Milano, Napoli, Trieste, Cagliari, Crotone, Pordenone, Novara, Mantova…

BEAUTIFUL DAY

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Commenti

74 risposte a “Milano, Napoli, Trieste, Cagliari, Crotone, Pordenone, Novara, Mantova…”

  1. Avatar cinzia
    cinzia

    YEAH!
    a BEAUTIFUL DAY ^_^

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  2. Avatar Nicole
    Nicole

    VERY BEAUTIL DAY

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  3. Avatar carloesse
    carloesse

    🙂 🙂 🙂

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  4. Avatar lettoreambulante

    c’è anche MANTOVA!!!

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  5. Avatar luiginter

    giusto! scusa lettoreambulante!

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  6. Avatar Renza
    Renza

    …e la splendida Pavia?

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  7. Avatar nadie
    nadie

    ciao,
    io sono di Torino oggi devo dire grazie a queste splendide città

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  8. Avatar Silvano
    Silvano

    Che dite ? sembra che gli italiani comincino a collegare il cervello

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  9. Avatar luiginter

    ah, anche Pavia… 🙂

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  10. Avatar lucilla p.
    lucilla p.

    oh, ma che scherzi fate, alle 5 (17) avevo scritto nel blog GRAZIE A MILANO E NAPOLI. E A CAGLIARI, TRIESTE, PAVIA, NOVARA. E ORA…. REFERENDUM!!!
    Poi, l’ho tenuto nella penna, cioé nel mouse, perchè mi son detta “Vai fuori tema, poi se la prendono a male”. E INVECE… vi adoro (Renza, mica sarai di Pavia?)

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  11. Avatar fenice
    fenice

    Biutifulissimo!!!!
    Tornata a casa ora dai festeggiamenti in Piazza Duomo a Milano….
    Il commento di Mannoni (TG3) è stato lo stesso mio: incredibile vedere tanto entusiasmo,tante persone gioire, senza che di mezzo ci fosse una vittoria calcistica.
    Forse ci stiamo veramente riprendendo il nostro ruolo di cittadini, e credo che chi legge e frequenta la rete sicuramente il cervello ce l’ha (e lo usa).
    Auguri a tutte le città in festa!

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  12. Avatar xochitl2
    xochitl2

    Anch’io felicissima per i risultati di ieri, ovunque e soprattutto per Milano e Napoli. Io non sono scesa in piazza perchè nella mia città non si è votato.
    Vi dirò che ho provato la stessa gioia provata molti anni fa quando si vinse il referendum sul divorzio. Grandi festeggiamenti allora con amici e nessuno poi ha avuto bisogno di divorziare, per nostra fortuna!
    Fu una vittoria di civiltà in cui moltissimi erano riusciti ad usare la propria testa, a non farsi irretire dalla propaganda clericale.E in Italia non è così facile!
    Ebbene oggi sono entusiasta per motivi analoghi e spero che sia l’inizio di un tempo in cui si dica basta alla volgarità e in cui si riacquisti fiducia nella politica, ma quella vera, non quella becera, in cui senza programmi ci si contrappone solo agli avversari!
    Auguri a tutti!

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  13. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    Quello che mi fa specie è che chi viene dopo dice sempre che quello che è venuto prima ha fatto TUTTO sbagliato. Detto ieri sera alla tele da chi ha vinto a Milano. Possibile? Perchè invece, una volta tanto, non tenere presente quello che è stato fatto di buono da chi è venuto prima e proseguirlo, e poi delineare progetti su quello che non è stato fatto e colmare le lacune? Solo da questo ho capito che non è cambiato niente. E pensare che non voto nemmeno PDL. Ma dirlo è impopolare, vero?

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  14. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    Vanificare in toto l’avversario è dargli importanza. E dimostra una debolezza di fondo.
    Povera politica!

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  15. Avatar illex
    illex

    ERAORA!!

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  16. Avatar illex
    illex

    Un comunista a Milano ed un P.M. a Napoli, ma che dite, reggerà!?

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  17. Avatar Dani
    Dani

    L’unica condizione necessaria per far trionfare il male è l’inattività degli uomini buoni” Edmund Burke.
    L’ho vista da qualche parte, non ricordo dove, ma è appropriata.
    L’Italia s’è desta.
    E ora….ATTIVIAMOCI PER I REFERENDUM!!!!

    Senza presunzione ovvio (io non mi considero buona…solo attenta)

    P.S. Forza Napoli!

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  18. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    … la bontà senza la giustizia è cosa debole. E di giustizia, quando l’Italia era in mano solo a clericali e sinistra non ne ho vista molta. Coercizione tanta, quella sì. O avevi quel punto di vista o eri fuori dal numero, dal numero del lavoro, dal numero della scuola, dal numero di tutto. Anche se non eri di destra. O stai con me, o non stai da nessuna parte. Grazie, o Italia democratica del dopoguerra!
    Oggi, bollare come cattiva la Moratti e come buono Pisapia vuol dire proprio non avere il senso del bene e del male, perchè il male – o il bene – non sta mai tutto dalla stessa parte. E credere che Pisapia, o quello che rappresenta, sia l’agognato avvento della bontà mi sembra una folle ingenuità, se non un punto di vista di parte, e anche ottuso. Soprattutto un punto di vista non al di sopra delle parti, cioè oggettivo.
    Meno male che mi piace ridere.

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  19. Avatar alice

    Ha vinto la gente normale,il buon senso,la serenità,il rispetto delle Istituzioni.Finalmente!!!

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  20. Avatar Renza
    Renza

    Proviamo a riportare la discussione al tema di questo blog, i libri. La frase di Burke, citata da Dani, Antonella, parlava di “uomini buoni” e non di “bontà” ed è stato il grande Vasilij Grossman a farci capire la differenza tra il concetto di
    ” bene”, assoluto e quindi totalitario e la bontà che si pratica individualmente e che aiuta il mondo.
    Occorre dunque essere buoni individualmente e, aggiungo io , civili e cittadini e guardare con occhio critico tutti gli assoluti che la politica, di qualunque parte, ci offre.
    Essere felici per la giornata di ieri non può significare pensare che abbia vinto il bene contro il male. Il mio auspicio è che ritornino attivi quei meccanismi democratici indubitabilmente messi ” in sonno” negli ultimi anni, sapendo benissimo che la politica è potere. Ma noi cittadini abbiamo ora un compito fondamentale : guardare con lucidità e senza fondamentalismi l’ agire politico dei nuovi eletti, senza pensare a “salvatori”. E’ necessario invece, richiedere la partecipazione allargata alle decisioni che riguardano l’ interesse comune ( e qui ci soccorre Ginzburg, con le sue analisi/ proposte sulla democrazia deliberativa), soprattutto perchè la politica è ormai debole rispetto alle decisioni importanti ( come Crouch, nella sua ” Postdemocrazia” ci ha insegnato). Insomma, felici sì, ma con gli occhi molto aperti, quegli occhi che tanti hanno tenuto chiusi beandosi di favole prima e di volgarità poi.

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  21. Avatar carloesse
    carloesse

    Cara Antonella B., confesso di non capire il senso, proprio oggi, delle tue parole. Sono pienamente d’accordo con te quando dici “bollare come cattiva la Moratti e come buono Pisapia vuol dire proprio non avere il senso del bene e del male, perchè il male – o il bene – non sta mai tutto dalla stessa parte”.
    Ma chi ha mai detto che Pisapia debba per forza apparire il bene assoluto e la Moratti incarni il male come neanche Crudelia De Mon ?
    Al contrario, mi pare questi risultati rappresentino proprio il fallimento di una campagna che in puro stile berlusconiano ha tentato (lei sì) di identificare proprio in Pisapia il male assoluto (il comunista, il ladro d’auto, il protettore di drogati, di zingari, di marocchini, dei terroristi dei centri sociali e chi più ne ha più ne metta) contro un bene rappresentato dai protettori dei sani valori della famiglia e della cristianità tutta.
    Ed è proprio questa contrapposizione forzata e artificiosa tra bene e male che è stata sconfitta. Per questo dovresti esserne contenta anche tu.
    Ha perso chi ha improntato la sua propaganda sulla demonizzazione dell’avversario e sul fomentare la paura, ha vinto chi ha saputo ispirare invece uno sguardo più ottimistico al futuro, ironizzando invece di rispondere con altro fango al fango ricevuto su di lui. Per questo io sento questa vittoria “anche mia” e mi sento quindi in in vena di festeggiare.
    Non so chi abbia detto quello che tu dici di aver sentito ieri in TV. Io ho seguito la trasmissione di Lerner, dove Pisapia in persona, ospite in studio, non ha detto nulla di simile. I fatti naturalmente li vedremo col tempo, e spero sapremo giudicarli con obiettività, nel bene come nel male.
    Saluti.

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  22. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    Quando dico (di riflesso e, sopra, in altro contesto) “punto di vista al di sopra delle parti, cioè oggettivo” dico già quanto hai risposto tu Renza, nè più nè meno, senza usare target linguistici molto in voga: guardare “con lucidità e senza fondamentalismi”, “partecipazione allargata alle decisioni”, “occhi molto aperti”, “pratica individuale”, etc.; ma prima di gridare tanto giubilo sarebbe meglio stare a vedere che cosa farà Pisapia e la sua troupe cinematografica. Un nome non è una garanzia, e non è stato fatto ancora nè beato nè santo.
    Se la garanzia è che provenga da Democrazia Proletaria, ah be’, allora non vale dire più niente. Il punto è che, normalmente, non si guarda alla qualità della persona, ma alla bandiera che imbraccia. Fin quando la politica la si farà a bandiere, le cose non potranno migliorare; ma se un bel giorno uomini e donne di qualità – e non importa di che bandiera -, si mettessero veramente a progredire nel bene e a governare, in virtù della qualità della persona che sono andati acquisendo in vita, allora sì che potrei entrare in giubilo anch’io. Abbiamo un presidente di repubblica, il nostro, che la chiama collaborazione; e a cui in segreto gli si dà del visionario, ma lo copre la sua carica ed è suo dovere dirlo. Destra e sinistra lo guardano rispettosamente di sottecchi e se ne ridono bellamente, delle sue parole.
    Infatti di tutto questo castello in aria di cui sto parlando, ritengo che al momento sia ancora un’utopia. E appunto per tale ragione non mi sento di entrare in giubileo.
    Appuntamento fra un paio d’anni, magari solo uno, qui su questa stessa pagina, a considerare la qualità della persona di Pisapia e ciò che ne è provenuto. Proprio perchè mi sento una vera democratica.
    E aggiungo: in un’industria che funziona e che cambia dirigenza, non si defenestra l’intero staff ma si tengono gli elementi buoni. O, perlomeno, gli si propone di rimanere. Mi pare di capire che Pisapia non terrà nessuno del vecchio blocco. E allora, che cosa sta già facendo di così innovativo? Niente, sta seguendo solo le orme di chi l’ha preceduto e sarà scalzato, lui e il suo buono e cattivo (ahimè, anche il suo buono!, qui lo dico), come avrà fatto lui e come ha fatto quello che è venuto prima di lui.
    Ma se perfino Obama si è tenuto in climax dirigenziale la sua acerrima nemica! A volte mi vien da pensare che quel povero nobel per la pace gli sia stato dato solo per questa sua buona azione (molto furba e molto lungimirante, invece), anche perchè il nobel è piovuto che ancora non aveva mosso un passo….
    Inoltre, aggiungo che la buona azione di tenersi in staff gli elementi buoni (qui è opinabile, lo so; è strategia invece) dell’amministrazione precedente, ritorna in tasca al cittadino il quale non si vede smantellare opere già intraprese e pagate di tasca sua, per le quali invece dovrà tornare a borsare perchè è cambiata l’amministrazione. Senza parlare dell’esperienza già acquisita dai “vecchi” e devoluta all’amministrazione subentrante.
    Ma chi è così “buono” oggi da tenersi il “nemico” in casa?
    Non Pisapia che certamente non ha fatto discorsi di questo tipo e neanche se li immagina: proposte di collaborazione al nemico? Ma che cos’è? Roba da mangiare?
    E se fossi una milanese gli avrei già ritirato il voto. Se non altro perchè un detto taoista dice che le cose si vedono in germe.
    Scusate se mi sono mostrata un po’ guastafeste ma avrei voluto tanto essere contenta anch’io.
    Grazie Luiginter per lo spazio e la tolleranza. E’ sempre un piacere. Sono sempre in loco Pinetina. Un saluto a tutti, buoni e cattivi 😉

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  23. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    Carlo, vedo ora le tue domande. Credo di avere già risposto.
    Un saluto affettuoso.
    Come diceva Luciano, “Giustizia e libertà e accoglienza, insieme: separati generano mostri e mostriciattoli” oppure “Signore, dammi la forza di cambiare le cose che posso cambiare. Signore, dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare. E soprattutto, Signore, dammi la saggezza di distinguere tra esse” oppure “Le critiche sono utili sempre e comunque: ci mettono davanti allo specchio e ci costringono a ripensare all’oggetto della critica. Che poi verrà modificato se la critica prevale oppure rafforzato se la critica non lo abbatte. Le critiche dunque devono essere distruttive”…
    Mi manca.
    Anto

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  24. Avatar carloesse
    carloesse

    Ancora un paio di osservazioni a quanto dice Antonella nel nuovo commento:
    1)” Se la garanzia è che provenga da Democrazia Proletaria, ah be’, allora non vale dire più niente. Il punto è che, normalmente, non si guarda alla qualità della persona, ma alla bandiera che imbraccia”:
    Se fosse stata solo la bandiera credo che Pisapia non avrebbe mai vinto: non mi pare che gli ex-comunisti- ex rifondaroli – new vendoliani godano di consistenti sacche di elettorato nel Paese , tantomeno a Milano dove da almeno un paio di decenni ha trionfato la Destra (l’ultimo sindaco “di sinistra” mi pare fosse il socialista Tognoli). Anche nei sondaggi più recenti il Partito di Vendola, pur nei momenti di più forte rilancio, mi pare non abbia mai superato le soglie del 5 o 6%. Credo quindi che in questo caso sia più la faccia ad aver convinto gli elettori, che una bandiera.
    2) ” Mi pare di capire che Pisapia non terrà nessuno del vecchio blocco. E allora, che cosa sta già facendo di così innovativo? Niente, sta seguendo solo le orme di chi l’ha preceduto e sarà scalzato, lui e il suo buono e cattivo (ahimè, anche il suo buono!, qui lo dico), come avrà fatto lui e come ha fatto quello che è venuto prima di lui”:
    E brava Antonella! non sono passate 24 ore dall’elezione e già si chiede cosa stia facendo di così innovativo Pisapia. Almeno il buon gusto di aspettare a vedere di chi sarà composta la sua giunta! Di vedere chi si dovrà occupare di Milano-Expo, per la miseria ! Poi potrai dire quel che ti pare, ma ti prego, non sulla base della tua palla di cristallo.
    Grazie.

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  25. Avatar carloesse
    carloesse

    E vedo ora io solo ora la tua risposta al mio commento di prima.
    Citi il buon Luciano (che manca – e molto- già anche a me): “Le critiche sono utili sempre e comunque: ci mettono davanti allo specchio e ci costringono a ripensare all’oggetto della critica. Che poi verrà modificato se la critica prevale oppure rafforzato se la critica non lo abbatte. Le critiche dunque devono essere distruttive”
    Sono ancora pienamente d’accordo conte e con lui, e proprio sulla necessità della distruttività delle critiche. Ma a tempo debito, sui fatti, e non sulle intenzioni espresse o addirittura supposte.
    Ribadisco che per me questo è un momento con tantissimi buoni motivi per festeggiare. Che si possa festeggiare ancora anche fra un anno, fra due o fra tre lo spero. Se invece ci si troverà in condizione di dover criticare non mi tirerò certo indietro. E senza preconcetti di alcun tipo (almeno spero).
    Ancora un saluto affettuoso anche a te (e scusami per qualche tono un po’ aspro), in memoria del nostro caro amico.

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  26. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    Pare che la Moratti verrà estromessa per quanto riguarda il suo mandato expo, rimane però il fatto che per legge il mandato debba rimanere valido per un altro paio d’anni. Estromissione o intromissione? Chi lo sa! Pisapia si è pronunciato per estrometterla.
    Non è la palla di cristallo, per carità:
    il mio discorso mi pareva abbastanza chiaro. Collaborazione. Ma nuovi termini in politica fa paura agitarli sotto il naso della gente. Parlavo di nuovi termini e al di sopra delle parti.
    Quanto alla supposta provenienza impopolare di Pisapia, negli ultimi anni il popolo italiano le ha provate proprio tutte, mi pare. Forse è un riflusso: il buon vecchio comunista come ultima chance.
    ciao allora

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  27. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    … perdonato e ora tu perdona la mia ironia.
    Io sono per un mondo migliore, Carlo. E mi ci batto ogni giorno, nel mio particolare.
    Siamo dalla stessa parte, davvero.
    Un abbraccio grande

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  28. Avatar Artemisia
    Artemisia

    Caro Carloesse,sono d’accordo con te. Quello che è accaduto a Milano e nel resto d’ Italia sta a significare, a mio parere, una sola cosa, che c’è davvero in Italia (e finalmente!) un palpabile desiderio di cambiamento e di pulizia, in tutti i sensi. Credo che per fare questo sia necessaria una svolta autentica,senza esitazioni e senza compromessi…Speriamo e auguriamoci che le aspettative di tanti non vengano deluse e cerchiamo per una volta di essre un pochino ottimisti,il che significa, tra l’altro,avere un atteggiamento propositivo e assumerci le nostre piccole o grandi responsabiltà.Auguri a tutti!

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  29. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    Carlo, mi rimangono ancora cinque minuti….
    Luciano aveva detto anche questo: “Le ideologie servono (e insidiosa è l’ideologia che nega le ideologie): una bussola per muoversi nel mondo senza sentirsi troppo smarriti”.
    Io non nego l’ideologia. La mia ideologia è allenare l’ideologia. Viviamo in un mondo, quello di oggi, in cui tutto viene letteralmente fagocitato dall’utile e dall’interesse e l’unica arma che rimane all’essere umano di buona volontà è un’estrema mobilità. Restare ancorati ciecamente a un’ideologia non permette quella scioltezza necessaria per destreggiarsi nella progressiva disumanizzazione propugnata da un’economia globale tenuta in mano da poche famiglie, e che sta impoverendo sempre di più lo spazio vitale e particolare del cittadino, del civis. Perchè, nel momento in cui la buona volontà si fa ideologia, viene fagocitata entro i termini stabiliti a monte dai pochi.
    I pubblicitari sanno bene questo e lo applicano nelle loro leggi di mercato: quello che temi rivestilo come un prodotto, cioè un qualcosa di fruibile attraverso il soldo. Perderà il suo potere sovversivo.
    Quando dico “inglobare il nemico” intendo una specie di vaccinazione preventiva al dissidio interno. Se inglobi il nemico esso lavorerà per te e per la stessa causa. Sto facendo un’analisi politico-economica di forze bipolari non collaborative (come si verifica in ambito italiano da troppo tempo), al di là del discorso Pisapia. Forze bipolari che oltre al malgoverno, in più e soprattutto, praticano il non-governo.
    Ma ora Pisapia potrebbe dare inizio a una positiva deflagrazione se si tenesse la Moratti e pochi altri tra i migliori dell’altro versante, per esempio, perchè creerebbe un precedente; e naturalmente, se fossi in lui, mi terrei i migliori tra i “nemici”, quelli che veramente sono in grado di dare un contributo. Come avvocato, dovrebbe sapere che cosa significa creare un precedente. Ora ha in mano una delle città più importanti e potrebbe fare una nuova politica, senza precedenti in ambito nazionale, che creerebbe i presupposti a un impulso di svecchiamento. E’ chiaro che il modello democratico, così come è stato inteso ora, sta invecchiando, è invecchiato. Non regge la corsa ai tempi.
    Più in generale, se davanti trovo un muto è inutile che pretenda una risposta verbale alle mie domande: provo a dargli una pezzo di carta e una penna per comunicare. Cioè: cambio direzione, cambio strategia di comunicazione. A meno che non mi interessi di restare il tempo di un mandato politico o ammnistrativo e poi vedrà chi ci sarà. Ma questa non è gestione né lungimiranza, né l’interesse di un paese. E’ tirare a campare. Quando il nostro presidente parla di collaborazione, non so se parli di nuova ottica politica ma, di sicuro, ha capito che non sono i partiti ma sono le persone che possono cambiare le cose. E le persone capaci stanno in tutti i partiti. (E siamo buoni!)
    Chiamala, se vuoi, più che un’analisi per una possibilità politico-sociale, la traccia per un romanzo utopico; ma quanto contano il pensiero e, subito dopo, le parole!
    Sto dicendo di vaccinare questa realtà sempre più orwelliana!!

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  30. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    L’amico comune Luciano di cui abbiamo parlato Carlo e io è lo scrittore Luciano Comida. Le frasi riportate a suo nome sono state scritte da lui pochi giorni prima che morisse e sono il suo estremo testamento letterario.
    Il suo blog si trova al link:
    http://lucianoidefix.typepad.com/

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  31. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    … e questa è una mia piccola poesia. Dedicata a chi si batte per un mondo migliore, all’apparenza impossibile, utopico e fantasioso. Che continua a battersi, indifferente all’incredulità:
    ***
    TRAS-MISSIONE.
    *
    Qual’è il limite di un campo senza limite?
    L’altro limite del cielo.
    Un corvo li solca facilmente.
    ***

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  32. Avatar carloesse
    carloesse

    Grazie Antonella. Penso tu abbia fatto bene a ricordare Luciano (scomparso da pochi giorni) anche qui, dove forse pochi lo conoscevano.
    Luciano si era impegnato fortemente anche per questa campagna elettorale, nella quale era anche in lizza , a Trieste, nelle liste di Sinistra Ecologia e Libertà e giungendo al quarto posto fra le preferenze al primo turno. Io credo che se avesse potuto ieri sera sarebbe sceso in piazza (una qualsiasi) anche lui, con grande felicità ed allegria. Mi piace pensarlo sorridente (e, perchè no, irridente) da lassù.
    I suoi libri per ragazzi sono pubblicati da Einaudi Ragazzi – EL – Emme Edizioni. Sono molto spiritosi e meritano di essere letti non solo dai nostri figli.
    Quanto al tuo discorso sulla collaborazione anche tra opposte schiere, cara Antonella, non puoi che trovarmi d’accordo in linea di principio. Non che però sia convinto che la Moratti si trovi nella schiera dei possibili “migliori” della schiera avversaria. Non vivo a Milano e non voglio giudicare il suo mandato appena concluso. L’ho conosciuta però come Ministro della Ricerca (ho a che fare per lavoro con quel Ministero) e giudico pessimo il suo operato (come quello di Berlinguer peraltro, cui si deve una pessima riforma dell’Università; e il solo Mussi si è distinto in meglio in quel ruolo da molti anni a questa parte), come disgustosa è stata la sua campagna elettorale in questa occasione.
    E qui mi fermo, per non monopolizzare questo post in uno stretto dialogo tra noi due.
    Ma ricambio il tuo affettuoso abbraccio.

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  33. Avatar jeeno
    jeeno

    Una mattina mi son svegliato ed ho trovato … tante Stalingrado islamiche infestate dalla mosca zedda-zedda e popolate da zingari gay e ladri d’auto in toga rossa. … E la cosa non mi dispiace affatto.

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  34. Avatar lucilla p.
    lucilla p.

    Mi inserisco in ritardo e un po’ assonnata nella discussione. L’esperienza dice che i nuovi amministratori si trovano, in realtà, a lavorare anche con un substrato di appartenenti alla vecchia compagine, che è di solito composto da una gamma di piccoli e medi impiegati-funzionari-dirigenti che mettono bastoni tra le ruote come e quando possono, e questi non si eleggono nè si scelgono, semplicemente stanno lì. Certo, alcuni li si può “promuovere”, o renderli inoffensivi, o magari fargli venire l’ulcera mettendoli da parte o in difficoltà. Naturalmente, c’è pure chi “tiene famiglia” e va prontamente ad aiutare il vincitore. Ma la cattiva abitudine a molestare per ogni via l’avversario arrivato al potere, per poterci ritornare in pompa magna a tempo debito, è dura a morire.
    E poi, nessun adulto pensante, credo, si illude che il bene sia tutto da una parte. Però, di solito, un po’ più di bene sta dove si va a cambiare uno stato di cose non più tollerabile.
    E facci sperare un po’, Antone’! Speriamo che arrivi il momento in cui chi si mette a fare politica (e basta con le discese in campo, che si fanno allo stadio per giocare a pallone) riesca a pensare più al benessere comune (non a a quello degli eventuali lobbisti-affaristi-e-anche-di-peggio che gli assicurano l’elezione e il mantenimento del potere). E che invece di utopici mondi migliori si raggiunga una democrazia che tenga conto dei bisogni dei cittadini, hai presente la nostra Costituzione? Appunto. Saluti da Roma, in festa anch’essa.

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  35. Avatar xochitl2
    xochitl2

    Interessante tutta la discussione scatenata da Antonella B.e ogni tanto uscire allo scoperto e dire qualcosa di più di noi, ma forse questo blog non è la sede in cui stabilire come Pisapia debba fare il sindaco a Milano.
    Il giubilo ,espresso dalla maggioranza degli intervenuti, non è secondo me perchè uno abbia aspettative di grande salvatore, come diceva Renza, da parte di Pisapia rispetto alla Moratti,ma, senza grandi illusioni,la speranza di uno sguardo e approccio diverso alla realtà composita di oggi. Il giubilo è perchè la disinformazione, creata da una becera propaganda, non ha attechito: la gente anche comune non ha creduto a “una Milano città del male in balia di zingari, islamici, gay, terroristi”.
    I Milanesi, come i Napoletani, hanno votato per un cambiamento. Come ha scritto Ezio Mauro su Repubblica ” è finito l’incantamento” Si auspica che un’altra politica sia possibile, che si dica basta “all’abuso trasformato in legge, alla dismisura che si fa politica, alla diseguaglianza che diventa norma”
    Basta, non ne posso più di sentirmi parte di un’Italietta volgare agli occhi del mondo, voglio essere una dei tanti che torna a credere alla politica come impegno per il bene comune e ripeto con Lucilla” facci sperare un po’, Antonella!”

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  36. Avatar xochitl2
    xochitl2

    Mi sono dimenticata una cosa importantissima: il nostro impegno prestissimo per i referendum. Acqua, nucleare,rispetto della legalità non sono nè di destra nè di sinistra. Impegnamoci perchè si raggiunga il quorum necessario perchè non sia una occasione sprecata!

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  37. Avatar illex
    illex

    Visto che la discussione comincia ad assumere un tono semiserio allora provo a dire la mia senza sarcastiche battute.
    Avete letto cosa ha scritto Beppe Grillo!? Se non l’avete ancora fatto, bè, fatelo.
    Io penso che abbia ragione e si misurerà nei prossimi mesi la sostanza del “cambiamento”.
    Quello che è desolante è vedere come la realtà della sinistra sia ridotta a questo, a sperare che la “rivoluzione” passi anche attraverso un comico qualunquista che vola sopra le ideologie e presenta candidati di 20 anni come sindaco.

    E quello che inquieta per il futuro, è la riesumazione di un’idea di “società civile” fatta da borghesi buonisti esclusi al popolo. Gente che si muove in modo etereo su questioni senza avere il coraggio di incidere nel profondo dei meccanismi che governano tutto il cocuzzaro e che la gente comune come me, come quella festosa in piazza, vorrebbe invece veder risolte.
    Ma se la sinistra la pensa, alla fine, allo stesso modo della destra su come governare il paese, come possono cambiare le cose? Qual’è l’idea vera di società che hanno in mente gli amici di centro sinistra? A Napoli e Milano ricordo non è stato certo il candidato del PD a vincere!!

    Berlusconi è sulla via del tramonto, per fortuna, ma il nuovo che avanza, a dispetto delle feste di piazza, mi piace davvero poco.
    E questo và detto.

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  38. Avatar Dani
    Dani

    Buoni stava, per me, per persone attente/attive, deste, non rincitrullite da una tv becera usata come oppiaceo e capaci ancora di fare rivoluzioni, anche piccole, nelle scelte. Così mi pare sia successo a Napoli e considerate le influenze camorristiche sul voto, beh c’è del “miracoloso”. Per il resto vedremo che succederà. Io, da persona di sinistra, sono sempre stata più ferita dall’incapacità di proporre idee e programmi da parte della sinistra italica attuale che da tutte le azioni nefaste di chi ci ha governato negli ultimi anni. Se qualcuno ha letto editoriali e affini di Curzio Maltese, che bastona destra…e manca, beh, sono sempre stata pienamente d’accordo con lui (e con Grillo anche se a volte esagera, per certi cambiamenti occorre tempo… e strategia. Nessuno ha bacchette magiche). Ora basta, tornerò a parlare di libri,
    Un abbraccio a tutti

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  39. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    @ jeeno …
    be’, che posso dirti jeeno, ti auguro un futuro precario insediamento in linea zingaresca, a Stalingrado, con una dirigenza stalinista-islamica di tipo integralista (ma era già implicito), un figlio gay che corre dentro i pantaloni del ladro in toga rossa che ha rubato la tua auto. O, se sei una donna, un marito-padrone e una figlia tagliata a cinque o sei anni.
    E’ vero anche che la felicità è il risultato di quello che ci immaginiamo. Desideriamo. Progettiamo.
    Io questa felicità l’ho già provata quando ho vissuto in un paese islamico e Carlo ne sa qualcosa perchè una volta mi ci sono provata a raccontare un po’ di cose. A fine racconto le sue parole sono state più o meno queste: “Antonella, fammi digerire un attimo tutto quanto. Come a dire: che pugno nello stomaco! Cena pesante, stasera”.

    Se hai bisogno di una realtà così, come dicono in dialetto egiziano: faddal! Ponti aperti.
    Sappimi dire; perchè, a Stalingrado, io non ci vengo. Ho già dato.
    E questo mi serve ora in Italia a saper fare il dovuto distinguo nella marea di volti immigrati. Tu sai distinguere? Oppure i musulmani li hai conosciuti sulle spiagge di Sharm al Sheik e nei safarini organizzati per rompere la noia? Perchè sai, quella, è una realtà di confetti rosa.
    La mia totale solidarietà, invece, di questi tempi, a chi scende nelle propria piazza e auspica per il proprio paese una democrazia islamica. Finalmente!!!

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  40. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    Quanto al restare in tema, non mi sembra che questo dibattito se ne allontani. File e tag sono sotto la denominazione “democrazia”. E di questo stiamo parlando. Anche se il blog è un blog di lettura. Vorrà dire che il dibattito è un prodotto di letture sulla democrazia senza citarne direttamente le fonti 🙂 In ogni caso, se Luigi – che è il blogger e dunque il moderatore – crederà di dover intervenire per riportare nella direttiva iniziale la sequenza degli interventi, presumo che lo farà.

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  41. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    @ Carloesse, Lucilla P., Hochitl2
    ho scritto stamattina qua e là in margini di tempo. Il discorso sarà un po’ frammentario ma non vuol essere naturalmnte niente di più che un intervento. Credo di avere toccato tutti i punti espressi da voi, sulla base del ricordo di una lettura mattiniera.
    *

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  42. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    a proposito della Moratti uscente
    … va perduto un patrimonio di relazioni e progetti già avviati, ma soprattutto di relazioni già avviate e, non in secondo piano, un patrimonio di informazioni già acquisite che non va bene le restino di esclusiva proprietà. Se poi Pisapia (perchè in questo momento è di Pisapia che si parla, ma il discorso potrebbe essere ampliato a cariche anche più alte), la convochi in sede ufficiosa per mettersi al corrente e nessuno ne sa niente, è un altro paio di maniche; eppure ritengo che sarebbe doveroso reintegrare questo patrimonio in sede ufficiale. Di fisso.
    Questo riporta al discorso del “nemico inglobato”. Il che prelude anche a un controllo vicendevole da parte di due forze antitetiche, che però lavorano insieme. Nella situazione attuale un 54 virgola qualcosa di Pisapia e un 44 virgola qualcosa di Moratti (se non sbaglio) significa che una larga parte di popolazione milanese non sta con Pisapia. Integrare la Moratti per le ragioni che dicevo prima e non per merito – come qualcuno ha fatto notare – non è premiarla ma mettere in condizione il mandato entrante di governare subito. E metterebbe in tranquillità anche una larga fetta di elettorato che altrimenti non si sentirebbe più rappresentato, fomentando scontenti. I sottoposti della Moratti, invece, dovrebbero essere scelti in relazione al contributo effettivo che possono dare e che hanno già dato. Qui sì che bisogna essere rigidi.
    Successive scremature nei successivi mandati, a seconda della giostra elettorale, dovrebbero portare nel tempo a una classe dirigente finalmente consapevole, con uno sguardo a lungo termine perchè sa che non sono solo quattro gli anni di governo ma complessivamente e semplicemente il futuro di una città, di una regione, di una nazione; una classe in grado di avere i mezzi per capire che cosa occorre fare. Senza ogni volta perdere tempo prezioso a ogni nuovo inizio di mandato. Si sa, in un trasloco si impegnano delle forze consistenti; ma se il trasloco entrante, sottolineo entrante, viene fatto da chi se ne va, chi subentra può già cominciare a lavorare.
    *

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  43. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    .. qui non stiamo a parlare di come Pisapia dovrebbe guidare o governare o amministrare una città, ma di come sia auspicabile amministrare una città. O un paese. Nell’attuale sistema, il cittadino ha ben poche possibilità di interagire con le alte sfere, una volta al potere. Gli rimane solo la possibilità di aspettare la fine di un mandato per decidere se ridare il voto alla forza in carica o toglierlo.
    La favola del cittadino che scrive a un’amministrazione, magari via internet, in un programma di intercomunicazione governo-governati è appunto ancora una favola. E i governanti, al momento, si limitano a decidere, nell’indecisione, in base a statistiche più o meno manipolate, più o meno integrali del malessere popolare. O comunque dell’aspettativa popolare. O meglio, della volontà popolare. I meno illuminati se ne strafregano anche delle statistiche.
    Se non hai mai provato la fame, dubito che tu possa capire che cosa vuol dire fame. E, nell’attuale sistema, chi ha fame non ha tempo di dire “ho fame”. Gli rimane solo il tempo di procurarsi qualcosa da mangiare.
    E questa è stessa situazione del cittadino che vorrebbe dare un contributo di idee o di esperienza. O magari di denuncia. Come fai? A chi la dai la tua esperienza? A chi la fai la tua denuncia? Non esiste un approccio interattivo con la dirigenza, e la dirigenza non credo sappia veramente quali siano le problematiche di chi le vive in prima persona. E, se le conosce, sempre-più-che-spesso, fa finta di non vederle.
    Sì, si può sempre scrivere al presidente della repubblica e sperare che un giorno il segretario del segretario del suo segretario, gliela recapiti e lui la legga. Però c’è un detto che dice “chi vive sperando, muore ca….do”. Scusate la volgarità, ma è un detto popolare.

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  44. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    Inoltre la lotta per una democrazia europea (parliamo di Europa visto che siamo europei) non è la stessa lotta per una democrazia islamica dove l’oggetto da estromettere è ben definito e delineato in persone fisiche che detengono un potere assolutista, ma è la lotta per una democrazia globale. In un mondo che sempre più sta procedendo a blocchi economici e dove troppi blocchi avanzano con il bastone in mano (di peggio, ma è il concetto che mi interessa).
    Ci si oppone alla shoah per ragioni strettamente storiche in Europa, ma ci si deve opporre anche all’imperialismo cinese in Tibet, per esempio. Non si vanno a vedere le olimpiadi in Cina nè ci si fa turismo. Occorre coscienza nei nostri piccoli acquisti quotidiani. Si fa un embargo d’acquisto personale alla provenienza di un prodotto, prodotto nel sangue.
    E’ solo un esempio e sicuramente qualcun’altro avrà altri esempi. La stesso popolo birmano aveva chiesto, nei tempi recenti della sua ultima bastonatura, di non fare turismo in Birmania. Perchè tanto i nostri soldi non sarebbero finiti nelle tasche dei bastonati, ma a una classe dirigente ottusa e sanguinaria e satellite dei moderni figli di Mao.
    Non credo che sia ozioso riconfermare, almeno da parte mia, la volontà di una democrazia globale perchè c’è ancora gente come jeeno che osa scherzare su Stalin e sull’integralismo islamico. Almeno voglio sperare che scherzi. Ma non mi ha fatto ridere. Forse jeeno non è nato con il talento del mattatore, chi lo sa!
    Quanto alla pax statunitese ci sarebbe molto da dire ma, attenzione, la Cina ha già cominciato da un pezzo a invadere l’Africa e in Australia, in questo momento, gli austrialiani consapevoli sono letteralmente incazzati perchè non c’è più niente di “made in Australia”. Notizie dell’ultima ora da chi abita sul posto ed è un indigeno-bianco (rimandiamo il discorso sui veri indigeni, non la finirei più). Certamente il governo australiano, invece, ci marcia sopra (ma che combinazione!) sopra i diritti degli austrialiani; di comprare il locale, intendo.
    Quindi mi vien da pensare che la guerra fredda abbia solo cambiato i connotati. E chi non s’è fatto la chirurgia plastica ed è riconoscibile ma impossibilitato a un ruolo ufficiale di equilibri, sta soffiando sul fuoco.
    Una mattina mi son svegliato…. diceva jeeno. Tra l’altro la scelta del pezzo musicale risulta anche offensiva, senz’altro ai partigiani che non hanno fatto i partigiani dopo la guerra. Questi ultimi, si sa, sono i soliti opportunisti.
    A proposito jeeno, sai che cosa significa essere antifascista durante il fascismo? Mio padre lo sa e anche mio nonno. Essere antifascisti dopo la guerra è stato un po’ più facile. Tu a chi appartieni: alla prima o alla seconda schiera? O a nessuna delle due? Spiegami.

    Ergo e finisco: oh Pisapia, facci la grazia. Sposati la Moratti, riconosci i figli prodighi, manda alla Stalingrado di jeeno i falsi figli prodighi e indici un lungo regno di pace e prosperità, giustizia e amore.
    Questo per dire che, con le potenzialità di un Pisapia in questo momento, o comunque di una situazione tipo-Pisapia, l’Italia potrebbe finalmente dare la scintilla per un esempio innovativo di democrazia, se non al mondo, almeno in Italia.
    Democrazia significa governo del popolo ma se un popolo è fatto di 54 virgola qualcosa occorre un sistema per rappresentare anche l’altra percentuale; altrimenti è storia nota, come diceva Lucilla. La “pompa magna a tempo debito” è un miraggio a cui pochi sanno rinunciare. Un costoso miraggio più per coloro che assistono alla pompa magna che per coloro che la interpretano.

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  45. Avatar Renza
    Renza

    Personalmente chiudo con questo brano di Barbara Spinelli,dalla Repubblica di oggi ” L’ ottimismo dell’ intelligenza”

    […] “Ma il vento più impetuoso viene da altrove, viene da dentro gli animi, è una forza che ha travolto tutti i copioni consueti. Eravamo abituati a dire, con Gramsci, che quel che urge è il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà. Non è vero. Quel che ha vinto, a Milano e Napoli, è l’ottimismo della ragione: lo sguardo chiaro, veggente, sui tanti segnali degli ultimi anni. Il non possumus di Fini, le onde viola, la manifestazione delle donne il 13 febbraio, irradiatasi da Internet come virus (“Bastava non votarlo”, diceva un cartello: è stato preso sul serio). Qualche giorno dopo, al festival di San Remo, il televoto scelse Roberto Vecchioni e anche quello fu un segno.

    Alle nostre spalle, ci sono tanti sassolini bianchi che hanno finito col mostrare la via, come nella fiaba di Grimm. Li abbiamo messi noi, cittadini-elettori. Il castello che sembrava granitico, è il popolo sovrano che l’abbatte; lo stesso popolo che il premier usa per affermare un potere illimitato. Un’immensa e tranquilla fiducia di potercela fare, un’intelligenza-conoscenza dell’Italia reale, una voglia di provare alleanze interamente centrate sull’etica pubblica e la legalità, un’estraneità profonda ai partiti dell’opposizione, alle loro élite: questi gli ingredienti che hanno fatto lievitare il pane che abbiamo mangiato lunedì. E il senso che sì, più di Gramsci valeva Pessoa: “Tutto vale la pena, se l’anima non è piccola”. Chi ha ottimismo della volontà, lasciando che la ragione si deprima e inebetisca, altro non gli resta che la volontà di potenza.” […]

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  46. Avatar carloesse
    carloesse

    Cara Antonella, da un lato ammiro la tua posizione “super partes”, da te ampiamente motivata anche con buone argomentazioni che sarei portato a condividere in larga parte. Dall’altro temo che una simile posizione si scontri fortemente con la realtà e non possa che portare ad un isolamento scarsamente produttivo. I problemi secondo me vanno affrontati per gradi. Il primo obiettivo era dare una spallata al Berlusconismo imperante, che se non è certamente sconfitto ha sicuramente preso una bella botta. Quanto a Pisapia mi pare che tu sia certa che non muoverà un dito nella direzione che vorresti. Forse non farà molto, ma qualche piccolo passo in quella direzione è certamente più da lui che dalla Moratti che ce lo si possa aspettare. Perchè lui non è un uomo di partito, non appartiene ad un apparato, cui appare del tutto sottomessa invece l’altra.
    Comunque (ripeto) è presto per giudicare. Staremo a vedere.
    Quello che non condivido è il tuo attacco a Jeeno. Leggo nelle sue poche righe quella stessa ironia che ha contribuito non poco alla vittoria di Pisapia. Sarà anche ironia “facile”, ma sicuramente si è dimostrata molto più efficace dei toni irosi e apocalittici usati dalla controparte. Permettici di usarla ancora in momenti di gioia come questo. L’arma vincente viene spesso portata in trionfo dai sostenitori di chi ha vinto. Che poi tu ci possa vedere (Cassandra ?) come i passeggeri del Titanic, con le coppe di champagne in mano in imminenza del nufragio è anche legittimo. Io spero ancora non sia così. Però preferirei affogare danzando che incupito (e anche un bel po’ incazzato) dalle sempre più invereconde fregnacce di chi ancora ci governa ed il cui modo di governare detesto oltre ogni dire.
    E con questo ti mando un abbraccio, con immutato affetto.

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  47. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    Mi permetto, Renza, di dire che il copia e incolla del citare è sbrigativo, fa presenza e non è personale. Tanto di onore a Barbara Spinelli ma quello è lavoro suo.

    Tutto sommato, Renza, questo citare mi ricorda tanto i miei docenti – che forse sono stati anche quelli dei tuoi tempi – per i quali parlare era citare, e naturalmente da allineati con i tempi.
    Mi fa insofferenza. Preferisco pensare con la mia testa. Non me ne volere ma mi pare proprio che il muro della mia adolescenza sia sempre lo stesso. Anche oggi.
    O allineato, o fuori dal gioco.
    Forse è questo che quel 44 virgola qualcosa non ha mai potuto accettare. Ci sarebbe da pensarci, ogni tanto.

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  48. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    Ricevuto, Carlo.
    Resta il fatto che Berlusconi è potuto salire in virtù di una sinistra divisa (c’era una sinistra divisa anche quando è salito Mussolini).
    Oggi, mi sembra che da ambo le parti , sinistra e destra, non ci sia molto di consistente, non più consistente comunque di quella mia posizione “super partes”, come dici tu.
    Ed è naturale pensare che non siano delle bandiere a interpretare la volontà popolare ma delle persone capaci, al di là di una bandiera. Con quello che ne consegue.
    Ma mi ripeto e non ti voglio annoiare.
    Auguri a Pisapia. davvero.
    Con affetto, Anto

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  49. Avatar Antonella B.
    Antonella B.

    … ah Carlo, quanto all’attacco a jeeno, io, come avrai certo capito ormai, sono profondamente antifascista. Conosci un po’ la mia storia famigliare. Ricordi?
    E appunto per questo sono insofferente alla coercizione a cui sono stata sottoposta da giovane proprio da chi si propugnava un liberale e progressista di sinistra.
    Certe battaglie ataviche per la libertà ti restano nel sangue.
    E riconosci subito la malafede, per istinto.
    L’ironia di parte non mi fa ridere. E’ pericolosa.
    Come la musica politicizzata. Come la scuola politicizzata. Come la letteratura poiticizzata. Come l’arte politicizzata.
    Mio figlio è vaccinato, ma io – quando cambia il tempo – sento battere le cicatrici.
    Eppure non c’è più grande soddisfazione di vedere che ancora penso con la mia testa, nonostante tutto. E nonostante un mondo di bandiere.
    Ciao 🙂

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  50. Avatar jeeno
    jeeno

    Non posso fare a meno di risponderti, Antonella B., visto che adesso parli pure di malafede. La tentazione di usare ancora l’ironia è stata molto forte, ma non volevo provocare un’altra valanga di commenti acidi e rancorosi da parte tua. Dalle mie parti si dice:”Mamma mì, quand si pezand!” (trad. “Mamma mia, quanto sei pesante!”). In questi giorni ho “sfottuto” alcuni miei conoscenti di destra usando frasi simili a quella scritta nel blog e nessuno ha reagito come hai fatto tu. Si son fatti una risata amara e qualcuno, pensa un po’, ha replicato augurandomi le stesse cose che mi hai augurato tu, con la differenza, però, che lo ha fatto ridendo. Su una semplice frase ironica, hai fatto una serie di congetture sulla mia persona (ma chi credi di essere?) che, oltre a non corrispondere a quel che sono, risultano anche un tantino offensive. Mi dispiace stravolgere l’idea di radical-chic o fighetto borghese progressista che, sembra, tu ti sia fatta di me, ma è bene che tu sappia alcune cose:
    a)non sono mai stato a Sharm El Sheik perchè non amo quel tipo di vacanza e, dal momento che la mia è una famiglia monoreddito, devo stare attento a come spendo i quattrini; non ho vissuto in paesi arabi, come te, ma ho frequenti contatti con gli arabi (e sono tanti e ben inseriti) che vivono nella mia zona e con loro, oltre a bere il tè e a mangiare deliziosi piatti speziati, discuto, anche aspramente, ed ho gioito per il vento di cambiamento che spira in Tunisia, Egitto e in altri Paesi arabi;
    b) sono nato dopo la Resistenza, ma anch’io ho dei parenti che si sono battuti contro il fascismo e hanno pagato (alcuni anche con la vita) per il loro impegno anti-fascista; mio nonno materno, contadino e semi-analfabeta, che ha preso “mazzate” durante e dopo il fascismo per il suo impegno nelle lotte dei braccianti, oltre ad avermi insegnato il valore della cultura e avermi incoraggiato negli studi, mi ha trasmesso, senza alcun tipo di indottrinamento o coercizione, i valori dell’antifascismo, dell’uguaglianza e, soprattutto, della giustizia sociale senza la quale, diceva il caro nonno, “quel che abbiamo fatto non sarà servito a niente;
    c)visto che mi auguri un figlio gay, sappi che ho un figlio che non è gay, ma, se lo fosse stato, non mi avrebbe creato alcun problema e lo avrei aiutato e incoraggiato ad essere se stesso e a non vergognarsi della sua condizione.
    Un’ultima cosa: anch’io ho vissuto all’estero, in un contesto, devo ammettere, diverso da quello in cui hai vissuto tu. Io ho trascorso parte della mia infanzia in Canada e gli amici del mio quartiere provenivano da ogni angolo della Terra: c’erano europei, asiatici, africani, latino-americani. Giocavamo insieme per le strade e, superando, a volte, qualche pregiudizio dei genitori, ci incontravamo nelle case ora dell’uno ora dell’altro. Non mi sono mai sentito diverso dal mio amico con la pelle nera o con gli occhi a mandorla o con il copricapo ebreo. Mi sentivo, anzi, incuriosito dai loro cibi, dagli oggetti presenti nelle loro case, dalla diversa “musicalità” delle lingue parlate dai loro genitori, dalle loro feste. Per te, forse, sarò banale o buonista, ma è stato allora che ho cominciato a capire che la diversità, se la si lascia esprimere liberamente, se non se ne ha paura, può essere ricchezza, gioia, divertimento, piacevole scoperta. Per te, sarò in malafede, ma sono felice di essere come sono. E, se mi permetti, ti do un consiglio: cerca di ridere ogni tanto e di impedire che il livore e l’astio prendano il sopravvento sulla passione.
    Chiedo scusa ai frequentatori del blog per questo lungo commento e spero che la polemica termini qui.

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