Il narratore, per definizione, racconta ciò che è accaduto. Ma ogni piccolo avvenimento, non appena diventa il passato, perde concretezza e assume contorni indistinti. La narrazione è un ricordo, quindi un riassunto, una semplificazione, un’astrazione. Il vero volto della vita, della prosa della vita, si trova solo nel tempo presente.
Ma come raccontare gli avvenimenti passati e restituire loro il tempo presente che hanno perduto?
L’arte del romanzo ha trovato la risposta: presentando il passato attraverso scene.
La scena, anche se raccontata al passato grammaticale, è, ontologicamente, il presente: noi la vediamo e la sentiamo; si svolge davanti a noi, qui e ora.
[…]
Balzac trasformò i lettori in spettatori intenti a guardare uno schermo (uno schermo cinematografico ante litteram) sul quale la sua magia di romanziere mostrava loro le scene da cui non riuscivano a staccare gli occhi.
Milan Kundera, Il Sipario, Adelphi (pagina 25)
Lascia un commento