Un libro, sotto la coperta (scelte d’autunno)

 Durante il fine settimana gli avvoltoi s’introdussero attraverso i balconi della casa presidenziale, fiaccarono  a beccate le maglie di filo di ferro delle finestre e smossero con le ali il tempo stagnato nell’interno, e all’alba del lunedì la città si svegliò dal suo letargo di secoli con una tiepida e tenera brezza di morto grande e di putrefatta grandezza.

Questo è l’inizio dell’Autunno del patriarca di Gabriel Garcia Marquez ed è un ottimo compagno per cominciare la stagione fredda. L’autunno inoltrato però, quello che prelude all’inverno, già grigio, quel colore con cui Nabokov definisce la prosa di Cechov:

Cechov riesce a trasmettere una sensazione di bellezza artistica assai più di molti scrittori convinti di sapere cosa sia una prosa ricca e bella. E ci riesce illuminando tutte le sue parole con la stessa luce fioca e colorandole tutte esattamente dello stesso grigio, un colore intermedio tra quello di un vecchio steccato e quello di una nuvola bassa. 

Anche i Racconti di Cechov sono un ottimo compagno di viaggio per entrare di soppiatto nell’inverno.  Poi arriva il freddo e allora si può prendere un libro e mettersi sotto le coperte. E dare fuoco alle polveri, come fa Raskol’nikov in Delitto e Castigo di Dostoevskij:

Io ho puramente e semplicemente accennato che “l’uomo straordinario” ha il diritto… cioè non ha ufficialmente, ma per conto suo ha il diritto di autorizzare la propria coscienza a scavalcare… certi ostacoli, e ciò unicamente nel caso che l’attuazione della sua idea (salutare talvolta, forse, per tutta l’umanità) lo richieda.

E poi smorzarle, con l’amore per i dettagli di Dickens, arrivando ai suoi racconti di Natale, di cui dice Stefan Zweig:

Aveva uno strano entusiasmo per le cose banali, per le cose antiquate di nessun valore, per le minuzie della vita (…) Ma egli raccoglie quelle cose inutili e impolverate, le ripulisce ben bene, e le pone nel sole della sua allegria.  E allora, cominciano a un tratto a brillare di una lucentezza mai vista.

Avete altri suggerimenti per affrontare l’autunno?

19 commenti

  1. Sicuramente confermo Dickens e suggerisco il romanzo “Il nostro comune amico” che inizia così

    “Ai giorni nostri (non è necessario indicare l’anno con maggiore esattezza) una barca d’aspetto sporco e poco rassicurante, con dentro due persone, andava sul Tamigi, tra il ponte di Southwark, che è di ferro, e il ponte di Londra, che è di pietra, sul finire di una sera d’autunno.”

    Un lettura perfetta per i primi freddi come per l’inverno inoltrato: un fiume melmoso, un cadavere che sbatte sul fianco della barca, gli angoli oscuri di una Londra che più Londra non si può.

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  2. Io ho appena finito “Picnic a Hanging Rock”, un libro che inizia a Pasqua e si conclude in autunno.

    Questo autunno invece mi sparerò “Zona disagio” di Franzen, non c’è nulla di meglio di un’analisi spietata delle perverse dinamiche familiari per affrontare la depressione dell’inverno 😉

    Parallelamente però conto di leggere tutta Fred Vargas, che è sempre molto autunnale. E magari meno deprimente di Franzen!!

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  3. A me l’autunno fa pensare ai libri di W.G. Sebald, in particolare a _Austerlitz_ e a _Gli emigrati_. Il perchè è una vaga idea imprecisa per cui non provo nemmeno a formularla.

    ciao a tutti 🙂

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  4. per me l’autunno coincide sovente con almeno una rilettura di jane austen: da orgoglio e pregiudizio a persuasione, son tutti perfetti per le prime domeniche da divano con tazza di tè e null’altro da fare.

    alternerò con la biografia di doris lessing e a sangue freddo di capote che mi aspetta da giugno.

    pippa…fred vargas è perfetta per la stagione, il vento scompiglia e riordina i pensieri di adamsberg (di sicuro meno deprimente di franzen)

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  5. Ho appena terminato di leggere ‘Suite francese’ di Irène Némirovsky (ed. Einaudi) che non posso che consigliare (…io l’ho letto d’estate ma secondo me è più indicato per l’autunno).
    Credo ci sia già un post dello scorso anno sul questo libro … di cui confermo la bellezza.
    Pur essendo l’ambientazione molto ‘forte’, poiché narra dell’occupazione della Francia da parte dell’esercito tedesco, l’attenzione per la moltiplicità e la ricchezza dei comportamenti degli uomini non viene mai meno, ed è descritta in modo perspicace, ironico e molto moderno (il libro è stato scritto nel 1940-41 e pubblicato postumo).

    Se poi si pensa che la scrittrice è morta ad Auschwitz nel 1942 …

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  6. Ho appena letto La valle dell’Orco, di U. Matino (Foschi, prefazione Eraldo Baldini), un thriller bellissimo che sta avendo un successo strepitoso a Schio e dintorni. Ho acquistato il libro da Ubik solo perchè il libraio me l’ha segnalato, visto che in quella libreria sta vendendo come La casta di Stella. E’ un libro sorprendente e veramente merita una lettura. Provare per credere.

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  7. Rilancio un consiglio ricevuto – grazie Giulia/Mompracem blog – e vi segnalo:
    L’anno della lepre, di Arto Paasilinna (Iperborea) a cui aggiungo : Il bosco delle volpi … io sto correndo verso l’inverno, vi aspetto là.

    e aggiungo : Una banda di idioti, John Kennedy Toole, Marcos y Marcos.

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  8. “LA CAMBUSA. Storia d’amore e di altre malattie.” lo straconsiglio. Un romanzo della Rizzoli che a prima vista sembrava una storia “facile” e poi si è rivelato un intreccio intenso, commovente, ironico. un VIAGGIO emotivo. Un’opera prima che mi sto permettendo di promuovere tra i miei amici. Leggetelo e mi darete ragione! Il libro ha una una “coda” web su http://www.lacambusa.net.

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  9. Io sto leggendo “Il filo del Rasoio”, e, pur essendo solo ametà libro, lo stra consiglio. Mi piace la concretezza e la verosimiglianza dei personaggi, tutti ben caratterezzati.
    A ruota, mi sta aspettando “Il conte di Montecristo” di A. Dumas Junior.

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  10. Consiglio “Foglie morte” di Gabriel Garcia Marquez, niente di più appropriato in autunno.

    “Per la prima volta ho visto un cadavere, E’ mercoledì, ma mi sento come se fosse Domenica perché non sono andato a scuola e mi hanno messo questo vestito di velluto verde che mi stringe qua e là.”

    Buona lettura a tutti.

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  11. A proposito di Marquez, per la “collezione” autunno-inverno, “Nessuno scrive al colonello” sarebbe niente male.

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  12. “la casa del sonno” potrebbe essere un perfetto titolo autunnale. uso il condizionale perché non l’ho ancora letto, l’ho solo sentito molte volte citato

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