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I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015. Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della…

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.


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Commenti

1.478 risposte a “I libri più belli, letti nel 2015”

  1. Avatar wwayne

    @Mariangela: Dopo aver preso l’abilitazione (come ricorderai, ne avevo parlato qui), avevo mandato il curriculum via mail alle scuole private di quasi tutto il Nord e Centro Italia. Ovviamente è stato un lavoro immenso: solo per coprire l’area di Roma ci ho messo 3 giorni, stando al pc mattina e pomeriggio.
    Fino all’8 Settembre, tutti questi sforzi non avevano prodotto alcun risultato. Poi, appunto l’8 Settembre, quando ormai cominciavo a disperare, una scuola mi ha chiamato per fissarmi un colloquio di lavoro: grazie a Dio l’ho superato, e mi hanno preso. 🙂

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  2. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Wwayne @Marzia @Tutti

    Insegni lettere? Se sì ti troverai presto a dover assegnare delle letture, caro Wwayne, e questa sì che secondo me è una bella responsabilità! Ne avevamo già parlato sul blog e qualcuno di noi aveva convenuto che, salvo eccezioni, le letture imposte per le vacanze sono un po’ sempre le stesse, i soliti autori a scapito di altri, pur bravi. Ma io adesso sto facendo riferimento al compito che potresti avere di “far leggere” qualcosa a qualcuno senza rovinargli il piacere della lettura e stando ben attento ad evitare la trappola del proselitismo: niente di meno!

    @Marzia
    Marzia, torno a stupirmi della tua iniziativa di avvicinare gli alunni delle elementari all’Odissea: come reagivano? (Se puoi rispondere, altrimenti passa oltre).

    Ciao,
    Mari

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  3. Avatar wwayne

    @Mariangela: Ho le ore “spalmate” tra media e liceo: Italiano lo insegno solo in prima media, e credo che in quella classe sia assolutamente prematuro assegnare una lettura, se per lettura intendi (come credo) un romanzo completo. Almeno per quest’anno, penso che mi limiterò a dei brani antologici; poi passeremo ai racconti, poi ai romanzi brevi e soltanto a quel punto ad un romanzo. Ovviamente non so dirti quanto ci vorrà, perché ogni classe ha i suoi tempi, e questi tempi sono impronosticabili.

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  4. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    scusa, non rendi giustizia ai miei di interventi su lettura e gioventù che andavano in altra direzione 🙂
    Io credo che i ragazzi debbano vedere persone intorno che leggono. Sarebbe già qualcosa. Alcuni miei alunni in casa non hanno neanche un libro, cosa che per me è inimmaginabile. Perciò a volte i libri per loro sono soltanto “robaccia scolastica”, assolutamente inutile per la vita.
    Si accostano a tante opere attraverso l’antologia e a volte si incuriosiscono. La maggior parte delle volte no.
    Io non impongo letture integrali. So che andrebbero a prendere la trama su internet. Ho già detto che porto dei libri a scuola, quelli che io stessa sto leggendo e poi …via verso le infinite possibilità della classe e del libro stesso.
    Chiaramente, a volte devo leggere le cose che piacciono a loro e che caldeggiano come fossero capolavori imperdibili.
    Che devo fare? Faccio finta finta di appassionarmi e magari li critico solo in parte, per far sì che altri “compagnetti” si incuriosiscano.
    Bacione.
    PS Io non ricordo neanche l’età in cui l’Odissea mi ha fatto sua 😉
    Mentre della Divina Commedia posso dirti che galeotta fu la serie di Topolino a puntate!!!!!
    Ribacione.

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  5. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @wwayne
    congratulations!

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  6. Avatar wwayne

    @Jezabel: Grazie mille! 🙂

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  7. Avatar Cristina
    Cristina

    wwayne, ma che brutta idea che hai dei 13enni. nemmeno il Barone Rampante? ossantapace , falli leggere per intero. le antologie allontanano

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  8. Avatar editalara
    editalara

    @Mariangela, non leggevo il blog da un po’ di giorni ma vedo un tuo bell’intervento in cui citi J.Cortazar e fatalità ho acquistato proprio ieri due suoi libri di cui uno è proprio Lezioni di letteratura !
    Ora sono ancor più curiosa di conoscere questo autore..se hai qualche consiglio, grazie.

    Amo i libri scritti anche per i bambini ( non mi piacciono le classificazioni, per me sono libri e basta , per bambini per ragazzi per insegnanti, troppo facili troppo difficili o altro.. per me sono “solo” mondi da esplorare liberamente, sfogliare, leggere o cestinare senza tempo , senza età , senza censure, senza obblighi..che meraviglia i Libri!!) e suggerisco un bell’articolo trovato su alfabeta2 .
    http://www.alfabeta2.it/2015/07/31/quanta-terra-serve-a-un-uomo/

    ciao a tutti !!

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  9. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Jezabel @Wwayne
    Vi ringrazio per tutte le informazioni riguardanti la lettura nella scuola. Jez! Cosa dici? Io apprezzo molto quando ci racconti delle tue esperienze con gli studenti! Grazie anche dell’ultimo resoconto: mi sembra di capire che all’occorrenza ti improvvisi un po’ attrice, come dire, simuli a fin di bene, diciamo, per non stroncare gli entusiasmi, per non deludere. È giusto, altrimenti li scoraggeresti al posto che invogliarli a leggere!

    @Editalara
    Guarda io consigli in merito alla lettura di Cortázar non ne ho, salvo suggerire di non limitarsi alla sua opera narrativa e di non trascurare i suoi saggi.

    Lascio parlare lui, senza aggiungere nulla:

    • “Non è indispensabile né obbligatorio che questa letteratura dell’esilio abbia un contenuto politico e che si presenti come un’attività principalmente ideologica, Quando uno scrittore responsabile dà il massimo di se stesso come creatore, tutto ciò che scrive sarà un’arma nel duro combattimento che sferriamo ogni giorno. Una poesia d’amore, un racconto puramente immaginario, sono le prove più belle che non c’è dittatura né repressione che possa fermare quel legame ormai profondo che esiste tra i nostri migliori scrittori e la realtà dei loro paesi, quella realtà che ha bisogno della bellezza come ha bisogno della verità e della giustizia.”

    (Julio Cortázar, “La letteratura latinoamericana del nostro tempo”, conferenza pubblicata con alcune varianti in “Argentina: años de alambradas culturales”, Muchnik Editores, Barcellona, 1984, ora in Julio Cortázar, “Lezioni di letteratura. Berkley, 1980”, Einaudi, 2014, pp.199/209)

    Ciao,
    Mariangela

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  10. Avatar wwayne

    Nella mia esperienza di insegnamento mi sono reso conto che gli alunni di prima media fanno una fatica bestiale a prendere appunti. Anche se vado piano e ripeto i concetti più volte, soltanto in pochissimi riescono a scriverli tutti.
    Come se non bastasse, spesso quelli che perdono dei pezzi per strada poi non chiedono ai loro compagni di prestar loro gli appunti per colmare le lacune. In certi casi non lasciano nemmeno lo spazio bianco che segnala la presenza di una lacuna, e quindi quando vanno a studiare nemmeno si rendono conto che manca qualcosa.
    Ci sono anche alcuni casi di pigrizia estrema, in cui alcuni ragazzi si appuntano soltanto gli schemi riassuntivi che scrivo alla lavagna, e tutto il resto chi se ne frega.
    Sapevo di prendere dei ragazzi appena usciti dalle elementari e che quindi non potevo aspettarmi degli stenografi, ma mai avrei immaginato tanta sciatteria.
    In pratica, per quanto riguarda gli appunti posso dividere i miei alunni in 3 categorie:
    1) gli “scrivo tutto” (pochissimi);
    2) gli “scrivo abbastanza” (la maggioranza);
    3) gli “scrivo qualcosina, tanto per non lasciare il quaderno bianco” (più di quanti vorrei).
    La loro inettitudine nel prendere appunti è dannosa soprattutto per quanto riguarda la Grammatica: il loro libro (che non ho scelto io) è scritto in un italiano complicatissimo, totalmente al di fuori della loro portata, e quindi se non hanno degli appunti presi bene non possono neanche dire “Vabbé, studierò sul libro.”
    Ovviamente ho cercato di far capire ai miei alunni l’importanza decisiva di prendere bene gli appunti, ma in alcuni di loro la pigrizia, o forse semplicemente il menefreghismo, sembra essere troppo forte per venire eliminato così facilmente.

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  11. Avatar Cristina
    Cristina

    ,mizzica WWayne, apppunti in prima media? ma te se’ matt ? ma se non lo sanno fare nemmeno all’Università!! io rivedrei il metodo, radicalmente.
    falli lavorare in gruppo, in cerchio ad esempio, falli esercitare insieme in guppi alla lavagna. santapace santapace. Se fossi la madre di uno dei tuoi scolari mi sentiresti, bello mio… e prendimi sul s erio!

    AAA. per favore. qualcuno/a ha notizie di Camilla?? sto cominciando a preoccuparmi, vorrei essere rassicurata

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  12. Avatar wwayne

    @Cristina: Purtroppo i lavori di gruppo sono improponibili. I miei alunni (come credo qualsiasi ragazzo di quell’età) hanno la tendenza a distrarsi e far caciara anche quando restano seduti al loro banco, figuriamoci se li mettessi in gruppo o in cerchio…
    Riguardo al prendere appunti, non sarebbe necessario se avessero dei libri fatti bene, dove ritrovano in modo completo e chiaro tutto ciò che ho detto: ma dato che così non è, se non prendono gli appunti è finita.
    Ti faccio un esempio: come primo argomento di grammatica abbiamo fatto il verbo. La mia definizione è stata:
    “Il verbo è quella parte della frase che esprime l’azione.”
    La definizione che c’è sul libro è:
    “Il verbo è la parte variabile del discorso che fornisce, collocandole nel tempo, informazioni sul soggetto della frase, cioé sulle azioni compiute o subite dal soggetto, gli eventi che lo riguardano, lo stato in cui si trova o il suo modo di essere.”
    Chiaramente, un bambino di prima media non sarebbe mai in grado di memorizzare tutto questo. Di conseguenza, o si scrivono da qualche parte la mia definizione oppure alla domanda “Cos’è il verbo?” faranno inevitabilmente scena muta.

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  13. Avatar wwayne

    Comunque, prendere appunti è una prassi sia alle medie che al liceo, sia nella scuola dove lavoro adesso che in quella in cui ho fatto il tirocinio per prendere l’abilitazione all’insegnamento. Non a caso i miei alunni di seconda media li ho presi che erano già perfettamente allenati a farlo, e quelli di prima liceo idem.

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  14. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @WWayne
    scusa, ma mi permetto di insorgere anch’io.
    I pupi della tua classe si saranno già accorti che li hai classificati in 3 gruppi, che ritieni che non sappiano prendere appunti, che DEVONO IMPARARE una definizione del verbo e quindi saranno ancora più “sciatti” !!!!!!
    Ti prego, falli esercitare in modo da trovare il verbo nelle frasi e poi fai creare una LORO definizione del verbo per la quale li loderai tanto e alla quale – dirai con un sorriso – bisogna fare degli aggiustamenti.
    Insegna loro a lavorare in gruppo e così, quando in 2^ media arriverà un nuovo insegnante, egli noterà che sono allenati a farlo (come hai fatto tu con la 2^ media che sapeva prendere appunti!).
    Intanto vai a rivedere i tuoi quaderni della 1^ media…
    Bacione e buon lavoro!

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  15. Avatar wwayne

    Oggi spiegavo ai miei alunni un argomento di Geografia. Ero arrivato a dirgli che alcuni gas che l’uomo rilascia nell’atmosfera, in primis l’anidride carbonica, inquinano l’ambiente.
    Un mio studente, con un atteggiamento assolutamente serio, mi ha chiesto: “Prof, ma allora le nostre scuregge… inquinano? Perché anche le scuregge sono fatte di gas…”
    La mia risposta è stata: Le nostre no, ma quelle delle mucche sì, perché lì c’è il metano e il metano inquina a bestia. 🙂

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  16. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti@Jezabel @Wwayne@Cristina

    Gli studi umanistici non devono scomparire perché danno linfa alla democrazia e alimentano il pensiero critico; è l’opinione di Tullio De Mauro che in un articolo su Internazionale raccoglie l’allarme di David Breneman: il numero dei college di liberal arts (così vengono definiti gli studi non orientati alla professionalizzazione) è in diminuzione e non tiene il passo con quello dei college di economia e commercio. Qui sotto l’articolo:

    http://www.internazionale.it/opinione/tullio-de-mauro/2015/09/24/scuola-universita-storia-letteratura

    Secondo voi l’acquisizione di un sapere puro, non immediatamente spendibile sul mercato del lavoro, è consigliabile a un giovane del giorno d’oggi?

    Saluti,
    Mariangela

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  17. Avatar cristina
    cristina

    guarda Wwayne, mi sembri matto. hai dato delle definizioni di pupetti di 10-11 anni quasi da…. denuncia. Vai a prenderti il tuo quaderno di prima media e abbassa le penne. E usa l’affettività cristo santo! hanno ancora la goccia di latte sulla bocca, ma cosa ti piglia? pensi di essere nel 1920??
    sono davvero trasecolata, e avvilita. ma vuoi dei soldatini o sai di avere davanti dei bimbetti? non sai tenerli insieme? vuol dire che non hai l’autorevolezza e le maniere giuste. Hanno ragione a fare caciara, devi ammorbarli a morte. O li affascini, i agazzi, o sei finito.
    Mi pare che tu sia su una strada sbagliatissima. Te lo dico con affetto e molta incazzatura ( come madre andrei subito dal preside e cambierei sezione),
    Falli lavorare giocando, coinvolgendoli, socializzali. ma che ti frulla nella capa?
    i tuoi alunni, i tuoi studenti – come li chiami tu – sono dei bambini. Basterebbe la Scuola di Barbiana di Don Milani a darti una luce in questo buio pesto.

    E basta co sti appunti! le prime settimane di scuola, gli appunti?? ti stai giocando la classe, e l’anno e la professione.

    ossantapaceeeee

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  18. Avatar cristina
    cristina

    ti dico una cosa: ogni anto ho fatto delle supplenze di francese alle medie. Entravo in classe e chiedevo: facciamo un dettato o parliamo d’amore? SilEnZio immediato, OCCHI PUNTATI, LINGUETTE DI FUORI
    . D’amore! e allora giù con Ginevra e i castelli della Loira e la sToria di chi ci abitava… ho dei libri consumati da tanto che li guardavano. E poi li facevo Ridere! falli ridere, gioca con loro. sono loro la tua scommessa di vita, non i verbi. E chissenefrega di definire un verbo, faglielo riconoscee nei fatti, faglielo fare. Falli “inchinare” “correRe” piegare” ridere” avere mal di pancia” FAGLIELI MIMARE, VEDRAI CHE SAPRANNO PER SEMPRE COSA è UN VERBO, QUELLO CHE FA L’AZIONE DI…
    SGRUUUNT

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  19. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cristina
    mi stai diventando sempre più simpatica!
    🙂

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  20. Avatar Cristina
    Cristina

    Jez, stai attenta a quel che dici!

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  21. Avatar Cristina
    Cristina

    @ mari, ma che domande fai? certo che si

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  22. Avatar carloesse
    carloesse

    La domanda sorprende anche me.

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  23. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti, @Cristina @Carloesse

    Premetto che la prima a stupirsi di questo dubbio che mi assilla da qualche tempo sono proprio io, nel senso che solo fino a pochi anni fa alla domanda avrei risposto in modo incondizionatamente affermativo: a un neodiplomato che mi avesse riferito di una sua propensione per storia, letteratura, filosofia, avrei senz’altro suggerito di iscriversi ad una facoltà umanistica. Da un lato, infatti, sono d’accordo con De Mauro e con l’economista quando affermano che le scienze umane, gli studi puri, le materie umanistiche aiutano a ragionare e aprono la mente (si intende, là dove trovano terreno fertile), d’altro canto non nego che ultimamente mi sto domando se sia avveduto, all’età di vent’anni, non programmare, anche, il proprio futuro professionale e procrastinare oltre l’obiettivo dell’indipendenza economica.

    Non so, diciamo che nella vita anche le certezze che sembrano inossidabili prima o poi cominciano a vacillare.

    Ciao,
    Mariangela

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  24. Avatar Cristina
    Cristina

    ma la cultura serve alla vita, Mariangela, e la vita è la strada che abbiamo davanti. Non un’altra cosa. La vita. Il lavoro, la professione, deve servire alla vita. Non il contrario. mi pare cosi’ evidente che non c’è bisogno di discuterne.Le grandi aziende infatti comprano cervelli pensanti, mica solo saper fare specialistici. vai e vedi ,
    Insomma il classico tira sempre e pour cause.
    Vedo che Wwayne è sparito,. Mi auguro che oltre che leccarsi l’amor proprio ferito sia facendo serie riflessioni per una veloce virata e cambio di rotta. E’ ancora in tempo

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  25. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina
    Spero tu abbia ragione.

    @tutti
    Vi avevo già chiesto di Montalban, io sto leggendo ora “La bella di Buenos Aires”, una specie di giallo, giallino, a dir la verità, pallido pallido, niente di speciale: non c’è tensione e proprio non mi coinvolge! Che peccato!

    Vi chiedo: voi conoscete Pamuk Orhan? Avete per caso letto “Il castello bianco” o qualche suo libro?

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  26. Avatar Cristina
    Cristina

    mi pare che ne avevo parlato qua, de IL MUSEO DELL’INNOCENZA di Orhan Pamuk. Un libro avvincente, estremamente ripetitivo, con pagine sublimi e altre pallosissime, avviticchiato su se stesso in una Istanbul più che soprendente. La storia di un delirio amoroso, e di molto molto alcol e di uomini che non riescono a crescere. Io sono arrivata con una certa fatica in fondo. Ma ne sono sata contenta. Lo scrittore ha molti spazzi di grandezza e genialità, anche se a mio parere una sfrondatura avrebbe giovato. Il Museo dell’innocenza esiste davvero, vai a vedee Mari e sobbalzerai (almno penso)

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  27. Avatar Cristina
    Cristina

    pssst, tranquilli, Camilla l’ho sentita, per altre strade

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  28. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Tutti

    Scusatemi se di Pamuk avevate già parlato, faccio fatica a memorizzare i nomi degli autori che non conosco, e quello di Pamuk è uno di questi. Cristina, per come me lo descrivi, penso non faccia per me in questo momento! Oltre a Montalban ho in ballo un altro libro di cui non so ancora cosa pensare, tranne che certamente non è il massimo dell’allegria (e fin qui non ci sarebbe niente di negativo) e del coinvolgimento (e qui invece un certo qual fattore negativo c’è!) Devo leggere ancora qualche pagina prima di aggiungere altro!

    Perché dovrei sobbalzare alla vista del Museo dell’Innocenza?

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  29. Avatar Paolo
    Paolo

    @Mariangela Il castello bianco è un buon libro, ma per conuscere Pamuk vale la pena iniziare dai suoi lavori più significativi. Il mio nome è Rosso è un libro riuscito, intelligente e avvincente, Il libro Nero è un capolavoro, uno tra libri significativi del ‘900. Se ti può interessare Pamuk è affezionato in particolare a Neve

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  30. Avatar Cristina
    Cristina

    ma benedeta ragazza, se ti dico di andare a vedere, vai a vedere, no??

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  31. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Cristina
    Stupendo!!!!
    Anche per me il libro è stato a tratti pesante a tratti avvincente, ma l’ho letto fino alla fine e spesso non sapevo nemmeno io perchè proseguivo.
    Ho sbirciato su internet il progetto ed è una cosa meravigliosa…
    Grazie, Cristina.
    Sogno da tempo di andare a Istanbul e non mi riesce mai.
    Il museo sarà una delle mete.

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  32. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Paolo
    Ti ringrazio moltissimo per le tue indicazioni su Pamuk.

    @Cristina @Jezabel @Tutti
    Se ho capito bene, il Museo dell’Innocenza è il classico luogo che può far piangere dall’emozione chi abbia letto il libro, ma lasciare del tutto indifferente, anzi, magari risultare una perdita di tempo, a chi ignori Pamuk e la sua opera.

    @Tutti
    Cosa state leggendo?

    Ciao
    Mari

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  33. Avatar Cristina
    Cristina

    Sto leggendo : Una grande scittrice algerina Assia Djebar, un titolo meraviglioso “Donne di Algeri nei loro appartamenti”. Credo ch sia un bel libro ma la traduzione è così sconquassata e infame che me lo rende quasi indigesto. grrrr

    Jez, sono stata a Istanbul mille anni fa. Ma me la ricordo bellisima, incasinata e bellisima, con un traffico demenziale, e con notti luminose e profonde. E taxisti con la musica araba a palla, fantastici, pieni di ninnoli dondolanti nell’auto. Anche se so da un’amica che ci ha lavorato che invece c’è spesso la nebbia e che in inverno fa un bel freddo.
    Il Museo dell’innocenza è un delirio. Si piange solo nei musei su Auschwitz o a Cracovia nel museo Schindler, o a Praga a vedere le valigie dei bambini del lager di Theresinen. mica per una cosa così, tutta patologica e monomaniacale. Credo io.

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  34. Avatar Cristina
    Cristina

    Mari, te l’ho mai detto che in passato, un passato lontano- ho tradotto un po’ di libri dal francese? anche dal tedesco, a dire il vero. Per tradurre bisogna essere capaci, conoscere la lingua, l’argomento, e aver letto molto, moltissimo. E’ un lavoro molto difficile, davvero, ma bellissimo. A me ad esempio venivano male gli Harmony, non co riuscivo , erano troppo scemi e mi deprimevano il cervello, e la lingua.

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  35. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina
    Anch’io ho letto “Donne d’Algeri nei loro appartamenti”: ha cambiato la mia interpretazione del famoso quadro di Delacroix. L’avevo sempre visto come il simbolo dell’esotismo extraeuropeo, cosi spiegano i manuali, in effetti; dopo la lettura del libro per me è diventato l’immagine della prigionia e della clausura della donna, e non solo nelle società diverse dalla nostra. Il saggio storico che chiude il libro fa capire tante cose e dà spessore ai racconti.

    Chi ha detto che il traduttore conosce l’autore meglio di quanto l’aurore conosca se stesso?

    “Il museo dell’innocenza” non fa piangere? Mah, io che ho le lacrime in tasca, per non sbagliarmi, piango sempre.

    Ciao,
    Mariangela

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  36. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    Non trovo che IL MUSEO faccia piangere; semmai in alcuni momenti ti farà venire il nervoso. Quest’estate mi hanno regalato IL MIO NOME E’ ROSSO. Spero di riuscire a leggerlo, affrontandolo di nuovo: qualche anno fa l’avevo abbandonato.

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  37. Avatar Dani

    Ho appena finito Un Eremo non è un guscio di lumaca di Adriana Zarri. Grazie a chi ne ha parlato qui!! È un balsamo per lo spirito. Ora sono alle prese con il mito di Orfeo nella versione di diversi autori: Cocteau, Pavese, Bufalino. E gli antichi ovviamente. Mi fermo perché scrivo dal telefono e sono in difficoltà. Ciao

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  38. Avatar cristina
    cristina

    Io avevo parlato del libro di Zarri ( forse anche altri). Ne ero rimasta in parte affascinata in buona parte ( prevalente) infastidita e stupita.Dani che ne pensi?

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  39. Avatar Dani

    @cristina. Ne penso ogni bene!! Intanto mi ritrovo su certe sue posizioni di credente in dissidio con la chiesa “curiale” (almeno prima di questo papa). Apprezzo la sua libertà di coscienza e al contempo la profonda spiritualità, la sintonia con la natura, gli animali e il bello in genere. Mi piace la sua fede che disdegna l’automortificazione bigotta e le fa dire di amare un bell’abito e aver cura di sé pur vivendo in semplicità. Io sono sempre stata una credente critica quindi come non trovarmi a casa nelle pagine che scrive? L’avessi conosciuta prima forse le avrei fatto visita per qualche giorno di preghiera condivisa. Era pure una gattara e io divido la casa e il giardino con 5 felini e un cane. Che dire di più.. È un libro che fa bene al cuore. Brevi capitoli di due pagine che possono essere assunti in dose omeopatica. I benefici sono assicurati. Ciao

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  40. Avatar Dani

    Oddio forse ho parlato di lei più che del libro..ma in fondo lei racconta se stessa, la scansione delle giornate, il susseguirsi delle stagioni e il bello e buono che vi sapeva trovare sempre. Quindi forse non sono andata così fuori tema.. Ora vedo di finire L’Orfeo che mi annoia un po’ poi do inizio alla quadrilogia Ferrante.
    @Mariangela. Così ti ho detto cosa ho letto, sto leggendo e leggerò. Ciao

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  41. Avatar cristina
    cristina

    Bene, da non credente qual sono avevo amato Adriana Zarri elzevirista su Il Manifesto per anni e amica della mia grande madre, Rossana Rossanda.
    Ma questo libro mi ha inquietata per la sua…eccessiva sensualità, così potente e torrenziale da mettermi spesso a disagio. ecco qua, l’ho detto.
    Non so cosa sia per voi la religione, ma qui ha una temperatura quasi…. torrida.
    Credo di essermi fatta capire.
    E, comunque: a ciascuno il suo.

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  42. Avatar Renza
    Renza

    Dani, del libro della Zarri si è parlato ampiamente qui. https://gruppodilettura.wordpress.com/2014/11/24/adriana-zarri-un-eremo-non-e-un-guscio-di-lumaca/#comments.
    D’ accordo con te, è un balsamo per lo spirito. Trovarne di tale lenimenti…

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  43. Avatar wwayne

    @Cristina: E’ stata una piacevole sorpresa sentirti dire “A ciascuno il suo.” Sono lontani i tempi in cui deridevi la mia passione per i romanzi western e i film di Stallone. 🙂

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  44. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Ciao a tutti, rieccomi per scrivere di ‘Così ha inizio il male’ appena terminata la lettura. Con questo romanzo, capolavoro, credo che Javier Marìas possa essere inserito con merito tra i futuri prossimi Nobel, speriamo proprio nei prossimi giorni. Se potessi telefonerei all’Accademia e direi, sveglia! Date il Nobel a Marìas.

    “Tra poco non sarò più tra gli sciocchi e i non del tutto vivi e sarò come la neve che cade e non si posa, come una lucertola che si arrampica sul muro assolato d’estate e si ferma un istante sotto l’occhio pigro che non la noterà. Sarò quel che fu, e che non essendo più, non è stato. Sarò un sussurro impercettibile, una febbre passeggera e lieve, un graffio a cui non si fa caso e che subito si rimargina. Sarò, in una parola, tempo, la cosa che mai si è vista, e che nessuno può vedere”.

    Madrid. Il narratore ricorda che quando aveva 23 anni, nel 1980, assunse l’incarico di assistente di un regista, Eduardo Muriel. Entra in contatto con la sua famiglia, con sua moglie Beatriz Noguera, ha modo di capire che tra loro deve essere avvenuto un fatto increscioso che ha portato suo marito a non volerla più avere vicino, da otto anni. Beatriz Noguera è appena 40enne, madre di tre figli, cerca conforto in altri uomini e ama suo marito di un amore quasi assurdo, che non conosce metamorfosi. Quello che suo marito ritiene essere una grave colpa per lei è un fatto futile. Per Beatriz Noguera suo marito è un uomo buono, ma può essere buono un uomo che sa che sua moglie pende dalle sue labbra e la definisce barile di lardo, e non lo è affatto, Beatriz Noguera è una donna desiderabile. Il libro assume il titolo da una citazione dell’Amleto. Io debbo essere crudele, solo per esser buono: così il male comincia, e il peggio resta indietro. In questo libro nessuno è buono, nel senso che nessuno riesce a non fare del male agli altri, compreso il giovane studente che racconta la storia. Eppure il peggio resta indietro. Compreso un amico di famiglia, il pediatra Van Vechten, amico del regista, amico di famiglia, e seduttore incallito. Questi, nel passaggio dal franchismo alla democrazia, si è fatto benvolere dagli ambienti progressisti. Ma in realtà si è macchiato di sordidi ricatti che è riuscito a tenere sottotraccia.

    Giorgio Montefoschi sul Corriere sottolinea il lato ostico di Marìas: è uno scrittore che ama il racconto psicologico e di investigazione. E sa farlo (quando non annega le trame, assai spesso al limite della verosimiglianza, in un eccesso talvolta faticoso di “pensiero”). Vero, ma in questo romanzo i fatti e le cose prendono il sopravvento sulla riflessione, o meglio, sono tutt’uno, e dalla metà in poi il romanzo cambia registro, si svelano via via le dinamiche che corrodono le relazioni dei protagonisti, diventa chiaro per quello che è: un capolavoro d’introspezione. Il romanzo di Marìas è un grande romanzo sulla metamorfosi, sulla vita che è fragile come carta velina se ci si ostina a non mutare, nel rancore ottuso delle relazioni.

    “Quanto poco ci vuole perché non esista quello che esiste”

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  45. Avatar Cristina
    Cristina

    Domenico Fina, anch’io amo enormemente Marias. Questo non me lo perdo di sicuro.

    Per Wwayne:http://cultura.biografieonline.it/riassunto-a-ciascuno-il-suo/ . Latino, prima, Leonardo Sciascia poi. Non western. Devi studiare, scusa sai se te lo dico

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  46. Avatar wwayne

    @Cristina: Quando assumi questi atteggiamenti da maestrina, usando frasi del tipo “Devi studiare”, ti rendi immensamente antipatica.

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  47. Avatar Cristina
    Cristina

    wwayne, pazienza, correrò questo rischio.
    per te una frase di un docente delle medie ( si chiama Marco Rovelli, è pue canautore):
    “Resoconto settimanale del cantautore educatore. Ovviamente mi hanno intercettato su youtube, e si sono ascoltati le canzoni. In una classe dove si ricordano tutto e non fanno che intervenire, aperti, intelligenti, curiosi – e dove finalmente potrò liberarmi della classica lezione frontale, e fare un po’ di pensiero condiviso! – mi dice uno: “L’amore al tempo della rivolta è bellissima”: e per confermarlo mi mostra che la canzone sull’amore tra Carlo Pisacane e Enrichetta Di Lorenzo sta nella playlist dello smartphone tra Eminem e Rocco Hunt. Mentre un altro mi dice: “La frase “I confini son roba di piccola gente che vive per poco e muore per niente” è una grande frase”. Essere in risonanza con questi giovani spiriti libertari, ti mette di buonumore e ti riscatta dalla fatica di alzarti alle sette, ecco. In quella classe sarà un anno grandioso ”
    Imparare. va meglio che studiare?

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  48. Avatar Cristina
    Cristina

    @wwayne. e comunque se A CIASCUNO IL SUO a te evoca in prima ( e forse ultima) battuta un film western e Stallone, qualcosa non funziona – diciamo così -, nella tua “formazione” di docente ( se non lo fossi, non ti avrei invitato a studiare). Perchè Leonardo Sciascia, insomma, dovrebbe essere un MUST ( almeno i titoli!)

    Del resto, con i tuoi resoconti di insegnamento, a me sei risultato assai più che antipatico. Mi hai seriamente preoccupata.
    E, aggiungo, non ho mai preteso di piacere a tutti, so di essere spigolosa e pungente, e mi va abbastanza bene così, non mi importa di essere poco popolare, mi importa di essere sincera , non maliziosa, e sempre – nei limiti del possibile – onesta. Insomma, mi importa l’etica, più della simpatia.
    Non offrire più il fianco e vedrai che sarò più simpatica ( forse)

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  49. Avatar Dani

    @Renza, grazie del link. Ora ci faccio un giro.. A proposito di libri balsamici, posso suggerirti Thomas Merton? LA MONTAGNA DELLE SETTE BALZE (autobiografia) ma in generale tutto quello che trovi. Altro personaggio scomodo per la chiesa ufficiale, ecumenico vero. Sai che sorpresa sentirlo citato più volte da papa Francesco nel suo discorso al congresso in America? Ma del resto questo papa continua a stupire. Ciao cara
    @Cristina. Vero nel libro della Zarri c’è una certa sensualità, è una delle sfaccettature della vita che lei ama in toto. Poi ci sono persone che conseguentemente ad una scelta di vita “ritirata-mistica” devono reprimerla, (forse hanno qualcosa di irrisolto?), altre che la accettano e semplicemente la sublimano in un amore più grande, oppure diciamo “diverso”. Argomento comunque delicato .. difficile da comprendere se non si coltiva l’orticello dello spirito. Ciao anche a te

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