Fra le cose divertenti che ho trovato nella mia lettura ritardata (ma quando una lettura è in ritardo? E non è migliore, a volte, una lettura in ritardo?) de L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera, c’è il richiamo alla bellezza delle coincidenze.
Chi lo ha letto ricorderà: Tomas e Tereza si incontrano e si amano, grazie a ben sei coincidenze. Entrambi, in momenti diversi, ricordano queste coincidenze e ne ricavano coraggio e forza, come se le coincidenze, molto più delle presunte “necessità”, contassero nelle storie individuali (e forse anche in quelle collettive).
Kundera ci invita a osservare che,
L’uomo senza saperlo compone la propria vita secondo le leggi della bellezza persino nei momenti di più profondo smarrimento.
Non si può quindi rimproverare al romanzo di essere affascinato dai misteriosi incontri di coincidenze (come l’incontro tra Vronskij, Anna, il marciapiede della stazione e la morte, o l’incontro tra Beethoven, Tomas, Tereza e il cognac), ma si può a ragione rimproverare all’uomo di essere cieco davanti a simili coincidenze nella vita di ogni giorno, e di privare così la propria vita della sua dimensione di bellezza.
Quindi, buone coincidenze a tutti per il 2008!!
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