I libri più belli, letti nel 2019

Henri Matisse, The Innatentive Reader, 1919
Henri Matisse, The Innatentive Reader, 1919

Eccoci anche quest’anno al post dedicato ai libri più belli, letti nei dodici mesi. L’appuntamento è diventato quasi un caso di studio: un vero gruppo di lettura esteso, un fiume di idee e consigli; a volte anche di schermaglie, quasi sempre confronti ricchi di stimoli e argomenti.
Ricordo le regole per chi non avesse mai partecipato:
1) scriviamo nei commenti i libri che ci sono piaciuti (ma anche quelli che vogliamo stroncare) e che abbiamo letto nel corso del 2019. Ovviamente è possibile mettere anche considerazioni, recensioni, fare domande.
2) Importante che ci si occupi di libri e cultura; evitiamo per favore, digressioni fuori luogo e tema, soprattutto digressioni di propaganda politica che ogni tanto si sono manifestate e che hanno generato un certo disagio.

Per leggere i commenti del 2018 (sono 28 pagine in tutto):
https://gruppodilettura.com/2018/03/25/i-libri-piu-belli-letti-nel-2018/comment-page-1/#comment-74568

624 commenti

  1. @Cristina su Lucia Berlin non mi trovi d’accordo. Comprati, letti, rimasta delusa. Ora la mia memoria è traballante, ma per quel che ricordo la varietà di sentimenti, situazioni, sfumature, ambientazioni ad esempio di Alice Munro in Lucia Berlin proprio non ci sono. (Susanna Basso le ha riassunte con un “mirabili architetture”). Non so se esistono più raccolte, io lessi LA DONNA CHE SCRIVEVA RACCONTI, e lo ricordo monotematico, avvitato su se stesso, ossessivo. Per carità, tutto lecito vista la sua difficile esistenza, ma ciò gli impedisce di elevarsi dall’autobiografismo e guardare e raccontare la vastità del mondo nella sua bella e dolorosa complessità.
    Ma del resto in fatto di racconti se non ti piacciono quelli di Cecov siamo distanti anni luce. Quelli so’ perfetti.
    Su lunghezze diverse cara Cri hai sempre la mia fiducia 😀😀
    Leggerò a breve il libro di Olga…aiuto quel difficilissimo cognome polacco.

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  2. @Jezabel
    Scrivimi qui che a salutarti in Centrale di vengo davvero!

    @Jezabel @Cristina @Tutti
    Jez, la “vuotezza di progettualità”, come ben la definisci tu, è un dato di fatto e c’è un nesso con i brutti tempi di cui parla Cristina. Ignoranza e incultura non favoriscono certo la disposizione d’animo che vuole nutrire cuore, intelletto e corpo con libri, cinema, buone conversazioni, attività fisica o ludica, si tratti di musica o del gioco delle bocce.

    Pensavo a questa nostra conversazione quando, oggi, mi capita sotto mano questo passo di Levi che mi ero segnata anni fa (può essere che qui l’abbia già trascritta):

    ► “far dono a se stessi di un’attività gradevole e priva di uno scopo immediato è un lusso che costa poco e rende molto: è come ricevere, gratis o quasi, un oggetto raro e bello” (“L’altrui mestiere”)

    Cristina, il tuo è un elenco impegnativo, mi sembra; comunque anche sulla mia strada potrebbe esserci Annie Proulx.

    @Cristina @Dani @Tutti
    Anch’io non sono riuscita ad apprezzare “La donna che scriveva racconti”, non so, sono storie che non mi hanno presa. In fatto di libri importanti, tra l’altro, ho avuto un’altra mezza delusione da un librone che voi qui avete apprezzato, ma prima tento di finire, poi dico.

    Mariangela

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  3. @Dani, leggo in velocità e non ho il tempo di intervenire, ma hai nominato due grandissimi super meravigliosi inarrivabili autori/autrici di racconti!!!
    Cechov maestro sublime e così incredibilmente attuale !!! assolutamente da isola deserta 🙂
    e po Alice Munro, super !!!!
    ciao a tutte

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  4. @cris @tutte
    A proposito di OlgaTokarczuc e del suo premiatissimo. I VAGABONDI io proprio non sono. riuscita a leggerlo. Sarà l, eta’. Quel tono di”rivelazione”, che rimane sempre sospesa e si trascina con la massa del moto perpetuo del grande fiume.i pellegrinaggi continui in cerca di beatitudine..,l’incomprensibile disprezzo per chi non viaggia “a modo suo”, la “stupidità” intrinseca di una forma di divisione perpetua tra chi “parte” in continuazione”beato” e chi si ferma” barbaro”, insomma una roba difficilissima da inghiottire, per la mia stanziale barbarie. Sarà la vecchiaia.
    Abbracci. Cam

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  5. @Tutti
    Nel rispetto dei gusti altrui, dico la mia su “Metà di un sole giallo” di Chimamanda Ngozi Adichie. Per sfinimento, devo rinunciare ad ultimare ora le penultime 50 pagine, devo rimandare. Sono contenta di averlo letto perché l’ho trovato citato così tante volte che andava letto, ma a me questo libro non mi ha coinvolta.

    Gli avvenimenti storici (la vicenda del Biafra) ci sono, ma io non ho rinvenuto l’elemento di invenzione, o meglio, ho trovato la trama molto debole, annacquata tanto che ho perso il filo. Della stessa autrice ho trovato decisamente migliore “Americanah”.

    Ciao,
    Mari

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  6. Mariangela, no comment.
    Ani si comment

    Americanah è un saggio stralungo e noioso.
    Metà di un sole giallo,,, quasi capolavoro.Universalmente la si pensa così, faccio umilmente notare.
    Meno male siamo lontanissime se no a volte ci metteremmo le dita negli occhietti

    Non ti capisco ( Ernaux no, Chjimamanda no, Rodoreda no, ma che cavolo piace a te ? solo i tre mopschjìettieri? ahah faccio per dire eh)

    Mari, a te piacciono i saggi praticamente poco la letteratura-.

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  7. @. Marian /supermarian
    La Chimamanda Adichie oggi è diventata una saggista, una persona importante nel panorama politico americano e non solo. Quindi non saremo né tu né io a poterne giudicare la saggistica. Ma i suoi primi 2 romanzi di molti anni fa sono dei piccoli perfetti capolavori. Metà di un sole giallo è un racconto indimenticabile proprio per la universalità del dolore e del vivere in tempo di guerra. Potrebbe essere ambientato in Europa o in tutti i Paesi del mondo Senza perdere nulla. Io sto sempre aspettando che la bellissima sorella spunti dalla strada ma temo che non la rivedrò mai più. I due romanzi sono indimenticabili, almeno per chi ha un “corazon”, palpitante. Ciao ciao Cam

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  8. Cam,
    ma figurati, però Americanah andava sfrondato, è troppo lungo e ripetitivo! Peraltro non è nemmeno sotto forma di saggio ma di romanzo, un’opera strana, ibrida
    Le altre sue cose che conosco sono superlative, anche in tema di riflessione socio culturale sul razzismo e il patriarcato.

    Ciò detto sottoscrivo ogni parola, anche io sto sempre aspettando il ritorno della sorella… un finale straziante,, lirico, sublime

    Ah Mariii, mahhhhhh

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  9. Camilla,
    di Tokarczuc avevo provato a leggere un altro libro e mi ero fermata, proprio delusa e respinta. Non ricordo cosa era.
    Ho riprovato con questo che ho detto – Guida il tuo carro…. e questo MERITA. Prova…

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  10. @Mariangela
    Guarda, direi “come è che non ci abbiamo pensato prima”!!!
    Dopo la convalescenza e la dovuta permanenza in Sicilia, ci mettiamo d’accordo per bene!!!
    Wow

    @ tutti
    Le mie letture stanno di nuovo spaziando, ma con tutto il tempo che ho leggo pochissimo.
    Vado dalle lettere di Paolo e Atti (conoscete i miei interessi storici) a Milan Kundera, LA VITA è ALTROVE.
    Quest’ultimo è decisamente divertente.
    Ma sono certa che avete letto e già tritato e digerito il buon Milan da tempo.
    A presto.

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  11. bella Jezz!
    ai tempi – mille anni fa – avevo molto letto Kundera. Oggi come oggi di lui non mi ricordo nemmeno una virgola. Dannazione il tempo, e la memoria… aaaargh

    Sto leggendo Sorella mio unico amore, mizzica che amarezza senza fondo! Avevate ragionissima

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  12. @cri. La Oates è un scrittrice davvero importante e interessante. La piccola borghesia statunitense è straordinariamente dipinta. Non si legge più :peccato. Ricordo ancora con pena quel povero fratellino strafatto di tranquillanti.E la bimba che doveva vincere i concorsi di bellezza. Baci. CAM

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  13. @Tutti @Cristina @Camilla

    Rispondo solo ora in merito a “Metà di un sole giallo” perché ho avuto una settimana piuttosto impegnata.

    Ho avuto il piacere di discutere questo libro di Chimamanda Ngozi nel gruppo di lettura e le reazioni sono state piuttosto diversificate: qualcuno lo ha apprezzato appieno, lodandolo; altri, come me, l’hanno trovato utile dal punto di vista conoscitivo ma poco coinvolgente e un po’ annacquato come trama; altri ancora lo hanno spietatamente criticato, stroncandolo.

    Non c’è stato bisogno di metterci reciprocamente “le ditine negli occhi” (neppure metaforicamente!) e, visto che non siamo solo un gruppo grande (l’ultima volta eravamo veramente in tanti!), ma siamo proprio un grande gruppo (great!), ognuno di noi ha goduto dell’altrui diversa opinione, convinti che la differente ricezione del libro sia in definitiva il sale della condivisione.

    Ciao,
    Mari

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  14. Ma infatti Mari, mica parlavo del tuo GDl:
    Parlavo di noi ( due) e del fatto che mai uno dei libri che io e Camilla amiamo ti piace. Libri considerati – scusa se ribadisco – universalmente dalla critica davvero grandissimi.

    Poi uno può pure stroncare la Divina Commedia e Dosto, cme lo chiami tu… può ( ma a noi ce ne cale?)

    W i tre moschettieri e I miserabili. ( ti sfrucuglio un po’ dai)

    Boja dè, come direbbero – volgarmente ma vivacemente – i miei vicini livornesi
    Tutto là.

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  15. @Tutti @Cristina @Camilla

    A parte che ho apprezzato quasi tutti i libri consigliati da te, Cristina, e da Camilla, quindi non è vero quello che dici, ma a parte questo, a me viene un dubbio: non è per caso che “I miserabili” l’hai letto in riduzione? Oppure che te l’hanno fatto leggere da piccola, scambiandolo per un libro per ragazzi? Perché, francamente, è la seconda volta che ne parli in modo irridente e mi sto veramente domandando se parliamo dello stesso libro. Può non piacere, come tutte le cose di questo mondo, è un tipo di narrazione a cui non siamo più abituati, e questo lo capisco, siamo abituati ad andare in fretta, ma è un romanzo così denso di considerazioni sull’animo umano, così profondo, così zeppo di riflessioni sulla società, sulle istituzioni, sulla storia, sui rapporti umani che non so come si faccia a considerarlo libro, come hai scritto tu lo scorso anno quando ne parlavamo, che “glu glu, va giù bene”. È il classico libro che ogni tanto devi alzare la testa e non perché il divino non si sia espresso chiaramente – la sua scrittura è limpida e impeccabile – ma proprio per riflettere su quello che lui ti ha appena insegnato, e dico “insegnato” perché a Hugo la statura del maestro la riconosco senza indugio.

    Quando lo hai letto questo libro possente che continui ad affiancare a “I tre moschettieri”? Hai mai pensato di rileggerlo?

    Ciao
    Mari

    Piace a 1 persona

  16. @Marian…………. e al suo gruppo di lettura. Un passatempo come un altro. Ce
    ne sono di così ma soprattutto di cosa’(capaci di Tutto!dallo sputtanamento di di Primo Levi, a Victor Ugo, alla faccia della sacra ignoranza post social) Nessuno con una intelligenza media può criticare “i classici”
    che non sono solo libri con dei secoli sulle spalle, ma fior di opere ormai acquisite dalla cultura mondiale. E Kimamanda dai suoi primi romanzi ai suoi saggi di oggi è Senza dubbio una autrice straordinaria. Se non piace (, motivi di mille tipi, ai Leghisti non piace) se non piace basta non leggerla se si “critica” non si capisce niente di Letteratura. CHIEDO SCUSA. CAM

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  17. @Tutti @Camilla @Cristina @Dani

    Non siamo tenuti ad amare i classici in quanto tali, ne avevamo già parlato con Cristina (in quell’occasione si discuteva di Achebe), ed è per questo che peso che chiunque sia libero di dire: non mi è piaciuto, anche de “I Miserabili”, da cui io sono rimasta profondamente colpita. Quello che del giudizio di Cristina non condivido sono semmai le motivazioni. Ma non è questo il punto, adesso.

    E se facessimo un piccolo sforzo per essere un pochino più comprensivi verso le opinioni altrui?

    Dani, meno male! Qui ogni tanto ho l’impressione che il dissenso non sia ammesso!

    Ciao,
    Mari

    Piace a 1 persona

  18. È vero Mariangela. Ma tu non ti scoraggiare e continua a condividere i tuoi personali percorsi di lettura. Io sto per mettere in piedi un GDL e non vedo l’ora di iniziare.
    Attualmente sto rileggendo IL MESTIERE DI VIVERE. Non potevo più rimandarlo per ragioni…lavorative. Ma me lo sto gustando pagina dopo pagina.
    Ciao a tutti

    "Mi piace"

  19. Dunque Mariangela, è vero che non lo rileggo da secoli. Ma essendo Laureata in lingua e letteratura francese, ebbene, I miserabili l’ho letto in lingua originale e non in una riduzione.
    Sigh
    Mi rifiuto di considerarlo un classico alla stregua di altri. E’ un polpettone magnifico, una favolona, un romanzone.Ma i classici non so come a me mi finisconoalle soglie dell’oytocento, no, opure Stendhal, Balzac, ahhh, Ma Victor Hugo è realmente un classico>?
    ( lo spazio che gli viene dato nelle storie delle lettreature non è un granchè)

    Ma insomma,
    a ciascunoil suo

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  20. @Tutti @Cristina
    Neppure io voglio insistere, mi ripeterei.

    @Tutti @Dani
    Dani, mi sa che ti sei andata a prendere un bell’impegno con la conduzione di un gruppo di lettura: mica facile tenere assieme tante teste, e teste di lettori poi, magari di lettori appassionati e come tali un po’ fanatici (fanatici alla romana, però, nel senso buono!).

    Citando “Il mestiere di vivere”, parli di ragioni lavorative, non ho capito cosa intendi dire.

    @Tutti
    Rilettura importante, che non ha sconfessato un amore giovanile, una passione che avevo per Thomas Mann. Ho riletto una perla della letteratura tedesca usando questo supporto:

    ► Thomas Mann, “La morte a Venezia”, letto da Massimo Popolizio, regia Flavia Gentili, Emons Italia, 2015, 1 compact disc (MP3) (238 min.)

    Che dire, che l’autore mi avesse sconvolta quando l’avevo incontrato a circa sedici anni non è da mettere in dubbio: mi rivedo con il volumetto aperto tra le mani davanti allo scaffale della biblioteca rionale (era il Tonio Kroeger, però, non questo), con la indomabile convinzione della lettrice giovane di avere scoperto lo scrittore della vita; ma che l’avessi anche solo parzialmente capito, questo libro (ammesso che i libri debbano essere capiti), quello sì, è lecito revocarlo in dubbio. Mi rendo conto adesso che il pensiero di Mann lo piegavo alle mie esigenze psicologiche, forse anche forzando il significato letterale della storie; plasmavo la scrittura del grande autore tedesco in base ai miei umori. Forse come lettori lo facciamo sempre, ma da giovani ci riuscivamo con maggiore intensità e con un grado minore di consapevolezza razionale rispetto ad oggi.

    Su “La morte a Venezia” non dico niente, cosa dire di un capolavoro?

    Mariangela

    "Mi piace"

  21. @tutte. Mi sembra che la discussione abbia preso un poco i toni della polemica. Ogni tanto succede di mescolare i fatti con le opinioni. Ed è …subito sera. Nel senso che è difficile tornare al sereno confronto delle idee. Voglio solo dire che le opinioni sono ovviamente legittime, i FATTI sono indipendenti dalle opinioni . Perciò un classico, un’opera riconosciuta come un indiscutibile trionfo estetico, sia in letteratura, che nel cinema , che nella musica in tutte le arti umane diventa un FATTO, se a me non piace è una mia opinione ( opinabile) , discutibile, assolutamente legittima. Senza che nessuno si arrabbi.Certo è che l’opera d’arte resta tale malgrado le più svariate opinioni. Non so se mi sono spiegata. Vi amo tutte/i che siamo /siete lettori , merce rara.
    Abbracci. Cam

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  22. @Tutti @Camilla

    Cam, non mi preoccupa tanto la polemica quanto il rischio di cadere in una discussione oziosa e ripetitiva.

    Ma il punto per me è un altro ancora, penso che tutti noi interveniamo qui per parlare di libri, certo, e per scambiarci suggerimenti di lettura, è ovvio, visto che è un blog dedicato alla nostra passione, ma forse scriviamo qui anche per trovare sollievo dalle brutture di un mondo ignorante e intollerante che non ama le sfumature e le diversità. Lasciamole ai non lettori le frasi apodittiche e inconfutabili, lasciamole a loro le certezze incontrovertibili, noi siamo lettrici e lettori e sappiamo che la lettura ingenera il tarlo del dubbio, che può essere tormentoso rovello, ma anche pungolo e sprone verso nuove scoperte della nostra interiorità e del mondo.

    Mariangela

    Piace a 1 persona

  23. @marian. Insomma Marian sei Diventatata veramente in gambissima. Il tuo ultimo post è, per me, una lezione di cui ti ringrazio molto. Equilibrio, saggezza e gentilezza. Un abbraccio. Cam

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