I libri più belli, letti nel 2019

Henri Matisse, The Innatentive Reader, 1919
Henri Matisse, The Innatentive Reader, 1919

Eccoci anche quest’anno al post dedicato ai libri più belli, letti nei dodici mesi. L’appuntamento è diventato quasi un caso di studio: un vero gruppo di lettura esteso, un fiume di idee e consigli; a volte anche di schermaglie, quasi sempre confronti ricchi di stimoli e argomenti.
Ricordo le regole per chi non avesse mai partecipato:
1) scriviamo nei commenti i libri che ci sono piaciuti (ma anche quelli che vogliamo stroncare) e che abbiamo letto nel corso del 2019. Ovviamente è possibile mettere anche considerazioni, recensioni, fare domande.
2) Importante che ci si occupi di libri e cultura; evitiamo per favore, digressioni fuori luogo e tema, soprattutto digressioni di propaganda politica che ogni tanto si sono manifestate e che hanno generato un certo disagio.

Per leggere i commenti del 2018 (sono 28 pagine in tutto):
https://gruppodilettura.com/2018/03/25/i-libri-piu-belli-letti-nel-2018/comment-page-1/#comment-74568

369 commenti

  1. Dani, cara
    due scrittrici di vaglia per me Michela Murgia, Elena Ferrante ( i primi tre)., Poi Clara Sereni . mancata l’anno scorso, ( un gioiello il Gioco dei regni), non mi è dispiaciuto L’arminuta di Dpnatella di Pietrantonio, poi ci penso ma intanto queste…
    Certo in FRancia c’è di più. ma queste sono ottime scrittrici

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  2. @Cristina si vero, era un’affermazione un po’ buttata lì. Ferrante, Murgia, Di Pietrantonio, sono d’accordo. Ero un po’ delusa dal romanzo di Maria Pia Veladiano che, non so perché, mi ha ricordato Simona Rondolino, altra delusione. Anzi so perché: in entrambi era presente il binomio dolore/musica.

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  3. Veladiano piace tanto a Camilla, a me per nulla, trame pasticciate e finali buonisti.dico io. a ciascuna il suo.como siepmpre

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  4. Il 28 Agosto sarebbe stato votato un decreto legge volto a stabilizzare una grande quantità di insegnanti precari. Sarebbero stati assunti con un concorso: per definirne le modalità c’erano voluti mesi di trattative tra i sindacati e il ministro Bussetti, ma alla fine si era arrivati ad un accordo. Era tutto pronto, c’era solo da votare.
    Poi, appena 20 giorni prima della data fatidica, $alvini ha deciso di staccare la spina al governo. In questo modo ha rovinato non solo il lavoro di un suo stesso ministro, ma anche la vita di tutti quei precari che hanno un bisogno disperato di stabilità. Non sono uno di loro, ma conosco la loro sofferenza, e quindi non lo perdonerò mai per aver frantumato tutte le loro speranze. Adesso aspetto le 15 come il giorno di Natale, e mi auguro che tra 2 ore Conte, Di Maio o chi per loro gli assesti il colpo del ko, asfaltandolo senza pietà. Felice di non averti mai votato $alvini, e mi dispiace di aver a lungo provato grande simpatia per te.
    P.S.: Purtroppo la prossima volta non potrò fare l’amore con Giorgia in cabina elettorale, perché sarebbe come votare $alvini. Cercasi nuovo partito per cui tifare.

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  5. @Cristina @ Dani &
    Spendo due parole su Mariapia Veladiano perché forse c’ e’ un equivoco non da poco nel giudizio , in questo caso di LA VITA ACCANTO. Veladiano e’. una teologa/ filosofa ha dedicato un particolare. interesse sullo studio di quel mistero che è la maternità. Chi conosce un po’ di Femminismo ( Luce Irjgarj, e le italiane più note) sa quanto misterioso e potente sia il legame con la creatura che la madre ha partorito e quanti studi si continuino a fare su questa vicenda umana che solo una donna può vivere. La vita accanto e’ uno di essi, la scrittura nitida e perfetta di Veladiano ne ha fatto un romanzo che è. un modo magnifico per comunicare uno studio importante e reso leggibile da chiunque. V. ha scritto altri due romanzi sul dramma indecifrabile della maternità con la carica potentissima di amore e paura che e’ destinato a tutte le madri.
    Certo che le storie di ferrante e i romanzi. in cerca di successo non sono paragonabili a i libri di V.anche se sono ” belli” da leggere. Per me la italiana più interessante e d e l i z i o s a. e’ Milena Agus. ciaociao Cam

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  6. E’ vero MIlena Agus! deliziosissima certo.

    Sul resto cara Cam, restano divergenze profonde. Che vuoi farci? non è buttando schizzetti sui gusti deglle altre che difendi Veladiano. Chi decide che certi romanzi sono in cerca di successo ( e a parte che se anche fosse se valgono what’s the problem?? ma dai Camilla, mnetti via il velenino e la coda, che non servono

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  7. @né velenino né coda cara Cristina.Le ragazze sono adulte colte, intelligenti e hanno tutto l diritto di scegliere le loro letture. Che la/il ferrante non mi piaccia e’. una vecchia storia e suoi libri sono diventati celebri sul mercato americano e oltre. Che a qualche vecchietta solitaria cioè io non piaccia e’ un sacrosanto diritto e potrei dire il perché. Siccome , giustamente, non interessa nessuno non lo faccio. Penso però che in una rubrica su libri e letture sia giusto esprimere il proprio pensiero e tenere conto di molte posizioni. Io spesso ho cambiato idea o ho scelto letture che non mi attiravano soprattutto per merito di Mariangela o di altre, te compresa.Mi dispiace molto comunque di dare l’ impressione di ” schizzare veleno”, starò più. attenta. Pensavo ( che cretina) che fosse interessante leggere Veladiano.Cam

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  8. @Camilla si conferma il fatto che ogni romanzo, nell’incontro coi lettori, si frange in storie diversamente percepite e ciò è bello e interessante. Del romanzo di Veladiano tu trovi centrale il tema della maternità. Io vi ho individuato piuttosto quello della malattia dell’anima, nel personaggio della madre, peraltro poco o nulla approfondito e in primo piano la discriminazione e il disagio dovuti ad un aspetto fisico brutto (forse deforme? Non si riesce a capire…). La zia è un po’ macchietta, assolutamente non delineata, il padre? Un’ombra, un inetto. Belli i personaggi apparentemente secondari, che tali non sono, ma avrebbero meritato più scrittura, più attenzione, cioè la governante e l’anziana pianista. Però tutto superficiale, insoddisfacente, incompiuto. Per me Cam carissima, ovvio. Avevo talmente bisogno di approfondimento psicologico che ho deciso di leggere il secondo libro della Recherche, lì Proust ci regala minuzie chirurgiche, con la maestria, la perfezione che conosciamo. I classici per me sono antidoto sicuro alle letture deludenti. NON sto paragonando Proust a Veladiano!!!! Sia chiaro eh?
    Ciao amiche

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  9. @ Dani conosci tutta la RECHERCHE? cosa intendi con secondo libro? Dalla parte di Swan – Un amore di Swan – O anche All’ombra delle fanciulle in fiore?
    Che bellezza mettersi tranquille a leggere Proust. Io vado matta per Swan.
    Come mi piacerebbe chiacchierare con te di libri. Tornò solo un attimo su La vita accanto: quello che tu chiami ‘malattia dell’ anima e’ prprio la maternità.
    Sarebbe bello poter parlare dal vivo. Ciao carissima. Cam

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  10. @ tutte
    Grazie a chi ama la mia scrittura di famiglia.
    Qui il caldo annunciato non è arrivato. Benedetti media che cercano di condizionarci su tutto.
    Si sta
    Come d’estate
    Sulle sdraio
    I siciliani.
    Continuo L’UOMO CHE RIDE con calma. Come sempre accade in un classico ci sono pagine e pagine di descrizioni e in esse termini di una precisione antica. In questa epoca di approssimazione linguistica, i classici ti presentano una lista di termini specifici, per cui per esempio una nave ti appare sezionata in tutte le sue parti più minuscole.
    È anche questo che ci attira nei classici?
    Buonanotte!

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  11. @Jez e certo, anche questo.
    @Camilla, ho iniziato due volte la Recherche leggendo DALLA PARTE DI SWAN, poi mi fermavo. Altri libri mi chiamavano, poco tempo… Stavolta ho deciso di continuarla leggendo il secondo volume ALL’OMBRA DELLE FANCIULLE IN FIORE. Una mia amica l’ha letta interamente, tutta di seguito. Io non credo di riuscirci 🙄
    Sarebbe bello incontrarci tutti, davvero. E magari leggerci ad alta voce le pagine che amiamo, con i nostri accenti dialettali diversi. Dal Trentino alla Sicilia. Buona giornata

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  12. @Tutti @Camilla
    Hai fatto cenno a Ionesco, ma non ho compreso cosa tu volessi dire.

    @Tutti @Cristina
    Appunto, abbiamo già avuto modo di esprimere la nostra idea in merito alla pittura dell’’800: come dici tu, discordiamo e dissidiamo: io ripeto solo che, gusti a parte, non si può fare di tutt’un erba un fascio. Parlo per me, anche in letteratura conviene verificare di persona, non dare mai nulla per scontato; io mi impongo, prima di tutto, di leggere, poi di giudicare e al limite anche di rifiutare.

    Ciao,
    Mari

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  13. @ Mariangela Eugene Ionesco, grande drammaturgo, scrisse IL RINOCERONTE nel nascere del nazismo quando questa orrenda ideologia mortifera si spargeva tra la gente come una epidemia terribile di in morbo mortale. Il dramma di Ionesco si trova tradotto benissimo in italiano in qualunque libreria o biblio. Leggerlo in questi giorni, ancora molto pericolosi, e’. una esperienza. letteraria imperdibile e terribile. Si legge in poche ore ma è. un grandissimo capolavoro .
    Per quanto riguarda la pittura e la letteratura (ottocentesca?) italiane e’. una grande idiozia . snobbarla non occorre certo ” guardare di persona. per giudicare ???????!!!!!) quando la Storia dell’ arte ci parla chiaramente dei grandi artisti e letterati di quel periodo. Inoltre c’è dentro anche tutto il Risorgimento Italiano. Per questo ti e’ piaciuto anche il piccolo mondo antico di Fogazzaro.ciaociao e continua così. Cam

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  14. @Camilla
    Grazie della risposta.

    @Tutti @Jezabel

    Jez, mi ha colpito quanto hai scritto a proposito della lingua de “L’uomo che ride”: tu parli di “precisione antica” ed è proprio la definizione che mi mancava per classificare il modo di raccontare di Hugo, in particolare, e degli scrittori dell’800, in generale. È qualcosa che senti subito, che ti cattura, a cui ti affidi incondizionatamente (non vale per tutti, ovvio che anche in questo senso non si possa generalizzare, oltretutto stiamo parlando di un signore che si chiamava Victor Hugo, mica uno qualunque!). Anch’io sto leggendo un altro romanzo del grande autore francese … saprò dirvi.

    Ciao,
    Mari

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  15. Io sto leggendo John Fante, che divertente! Tutto il resto lascio.

    Si davvero Jezz ma quei 4 versi perfetti sui siciliani e le sdraio… che sono?

    (Camilla Veladiano anche per la cosiddetta critica ufficiale, vabbuo’.
    Io invece avevo visto un rapporto malsano – parecchio – col padre, e tutto però abbozzato irrisolto, accennato , non spiegato, nemmeno la bruttezza fisica, iospesso scordo le cose ma quel libro mi fu così antipatico ( ed ero così ben disposta) che me lo ricordo a distanza di tanti anni. Mi dispiace Camilla. dico davvero)

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  16. @ Cristina. insomma a me della Vita accanto non mi importa un cavolo. Se non si capisce il mistero della maternità, ancora indagato e tutt’ altro che rusolto.
    La bambina è. riuscita “male” rispetto alle aspettative malefica di una parentela , i natali “alti’ del padre che contro la volontà di una casato ” superiore” non aveva accettato il matrimonio tra il loro rampollo di un ceto alto borghese con ragazza molto bella …e basta. Di umili natali, si diceva allora. Erano previsti ” disastri” da questo matrimonio socialmente più. che sbagliato. La giovane sposa per tutta la gravidanza ha palpitato ,terrorizzata. lei stessa di non essere all’altezza , di essere criticata comunque dalla Famiglia che la considerava un grave errore del rampollo . Un bel bambino, sano e bellissimo, possibilmente. maschio l’ avrebbe aiutata a sentirsi meno inferiore. Invece nasce un brutto ragnetto femmina, portatrice di atavici tratti del volto di antiche miserie. Come volevasi dimostrare da parte di suoceri e parenti altolocati Un marito stronzissimo con una sorella gemella che è. innamorata di lui ed ben lieta che la povera cognatina sia distrutta dagli eveni. Eccetera. Se non si capiscono queste dinamiche sociali ( oggi forse ancora vigente tra regnanti ecc.) La povera ” moglie. povera e d’umilissime origini non ce la fa e si uccide. Il resto si dovrebbe capire ma pare che non si capisca …..comunque. non me ne importa un fico secco. Se non di comprende una situazione ( molto comune fino al secolo scorso) amen.

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  17. se non si capisce è perchè magari non è ben detto?
    non me ne importa un fico secco e amen dice la mia Cam
    . Benissimo. passiamo oltre ordunque

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