Siamo giunte al terzo incontro, qualche assente e una faccia nuova. Il fatto di essere “casalingo” purtroppo non permette di allargare troppo la cerchia di lettrici/lettori amanti della discussione in gruppo: i posti sono limitati, dato che nessuna di noi vive in una reggia.
Anche per questa serata avevamo scelto una raccolta di racconti, genere adatto a chi legge nei buchi di tempo ricavati nelle pause pranzo o nel tragitto in metrò per andare a lavoro. Ma siamo passate ad una mano femminile: Lisa Ginzburg, “Colpi d’ala”, ed. Feltrinelli.
La solita accattivante quarta lo descrive così:
Storie di anime che si illuminano. Storie di affetti. Storie di cambiamento. […] Cinque racconti al cui centro non c’è soltanto o soprattutto la metamorfosi intesa come perdita di una identità per un’altra più autentica. Piuttosto cinque apologhi su quell’istante privilegiato in cui accade di ascoltare i segnali. Quei particolari passaggi di tempo quando la vita suggerisce un’altra verità, una diversa direzione, e si reagisce con un colpo d’ala. […]
La voce che ha introdotto la discussione non è più quella della padrona di casa, il testimone è passato a chi ha proposto il libro. Ci fornisce qualche informazione sull’autrice e poi le sue impressioni, a modo suo, con cautela. Oltre alle diverse angolazioni con cui si leggono le stesse parole e al diverso effetto su ognuno di noi, il bello di questi momenti è anche la ricchezza che ciascuno porta con sè e che si esplicita nel modo particolare e irripetibile di essere lì, di presentare uno spicchio di sè filtrato da un libro. Manu è delicata come la copertina azzurra su cui svolazzano uccellini a richiamare il titolo… I commenti che seguono sono meno soft e anzi qualcuna va giù a colpi d’accetta. Nel complesso posso dire che c’è stata delusione, forse ci si aspettava (almeno per me è stato così) delle emozioni forti, degli stravolgimenti; invece l’autrice ci parla di situazioni quotidiane, quasi banali, fermandosi sulla soglia, senza addentrarsi in profondità.
Se “I nuovi sentimenti” si era beccato da qualcuna il bollino di maschilista e sessista, stavolta ci siamo fatte due risate sul modo femminile di descrivere le emozioni maschili, qui con immagini davvero poco credibili.
In ogni caso, anche in quest’occasione siamo riuscite a discutere!
Appuntamento tra un mese; per la scelta dei libri ora ci affidiamo a consigli di chi i libri li legge e non da quelli che cercano di venderli.
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