I libri più belli, letti nel 2019

Henri Matisse, The Innatentive Reader, 1919
Henri Matisse, The Innatentive Reader, 1919

Eccoci anche quest’anno al post dedicato ai libri più belli, letti nei dodici mesi. L’appuntamento è diventato quasi un caso di studio: un vero gruppo di lettura esteso, un fiume di idee e consigli; a volte anche di schermaglie, quasi sempre confronti ricchi di stimoli e argomenti.
Ricordo le regole per chi non avesse mai partecipato:
1) scriviamo nei commenti i libri che ci sono piaciuti (ma anche quelli che vogliamo stroncare) e che abbiamo letto nel corso del 2019. Ovviamente è possibile mettere anche considerazioni, recensioni, fare domande.
2) Importante che ci si occupi di libri e cultura; evitiamo per favore, digressioni fuori luogo e tema, soprattutto digressioni di propaganda politica che ogni tanto si sono manifestate e che hanno generato un certo disagio.

Per leggere i commenti del 2018 (sono 28 pagine in tutto):
https://gruppodilettura.com/2018/03/25/i-libri-piu-belli-letti-nel-2018/comment-page-1/#comment-74568

433 commenti

  1. @ Cristina da anni non sentivo parlare di HOEG.Eppure ha scritto ( tradotti in italiano) tanti bei Romanzi. Quello più bello e curioso e’. LA DONNA E LA SCIMMIA. Una stupenda. storia d’ amore tra Erasmus e Madeleine. Davvero fantastico. ciaociao Cam

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  2. sos lettrici e lettori. Joan Didion…. nulla so. L’avete letta? che ne pensate? merita o è troppo ex hippie??
    In particolare penso a L’anno del pensiero magico

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  3. @Tutti
    Sempre per divertimento, sto continuando a spulciare il vecchio manuale trovato tra gli omaggi della mia biblioteca.

    ► Ugo M. Palanza, “Capolavori della letteratura straniera: per le scuole medie superiori”, Dante Alighieri, 1958, 858 p.

    Questa volta ho attinto dai paragrafi dedicati alle letterature svedese e norvegese. Allora, ho tolto i più famosi (Knut Hansun e Ibsen tra i norvegesi e Lagerlof Selma e Strinberg tra gli svedesi) e mi sono presa nota degli altri: giuro che per me erano perfetti sconosciuti fino a dieci minuti fa:

    Per la Norvegia:
    • Bjornson Bjornstjerne,”Le opere, Utet, 1967, 766 p
    • Undset Sigrid, “Kristin figlia di Lavrans”,

    Per la Svezia:
    • Verner von Heidenstam, “Le opere”, Utet, 1970, 746 p.
    • Rydberg Vittorio, “Singoalla”, Carabba, 1912, 191 p
    • Tegner Esaias, “La saga di Frithiof”, Ariete, 2001, 235 p.
    • Carl J. L. Almquist, “Novelle” (“L’eremo”, “La cappella”, “Il mulino di Ska¨llnora2, “Cosi` va bene”), Utet, 1981, 463 p.

    Vedo che in fatto di autori nordici la sapete lunga, quindi, anche qui, senza andare a vedere su Google (ma la bibliografia sopra già aiuta!), scoprirete che tra le mie “scoperte” questa volta di premi Nobel ce ne sono ben TRE!

    Quiz a parte, veramente, per me sono nomi nuovi, voi li conoscete?

    Ciao,
    Mariangela

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  4. Mari:

    Selma Lagerlof prima donna premio Nobel. Un libro solo: L’imperatore di Portugallia. Molto delizioso.

    Dopo un anno di viaggio fra gli scrittori e scrittrici nordici nel mio GDL ( sett 2018-giug 2019) NESSUNO dei nomi da te citati mi è noto. Abbiamo letto altro.
    Le saghe toccate per noi sono state di una noia mortalissima

    forse cercare autori che siano adatti ali ragazzi delle medie supoeriori è limitante, parecchio. o no?? ( per me si)

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  5. @Tutti@Cristina
    Joan Didion non la conosco proprio.

    @Tutti@Cristina
    Con le saghe e le leggende avrei qualche problema anch’io.

    Non penso che sia limitante usare un manuale per le medie superiori, assolutamente, neppure quando è piuttosto datato come quello che per un caso fortuito ho sotto mano io e non tanto per i contenuti conoscitivi. Anzi, questo tipo di lettura (perché anche questa è lettura) a me aiuta moltissimo a pormi delle domande, del tipo: accipicchia, qui saltano fuori tre nobel e io questi autori neppure li avevo mai sentiti nominare; oppure: toh, mai sentiti nominare eppure qualcuno gli ha conferito questa onorificenza, che magari non vale niente, ma è comunque un Nobel, ma non è che magari vale la pena leggerli? E se mi perdessi qualcosa a continuare ad ignorarli? E, sempre su questa scia: scelgo bene le mie letture? Do abbastanza spazio agli autori di cui si parla di meno? E ancora, dopo avere consultato il catalogo on line: va là, questo titolo l’hanno appena riedito, qualcuno mi ha appena preceduto. E così via.

    Limitante è il pregiudizio che ci tiene lontano, a priori, da certi libri, leggere apre sempre orizzonti nuovi.

    “Fair Play” di Tove Janssen l’avevo già segnato (ma non ancora letto), a seguito di tuo consiglio.

    Mari

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  6. @ Marian brava segui il tuo metodo alla Sherlock Holmes ! Simpatico e divertente
    @ Cristina Odio la Didion . Una volta a fine lettura ho sentito il bisogno impellente di scaraventare il libro contro il muro e prenderlo a calci !!!??? Roba di dieci anni fa’ . Mi aveva esasperata. l’ avrei picchiata😊

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  7. @ Marian. @ Cristina
    Selma Lagerlof ha scritto molti libri belli. LA SAGA DI GOSTA BERLIN e’ il primo , credo, stupendo che le e’ valso il Nobel. Magnifico e imperdibile per chi ama la letteratura del grande nord.. Ed. IPERBOREA. Bellissimi i libri sul Natale. ciaociao Cam

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  8. La Saga di Gosta Berlin è un libro secondo me…e il mio Gdl insopportabile.Noi italiani siamo troppo diversi, penso. Appunto saga nordica, bevute, donne virago, pirati, poveracci,squartamenti, pecore, bevutone, mangiatone, il tutto in un caos narrativo inestricabile, una catasta narrativa che si accumula senza capo nè coda..
    A noi ha lasciati non freddi, ma piuttosto… gelati. su 11 persone solo una è riuscita finirlo e a fatica. Tutte le altre hanno desistito annoiate Decsrizionio della natura a parte, bellissime.

    Camilla: interessante questo tuo sentimento per la Didionm. ma mi spieghi in 2 parole perchè?

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  9. Sono stupita delle reazioni del gruppo di lettura su la Saga di Gosta Berlin. Io l’ ho letto qualche anno fa e mi e’. sembrato di fare un grande viaggio in una terra fredda e bollente, con un immaginario ricchissimo e fantastico. Come Bergman , con Fanny e Alexander e il patrigno malvagio, o nel paesino del pranzo di Babette e le luci dei fuochi e il gelo dell’ inverno. Come quando leggo libri sulla inestricabile e misteriosa e caldissima foresta sudafricana. Certi incredibili romanzi di Marie NDiaie, misteriosi, o i primissimi di Kimamanda. con il nonno Animista e le mangiate diverse. Paesi sconosciuti, culture diverse, ma grandi esperienze che nessun viaggio ammaestrato può dare. Del resto io con i gruppi di lettura non ho mai, mai legato. Della snobbissima Didion non ti dico niente. Tanto non vediamo le cose nello stesso modo. Anni fa’, a proposito di Nord, avevo espresso il mio entusiasmo. per il grande Bang e tu mi avevi chiaramente mostrato le nostre divergenze sul nostro profondo immaginario. Niente da fare.ciaociao Cam

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  10. grande Bang? nulla ricordo, zero assoluto Camilla, ma guarda, io ti credo sulla parola. Che abbiamo anche gusti diversi si sa. M;a anche coincidenti ( chimamanda, Rodoreda Ernaux) già è un miracolo, almeno per me, una piccol festa.
    Ciao tesoro mio comunque

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  11. @Cristina sei cara e condivido.Lasciami però dire e vorrei dirlo anche a Luigi ( che non ne ha certo bisogno) che troppo spesso persone comuni, non esperti in temi di letteratura. compresi i gruppi di lettura, non si limitano ad esprimere i propri pareri personali anche su ” grandi opere” ma giudicano con sicurezze improbabili opere che trascendono dalla loro personale “conoscenza” ed esperienza letteraria: meglio dire ” non ho capito quel premio Nobel ma non mi permetto di dare giudizi tranchant.” Sennò e’. come la storia dei vaccini e simili.Insomma ubi maior minor cessat. Libero sfogo ai pareri personali vietati i giudizi distruttivi. Ho sentito sputtanare Proust, come Ischiguro,o Joyce ecc., la grande Selma compresa. Certo che ti voglio un monte di bene ma ho sempre più esitazioni a raccontare dei miei libri che troppo spesso vengono …schifati senza ragione. baci Cam

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  12. @Mariangela @Cristina @tutti
    naturalmente, essendo presenti sulle antologie e letterature destinate alla scuola, autori di tutto rispetto (Joyce, Maupassant, Hugo, Dickens, Ferrante, Camilleri) perché non si dovrebbe attingere da lì…
    Io stessa mi sono trovata spesso a comprare, iniziare, prendere in prestito libri che avevo incontrato su testi scolastici.
    Il “metodo ragionato” di Mariangela poi a me piace un sacco. Io non potrei seguirlo, ma la discontinuità e asistematicità (!) fanno parte del mio mondo.
    Buona giornata.

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  13. Camilla! non è da te temere delle critiche e non confrontarti. E poi viva le differenze santiddio. Anche tu su certi libri che io ho amato meni certi fendenti, a volte aprioristici, che lèvati. Insomma è anche questione di t emperamento.

    La grande Selma ha scritto un libro bellissimo che ho amato ( l’impertaore di Portugallia) e uno che ci/mi ha lasciati in parte annoiati e in parte affaticati. (gli unici due che ho letto) Non vedo davvero qual è il problema

    Poi ci sono dei Nobel che lassamo perde, non è mica una garanzia assoluta un Nobel. E comunque io da lettrice navigata e accanita mi arrogo ogni diritto di critica soggettiva. sempre.
    Tu no? Dai Cam!

    Comunque Joan Didion già mi sta antipatica per quanto dici, vedi?

    Jezz, Mari
    I testi nordici sono spesso intrisi di sesso e di sesso e relazioni omosessuali senza tabu’ . Quindi suppongo che un testo scolastico italiano magari li censuri o li salti. Nessuno dei grandi libri da noi letti nel GDL è presente nell’elenco dei libri dato da Mariangela.( tutto qua e mica è poco)

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  14. Mah, Camilla, ero proprio io quella che aveva polemizzato col grande Bang? sicura sicura? io non mi ricordo nemmeno mai di averlo sentito nominare sto scrittore. Ma tutto può essere, sono molto smemorina, sempre di più perdutamente

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  15. @tutti @Cristina @Jezabel

    Ma certo che noi lettori possiamo arrogarci il diritto di critica soggettiva, nei confronti di tutti ovviamente anche dei premi Nobel, dopo averli letti, però, non prima! Ho poi fatto presente che non mi interessavano i grandi nomi di Strindberg, Ibsen, Hansun (che pure sono in attesa perché non li conosco!), ma che ero a caccia di autori, a me ignoti, magari meritevoli di venire letti. La circostanza che il tuo gruppo di lettura non abbia letto nessuno degli autori che ho trovato nel mio manuale prova solo che, legittimamente, si è attenuto a criteri di scelta in cui questi nomi non rientravano.

    Jez, è un metodo meno ragionato di quanto sembri, talvolta dalla ricerca pesco libri da leggere (e se il libro mi piace, come dice Camilla, mi sento “talent scout”), talvolta la ricerca rimane fine a se stessa, ma mai infruttuosa. È difficile anche da spiegare a chi non utilizza il catalogo on line quanto divertenti queste scorribande con l’OPAC possano essere: con un click, soprattutto se le codifiche sono state inserite in modo accurato dal sistema bibliotecario, questi strumenti ti restituiscono le varie traduzioni, le diverse edizioni, i nomi degli studiosi che si sono occupati del paratesto, in breve, ti fanno la storia della divulgazione e della ricezione di un opera nel corso del tempo. Discorso che può facilmente venire frainteso, quello che ho fatto, perché si potrebbe pensare che stia dicendo che essere in grado di smanettare su una tastiera equivalga ad avere una cultura: no, su questo voglio essere chiara, no, non è la mia posizione.

    E poi, scusate, è divertente anche perché mi dà l’opportunità di confrontarmi con voi!

    Ciao,

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  16. @ Cristina Herman Bang. fine ‘ 800\912 (?)
    I libri che tengo nello scaffale di Damasco sono solo 3 e solo di questi ti parlai con gioioso entusiasmo sono pubblicati da IPERBOREA, roba di anni fa’ . Sono LA CASA BIANCA. – LA CASA GRIGIA e L’ultimo. viaggio di un poeta, scritto assieme a Klaus Man. Forse a zjezz. piacerebbero, spec. La casa bianca.
    A Mariangela nel mare di letture che ti distingue per la passione e il metodo. originale della tua ricerca ti consiglio di leggere ( o ascoltare) Casa di bambola , del grande Ibsen. Una pietra miliare del più raffinato Femminismo.Un saluto affettuosissimo a tutte . Cam

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  17. Camilla
    mi cospargo il capo di cenere e chiedo venia.
    Ho camcellato tutto, non mi ricordo nulla di nulla di questa faccenda ( i colpi della vità e gli anni mi rendono smemorata che Collegno è niente al confronto).
    Quindi: poichè ti amo e stimo sempre i tuoi consigli ( salvo a posteriori essere in disaccordo… il che capita sia a me che a te), andrò a leggere questo Bang a me ignotissimo. Prima o poi, contaci.
    Ma la vita mi stringe.
    ho vaghi dolori e …no, basta, mi avvilisco e non voglio avvilire voi. Baci, buon autunno dorato.

    Mari, i criteri di scelta del mio Gdl sono le autonome ricerche che facciamo io e alcuni altri/e, di quanto c’è disponibile, di quello che sembra buono, interessante, valido. Segiuiamo il fiuto e le pubblicazioni, a volte ci dice bene altre meno, sono sempre territori poco esplorati e nulla vi è di sistematico nel nostro modo di procedere che apre una finestra dopo l’altra così un po’ a caso e un po’ perchè si è girato un angolo.

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  18. @Cristina lascia stare Bang, un danese romantico. In realtà. abbiamo decine e decine di libri che abbiamo amato. molto tu e io.

    Ti ricordi LA PORTA di Szabo, tutta la Ginzburg, Elsa Morante, Mr. Pip di LLOYD Jones, tutto Dickens, tutti i classici Tedeschi: Kafka, Thomas Man, Josef Roth, Musil e cento altri. Ce ne eravamo dimenticati? E Rodoreda ecc. ecc. E allora? Chiuso l’ argomento.E c’ e’ molto altri che ora non ricordo.Insomma due grandi lettrici amicone. ciaociao Cam

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  19. @tutti @Cristina @Camilla

    Guarda, Cristina, per me l’importante è condividere e non solo perché confrontarsi con altri lettori può farci assaporare aspetti che non avevamo colto, ma proprio perché da un brutto libro può scaturire una discussione interessante, che ci arricchisce dal punto di vista umano.

    Camilla, l’aspetto che evidenzi tu, la sicumera del lettore, talvolta può irritare, ma si sa, noi lettori sappiamo essere talvolta tracotanti, sarà capitato senz’altro anche a me e me ne scuso, ma per fortuna non c’è solo quello!

    Ciao,
    Mari

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  20. Camilla, che brava! certo, ce ne eravamo dimenticate!?

    Mariangela, ihih, ti ricordo che almeno tu sei una ..lettrice, diciamoci al femminile vi scongiuro,ve ne prego, almeno noi donne che leggiamo. pi ci sono i lettori e le letttrici ( che fra l’altro sono molte di più e leggono molto di più)
    uff sto mondo al maschile che scocciatura massima

    Tracotanti? urca un aggettivo che non ti si addice Mari.

    Terzo libro che apro di Toni Morrison e che richiudo dopo una decina di pagine, proprio il suo stile NON fa per me, che peccato

    donne scrittrici americane (Cioè scusate USA) contemporanee: ditemi per favore chi vi viene in mente di valore e di interessante (esclusa Morrison, Didion Strout- quelle già le so)

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  21. @tutti @Cristina

    Di scrittrice contemporanea americana mi viene in mente Annie Proulx, di cui avevo letto “I segreti di Brokeback Mountain” (bello sia il libro che il film), ma il Pulitzer lo ha vinto con “Avviso ai naviganti”, che vorrei leggere. Oppure Marilynne Robinson, di cui conosco “Lila” (forse già lo hai letto) e di cui voglio leggermi “Gilead”. Ricordo di avere molto apprezzato “La figlia dell’altra” di A. M. Homes, pure statunitense. Emma Cline, con il suo contestatissimo “Le ragazze”. Jenny Offill, consigliata qui da Domenico Fina qualche anno fa, con il suo “Sembrava una felicità”. Karen Joy Fowler, bravissima, secondo me, in “Siamo tutti completamente fuori di noi”.

    Sono più o meno tutti consigli trovati su articoli vari di questo blog in questi sei anni e passa di frequentazione. A proposito, ho in lista da tempo Krauss Nicole.

    Ciao,
    Mariangela

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  22. @tutti @Cristina

    Di scrittrice contemporanea americana mi viene in mente Annie Proulx, di cui avevo letto “I segreti di Brokeback Mountain” (bello sia il libro che il film)ma il Pulitzer lo ha vinto con “Avviso ai naviganti”. Oppure Marilynne Robinson, di cui conosco “Lila” (forse già lo hai letto) e di cui voglio leggermi “Gilead”. Ricordo di avere molto apprezzato “La figlia dell’altra” di A. M. Homes, pure statunitense. Emma Cline, con il suo contestatissimo “Le ragazze”. Jenny Offill, consigliata qui da Domenico Fina qualche anno fa, con il suo “Sembrava una felicità”. Karen Joy Fowler, bravissima, secondo me, in “Siamo tutti completamente fuori di noi”. Sono più o meno tutti consigli trovati su questo blog in questi sei anni e passa di frequentazione. A proposito, ho in lista da tempo Krauss Nicole.

    Ciao,
    Mariangela

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  23. @Dani
    sì, la cita appunto Cristina. Immancabile Strout che ho conosciuto e divulgato grazie a voi. Quanti bei libri ho scoperto grazie ai nostri confronti.

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  24. @ Cristina Per. me , per la mia sensibilità, BLONDE, dove si sente la dolcezza e la solitudine di Marilyn Monroe, e’. un capolavoro che rispecchia la vita difficile delle donne.
    Altro capolavoro è. SORELLA MIO UNICO AMORE, una provincia americana da accapponare la pelle. I libri di Carol Oates sono molto duri, la peggiore America , ma eccezionali. Da leggere sapendo che si entra in un inferno. Cam

    Piace a 1 persona

  25. @Cristina Forse sarebbe una lettura piacevole un libro di Anne Marie Mc Donald. CHIEDI PERDONO per es. Anche Mc Donald fa parte del meraviglioso esercito ” delle canadesi”. Qui si trovano dalle classiche alle più. giovani e sicuramente sono un po’. le irlandesi europee. Vista la grande migrazione tra fine 800 e 900 degli irlandesi in Canada si capisce quanto ” i migranti” possano far bene a un Paese. Ovviamente anche la Nobel Alice Monroe e’ canadese.sarebbe bello fare una piccola ricerca e metterle tutte assieme queste fenomenali scrittrici.Forse Marian potrebbe fare questo piccolo miracolo.Ciaociao Cam

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  26. @tutti

    Ho voluto soddisfare una curiosità e, a proposito di Nobel, mi sono procurata questa raccolta dello scrittore danese che avevo citato.:

    ► Johannes Vilhelm Jensen, “Le opere”, Utet, 1969, 765 p.

    Il volume propone un romanzo, una novella e alcune parti de “Il lungo viaggio”, l’opera più importante dell’aurore. Bella l’Introduzione di Picchio.

    Jensen è figlio di un biologo e lo stampo scientifico-positivistico gli rimane quando scrive. “Il lungo viaggio” è stato definito, con qualche esagerazione, “la Bibbia dell’evoluzionismo” e vuole essere la storia del mondo dalla preistoria fino a Cristoforo colombo. Abissi che si spalancano davanti a umani atterriti, terremoti che provocano boati, foreste di pini innevati, ghiacciai, vulcani che regalano il fuoco e l’alternarsi delle stagioni. Dalle poche pagine che ho letto, mi è parsa una prosa un po’ ingenua che però a suo modo può anche piacere (non a te Cristina, potrebbe forse piacere a me che non disdegno un po’ di magniloquenza, ma al momento giusto, però). Le novelle e il romanzo, sempre per l’assaggio che ne ho fatto, non mi sono sembrate accattivanti, a dir la verità.

    Nato nello Jutland, ha descritto la sua terra ed esaltato le caratteristiche dei popoli nordici, a cui va ascritta la scoperta dell’America (del Nord, si intende); verrebbe da pensare ai Vichinghi, invece no: secondo Jensen il legame tra il nuovo continente e il grande Nord discenderebbe da Cristoforo Colombo, cui l’autore riconosce ascendenze longobarde, quindi nordiche (!!!)

    Ho letto troppo poco, mi direte, è vero, ma in questo caso è stato sufficiente per farmi un’idea, giusto per capire di cosa stessi parlando quando ho citato il nome di Jensen. Arrivo a questa conclusione: questo Nobel è figlio del suo tempo ed è pure, diciamolo senza deferenza per le onorificenze, un razzista di prim’ordine!

    Ciao,
    Mari

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