Nella raccolta di teorie e pensieri sul “Perché leggiamo storie di finzione”, ecco un altro passo da Umberto Eco:
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Ma passeggiare in un mondo narrativo ha la stessa funzione che riveste per il gioco per un bambino. I bambini giocano, con bambole, cavallucci di legno o aquiloni, per familiarizzarsi con le leggi fisiche e con le azioni che un giorno dovranno compiere sul serio. Parimenti, leggere racconti significa fare un gioco attraverso il quale si impara a dar senso alla immensità delle cose che sono accadute e accadono e accadranno nel mondo reale. Leggendo romanzi sfuggiamo all’angoscia che ci coglie quando cerchiamo di dire qualcosa di vero sul mondo reale.
Umberto Eco, Sei paseggiate nei boschi narrativi (Passeggiata n. 4, “I boschi possibili”) Bompiani 1994
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