Siamo “meticci”.L’identità (monolitica) che non c’è.

Ho letto questo libro alla sua uscita,nel 2004 e lo propongo a chi ha apprezzato “Identità e violenza”di Amartya Sen: “Eccessi di culture” di Marco Aime.  Aime è un viaggiatore, antropologo, esperto del Maghreb. Il suo libro, materialmente un libretto di non molte pagine, anche lievemente ironico e perciò saggio, ci dice quello che già sappiamo e cioè che…

Ho letto questo libro alla sua uscita,nel 2004 e lo propongo a chi ha apprezzato “Identità e violenza”di Amartya Sen:

“Eccessi di culture” di Marco Aime.  Aime è un viaggiatore, antropologo, esperto del Maghreb. Il suo libro, materialmente un libretto di non molte pagine, anche lievemente ironico e perciò saggio, ci dice quello che già sappiamo e cioè che non abbiamo una sola cultura, una sola identità. Siamo “meticci”. Per fortuna.

Commenti

14 risposte a “Siamo “meticci”.L’identità (monolitica) che non c’è.”

  1. Avatar carlomelina

    Perché “per fortuna”?
    La mia è una vera domanda, affatto retorica.

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  2. Avatar marinaforlani
    marinaforlani

    Per *carlomelina*: perchè penso che mischiare, intrecciare,contaminare,perdere qualcosa e aggiungere qualcosaltro faccia vivere meglio,renda più sfaccettati,curiosi e tolleranti.

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  3. Avatar carlomelina

    ok, grazie. per me non è così, ma va bene lo stesso.

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  4. Avatar marinaforlani
    marinaforlani

    …ok *carlomelina* se ne hai voglia, credo interessi la tua opinione, e molto anche…

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  5. Avatar carlomelina

    ci provo… ad abbozzare due righe, allora:

    tu dici: “perchè penso che mischiare, intrecciare,contaminare,perdere qualcosa e aggiungere qualcosaltro faccia vivere meglio,renda più sfaccettati,curiosi e tolleranti.”

    parto dalla fine:
    per come chiudi il commento, viene da pensare, immagino a ragione, che per te la tolleranza sia un valore.
    ecco, per me la tolleranza non è un valore – se per tolleranza si intende il cortese civile democratico ma in ultima istanza sciatto disinteresse che si deve (o meglio “si dovrebbe” – in base a cosa?) agli altri individui e alla loro cultura o all’alterità in genere.
    piuttosto che ispirarmi alla tolleranza francese, preferisco, almeno a parole ché santo non sono, la cortese civile democratica ma in ultima istanza interessata misericordia cristiana.

    riprendo il titolo del post:
    “Siamo “meticci”.L’identità (monolitica) che non c’è.”
    mi pare inoppugnabile che un’identità monolitica non ci sia più (donde altrimenti tutte queste discussioni comunitarie fino a due decenni fa sconosciute sull’identità e sulle identità?).
    mi pare altrettanto inoppugnabile che non si ci sia più non perché nel frattempo grazie al contatto con individui altri e culture altre l’individuo comunitario si sia mischiato, arricchito o abbia aggiunto qualcosa al suo corredo di pratiche, simboli e attrezzi culturali (eccezion fatta per l’ottimo import che grazie alla pubblicità si è fatto del peggio che gli amici americani avevano da offrirci)…
    l’identità monolitica sta franando per cause endogene, più che per “più o meno” auspicabili arricchimenti che vengono dall’esterno.

    detto quanto, vado al cuore dell’argomentazione che contesto: “ad essere contaminati si vive meglio”.
    cosa significhi o tu intenda con “vivere meglio io non lo so”, e non posso presuntuosamente provare ad immaginarlo. però sono certo che tu potrai immaginare dove voglio arrivare io con questo esempio:
    a me piacciono i bucatini. secondo me i bucatini sono ottimi con cipolla, pomodoro a fette, peperoncino e aglio. e sono certo che aggiungendo altri ingredienti gli stessi bucatini mi piacerebbero meno, per quanto essi (gli ingredienti aggiunti) siano di pregio – che ne so? tartufo, champignon, provola…

    il ridicolo esempio serve a me per contestare l’argomentazione liberal per cui “più è meglio di meno”.
    perché più diventa “di più” quando si inserisce in un contesto che lo riconosce in quanto tale, che può accoglierlo e valorizzarlo in quanto singolarità particolare. altrimenti diventa un “di meno”, per sè e per il nuovo contesto.
    mai provato a mangiare bucatini con cipolla provola champignon tartufo pancetta aglio porchetta caviale etc. etc. mischiati assieme? il risultato sarebbe pessimo.

    banalmente: come posso riconoscere qualcuno se non riconosco me stesso?
    come posso posizionare qualcosa se non all’interno di una storia, la mia storia, dacché sono io che devo posizionare qualcosa, mica tu? e se smarrisco tutto me stesso, annullandomi in un divenire culturale senza un telos, come divento io? Forse solo un accidente all’interno di un flusso inerte che si nutre degli individui e delle loro singolarità, senza valorizzarle? temo di sì, per questo, io lo leverei, quel “per fortuna”.

    conscio di essere stato piuttosto verboso, saluto e ringrazio per la tolleranza concessami.

    ah… pelosissima pratica quella di consigliare libri, ma qui si è in un gruppo di lettura, quindi mi permetto:
    Amselle, “logiche meticce”. che è liberal
    Ratzinger, Pera “senza radici”. che liberal non sono

    pelosissimissima auto-segnalazione aggiungo:
    http://carlomelina.wordpress.com/2006/11/01/integrazione-le-regole-del-gioco/

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  6. Avatar marina forlani
    marina forlani

    …grazie…*carlomelina*…l’esempio gastronomico che fai è una lettura alla rovescia dell’aneddoto con cui finisce “Eccessi di culture”.Già letto?

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  7. Avatar carlomelina

    no, ma se l’autore sostiene che i bucatini alla ogni cosa sono più buoni dei bucatini alla “carlomelina” lo espungo dalla dieta.

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  8. Avatar Fubar

    entro tardi in una interessante discussione. non commento. non sono all’altezza. ma una curiosita’ l’ho: cosa intedi affermare, carlomelina, con “piuttosto che ispirarmi alla tolleranza francese, preferisco, almeno a parole ché santo non sono, la cortese civile democratica ma in ultima istanza interessata misericordia cristiana.”? L’hai anche citato da qualche parte nel post da te auto-segnalato. Cosa e’ la (in)tolleranza francese, in particolare. E quale rapporto con l’essere “meticci”?

    Sono un po’ off topic, al solito. abbiate la gentilezza di perdonarmi ancora una volta

    Fubar / 070125

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  9. Avatar marinaforlani
    marinaforlani

    non siamo su un blog gourmand e perciò vedrà*luiginter*se censurarmi;
    sembra che un’insegnante della scuola primaria avrebbe fatto preparare un couscous buonissimo e”purista”,cioè fatto seguendo una ricetta considerata fedelissima alla tradizione gastronomica della zona d’origine di due suoi allievi nordafricani.Mangiato con tutta la classe suddetto couscous “daleccarsiibaffi” l’insegnante avrebbe chiesto con trepidazione ad uno dei due piccoli immigrati se avesse trovato buono il couscous.
    Il bambino avrebbe risposto che l’aveva trovato buonissimo ma non come quello preparato abitualmente dalla sua mamma(nordafricana), che ad uno strato di couscous aggiungeva uno strato di tortellini…

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  10. Avatar luiginter

    NON preoccupatevi amici, qui non si censura. Basta che non ci si insulti. Le opinioni vengono tollerate; Voltaire è una delle nostre guide.

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  11. Avatar carlomelina

    > Fubar
    non me ne voglia marinaforlani, non ce l’ho affatto con lei. me ne vorrà forse un po’ luiginter, ché Voltaire non è una delle mie guide.

    tolleranza =
    1 capacità fisica o spirituale di tollerare cose, situazioni, e sim. che possono essere dannose o spiacevoli: t. al freddo, t. dell’organismo a un farmaco, t. a un clima sfavorevole
    2 estens., atteggiamento di chi permette o accetta convinzioni politiche, religiose, etiche, ecc. o comportamenti diversi dai propri | dimostrazione di comprensione o indulgenza per gli errori o i difetti altrui
    3 TS dir., il permettere, con un contegno passivo, l’esercizio di un diritto a chi non ne è il titolare

    Come da vocabolario, tollerare significa sopportare. Io, almeno a parole ripeto, ma qui di parole si tratta, un altro (diverso o uguale) preferirei capirlo, valorizzarlo e amarlo, non sopportarlo nella misura in cui lui sopporta me.
    In questo senso dico che la tolleranza è una disposizione sciatta, perché diventa interessata “verso l’altro” solo nel momento in cui egli rappresenta un problema “intollerabile”. Anestetizza il conflitto, invece di superarlo. Non crea integrazioni fra diversi, ma tensioni latenti.

    > marinaforlani
    inutile dire che al couscous preferisco i bucatini. ma se li prepari tu, magari li assaggio 😉

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  12. Avatar Fubar

    @ carlomelina
    Grazie per le delucidazioni. Non mi trovi pienamente concorde sul tuo pensiero/interpretazione ma, come giustamente scrivesti tu stesso, ivi si parla di libri e rimando ad altra sede le mie riflessioni in proposito.

    Aggiungero’, ma come “odio” questo blog! :-), alla mia lista anche Marco AimeMarcoAime con “Eccessi di culture”.
    Grazie mariaforlani per l’hint.

    rgrds / Fubar / 070126

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  13. Avatar Fubar

    ….hummmm…sono ancora stato bloccato da “Akismet”! non accetta il tag: ” <a href=”http://xxxxxxx.yyy” target=”_blank”>pinco_pallo</a&gt”
    Fubar / 070126

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  14. Avatar marinaforlani
    marinaforlani

    …sono d’accordo *carlomelina* che “la tolleranza è una disposizione sciatta…”, se tutto inizia e finisce lì. Ma se invece ha messo in movimento “cuore e mente”, ha attivato uno sguardo e sedato paure…mi fermo perchè per essere più concreta sarei prolissa.
    >carlomelina
    assaggia assaggia, per certi cibi si può passare dallo spiluzzicare alle forchettate pimpanti…

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