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I libri più belli, letti nel 2015

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015. Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della…

Non c’è più molto da dire, quando mi trovo ad avviare questo post, con i libri più belli, letti nel corso dell’anno, in questo caso nel 2015.

Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)
Liseuse de Roman (Lettrice di romanzo), di Vincent Van Gogh (1888)

Non c’è molto da dire. Perché sono i lettori a rendere questi post, anno dopo anno, laboratori belli e straordinari delle abitudini di lettura e di condivisione della lettura, di molte persone ricche di idee e di passione.

Mi limito quindi a ricordare la regola di base che ispira il post:

– indichiamo i libri che leggiamo nel corso dell’anno e che lasciano il segno; indipendentemente da quando sono stati scritti e pubblicati.

Per il resto, l’unica altra regola è quella del rispetto: rispetto delle letture e dei pareri di tutti. Il che non significa che non si possono avere giudizi duri sui libri che altri citano. Importante è farlo restando entro i confini dell’educazione.

Buone letture!

Come sempre, usiamo i commenti.


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Commenti

1.478 risposte a “I libri più belli, letti nel 2015”

  1. Avatar Cristina
    Cristina

    alice Munroe ha scritto molti racconti. Io non li amo particolarmente però c’è chi li apprezza molto..anche Cechov, insomma hai grande scelta..

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  2. Avatar Marzia
    Marzia

    Sono d’accordo con te Mariangela, nessuno ha il diritto di entrare nelle fragilità e nelle omissioni volontarie di una persona neanche se si chiama Cheever.
    La Kristof è più triste di un bambino affamato , ma la sua scrittura , secca, minimalista, cattura.
    Anch’io Cristina sono per le letture “difficili”, magari guidate, anche nelle primarie, io stessa avevo letto Goldoni e brani dell’Odissea prima delle Medie e ne ero rimasta affascinata.
    Di Marcela Serrano ho amato molto solo: “L’albergo delle donne tristi”, ma in genere non amo molto i latinoamericani

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  3. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @Tutti
    Cristina, di Munro ho letto “Nemico amico amante”, non so se ve ne abbia già parlato: a me è piaciuta, nonostante il pregiudizio con cui l’ho affrontata (tutti volevano leggere solo Munro e io per spirito di contraddizione volevo starne lontana).

    Nel libro di Cognetti sul racconto si sottolinea la capacità dell’autrice di muoversi nel tempo, di farci vivere le vite dei suoi personaggi spostandosi dal passato al presente e viceversa, e anch’io, in effetti, avevo trovato una grande maestria nel gestire i tempi della narrazione. Rileva però una predilizione personale: quelli di Munro, in realtà, sono dei mini romanzi, io trovo che il genere racconto si estrinsechi meglio nel pezzo breve, molto breve, direi non più di una decina di pagine, anzi, forse perché amo gli aforismi, per me un racconto può essere anche brevissimo (il racconto “È tutto verde” di Wallace, di cui parlavo, non è più lungo di due pagine, ed è uno dei due che ho apprezzato di più tra quelli che ho letto quest’estate!).

    @Marzia
    L’Odissea alle elementari? Se parliamo di un libro illustrato, uno di quei bellissimi testi che i bambini del giorno d’oggi hanno a disposizione, va bene, e li invidio perché ai miei tempi non c’erano, ma se ti riferisci ai versi di Omero veri e propri, prima delle medie non è un po’ presto?

    Ciao,
    Mari

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  4. Avatar Marzia
    Marzia

    Non lo so , io ci ho provato in una quinta elementare con un piccolo passo, naturalmente affiancato da una traduzione in italiano corrente, era un pezzo relativo a quando dicono ad Achille della morte di Patroclo. Ma per fare certe cose bene e senza annoiare i ragazzi, anzi invogliandoli ci vuole molto più tempo di quello che abbiamo!

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  5. Avatar Cristina
    Cristina

    l’amore per la brevità fulminea dovrebbe portarti verso Palazzeschi, cara Mariangela. Io sono per la lunghezza, anche molto lunga, anche infinita, purchè sia bella e densa. Nel corto a volte si vuol mettere troppo e non ci entra, prò de gustibus… ma forse leggi in tram? o sulll’autobus??
    Penso che Marias ad esempio – che io amo parecchio .- non possa stare nelle tue corde. Tu spilluzzichi. a me piace abboffarmi… baci

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  6. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Cristina @tutti
    Immaginavo di prestare il fianco a questo tipo di obiezioni quando ho deciso di condividere con voi questa scorribanda tra racconti di autori e raccolte diversi: il genere del racconto è a mio parere è un genere narrativo poco compreso e poi sapevo che qualcuno avrebbe invocato ordine e metodo perché i racconti andrebbero letti nell’ambito della raccolta di appartenenza.

    In merito al secondo aspetto, non nego che l’estrapolazione del racconto dalla sua raccolta qualche rischio lo comporti, ma guarda anche i vantaggi: se avessi proceduto organicamente, sarei rimasta a Hawthorne, alla mia maniera, invece, a zig zag, diciamo, ho conosciuto autori come Paley, Anderson e Cheever (che non avevo mai neppure sentito nominare), ho trovato cose belle di Wallance (così difficili da scovare, mescolate come sono a pezzi di qualità inferiore) e ho scoperto che Salinger non è solo quello di Holden!

    Non posso invece proprio concordare sull’affermazione che “nel corto non tutto ci entra”, come suggerisci tu, nel racconto, se è scrittto bene, ci entra proprio tutto. Certo, come scrivi tu, è una questione di gusti: quelli d Munro sono pezzi molto belli (di Munro la raccolta l’ho letta per intero), ma si può ben convenire che i suoi più che racconti siano romanzi brevi e che siano qualcosa di molto diverso, per esempio, dai racconti flash di “Un tal Lucas”!

    Cristina, apprezzare i racconti non significa non saper godere di un romanzo di molte pagine e “lento” (Sebald, per esempio, che “lento” sicuramente lo è, io l’ho amato molto!), né mi sento di dire che leggere sui mezzi pubblici vada a detrimento della concentrazione o della qualità della lettura (ho preparato con successo esami universitari viaggiando su treni e autobus e per anni ho continuato ad associare capitoli di storia con luoghi e fermate ferroviarie, tanto stretta era divenuta l’associazione tra studio/lettura e viaggio! Per contro mi è capitato, a parità di difficoltà, di venire bocciata ad esami che avevo preparato a tavolino, a casa mia!).

    Il vero discrimine per il successo della lettura, semmai, si intende oltre alla buona disposizione del lettore che non deve mai venire meno, è la disponibilità di tempo, cara Cristina, non altro, ma è il tempo, perlomeno tra i fattori oggettivi, che non deve mancare, mai!

    Saluti,
    Mari

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  7. Avatar carloesse
    carloesse

    Concordo con Mariangela. Non riesco a vedere il racconto come una scatola piccola in cui è difficile fare entrare tutto. L’abilità, il talento di un buon novellista è proprio nella sua capacità di saper concentrare in pochi cenni, in poche frasi, in un singolo episodio tutto, ma proprio tutto quello che serve per fare buona letteratura.
    Racconto e romanzo sono due cose completamente diverse, che seguono regole diverse e che non sono paragonabili tra loro. Ci sono autori che eccellono nell’uno e nell’altro genere, altri che esprimono il loro meglio in uno solo dei due.

    Non sono invece d’accordo sulle considerazioni di Mariangela riguardo alle raccolte, che spesso nascono (anche molto) tempo dopo a quella dei racconti stessi.
    Il buon racconto è bello indipendentemente dal contesto in cui viene pubblicato (e così nella maggior parte dei casi nasce).

    I miei preferiti? In assoluto “Boule de suif (Palla di sego)” di Maupassant (un gioiello perfetto), “I Morti” di J.Joyce (in “Gente di Dublino”, mi pare) “Casa d’altri” di Silvio D’Arzo, “Colline come elefanti bianchi” (brevissimo) di Hemingway (mi pare tra i “49 Racconti”), e diversi altri di Borges, Checov, Munro, Murakami (in questa forma spesso vicino a Cheever, di cui è il traduttore ufficiale in giapponese). Ma anche lo Stephen King di “Stand by me” (dalla raccolta “Stagioni diverse”, forse, a mio parere il suo miglior libro: quattro racconti lunghi o quattro romanzi brevi? Vexata quaestio!!!!!).

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  8. Avatar mariangela
    mariangela

    @Carloesse @Cristina @Tutti
    Ringrazio Carlo per il suo elenco di racconti, alcuni erano già in elenco, come “I morti” di Joyce, per esempio, che dicono essere superlativo.

    In certi casi, a mio parere, un intimo legame tra un racconto e l’altro all’interno della raccolta esiste, soprattutto quando i racconti sono stati concepiti assieme o perlomeno secondo una medesima ispirazione di fondo, molto meno quando l’assemblaggio dei racconti è invece dipeso da decisioni editoriali successive. Per fare un esempio di cui abbiamo già parlato, in “Racconti africani” di Doris Lessing il fil rouge è il rapporto tra colonizzatori e colonizzati, l’ambiente è sempre quello dell’Africa sottomessa, ma, anche qui, come negare che tra questi undici bellissimi racconti uno primeggia su tutti e può essere letto disgiuntamente dagli altri? Di più, che per come è significativo questo racconto vale la pena andarsi a prendere la raccolta, rinunciare a tutti gli altri se non si ha tempo, ma almeno questo leggerselo? Approfitto per citarlo, si tratta di “Alba sul veld” che ho trovato inserito anche in una racconta di racconti per giovani.

    Saluti,
    Mariangela

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  9. Avatar Marzia
    Marzia

    Io non sono nè per le cose lunghe, nè per le cose corte, sono per la buona scrittura e la buona lettura che si possono trovare in entrambi i casi; anche se, debbo ammetterlo non amo molto come genere il “racconto”

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  10. Avatar wwayne

    @Marzia: Io invece lo adoro. Anche perché uno dei miei generi preferiti (il giallo, con tutti i suoi sottogeneri: thriller, hard – boiled eccetera) si presta maggiormente a venire declinato in forma di racconto che in forma di romanzo: mantenere alta la suspense per poche pagine è facile, farlo per centinaia di pagine è molto più arduo.

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  11. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Marzia@Tutti
    Marzia, dipende dai gusti, ovviamente, nessuno dice che sia obbligatorio leggere racconti, dico solo che non è corretto pensare che sia una seconda scelta, un ripiego o un modo per risparmiare le energie quando si legge.
    Questi racconti, per esempio, danno da pensare, il lettore non ha una soluzione bell’e che scodellata, sono storie dove incontriamo individui particolari, stranianti, nei confronti dei quali anche il narratore sembra non capirci molto.

    • Sherwood Anderson, “La bugia non detta” in “Winesburg, Ohio”, Einaudi, 2010, (pp. 184/191)
    • Nathaniel Hawthorne, “Wakefield” in “Wakefield e altri racconti”, Tascabili Bompiani, 2003, (pp. 3/17)
    • Nathaniel Hawthorne, “Il velo nero del pastore” in “Wakefield e altri racconti”, Tascabili Bompiani, 2003, (pp. 19/41)
    • Herman Melville, “Bartleby lo scrivano”, Einaudi, 2006 (pp. 16/54)

    Scrive Cognetti al proposito:

    • “Vorrei che ci fosse per il narratore un aggettivo contrario a onnisciente: di una storia si può pretendere di sapere tutto, come si faceva una volta, ma anche ammettere di capirci poco o quasi nulla. Ecco una posizione che mi piace molto. È quella di Hawthorne in «Wakefield» o nel «Velo nero del ministro», di Melville in «Bartleby lo scrivano», di Conrad in Cuore di tenebra.” (Paolo Cognetti, “A pesca nelle pozze più profonde. Meditazioni sull’arte di scrivere racconti”, Minimum fax, 2014, p. 54)

    @Wwayne @Tutti
    Va bene Wwayne, la domandina della zia te le sei andata a cercare: sputa un titolo di un giallo il cui rapporto tra tensione e numero di pagine sia molto alto, in altre parole, indicaci un giallo molto breve che secondo te fa molta paura.

    Ciao a tutti,
    Mari

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  12. Avatar wwayne

    @Mariangela: “La buona morte” di Jonathan Stagge. 81 pagine di pura tensione. O meglio, sono 81 nell’edizione in mio possesso: recentemente è stato ristampato, e l’edizione che ho visto in edicola era ben più massiccia. Immagino che avranno allungato il brodo con redazionali, introduzioni, postfazioni, anticipazioni sui prossimi Gialli Mondadori e tutti gli altri subdoli trucchetti che si usano per gonfiare il numero delle pagine e, di riflesso, il prezzo di copertina.

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  13. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Wwayne @Tutti

    Wwayne, vedo che erano un collettivo, non un singolo autore e che ne hanno scritta di roba! “La buona morte” sembra fosse un titolo molto ricercato, prima della recente riedizione.

    Ciao,
    Mari

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  14. Avatar wwayne

    @Mariangela: Non me ne parlare… pagai quasi 20 € per avere la prima edizione, e l’anno dopo uscì la ristampa a 4,90 €. Ma non ho rimpianti: al momento dell’acquisto, non era possibile immaginare che quel testo sarebbe stato ristampato a decenni di distanza.

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  15. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Wwayne @Tutti
    Mi fai venire in mente una questione che forse qui sul blog è già stata trattata: tu i libri li collezioni? Intendo dire, tra tanti lettori c’è anche qualche bibliofilo?

    Io ai miei libri ero molto più attaccata in passato, l’dea di disfarmene era inconcepibile, adesso, non lo so, dico la verità.

    Ciao,
    Mariangela

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  16. Avatar wwayne

    @Mariangela: Per collezionare libri bisogna essere disposti a spendere, e io sono troppo tirchio per coltivare un hobby di questo genere.
    Riguardo al disfarsi dei libri, proprio questo mese potrei andare a vivere da solo, e se la cosa dovesse andare in porto sicuramente una parte della mia biblioteca verrebbe gettata via. E’ assurdo perder tempo a fare e disfare scatoloni di roba che hai già letto e non hai intenzione di rileggere. Se invece il libro ti è piaciuto e ogni tanto ti viene voglia di rileggerne qualche passo, allora vale la pena di conservarlo.

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  17. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Wwayne @Tutti
    Io con i miei per adesso li tengo dove sono, non vorrei pentirmi di azioni precipitose.

    È finita la pacchia!! Adesso le camicie dovrai stirartele da solo, caro Wwayne!

    Buonanotte!
    Mariangela

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  18. Avatar wwayne

    @Mariangela: A questi aspetti pratici non avevo pensato.
    Tra l’altro, proprio oggi ho visto un film (Pride and Glory) in cui c’era una scena costruita intorno ad un ferro da stiro. Due poliziotti irrompono a casa di un narcotrafficante mentre sta facendo colazione con la sua famiglia. Per convincerlo a dire dove si nasconde il suo capo, uno dei due poliziotti mette uno dei suoi figli (un neonato) sull’asse da stiro, e poi avvicina il ferro rovente a pochi millimetri dal suo viso, minacciando di sfigurarlo se il malavitoso non dà l’informazione richiesta. Ovviamente il narcotrafficante cede.
    Al di là di questa scena davvero disturbante, Pride and Glory è un buon film.

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  19. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Wwayne
    se ti può aiutare, io non stiro mai e così posso leggere e seguire altri hobby.
    Però se vuoi seguire il mio esempio, devi imparare a stendere, sia chiaro.

    Buttare i libri? No.
    Ho fatto donazioni a biblioteche, ho lasciato qualche libro a dispo in posizione strategica, li ho regalato ad amici. La spazzatura no, ti prego!!!!

    @tutti
    Sto leggendo SUITE FRANCESE. Non credo che sia il migliore della mia amica Nemy. Preferisco IL BALLO e JEZABEL.
    Ha un che di corale che mi rompe.
    Ciao.

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  20. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Wwayne
    Wwayne, sei forte veramente: mi sembra che il tuo modo di intendere l’utilizzo del ferro da stiro sia un tantino improprio, zia Cristina ti direbbe di ritornare con i piedi per terra; io, che in fatto di stirature non posso dare lezioni a nessuno, mi limito a suggerire di armarsi di tanta pazienza e cominciare dai capi più semplici.

    @Jezabel @Tutti
    Jezabel, non ho capito cosa intendi dire per “corale” e perché questo ti dia fastidio.
    Grazie se puoi spiegarmi qualcosa di più in merito a “Suite francese”.

    Ciao,
    Mariangela

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  21. Avatar wwayne

    @Jezabel: Purtroppo è troppo tardi, ho già buttato. Se può consolarti, li ho gettati nel cassonetto della carta, e quindi verranno riciclati.
    Ovviamente scherzo: anch’io avevo in mente una donazione, ma ad un mercatino di beneficenza.

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  22. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Bravo il cuginastro donatore!
    @Mariangela
    SUITE parla di un momneto storico preciso e di quello che avviene ad una serie di personaggi e/o famiglie intere coinvolte nell’evento. Es il soldato ferito Jean Marie. Un intero capitolo parla di lui; ma il cap seguente affronta un altro personaggio. Quindi se vuoi sapere di J. Marie devi aspettare 3 o 4 capitoli.
    Non mi piace questa struttura.
    Spero di essere stata chiara. Scrivo da una pallosissima riunione
    #labuonascuola
    Bacione a tutti.

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  23. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    “Wakefield” di Hawthorne e “Bartleby lo scrivano” di Melville, che avevo già letto, sono il trait d’union con il libro sui racconti e di racconti che sto invece finendo adesso, diciamo che sono il punto di intersezione perché assieme ad altri titoli tutt’e due sono raccolti e commentati anche in questo volume:

    • “Storie di solitari americani”, con un saggio di Gianni Celati, a cura di Gianni Celati e Daniele Benati, Rizzoli, 2006.

    Il titolo è eloquente perché nei quattordici racconti proposti dal libro ci si imbatte in solitudini terribili, qualcosa che ha a che fare, secondo Celati, con la società di massa che non tollera le opinioni non appiattite su quelle della maggioranza (bello il suo saggio!):

    • “Questo è l’elemento discriminante nella serie dei racconti di solitari americani qui raccolti: perché (dalle loro storie) emerge un lavorio del pensiero associato alla solitudine, con l’assunzione dell’estraneo come figura-guida, e la dissociazione da un credo politico della maggioranza.” (“Storie di solitari americani”, con un saggio di Gianni Celati, a cura di Gianni Celati e Daniele Benati, Rizzoli, 2006, p. 39).

    @Jezabel @DomenicoFina @Cristina @Tutti
    Grazie, ero curiosa perché su questo blog Domenico Fina di “Suite francese” ha detto bene, Cristina ha scritto che è forse l’unica cosa dell’autrice che le piaccia, altri ne hanno parlato, ma non ricordo. Volevo sentire anche te, naturalmente, come fan della scrittrice e tutti gli altri (prima o poi “Suite francese” volevo leggermelo!).

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  24. Avatar Dani

    @Mariangela. Suite francese va letto. Raccoglie diverse storie. Temporale di giugno racconta la fuga da Parigi occupate. Lunghe file di sfollati auto carri e masserizie. Sono quadri epici!! Dolce descrive la nascita e lo sviluppo di un amore tra una francese e un nazista ed è un crescendo di emozione. Non riesco a dirti di più. Lo lessi anni fa ma mi piacque enormemente. Scusa scrivo dal telefono e sono un po’ imbranata..

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  25. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Mariangela
    come sempre sopravvaluti le mie strampalate impressioni letterarie.
    Ma fa piacere, naturalmente!
    Bye.

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  26. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Dani @Jezabel @Tutti
    Dani ti ringrazio, ho letto qualcosa in rete adesso su questo libro: leggo che è incompiuto, solo due delle cinque parti progettate sono state scritte, Jez, mi fa piacere sentirvi, a proposito dei libri, naturalmente! Prima di guardare su internet di solito chiedo a voi! Vi chiedo: la storia fa solo da sfondo oppure il romanzo, in qualche modo, può essere considerato un romanzo storico?

    Certo che, che impressione, leggere del destino dell’autrice! Penso che il libro, adesso, lo leggerò in una luce diversa, ora che so come è andata a finire.

    @Cristina
    Non sai che libro ho finito la scorsa settimana: non te l’ho scritto subito perché sembrava che ci fossimo messe d’accordo! Con i racconti non ho del tutto finito.

    Saluti
    Mari

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  27. Avatar editalara
    editalara

    @carloesse: “Stagioni diverse” di King bellissimo! misconosciuto purtroppo e “Stand by me” uno dei miei film del cuore..in assoluto!
    @Jezabel: “Suite francese” mi sta aspettando sul comodino ma sono combattuta perchè per una volta vorrei vedere prima il film ..mah….
    ciao a tutti!

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  28. Avatar Dani

    @Mariangela. Non si può dire che la storia fa da sfondo perchè racconto e storia si intersecano e fanno un tutt’uno imprescindibile che rende bello il romanzo. Non so se hai letto Espiazione di Mc Ewan dove si racconta della ritirata da Dunquerque (altre pagine memorabili!!). Quella è storia, ma Espiazione non è un romanzo propriamente storico. Poi sinceramente cos’è un romanzo storico? Io faccio sempre un po’ fatica a catalogare, anzi è cosa che non mi piace. Comunque se lo leggi mi dirai.
    @Editalara. Non ho visto il film ma temo sia stato ridotto a semplice storia d’amore.. Qualcuno può smentirmi?

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  29. Avatar Cristina
    Cristina

    ho avuto da fare, il cane è malatissimo, sono stata in Corsica, lavori in casa… insomma ma chi ha fatto un derby racconto contro romanzo? io leggo di tutto, ovviamente. Ma ho delle predilezioni, tutto là.
    Mi è venuto in mente che si potrebbe fare un belò gioco letterario, ipo la trasmission di musica di Radio3 delle 18 ( oddio 6 passi, 6 passaggi insomma pr associaioni strane da un autore all’altro), anche in letteratura. bisognerebbe proprio pensaci!
    Mari DEVi dimi che libro hai appena finito, non ti pare gioia bella?
    Wwayne, secondo me un libro di 81 pagine col fischio che è un racconto.
    Io non stiro, bisogna proprio stendere bene, ma ,lo ammetto, al bisognissimo ho qualcuno che lo fa per me. Stiro una- forse due – volte all’anno, e in quel caso, mi sento davvero eroica.

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  30. Avatar rosamavi
    rosamavi

    Io ho visto il film SUITE FRANCESE e, se non ricordo male (ormai la memoria a breve termine mi sta abbandonando, troppe informazioni!), è abbastanza fedele al romanzo, anche se la storia d’amore occupa una bella porzione. Le atmosfere sono molto raffinate, a me è piaciuto!
    Ciao.

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  31. Avatar Jezabel
    Jezabel

    Su SUITE FRANCESE film ho solo info di seconda mano: sono andate le amiche che si sono innamorate della Nemiroski grazie a me e mi hanno raccomandato caldamente di non andare…
    Ciao.

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  32. Avatar giulio
    giulio

    Sento di dover ringraziare calorosamente chi in questo sito ha segnalato il libro di Mario Benedetti – La tregua – ed Nottetempo un piccolo gioiellino della letteratura sudamericana.
    Il protagonista, un impiegato vedovo prossimo alla pensione si innamora, ricambiato, di una giovane collega e descrive in un diario lo svilupparsi della storia.
    Come riporta Roberto Saviano nella quarta di copertina “ in questo libro tutti i sentimenti della vostra vita vengono elencati, identificati, rinominati e vi stupirete, nel leggerlo di avere provato davvero tutto quello che avete provato”
    Altro libro che segnalo e’ “Riparare i viventi”della scrittrice francese Maylis De Kerangal ed. Feltrinelli dove tutto si svolge nell’arco di una giornata. E’ una storia tragica che parte dalla vita spezzata di un giovane surfista e che prosegue con l’espianto dei suoi organi ai vari riceventi.
    Dal senso di angoscia e smarrimento dei genitori si passa alla ricerca del medico per riuscire a convincerli dell’importanza di una scelta come la donazione degli organi.
    Poi c’e’il desiderio di una nuova vita in chi e’ in attesa di un nuovo organo , poi anche il tempo e’ protagonista e scorre velocissimo (o cosi’ pare) e tutti sono chiamati a fare delle scelte.
    Insomma tanti stati d’animo che finiscono per coinvolgere il lettore su un tema cosi’ doloroso e che potrebbe un giorno riguardare anche noi.

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  33. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    Continua la mia scorpacciata di racconti, questa volta sono short stories americane; ho cambiato mentore: ho momentaneamente lasciato il libro di Cognetti e mi sono affidata a Celati:

    • Edgar Allan Poe, “L’uomo della folla” in “I racconti. 1831-1849”, traduzione di Giorgio Manganelli, introduzione di Julio Cortazar, Einaudi, 1990.
    • Delmore Schwartz, “Nei sogni cominciano le responsabilità” in “Nei sogni cominciano le responsabilità”, Neri Pozza, 2013, edizione digitale (pp. 167/176)
    • Flannery O’Connor, “Non è facile trovare un brav’uomo” in “Tutti i racconti”, Bompiani, 2009 (pp. 133/148)
    • Kate Chopin, “Storia di un’ora”, in “Storie di solitari americani”, Rizzoli, 2006 (pp. 133/136)
    • Dashiell Hammett, “Flitcraft”, in “Storie di solitari americani”, Rizzoli, 2006 (pp. 238/242)

    Nel libro, oltre al saggio di Celati, sono inclusi tutti i racconti commentati, alcuni tradotti proprio da lui; da un punto di vista pratico, l’opera fornisce una soluzione comoda perché i testi dei racconti ci sono tutti e uno può fare a meno di andarseli a cercare separatamente; io, quando posso, le raccolte ci tengo a vederle comunque: introduzioni, note, postfazioni, dicono molto e secondo me è un peccato trascurarle. La raccolta dei racconti di Poe, edita da Einaudi, per esempio, propone un’interessante introduzione ad opera di Julio Cortázar.

    @Tutti @Cristina
    Cristina non ho capito bene che gioco vorresti proporre: qualcosa che ha a che fare con le associazioni mentali … letterarie? Del tipo: che libro ti viene in mente se dico gatto? A proposito, sapevo che avevi i gatti, non anche il cane, non litigano? Hanno gusti letterari compatibili? (Lasciatemi dire la scemata del giorno: a mio parere il cane ama il romanzo, il gatto ha una spiccata predilezione per i racconto).

    Saluti
    Mari

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  34. Avatar Domenico Fina
    Domenico Fina

    Un autore di racconti bravissimo è William Trevor, la sua raccolta migliore per me è ‘Uomini d’Irlanda’ (2007), pubblicata da Guanda nel 2009, si trova anche come eBook. I racconti sono tutti di una lunghezza che va dalle 15 alle 20 pagine. 12 racconti tutti notevoli. Ve ne sono di perfetti per me, tre titoli: Un pomeriggio, La bravata, Una relazione perfetta. Trevor è anche un romanziere eccellente, i suoi migliori romanzi, a mio avviso, sono ‘Giochi da ragazzi’ e ‘Leggendo Turgenev’. Avvertenza, Trevor non è autore tutto stelle filanti, non è nemmeno noioso, è un autore vagamente cechoviano insomma.

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  35. Avatar Cristina
    Cristina

    mari, lascia stare cani e gatti, qui da me nessun problema, e dimmi il libro a cui accennavi, sei ..troppo elusiva-evasiva! (pssst il cane è del figlio ma vive qui da molto ed è malatissima, quindi siamo disperati)

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  36. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Domenico Fina, @Dani
    Grazie!

    @tutti @Cristina
    Il libro che ho finito è proprio un libro di Janvier Marìas, “Gli innamoramenti”. Mi sembra di ricordare che tu avessi invece consigliato un altro titolo, lo scorso anno.

    A me è piaciuto molto, mi ha incantata l’effetto moviola (in certe scene i personaggi sembrano muoversi in un ambiente privo di gravità) e la tecnica di scavo: lo stesso concetto viene riproposto più volte, ma con lievi varianti, con piccole aggiunte. Anche se alla fine viene da chiedersi se si tratti di un suicidio per interposta persona o di un omicidio, non è poi così importante scoprirlo, la trama è un pretesto, secondo me, importante è invece l’analisi psicologica.

    Non è stata una passeggiata, lo dico, ma sono contenta di averlo letto. Ho visto l’articolo del blog dedicato a questo libro e ho constatato che anche altri lettori hanno avuto qualche difficoltà (non sono l’unica!) pur avendolo apprezzato molto. Certo è un libro che deve capitarti tra le mani al momento giusto, se non sei di luna buona non vale neppure la pena iniziarlo! Cristina, ti dico il mio metodo (in questo senso, sì, è vero che spilluzzico): l’ho terminato in poco meno di un mese, leggendone non più di una dozzina di pagine al giorno.

    Ciao a tutti,
    Mariangela

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  37. Avatar Marzia
    Marzia

    Cristina, se non stiri e vai in vacanza in Corsica, qualunque cosa scrivi o dici io ti invidio!
    Suite francese non l’ho visto, ma .Stand by my….film e canzone del cuore.
    Wwainw in quanto allo stirare ti consiglio di sedurre un’amica, perchè farsi del male? Oppure segui il consiglio di Jezabel. La buona morte, non me lo voglio perdere!
    Sto leggendo Noi di Mason , bello.
    Beh se ti interessa Wwayne ho scritto un giallo, so che ti piacciono, non arriva alle 200 pag. e lo trovi solo in ebook su internet Amazon. eccc.
    Scusate se sono confusionaria , ma vi ho scoperto da poco e mi piacete da matti!

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  38. Avatar Jezabel
    Jezabel

    @Marzia
    Grazie.

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  39. Avatar Cristina
    Cristina

    Marzia, stirare mi sembra uno spreco del mio tempo e mi annoia da matti. Vado in Corsica pechè sono vicinissima (4 orette di nave) e perchè degli amici mi prestano la loro casa a Bastia, posto che amo moltissimo. Come vedi, tutto molto meno strano di quanto sembri. E soprattutto economicissimo.
    Sto leggendo Yasmina Khadra, algerino…non un grande scrittore, ma per ora mi piace.
    Mari: gli innamoramenti a me è piaciuto poco. Ma solo perchè prima avevo letto la strepitosa Trilogia di Marias. Almeno Un cuore così bianco lo devi lggere! a mio avviso è il suo lavoro migliore e a me era piaciuto un sacco. L’ho letto due volte per il mio GdL di allora e ogni volta…ah quante sorprese dentro la scrittura di Marias! e che profondità e acume, e capacità di analisi.E che abilità!

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  40. Avatar Cristina
    Cristina

    Giulio: ero stata io a parlare de La tregua. Di Benedetti avevo anche letto altro, e mi era piaciuto, ma non ricordo il titolo.
    A proposito, ma la Cam che fine avrà fatto?

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  41. Avatar wwayne

    @Marzia: Sono convinto che adorerai La buona morte. Mi dai i dati del tuo romanzo, per favore?

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  42. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti @Cristina
    Cristina, non è che per caso stai leggendo “L’attentatrice”? A me non era piaciuto, ho trovato lo stile di scrittura di Yasmina Khadra piuttosto inespressivo tant’è che a dispetto dell’argomento, delicatissimo e di scottante attualità, l’ho lasciato dopo poche decine di pagine. Inutile rimarcare l’importanza del tema trattato perché, come noi lettori ben sappiamo, la forza attrattiva dell’opera narrativa non dipende dalle vicende raccontate, ma da come il libro è scritto.

    Cristina, se non ti ricordi gli titoli di Mario Benedetti che hai letto andiamo male, cara, come faccio a segnarmeli e ad andarmeli a vedere?

    Giusto per farmi un’idea della scrittura di Antonio Scurati, di cui non avevo mai letto nulla, ho iniziato “Gli anni che non stiamo vivendo. Il tempo della cronaca” (Bompiani, 2010). Scopro che scrive bene, che è profondo e non annoia. Questi di questo libro sono pezzi di tipo giornalistico, ma magari voi lo conoscete anche come romanziere: cosa mi dite?

    Ciao,
    Mariangela

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  43. Avatar Cristina
    Cristina

    Si il libo di Yasmina Khadra è proprio quello, ma l’ho letto in francese. Comunque convengo, lo sile è…pochissimo significativo, insomma poco ltteraio, alla Camilleri, semba uno stile da gialletto, Ma la vicenda è cospicua anche se lui la appiatisce davvero troppo.
    Sono smemorata.ora ceco il titolo es e lo trovo lo scrivo.Ma mi ricordo che ne avevo parlato qua.

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  44. Avatar Cristina
    Cristina

    Benedetti… Mah, forse era Lettere dal tempo, o Difesa dell’allegria, o i Racconti. Lui è perfetto per i racconti. Non mi ricordo proprio, mi spiace

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  45. Avatar wwayne

    Yasmina Khadra è uno dei 3 autori che mi hanno fatto piangere per un libro. Il romanzo era Gli agnelli del Signore.
    Gli altri autori che mi hanno fatto piangere sono Antonella Boralevi, con “Prima che il vento”, e Lewis B. Patten, con “La stella di latta.”

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  46. Avatar FALCO
    FALCO

    @Polissena appena finito IN UN MILIONE DI PICCOLI PEZZI di Frey (del quale avevo molto apprezzato Buongiorno Los Angeles). Un libro durissimo. Avevi fatto bene ad avvisarmi! Ma la scrittura è incredibilmente coinvolgente. l’esperienza di vita che racconta l’autore ti entra nella testa e le polemiche nate intorno al libro non scalfiscono minimamente il giudizio. Grazie per i tuoi consigli che nn mi deludono mai!

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  47. Avatar Cristina
    Cristina

    @Mari: se non lo hai mai letto, ti consiglio VIte di uomini non illustri di Giuseppe Pontiggia. Una serie di racconti altissimi.
    Il libro di Benedetti era Lettere dal tempo, ho riguardato nel vecchio calepino….

    @wwayne, Lo stile di Yasmina Kahdra è piatto,più giornalismo che vera scrittura, , ma cercherò Gli agnelli del signore.

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  48. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Tutti
    21/9/2015, primo giorno di autunno, ma io non riesco a staccarmi da quella che è stata la scoperta più importante dell’estate:

    “(..) ce ne sono altri (di Paesi latinoamericani) nei quali la letteratura è come il canto del prigioniero in una cella, circondato dall’odio e dal sospetto. Ogni volta che il lettore apre uno dei libri scritti in questi Paesi in cui il pensiero critico e persino la semplice immaginazione sono visti come crimini, dovrebbe leggerlo come se si trattasse del messaggio contenuto in una di quelle bottiglie che la leggenda vuole si buttino in mare perché portino il più lontano possibile un messaggio o una speranza. Se la letteratura contiene la realtà, ci sono realtà che fanno tutto il possibile per espellere la letteratura; ed è allora che essa, che la sua parte migliore, quella che non è complice o scriba o beneficiaria di quello stato di cose, raccoglie la sfida e denuncia quella realtà descrivendola, e allora il suo messaggio finisce sempre per arrivare a destinazione. Le bottiglie vengono raccolte e aperte da lettori che spesso non solo capiranno, ma prenderanno anche posizione, faranno di quella letteratura qualcosa di più di un piacere estetico o di un momento di svago.”

    (Julio Cortázar, “La letteratura latinoamericana del nostro tempo”, conferenza pubblicata con alcune varianti in “Argentina: años de alambradas culturales”, Muchnik Editores, Barcellona, 1984, ora in Julio Cortázar, “Lezioni di letteratura. Berkley, 1980”, Einaudi, 2014, pp.199/209)

    @Cristina
    Del libro di Pontiggia che citi avevo letto qualche capitolo, su tuo consiglio, lo scorso anno quando col vostro aiuto mi sono buttata a capofitto nella letteratura italiana degli ultimi decenni!
    E gli scrittori africani?

    Ciao a tutti
    Mariangela

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  49. Avatar wwayne

    Non ho mai letto Pontiggia, ma ai tempi del liceo vidi un film tratto da un suo libro: Le chiavi di casa.
    Adesso al liceo ci insegno, come passa il tempo… tra l’altro è proprio per questo che sono stato costretto ad andare a vivere da solo: m’hanno preso fuori dalla mia regione.

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  50. Avatar Mariangela
    Mariangela

    @Wwayne
    Wwayne! Spiegaci qualcosa! Sarà un fuori tema rispetto ai libri parlare di scuola? Io non penso!

    Spiegati!
    Ciao,
    Mariangela

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