Il gruppo di lettura Grandi libri della biblioteca di Cologno Monzese legge Oblomov, di Ivan Gončarov.
L’incontro di discussione si terrà on line e in presenza in biblioteca l’11 ottobre 2023 alle 20:45.
La data è ancora da definire per questioni organizzative.
Come sempre la discussione è aperta a tutti, anche a chi non ha letto il libro o a chi vuole solo ascoltare gli altri.
Per partecipare all’incontro in videoconferenza (se già non siete nella mailing list del gruppo) mandate un messaggio a: luigi.gavazzi@gmail.com. Per partecipare in “presenza”, basta venire in biblioteca (Piazza Mentana, 1, Cologno Monzese).
Oblomov venne pubblicato da Gončarov (1812-1891) nel 1859. L’eroe del romanzo, Il’ja Il’ič Oblómov è un proprietario terriero che vive nella sua casa di San Pietroburgo senza fare nulla, almeno così sembra. Contempla il mondo, e a suo modo sogna il mondo, dal suo letto, dalla sua camera. Anche se il centro di gravità della sua vita, insieme desiderato e allontanato, e dei suoi umori, è Oblomovka, la tenuta di campagna di famiglia. Con lui il domestico Zachàr; ruotano intorno a Oblomov anche l’amico adorato, Stolz – il terrestre, il borghese, l’inserito, come lo definisce Fausto Malcovati. E ancora, Ol’ga, il possibile amore, e soprattutto Agaf’ja Matveena, «il cibo, il tepore, la casa, la protezione».
Manganelli ha definito Oblomov un “mite-fantasma” (1).
Così nella prima pagina del romanzo:
«A tratti, un’espressione di stanchezza o di noia adombrava il suo sguardo; ma noia o stanchezza non riuscivano, neppure per un attimo, a scacciare da quel volto l’indolenza che costituiva l’elemento fondamentale e dominante, non soltanto del viso ma di tutta l’anima, e l’anima riluceva apertamente e chiaramente negli occhi, nel sorriso, in ogni movimento del capo e delle mani». (traduzione di Giacinta de Dominicis Iorio)
Note:
(Giorgio Manganelli, «Il sogno di Oblomov mite fantasma-eroe», in Concupiscienza libraria, Adelphi)

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