Trieste per chi ama i libri: una giornata da lettori in viaggio

A passeggio per la bella città di Svevo, Saba, Joyce, Pahor, Magris. 7 consigli per turisti bibliofili

Trieste è una città che si legge, oltre che si visita. Si può attraversarla seguendo le tracce della sua letteratura e degli scrittori che l’hanno abitata. Ecco dunque una proposta di itinerario: una giornata triestina per lettori forti in trasferta.

1. Colazione al Caffè San Marco

Partiamo dall’Antico Caffè San Marco. Uno dei caffè storici più famosi e belli d’Italia, con le sue decorazioni art nouveau e la splendida libreria disposta fra i tavolini. Da oltre un secolo il San Marco è ritrovo di gente che studia, scrive libri oppure li legge. A questo posto Claudio Magris dedica un meravigliato capitolo nel suo Microcosmi: da leggere, ma dopo essere stati qui.
Un consiglio: i tavoli migliori sono quelli vicini alla libreria. Evitare l’area ristorante, se non avete prenotato (è a sinistra dell’ingresso).

– Indirizzo: via C. Battisti 18

Sito e orari

2. La libreria di Umberto Saba

Attraversando il Borgo Teresiano di Trieste, si arriva alla Libreria Antiquaria di cui Umberto Saba era proprietario. Per gran parte della sua vita, fare il libraio qui è stato il vero mestiere del poeta. Entrare in questo negozio è come entrare in una poesia.
Ci si potrebbero passare settimane, fra questi vecchi scaffali alti sino al soffitto.

Indirizzo: via San Niccolò 30b

3. Farsi un selfie con Joyce, Svevo e Saba

Uscendo dalla sua libreria, si incappa nello stesso Saba, che va di fretta chissà dove, bastone alla mano. A Trieste è facile incontrare gli scrittori della città mentre passeggiano fra la gente. Stanno lì, in bronzo, ma sul marciapiede, non in cima al piedistallo. Sanno che ai viaggiatori bibliofili piace abbracciarli e farsi foto con loro: 

  • James Joyce vi aspetta sul Ponte Rosso del Canal Grande. (Come è noto, Joyce trascorse a Trieste gran parte della sua vita adulta e fu amico, fra i tanti, di Svevo, a cui dava ripetizioni di inglese).
  • Italo Svevo lo trovate tutti i giorni e a tutte le ore in piazza Hortis, all’ingresso dei giardinetti.
  • Umberto Saba è in via Dante Alighieri, a pochi passi dalla sua libreria.

4. Il Museo della Letteratura

Piazza Hortis, con i suoi giardini, i bei palazzi e la statua di Svevo, è una piazza davvero graziosa. Chi vuole può rifugiarsi nel Museo della Letteratura. È uno spazio pieno di schermi, voci, fotografie, cose da leggere, ascoltare, toccare. Dentro ci sono altri tre musei: uno su Svevo, uno su Joyce e uno su Saba. E poi c’è un’eccezionale libreria dedicata alla storia letteraria della città.
Consiglio: verificate che l’ingresso ai musei sia gratuito (oggi lo è). E non dimenticate di farvi un giro nel bookshop.

– Indirizzo: piazza Hortis 4

Sito e orari

5. Una pausa e un caffé in una bella libreria

C’è un sacco di roba da vedere, a Trieste, e parecchio da camminare, se vi piace farlo. Per riposarvi andate al Knulp. Unisce bar, libri e musica. Anche qui ci si può sedere, bere qualcosa, scegliere un volume dagli scaffali o starsene in pace a scrivere sul computer o su un quaderno. Oppure al Lovat Café, un bar circondato di libri.
Due posti dove lettura e socialità stanno allo stesso tavolo.

– Knulp, via della Madonna del Mare 7

Lovat, viale XX Settembre 20

6. La biblioteca del Museo Revoltella

L’itinerario potrebbe passare dalla biblioteca di Palazzo Revoltella. La trovate nel palazzo ottocentesco che fu della famiglia Revoltella, ricchi sfondati e collezionisti di opere d’arte. Oggi questa reggia è un museo d’arte moderna e contemporanea, con una collezione esposta su sei piani (!). Da vedere, con calma e curiosità. Ai fan dei libri piacerà la sala da lettura del barone, al piano terreno. 

– Indirizzo: via Diaz 27
Sito, orari, prezzi

7. Narodni Dom e Boris Pahor

Un altro quartiere interessante e storico, ma beno battuto dal turismo, è quello che si estende dal mare verso le case liberty di via Commerciale (Casa Valdoni, Casa Zaninovich, Casa Picciola) e le rotaie della funicolare per Villa Opicina.
Passiamo sotto il Narodni Dom, un tempo sede della casa culturale slovena, assaltata e incendiata dai fascisti italiani nel 1920. La tragica vicenda ha avuto come testimone oculare il grande scrittore triestino di lingua slovena Boris Pahor, che all’epoca aveva solo sette anni. Il libro è Il rogo nel porto.
Pahor bambino abitava proprio a pochi passi da qui, in via Commerciale.

Indirizzo: piazza Dalmazia e via Commerciale


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