, manifestazione tipica dell’encefalogramma piatto. Questo è curioso, ha una predisposizione per la sezione degli ottoni.
    Bah, non mi preoccuperei più di tanto. Prima o poi si stuferà anche lui.

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  36. Avatar Cristina
    Cristina

    Polissena, mettiti gli occhiali, Il villaggio del tedesco di Sansal- Gli anni di Annie Ernaux. Freschissimi, recenti, laterali al mainstream.
    Per il resto non ho parole da dirti. ti lascio le tue che sono lì, sotto gli occhi dei pochi che passano di qui , a brillare di luce propria

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  37. Avatar Cristina
    Cristina

    e poi, Polissena dolce e gentile, io dialogavo EVIDENTEMENTE con Mariangela, che stava leggendo Gadda. Di che t’impicci?

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  38. Avatar idillio
    idillio

    carloesse, il masaniello di borgata. Si impicci di cose sue, o non ha altro da fare?

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  39. Avatar pilù
    pilù

    BASTA!! Parlate di libri e queste cose sbrigatele altrove

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  40. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @tutti @Jezabek @Cristina
    Cristina, hai ragione, un libro come “Il pasticciaccio” non può essere proposto con profitto a un lettore poco allenato o scarsamente puntiglioso. Quello stimolo al ragionamento, di cui parla Jerzabel, quel pungolo che ti obbliga a tenere il cervello bello attento, e lo dico senza altezzosità, perché in certi momenti vale anche per me, può essere un deterrente, può scoraggiare. Penso anch’io che saper apprezzare questo testo comporti una certa attitudine alle letture impegnate, che sia, diciamo così’, anche, un fatto di cultura. E fin qui sono con te e concordo con tutto quello che dici a proposito di libri che vanno per la maggiore, ma lasciami aggiungere che può essere anche una questione di gusti, che si può essere lettori consapevoli e attenti e non apprezzare Gadda oppure, ed è il mio caso, apprezzarlo a tratti, mi verrebbe quasi da dire, a macchia di leopardo, giudicarlo eccezionale in certi punti e trovarlo un po’ eccessivo in altri.

    @Pilù,
    io, alla mia maniera, ho seguito il tuo suggerimento, come vedi.

    Ciao a tutti
    Mariangela

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  41. Avatar polissena

    @Cristina, “Ma ormai pochi/poche sono in grado di capire Gadda”

    L’hai scritto tu. Era solo per Mariangela? Non è un blog privato ed il tuo commento acidulo era rivolto a tutti e quindi anche a me

    Inoltre il “di che t’impicci?” che mi rivolgi mi fa dubitare dell’educazione raffinata che ti vanti di possedere

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  42. Avatar Cristina
    Cristina

    Repetita iuvant
    …”Cara Mari.
    Dico che leggere Gadda oggi, col bagaglio medio di un lettore(letrice ) medio è molto più difficile. Dopo I gabbiani Livingstone, Le sfumatue di ogni colore, ke susannetamaro, e tutte le facilonerie lagimevoli che circolano, una vetta di arditezzze linguistiche di quel genere è quasi impensabile.
    La scuola non prepara e tanto meno l’università.”…..

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  43. Avatar Cristina
    Cristina

    @Mari. Ovvio, sul de gustibus nessuno ha mai messo becco, com’è logico e naturale che sia.

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  44. Avatar Cristina
    Cristina

    E’ interessante che qualcuno – qua – ordini di parlare di libri. Ma prego, si accomodi.
    Ognuno/a lo fa a suo modo, con le sue predilezioni e le sue idiosincrasie. Anche parlando di altro, a volte.

    Sto per aprire LUCE PERFETTA di Marcello Fois, scrittore sardo. Sono molto curiosa.

    Intanto mi diverto a seguire il personaggio inventato di Chirù Casti, nato dalla fantasia e dall’inventiva di quella meravigliosa ragazza che è Michela Murgia, in attesa del suo annunciato ultimo lavoro, fra pochi giorni in libreria.

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  45. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina
    Ti dico la verità, Cristina, per come ti eri espressa non sembrava proprio “ovvio”, anzi, pareva quasi tu ponessi un’alternativa secca tra l’apprezzamento del libro e il basso livello culturale. A riprova che Gadda può non piacere per una questione di gusti (mi ripeto anch’io, ma piuttosto che fare il copia incolla preferisco ricorrere alla farina del sacco altrui) porto a sostegno della mia opinione quella di un critico che ha scritto che anche Gadda può stancare:

    “Confessiamolo: quando lo sfoggio e lo sperpero raggiungono l’estremo del “Pasticciaccio” è per l’appunto pastiche che, sulle prime, attrae e diverte, poi stanca, infine rattrista. Perché è come se Gadda ci si mostrasse legato mani e piedi e tuttavia furente di libertà” Enrico Falqui, “Quer Pasticciaccio brutto de via Merulana”, Il Tempo, 20/9/1957, citato in Elisabetta Bolla, “Come leggere quer Pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda”, Mursia, 1976-87”.

    Ci sono in verità parti del libro che mi sono invece piaciute moltissimo: ho immagazzinato in modo vivido la scena dell’interrogatorio della ragazza da parte degli inquirenti. Ho scoperto che proprio su questa scena il critico letterario Venturi ha formulato l’ipotesi che Gadda abbia tratto ispirazione dal dipinto di Caravaggio “La vocazione di San Matteo”, bellissimo quadro in San Luigi dei Francesi, a Roma. Effettivamente, Gadda riesce a creare un gioco di luci e ombre che ricorda proprio Caravaggio.

    A proposito di raccordo tra scrittura di Gadda e arte, ho letto sul CdS del 6 ottobre un articolo di Paolo di Stefano che annuncia la pubblicazione di un librone proprio sull’argomento (1200 pagine). Spero di poterlo consultare in qualche biblioteca perché sarà in vendita alla modica cifra di 120 euro!

    Buonanotte
    Mariangela

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  46. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari a me il Pasticciaccio non è mai piaciuto. Ho stra adorato L’adalgisa – anche se non so se ora avrei voglia di rileggerlo, ai tempi mi aveva messo le scintille nel cervello – e La cognizione del dolore, che invece è un gran libro senza calembours, sul dolore di vivere, anche quello letto milioni di anni fa.
    E’ vero che si cambia, e anche i gusti. Ma Gadda, almeno una volta nella vita, se si può, secondo me è una gran cosa. Poi, per l’amor del cielo, se guardo a tutto quello che manca a me in fatto di letture… ho carenze sterminate, e ognuno fa percorsi tortuosi nelle sue letture.
    Ma Gadda, si, penso che sia un grande e da amare, anche perchè è un unico assoluto e singolarissimo nel panorama della letteratura italiana.
    Che simpatico Paolo di Stefano, chissà che impresa!

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  47. Avatar Marzia
    Marzia

    Ragazzi , è un po’ che non mi faccio sentire ma vedo che c’è stata un po’ di “maretta”…..O-o

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  48. Avatar Marzia
    Marzia

    Salendo nella lettura dei post, vedo che : Altro che “maretta”, tempesta pura! …beh è divertente

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  49. Avatar Marzia
    Marzia

    Comunque mi interesserebbe sapere perchè Enaux lo può leggere solo ciha 55 anni, (vedi post di Cristina”, è una “battuta o c’è un perchè?
    Di Gadda io ho letto solo: Er pasticciaccio, ma l’ho trovato bello e la scelta stilistica , forse faticosa per qualcuno , ben gestita…ad es. con Camilleri come la mettiamo?
    Non sapevo della morte di Mankell….mi dispiace l’ho apprezzato, soprattutto come giallista, ma anche , ad es. in “scarpe italiane” , in cui la polizia svedese non c’entra, come scrittore “tout court”

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